04/09/2026
Tre categorie diventano due: cosa cambia nello scompenso?
Le linee guida ESC 2026 eliminano la fascia “lievemente ridotta” del 41–49%.
In presenza di segni o sintomi, sotto il 50% si parla ora di scompenso a frazione di eiezione ridotta; dal 50% in su, la forma preservata richiede anche evidenze oggettive di alterazioni cardiache.
Il gruppo 41–49% è più simile alla forma ridotta per meccanismi e risposta alle terapie, mentre la frazione di eiezione può cambiare nel tempo. Lo stesso limite del 50% resta in parte convenzionale.
La novità terapeutica è una base comune. Le gliflozine dapagliflozin ed empagliflozin e gli antagonisti del recettore dei mineralcorticoidi sono raccomandati nei pazienti sintomatici indipendentemente dalla frazione di eiezione, per ridurre il rischio combinato di ricovero per scompenso o morte cardiovascolare.
Ma “stessa raccomandazione” non significa “stesso beneficio”: nella forma preservata, il risultato è stato determinato soprattutto dalla riduzione dei ricoveri; una riduzione della mortalità considerata separatamente non è stata dimostrata.
La classificazione diventa più semplice, non il paziente. Funzione renale, potassio, pressione, causa e stadio continuano a guidare scelta e monitoraggio.
Se alla base dello scompenso vi è una malattia delle valvole o delle coronarie, la terapia medica non sostituisce la valutazione della causa e dell’eventuale intervento da parte dell’Heart Team.
La domanda utile che dovete fare al vostro medico è: «Qual è la causa del mio scompenso e quali terapie di base sono indicate nel mio caso?»
Fonte: Køber L, Adamo M, et al. 2026 ESC Guidelines for the management of heart failure. Eur Heart J. 2026. doi:10.1093/eurheartj/ehag100