30/07/2026
“𝐌𝐚 𝐬𝐞𝐢 𝐢𝐧𝐜𝐢𝐧𝐭𝐚?”
Sì.
Me lo sono sentita dire.
Una persona mi ha guardata e me l’ha chiesto.
Poi ha insistito:
“𝐃𝐢 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐭𝐢 𝐦𝐞𝐬𝐢 𝐬𝐞𝐢?”
E io lì, ferma, con un sorriso trattenuto, a spiegare che no…𝐍𝐎𝐍 𝐂'𝐄𝐑𝐀 𝐍𝐄𝐒𝐒𝐔𝐍𝐀 𝐆𝐑𝐀𝐕𝐈𝐃𝐀𝐍𝐙𝐀.
C’era una 𝐝𝐢𝐚𝐬𝐭𝐚𝐬𝐢.
C’era un corpo che aveva dato vita e che non era tornato “𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐚”.
E io quella diastasi non l’ho solo vissuta.
𝐏𝐫𝐢𝐦𝐚 𝐥’𝐡𝐨 𝐬𝐭𝐮𝐝𝐢𝐚𝐭𝐚.
𝐏𝐨𝐢 𝐥’𝐡𝐨 𝐜𝐚𝐩𝐢𝐭𝐚.
𝐏𝐨𝐢 𝐜𝐢 𝐡𝐨 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐚𝐭𝐨, su di me e sul mio corpo.
E nel tempo ho aiutato tante donne a fare lo stesso percorso:
a riconoscersi, a ricostruirsi, a smettere di sentirsi sbagliate.
Perché a volte la gente guarda una pancia e pensa di avere il diritto di commentarla.
Ma quella pancia può essere 𝐮𝐧𝐚 𝐬𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚.
Una ferita.
Una cicatrice.
Una battaglia silenziosa.
𝐍𝐨𝐧 𝐬𝐚𝐢 𝐦𝐚𝐢 𝐜𝐨𝐬𝐚 𝐜’𝐞̀ 𝐝𝐢𝐞𝐭𝐫𝐨 𝐮𝐧 𝐜𝐨𝐫𝐩𝐨.
Non sai quante lacrime.
Quanta fatica.
Quanta accettazione.
E no, 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐞𝐦𝐩𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐫𝐢𝐬𝐩𝐨𝐬𝐭𝐚 𝐝𝐞𝐯𝐞 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐮𝐧 𝐬𝐨𝐫𝐫𝐢𝐬𝐨 𝐟𝐨𝐫𝐳𝐚𝐭𝐨.
Non si tratta di diventare aggressivi.
Si tratta di capire che la 𝐠𝐞𝐧𝐭𝐢𝐥𝐞𝐳𝐳𝐚 𝐨𝐛𝐛𝐥𝐢𝐠𝐚𝐭𝐚, quella che ti fa ingoiare tutto e dire sempre “va tutto bene”... a volte ti consuma da dentro.
Quindi la prossima volta che ti viene da chiedere: “𝐒𝐞𝐢 𝐢𝐧𝐜𝐢𝐧𝐭𝐚?”
𝐅𝐞𝐫𝐦𝐚𝐭𝐢.
Perché magari per te è solo una domanda.
Ma per qualcun’altra può essere 𝐮𝐧𝐚 𝐟𝐞𝐫𝐢𝐭𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐬𝐢 𝐫𝐢𝐚𝐩𝐫𝐞.
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𝐒𝐞 𝐡𝐚𝐢 𝐮𝐧𝐚 𝐝𝐢𝐚𝐬𝐭𝐚𝐬𝐢, 𝐨 𝐩𝐞𝐧𝐬𝐢 𝐝𝐢 𝐚𝐯𝐞𝐫𝐥𝐚, non iniziare a caso.
Il vacuum può essere utile, ma va inserito nel modo giusto, partendo dal tuo corpo e dalla tua situazione.
Per questo serve una valutazione.
𝐒𝐜𝐫𝐢𝐯𝐢𝐦𝐢 “𝐃𝐈𝐀𝐒𝐓𝐀𝐒𝐈” 𝐢𝐧 𝐩𝐫𝐢𝐯𝐚𝐭𝐨 𝐞 𝐭𝐢 𝐝𝐨 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐞 𝐥𝐞 𝐢𝐧𝐟𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐩𝐫𝐞𝐧𝐨𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐮𝐥𝐞𝐧𝐳𝐚.