22/07/2026
GIUDIZIO E GIUSTIFICAZIONE
Imparare a vedere la nostra vita oltre il giudizio e la giustificazione ci permette di liberarci dai pesi che non ci consentono di procedere verso la nostra libertà. Attraverso di essi ci costruiamo una bellissima prigione dorata, fatta di illusioni e proiezioni che potrebbero essere sfondate con un solo passo, ma che sono talmente vivide e realistiche da averci fatto perdere il senso della verità.
Immagina di affrontare una salita faticosa che costeggia un bellissimo panorama. Purtroppo non puoi goderti né il cammino né la vista, perché lungo la strada sei continuamente distratto da due accompagnatori. Non ricordi nemmeno più quando si sono avvicinati a te, ma continuano a parlarti senza sosta, infastidendoti, rendendo il cammino ancora più pesante e facendo perdere fascino a tutto ciò che ti circonda.
Questi due compagni di viaggio sono il giudizio e la giustificazione.
Il primo, il giudizio, interviene costantemente e in maniera critica per dirti che stai camminando male e che potresti far meglio. Ti pone in un'osservazione distruttiva di te stesso: "Stai respirando male", "Quel piede messo così ti fa faticare il doppio", "Guarda a terra, non il panorama", "Hai indossato le scarpe sbagliate", "Potevi prepararti meglio per questa salita... ma cosa speri di ottenere?!"
Il secondo compagno, la giustificazione, è ancora più infido. Si insinua in maniera apparentemente gentile, ti passa una mano sulla schiena e ti sussurra che se sei stanco puoi fermarti o tornare indietro. Ti convince che, in fondo, quella fatica non serve e non te la meriti, che in tanti rinunciano e che quindi puoi farlo anche tu.
Queste due presenze ci accompagnano da tanto tempo. Sono arrivate senza che ce ne accorgessimo e si sono rafforzate a tal punto da apparirci quasi indispensabili.
Da studiosa umanista e appassionata di etimologia, ho voluto cercare l'origine di queste due parole per condividerla con voi. Attraverso l'etimologia possiamo risalire al significato profondo dei termini e restituire loro il giusto peso:
GIUDIZIO: deriva dal latino iudicium, derivato di iudex (giudice). A sua volta, iudex è composto da ius (diritto) e dalla radice di dicere (dire). Letteralmente significa "colui che dice o che si pronuncia sul diritto", indicando per estensione l'atto di valutare.
GIUSTIFICAZIONE: deriva dal latino tardo iustificatio -onis, composto da iustus ("giusto") e dal tema di facere ("fare"). L'etimologia significa letteralmente "il rendere giusto" o "il fare giustizia".
Il cammino verso l'autenticità e la nostra verità richiede la libertà di percorrere la strada secondo il nostro sentire sincero. Richiede la libertà di prendere deviazioni e, perché no, la libertà di perderci — di scegliere di perderci per poi ritrovarci — solo dopo aver capito che no! quello non era il percorso adatto ai nostri passi.
Non potremo mai comprendere quale sia la strada che la nostra anima ha scelto di vivere se ci fermiamo al solo "sentito dire". Guardare quel panorama attraverso gli occhi del giudizio e della giustificazione significa guardare attraverso gli occhi di qualcun altro credendo che siano i nostri, immaginando un percorso ideale senza aver mai fatto un solo reale passo.
Lasciare la nostra vita dentro un'aula di tribunale interiore — dove dobbiamo continuamente difenderci o condannarci — ci allontana dall'unica cosa che conta davvero: vivere l'esperienza.
La prossima volta che sentirai questi due compagni sussurrarti all'orecchio come camminare o perché dovresti fermarti, fai un respiro profondo. Ringraziali per aver raggiunto il loro scopo fino a oggi, ma invitali gentilmente a farsi da parte.
Allacciati le scarpe e riprendi a camminare. Il panorama, finalmente, è tutto tuo.
Laura Loru