18/07/2018
RISPOSTA DELLE SOCIETA' ITALIANE DI PSICOANALISI JUNGHIANA AL MINISTRO SALVINI.
Le Società italiane di Psicologia Analitica AIPA, ARPA e C**A, membri dell’International Association of Analytical Psychology (IAAP) fondata da Carl Gustav Jung, manifestano la loro solidarietà ai colleghi della Società Italiana di Psichiatria e si associano alla loro protesta per le provocatorie dichiarazioni del Ministro Salvini relative allo stato dell’assistenza alla salute mentale in Italia.
Le valutazioni espresse dal Ministro Salvini sulla Legge Basaglia sono smentite dai dati di ricerca e dai riconoscimenti che da tutto il mondo provengono all’Italia per la bontà di quella riforma storica del nostro sistema della salute mentale, che ha restituito una quota di dignità a persone gravemente sofferenti che, come è noto, prima della legge 180 venivano forzatamente allontanate dalla società e tenute segregate in istituzioni totali - i manicomi - dove venivano spesso sottoposte a pratiche e trattamenti disumani.
In quanto Associazioni finalizzate alla diffusione di una cultura psicologica che indaghi le complesse relazioni fra psichico e sociale, nonché dedicate alla psicoterapia e alla cura della salute mentale nei contesti pubblici e privati, esprimiamo una ferma condanna alle esternazioni disinformate e improvvisate da parte di personaggi politici che alimentano i peggiori e infondati fantasmi dei singoli individui e della collettività.
Condividiamo con i colleghi psichiatri e psicologi e con i colleghi psicoanalisti della SPI la grave preoccupazione per le dichiarazioni che veicolano informazioni distorte, alludendo alla presunta pericolosità del malato di mente: le persone che soffrono di disturbi psichiatrici e psicologici non solo non commettono più delitti o aggressioni di quanti ne commetta la popolazione cosiddetta normale, ma, al contrario, subiscono molti più episodi di violenza della cosiddetta popolazione normale (la ricerca indica un rapporto di 4:1 con la popolazione in condizioni di salute). Queste dichiarazioni irresponsabili sono oltremodo pericolose in quanto ravvivano i più dannosi pregiudizi sul disturbo psichico; e tali pregiudizi contribuiscono a loro volta a creare condizioni di stigma prognosticamente negative, poiché accrescono l’alienazione delle persone colpite da disturbi psichiatrici e le rendono meno propense a ricorrere alle cure di cui hanno bisogno.
I pazienti psichiatrici e le loro famiglie non hanno certo bisogno di ricevere ulteriore demonizzazione per la loro “diversità” nell’ambiente sociale, ma al contrario necessitano un incremento di attenzione da parte del governo, e investimenti che permettano alle numerosissime strutture operanti sul territorio nazionale di proseguire quel lavoro di reintegrazione psicosociale delle persone sofferenti di disturbi mentali avviato dalla Legge 180, poi confluita nella legge n. 833/1978 di riforma del sistema sanitario nazionale. A questo scopo, è urgente contrastare la tendenza – invalsa negli ultimi anni – a risparmiare sui costi in termini di numero e qualità degli operatori della salute mentale: solo la presenza di una proporzione adeguata di operatori con alti livelli di formazione psicoterapeutica, oltre che psicofarmacologica, potrà garantire un miglioramento degli indici di guarigione e di qualità della vita.
Esprimiamo infine, come analisti junghiani, una preoccupazione più generale per una politica che tende a far convergere il malessere sociale e il diffuso senso di instabilità attuali sulle persone socialmente più deboli, quali appunto i malati psichiatrici, così come i migranti e gli “estranei” in genere, rendendoli “capro espiatorio” di paure e insoddisfazioni sia individuali che collettive.
Ci opponiamo dunque a qualunque politica disumanizzante, mirata a ridurre la qualità inalienabile di soggetto di tutti gli esseri umani, non importa quanto sofferenti o poveri. E’ nostra convinzione che si debba imparare dalla storia per non ripeterne i terribili errori.
Roma, 18 luglio 2018
Alessandra De Coro (Presidente dell’AIPA)
Robert Mercurio (Presidente dell’ARPA)
Lorenzo Zipparri (Presidente del C**A)