Dott.ssa Daniela Lucignolo Psicologa Psicoterapeuta

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Dott.ssa Daniela Lucignolo Psicologa Psicoterapeuta La Dott.ssa Daniela Lucignolo risponde a "domande di salute" attraverso: consulenza psicologica, sostegno, psicoterapia per adulti e giovani adulti.

Dott.ssa Daniela Lucignolo, PSICOLOGA - PSICOTERAPEUTA

Mi sono laureata in psicologia con lode nel 1999, sono iscritta all’Ordine degli Psicologi del Lazio dal 2002, abilitata all’esercizio della psicoterapia, specializzata in Psicologia della Salute, esperta in arte-terapia. Ho avuto un’esperienza decennale di coordinamento di una Struttura Socio Riabilitativa impegnata nella riabilitazione e reintegrazione sociale di adulti con disturbi psichiatrici. Ho collaborato con l’Associazione A.L.E.SS. Don Milani in qualità di docente di psicologia nei corsi per Operatori Socio Sanitari. Sono attualmente impegnata nel settore socio-sanitario-riabilitativo, come conduttrice di laboratori di “narrazione e rappresentazione video-teatrale” presso la ASL RMH: Centro Diurno di Pomezia. Lavoro come psicoterapeuta ad orientamento analitico per adulti e giovani adulti, rispondendo a "domande di salute" attraverso: consulenza psicologica, sostegno, psicoterapia. Mi occupo di diverse situazioni, tra cui: ansia, disagio generalizzato, percorsi personali di crescita e individuazione, situazioni di impasse. Sono profondamente convinta che una "crisi" può diventare un modo per "prendersi cura" di sé stessi e della propria vita, cercando nuovi significati, mobilitando risorse personali, sperimentando altre strategie rispetto a quelle solitamente usate.

11/12/2025

Condividiamo l’articolo del prof. Vittorio Lingiardi pubblicato su la Repubblica che riporta e sostiene questi contenuti.

“Milioni di persone, molte delle quali adolescenti, si rivolgono a chatbot e ad app per il benessere mentale come a fonti immediate di conforto, compagnia, orientamento emotivo. È la risposta più rapida, meno costosa e più accessibile a una solitudine che aumenta, a un sistema sanitario che diminuisce, a una domanda di cura che esplode.”

“Ma l’IA non nasce per ascoltare davvero. Nasce per generare testi plausibili, ottimizzare diagnosi precoci e cure in medicina, risolvere problemi tecnici. Non nasce per dire di no; nasce per compiacere. Non apprezza il silenzio, non riflette, sentenzia. Non è programmata per ‘tenere’ dentro di sé un dolore, come fa un terapeuta”.

“Il chatbot non ha una storia emotiva e non conosce quella del soggetto, non riconosce i non-detti, non vede il corpo, protagonista silenzioso di ogni psicoterapia . Genera quindi una falsa relazione”.

“L’American Psychological Association (APA) interviene con un documento-guida (Use of generative AI chatbots and wellness applications for mental health. An APA health advisory) come gesto di cura collettiva: un invito a distinguere, finalmente, ciò che potrebbe aiutare da ciò che fa sicuramente male.”

Come Consiglio Nazionale siamo vigili e attenti a questi temi a cui abbiamo dedicato un gruppo di lavoro specifico, dedicato alla tutela della salute psicologica di ogni persona, soprattutto dei giovani.

10/11/2025

L’INTERDIPENDENZA TRA EMOZIONE ❤️ E COGNIZIONE 🧠 DAL PUNTO DI VISTA DELLE NEUROSCIENZE.
A cura del Prof. 𝘼𝙡𝙗𝙚𝙧𝙩𝙤 𝙊𝙡𝙞𝙫𝙚𝙧𝙞𝙤, docente membro del comitato scientifico di Krómata.
“I risultati di diverse recenti ricerche -la più recente svolta nell’Università di Francoforte sul Meno- indicano che quando le strutture responsabili dell’emozione e delle funzioni cognitive si attivano in simultaneo, le capacità cognitive migliorano. Le neuroscienze ci mostrano che non esistono centri emotivi e cognitivi nettamente separati, ma piuttosto una complessa rete di regioni cerebrali che collaborano e comunicano incessantemente. In pratica, l’attivazione simultanea d strutture come l'amigdala, la corteccia prefrontale e indica che esiste un’unità funzionale tra pensiero ed emozione.
Riconoscere questa profonda integrazione ha implicazioni che vanno ben oltre i laboratori di ricerca. Se consideriamo la salute mentale, comprendiamo che molti disturbi, dall'ansia alla depressione, derivano da una disregolazione di questa interazione, e le terapie più efficaci spesso mirano a ristabilire un equilibrio più sano tra processi cognitivi ed emotivi. Nell'educazione, sappiamo che creare un clima emotivamente positivo è essenziale per favorire l'apprendimento, la motivazione e la curiosità. Nella vita quotidiana, una maggiore consapevolezza di come i nostri stati d'animo influenzano i nostri giudizi, e di come i nostri pensieri modellano le nostre emozioni, può portare a una migliore autocomprensione, a relazioni più armoniose e a decisioni più sagge ed equilibrate.
In conclusione, l'antica separazione tra ragione e passione, al centro di dispute filosofiche e del noto romanzo “Ragione e sentimento” (Sense and Sensibility) di Jane Austen, si dissolve di fronte all'evidenza di una mente intrinsecamente integrata. Emozione e cognizione sono due fili inseparabili, intrecciati nel tessuto della nostra esperienza. Le emozioni informano e guidano i nostri pensieri, mentre i pensieri danno forma e significato alle nostre emozioni”.
https://doi.org/10.1101/2023.03.17.533197

26/07/2025

Oggi, 26 luglio, celebriamo il compleanno di Carl Gustav Jung (1875–1961), l’uomo che ci ha insegnato a guardare dentro l’anima come si guarda il cielo stellato.

Filosofo del profondo, esploratore dell’inconscio, Jung ci ha lasciato in eredità l’idea che la nostra ombra, i sogni, gli archetipi e l’inquietudine non siano da temere, ma da incontrare. Che la vita non è solo adattamento al mondo esterno, ma soprattutto un viaggio verso sé stessi.
Una “via dell’anima”, da percorrere con coraggio, immaginazione e verità. La sua voce ci parla ancora — e ci invita a diventare ciò che siamo.

Buon compleanno, caro Jung.

Sempre più metodi mordi e fuggi che danno la sensazione di alleviare un sintomo sul momento...del tipo 'inutile che mi s...
26/09/2019

Sempre più metodi mordi e fuggi che danno la sensazione di alleviare un sintomo sul momento...del tipo 'inutile che mi soffermo e vado a fondo': l'antitesi del mio lavoro...

Distruggere tutto per sfogarsi il più possibile. Senza avere quel macigno sul petto che ci scotta. Alcuni dicono di farsela passare..Ma perché rimanere con quella pesantezza addosso, che spesso non va più via? Invece di reprimere stress e frustrazioni, si può ricorrere alla rage room, alias stan...

01/08/2019

“Coloro che non imparano niente dai fatti sgradevoli della propria vita costringono la coscienza cosmica a riprodurli tante volte quanto sarà necessario per imparare ciò che insegna il dramma ch'è accaduto.
Quello che neghi ti sottomette, quello che accetti ti trasforma”
(Carl Gustav Jung).

19/03/2019

TPI FOTO

01/12/2018

Una buona madre è colei che diventa inutile nel tempo. Diverse volte ho sentito pronunciare questa frase da un amico psicoanalista e mi è...

24/11/2018

Venerdì 23 novembre inaugura ufficialmente il caffè vineria BiStrani in Via Sassari 1 a Torino, apertura alle ore 17.00. Si tratta di un progetto unico nel suo genere perché è un caffè vineria all’interno del quale operano persone affette da autismo. E’ un progetto di inclusione sociale e d...

18/07/2018

RISPOSTA DELLE SOCIETA' ITALIANE DI PSICOANALISI JUNGHIANA AL MINISTRO SALVINI.
Le Società italiane di Psicologia Analitica AIPA, ARPA e C**A, membri dell’International Association of Analytical Psychology (IAAP) fondata da Carl Gustav Jung, manifestano la loro solidarietà ai colleghi della Società Italiana di Psichiatria e si associano alla loro protesta per le provocatorie dichiarazioni del Ministro Salvini relative allo stato dell’assistenza alla salute mentale in Italia.
Le valutazioni espresse dal Ministro Salvini sulla Legge Basaglia sono smentite dai dati di ricerca e dai riconoscimenti che da tutto il mondo provengono all’Italia per la bontà di quella riforma storica del nostro sistema della salute mentale, che ha restituito una quota di dignità a persone gravemente sofferenti che, come è noto, prima della legge 180 venivano forzatamente allontanate dalla società e tenute segregate in istituzioni totali - i manicomi - dove venivano spesso sottoposte a pratiche e trattamenti disumani.
In quanto Associazioni finalizzate alla diffusione di una cultura psicologica che indaghi le complesse relazioni fra psichico e sociale, nonché dedicate alla psicoterapia e alla cura della salute mentale nei contesti pubblici e privati, esprimiamo una ferma condanna alle esternazioni disinformate e improvvisate da parte di personaggi politici che alimentano i peggiori e infondati fantasmi dei singoli individui e della collettività.
Condividiamo con i colleghi psichiatri e psicologi e con i colleghi psicoanalisti della SPI la grave preoccupazione per le dichiarazioni che veicolano informazioni distorte, alludendo alla presunta pericolosità del malato di mente: le persone che soffrono di disturbi psichiatrici e psicologici non solo non commettono più delitti o aggressioni di quanti ne commetta la popolazione cosiddetta normale, ma, al contrario, subiscono molti più episodi di violenza della cosiddetta popolazione normale (la ricerca indica un rapporto di 4:1 con la popolazione in condizioni di salute). Queste dichiarazioni irresponsabili sono oltremodo pericolose in quanto ravvivano i più dannosi pregiudizi sul disturbo psichico; e tali pregiudizi contribuiscono a loro volta a creare condizioni di stigma prognosticamente negative, poiché accrescono l’alienazione delle persone colpite da disturbi psichiatrici e le rendono meno propense a ricorrere alle cure di cui hanno bisogno.
I pazienti psichiatrici e le loro famiglie non hanno certo bisogno di ricevere ulteriore demonizzazione per la loro “diversità” nell’ambiente sociale, ma al contrario necessitano un incremento di attenzione da parte del governo, e investimenti che permettano alle numerosissime strutture operanti sul territorio nazionale di proseguire quel lavoro di reintegrazione psicosociale delle persone sofferenti di disturbi mentali avviato dalla Legge 180, poi confluita nella legge n. 833/1978 di riforma del sistema sanitario nazionale. A questo scopo, è urgente contrastare la tendenza – invalsa negli ultimi anni – a risparmiare sui costi in termini di numero e qualità degli operatori della salute mentale: solo la presenza di una proporzione adeguata di operatori con alti livelli di formazione psicoterapeutica, oltre che psicofarmacologica, potrà garantire un miglioramento degli indici di guarigione e di qualità della vita.
Esprimiamo infine, come analisti junghiani, una preoccupazione più generale per una politica che tende a far convergere il malessere sociale e il diffuso senso di instabilità attuali sulle persone socialmente più deboli, quali appunto i malati psichiatrici, così come i migranti e gli “estranei” in genere, rendendoli “capro espiatorio” di paure e insoddisfazioni sia individuali che collettive.
Ci opponiamo dunque a qualunque politica disumanizzante, mirata a ridurre la qualità inalienabile di soggetto di tutti gli esseri umani, non importa quanto sofferenti o poveri. E’ nostra convinzione che si debba imparare dalla storia per non ripeterne i terribili errori.
Roma, 18 luglio 2018
Alessandra De Coro (Presidente dell’AIPA)
Robert Mercurio (Presidente dell’ARPA)
Lorenzo Zipparri (Presidente del C**A)

17/07/2018

[Dichiarazione del Presidente di Altrapsicologia sulla salute mentale e sulla violenza delle persone con disturbi mentali.]

Altrapsicologia, la maggiore associazione di psicologi in Italia, si unisce all’appello della Società Italiana di Psichiatria e della Società Psicoanalitica Italiana per una cura appropriata della salute mentale.

C’è una cosa importante che dobbiamo ricordare, in questi giorni di polemiche sulla salute mentale in Italia: che la Legge 180 è stata prima di tutto una legge di civiltà.

Prima della Legge 180 chiunque poteva essere internato senza motivazione per un tempo indeterminato. Poteva essere privato della possibilità di comunicare con l’esterno, di tutelare il proprio patrimonio, il rapporto con i propri figli, il proprio ruolo sociale. Da internati non vi era possibilità di ricorrere all’autorità sanitaria o giudiziaria.

Occorre anche sfatare un mito: la malattia mentale non è violenza. La violenza connessa ai disturbi mentali è un’eventualità relativamente rara. Non esiste nemmeno alcuna emergenza legata alla violenza da parte di persone con disturbi psichici: nessun dato epidemiologico supporta questa ipotesi. Il fenomeno è anzi sempre più raro e controllato grazie ai farmaci e a programmi terapeutici adeguati.

Semmai, la malattia mentale produce danni molto più seri e diffusi, ma forse meno spettacolari e visibili: intacca profondamente i progetti di vita delle persone e delle famiglie, le opportunità lavorative, la possibilità di avere una casa, una vita sociale. Di essere felici.

Il sistema della salute mentale nato dal seme della Legge 180 oggi cura circa un milione di cittadini con disturbi mentali. È un sistema efficace, capillare, riconosciuto. Ma funziona - ben più di altri servizi sanitari - sulla base di personale specializzato, motivato e in numero congruo.

Se la politica vuole davvero occuparsi della salute mentale, c’è una sola cosa da fare: nutrire il sistema delle cure di un numero adeguato di medici, psicologi, educatori, infermieri, addetti all’assistenza. Sostenere con loro un sistema di cura basato sui valori dell’accoglienza, della tolleranza, della scienza.

Gli psicologi sono a disposizione.

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