Elena Mossi psicologa

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26/08/2026

A volte, quando qualcosa finisce, sentiamo soprattutto quello che stiamo lasciando.

Il mare.
Il tempo lento.
Le giornate senza orari.

Ma forse c’è qualcosa che può rendere più facile attraversare anche una separazione, un cambiamento, un ritorno.

Sapere dove stiamo tornando.

Nella psicologia dell’attaccamento, John Bowlby ha descritto la base sicura come quella figura o relazione che ci permette di allontanarci, esplorare il mondo e, quando ne abbiamo bisogno, sapere di poter tornare.

Non significa che la famiglia debba essere sempre un luogo perfetto, né che al suo interno non ci siano conflitti o difficoltà.

Significa poter sperimentare una sensazione di continuità e appartenenza.

E forse è proprio questo che ho sentito quest’anno, mentre lasciavo il mare.

Mi dispiaceva partire.

Ma sapevo che sarei tornata a casa.
E che ci sarei tornata insieme alla mia famiglia.

Forse anche per questo, dentro la malinconia, c’era una piccola sensazione di conforto.

Perché possiamo lasciare un luogo, un tempo, un’esperienza.

Ma sapere di avere un “noi” a cui tornare può fare una differenza enorme nel modo in cui attraversiamo ciò che finisce.

🏡 E voi? C’è qualcosa che vi fa sentire “a casa”, anche quando siete lontani da casa?

Le vacanze finiscono.E spesso, quando torniamo alla quotidianità, tutto sembra riprendere esattamente da dove avevamo la...
21/08/2026

Le vacanze finiscono.
E spesso, quando torniamo alla quotidianità, tutto sembra riprendere esattamente da dove avevamo lasciato.

Gli orari.
Gli impegni.
La fretta.

Ma forse l'estate ci lascia qualcosa che vale la pena osservare.
Un modo diverso di comunicare.
Un equilibrio nuovo tra vicinanza e spazio personale.
Un piccolo rituale che ci ha fatto stare bene.
Una consapevolezza sulle nostre risorse o sulle nostre fatiche.

La psicologia familiare ci ricorda che i momenti di cambiamento possono diventare occasioni preziose per osservare il funzionamento delle relazioni.

Non perché trasformino una famiglia automaticamente.
Ma perché, cambiando il contesto, rendono più visibili dinamiche che nella routine possono rimanere nascoste.

Forse allora la domanda non è solo:

"Com'è andata questa vacanza?"
Ma:
"Che cosa abbiamo imparato sul nostro modo di stare insieme?"

Perché il laboratorio continua anche quando l'estate finisce.

18/08/2026

Se dovessi scegliere una sola fotografia per raccontare questa estate, quale sceglieresti?

Forse sarebbe una fotografia apparentemente normale.

Perché alcune immagini, riguardandole dopo tempo, fanno qualcosa di particolare: ci restituiscono una sensazione.

Ci ricordano come stavamo noi.
Come stavamo insieme.
Come affrontavamo quello che accadeva.

E forse è proprio in quel momento che si costruisce la storia di una famiglia: non soltanto nei grandi eventi, ma anche nei piccoli momenti che, senza accorgercene, diventano parte di noi.

Per questo, più che chiedermi “Qual è stata la vacanza più bella?”, oggi mi chiedo:
“Quale momento racconta meglio chi siamo stati insieme?”

💬 E tu, se dovessi scegliere una sola fotografia di questa estate, quale sceglieresti?

Non sono i rituali perfetti a costruire una famiglia.Spesso sono i piccoli gesti ripetuti nel tempo.Una colazione sempre...
14/08/2026

Non sono i rituali perfetti a costruire una famiglia.

Spesso sono i piccoli gesti ripetuti nel tempo.

Una colazione sempre nello stesso modo.
Una passeggiata che diventa un appuntamento.
Una frase che solo noi capiamo.
Una tradizione nata quasi per caso.

Studi di psicologia hanno evidenziato come queste piccole abitudini condivise contribuiscano a creare senso di appartenenza, continuità e connessione tra i membri della famiglia.

Il valore di un rituale non sta nella sua originalità.

Sta nel significato che assume per chi lo vive.
Un gesto diventa speciale quando comunica:
"Questo appartiene a noi."
"Questo è un modo in cui stiamo insieme."

Nel tempo, questi piccoli momenti diventano ricordi.
E i ricordi diventano parte della storia della famiglia.

Forse non possiamo scegliere tutti gli eventi che vivremo.

Ma possiamo scegliere quali momenti coltivare.

💬 Qual è un piccolo rituale della vostra famiglia che, anche senza accorgervene, è diventato importante?

❤️

12/08/2026

Le famiglie costruiscono la propria storia anche attraverso piccoli momenti che, mentre accadono, sembrano quasi insignificanti.

Non sono necessariamente le esperienze più straordinarie a rimanere nel tempo.

Spesso sono quei frammenti quotidiani che, ripetuti e raccontati negli anni, diventano parte dell’identità familiare.
La frase:
“Ti ricordi quella volta che...”
non richiama solo un ricordo.
Racconta chi siamo stati insieme.

La psicologia dice che il modo in cui raccontiamo le nostre esperienze contribuisca a costruire il senso della nostra storia personale.

Questo vale anche per le famiglie.
Le narrazioni condivise, i rituali e i ricordi costruiti insieme possono creare appartenenza e continuità: diventano una sorta di filo che collega ciò che siamo stati, ciò che siamo e ciò che stiamo diventando.

Non possiamo sapere quali momenti di questa estate rimarranno davvero nella memoria dei nostri figli.
Ma possiamo essere consapevoli che, mentre li viviamo, stiamo costruendo insieme una parte della storia della nostra famiglia.

Forse allora il valore di una vacanza non si misura solo da ciò che facciamo.
Ma anche da ciò che, senza accorgercene, stiamo costruendo.
Perché ogni famiglia, giorno dopo giorno, sta scrivendo una storia.

💬 Se questa estate fosse un capitolo della storia della vostra famiglia, quale titolo avrebbe?

10/08/2026

A volte, quando qualcosa cambia nella vita familiare, siamo così concentrati sul cosa fare che ci dimentichiamo di fermarci a riconoscere che cosa ci sta succedendo.

Eppure anche dare un nome a quello che stiamo attraversando può fare la differenza.

Dire:

“Questo periodo è diverso da come lo avevamo immaginato.”
“È un momento difficile.”
“Siamo un po’ disorientati.”

Ma anche:

“Questa cosa ci sta facendo bene.”
“Stiamo scoprendo un modo nuovo di stare insieme.”

…condividere quello che sta succedendo — le difficoltà, ma anche le cose belle — aiuta a costruire una narrazione comune di ciò che la famiglia sta vivendo.

Non significa trovare subito una soluzione.

Significa non vivere il cambiamento ognuno per conto proprio.

E forse è proprio questo uno degli aspetti più importanti dell’adattamento familiare: non soltanto riuscire a cambiare, ma riuscire a riconoscere insieme che stiamo cambiando.

Perché quando una famiglia riesce a dare un significato condiviso a ciò che attraversa, anche un periodo difficile può diventare qualcosa che si attraversa insieme, e non semplicemente qualcosa che “è successo”.

Nella tua famiglia riuscite a raccontarvi come state vivendo i periodi di cambiamento?

03/08/2026

Gli imprevisti non fanno saltare solo i programmi.

Fanno saltare anche l’idea che avevamo costruito di come sarebbe dovuta andare.

Ed è proprio lì che spesso emergono dinamiche che durante l’anno rimangono più nascoste.

Cosa succede quando qualcosa sfugge al nostro controllo?

Cerchiamo una soluzione insieme?
Ci irrigidiamo?
Cerchiamo un responsabile?

Oppure riusciamo a fermarci e chiederci: “Di cosa abbiamo bisogno, adesso, come famiglia?”

La psicologia ci ricorda che non possiamo controllare tutto ciò che accade, ma possiamo sviluppare una maggiore consapevolezza di ciò che dipende da noi e di ciò che invece dobbiamo imparare ad accettare.

Julian Rotter, attraverso il concetto di locus of control, ha evidenziato quanto sia importante distinguere tra ciò che possiamo influenzare e ciò che non è nelle nostre possibilità modificare.

Anche gli studi sulla resilienza familiare mostrano che le famiglie resilienti non sono quelle che non attraversano difficoltà.
Sono quelle che riescono a dare un significato a ciò che accade, riorganizzarsi e sostenersi reciprocamente senza perdere il senso del “noi”.

Forse è proprio questo che rende gli imprevisti un laboratorio relazionale.

Non ci mostrano se una vacanza è riuscita.
Ci mostrano come sappiamo stare insieme quando la realtà cambia.

💬 Ti è mai capitato che un imprevisto abbia rivelato qualcosa del vostro modo di affrontare le difficoltà come famiglia?

Le vacanze non sono più quelle di una volta.Quante volte lo abbiamo detto o pensato?Forse, però, la domanda da farci è u...
30/07/2026

Le vacanze non sono più quelle di una volta.

Quante volte lo abbiamo detto o pensato?

Forse, però, la domanda da farci è un'altra.
Siamo noi a non essere più quelli di una volta.

Quando nasce una famiglia cambia molto più dell'organizzazione quotidiana.
Cambiano i ruoli.
Cambiano le priorità.
Cambia il significato del tempo insieme.

Eppure, a volte, continuiamo a partire per le vacanze con le aspettative di quando eravamo solo una coppia.

È lì che può nascere la frustrazione.
Non perché la vacanza sia andata male.
Ma perché stiamo confrontando due momenti della vita che non sono più gli stessi.

Accettare che le vacanze cambino non significa rinunciare al piacere di viverle.
Significa iniziare a costruire ricordi, equilibri e momenti di connessione adatti alla famiglia che siamo oggi.

Per me è questo il senso di restare squadra: non cercare di tornare a ciò che eravamo, ma imparare a riconoscerci e a sostenerci nella fase della vita che stiamo attraversando.

28/07/2026

Quando si parla di coppia e genitorialità, si sente spesso dire che il problema è trovare più tempo da trascorrere insieme.

Il tempo è importante, certo.

Ma non sempre è il punto di partenza.
Lo psicologo John Gottman, che da oltre quarant’anni studia le relazioni di coppia, ha osservato che ciò che distingue le coppie più soddisfatte non è l’assenza di conflitti o la quantità di tempo trascorso insieme.

È la capacità di rispondere ai piccoli tentativi di connessione quotidiani, quelli che lui chiama bids for connection.

Sono gesti semplici.

Uno sguardo.
Un sorriso.
Un “come stai?”.
Un “grazie”.
Un “ci penso io”.

Piccoli momenti che, presi singolarmente, sembrano quasi insignificanti.
Ma che, ripetuti nel tempo, alimentano il senso di essere una squadra.

Anche in vacanza.

Forse non avremo sempre una serata romantica tutta per noi. Ma possiamo scegliere, ogni giorno, se lasciare passare quei piccoli momenti... oppure coglierli.

È anche così che una coppia continua a restare coppia, mentre cresce come famiglia.

💬 Qual è un piccolo gesto del tuo partner che ti fa sentire visto o vista, anche nelle giornate più piene?

Avete mai pensato che quell'insofferenza che ogni tanto emerge in vacanza possa raccontare qualcosa di diverso da quello...
23/07/2026

Avete mai pensato che quell'insofferenza che ogni tanto emerge in vacanza possa raccontare qualcosa di diverso da quello che sembra?

Non necessariamente che la relazione non funziona.
Non necessariamente che abbiamo bisogno di stare meno insieme.

A volte ci mostra semplicemente che ogni relazione ha bisogno di un equilibrio tra vicinanza e autonomia.

Stare bene insieme non significa eliminare ogni spazio individuale.
Significa poter essere vicini senza sentirsi intrappolati.
È un equilibrio delicato, che riguarda la coppia, ma anche la relazione con i figli.
Le vacanze, proprio perché modificano i ritmi e aumentano il tempo condiviso, possono renderlo più visibile.

E forse questa è una delle opportunità che ci offrono:
osservare la nostra famiglia non per giudicarla, ma per conoscerla meglio.

Le vacanze sono un laboratorio relazionale.

A volte, se qualcosa non funziona, non dobbiamo cambiare tutto.
Forse basta cambiare qualche variabile.

💬 Qual è una piccola "variabile" che nella tua famiglia potrebbe rendere più piacevole il tempo insieme?

Indirizzo

Via Solferino 16
Brescia
25122

Orario di apertura

Martedì 09:00 - 13:00
Mercoledì 08:00 - 14:00
Giovedì 09:00 - 13:00
Venerdì 14:00 - 19:00

Telefono

+393356418071

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