Alessia Beghi: contatto in famiglia

Alessia Beghi: contatto in famiglia pagina dedicata alle iniziative e a informazioni per nutrire il benessere e i legami affettivi nella

15/08/2026

L’IMMAGINE PUBBLICITARIA E’ STATA RIMOSSA: E ADESSO?

L’immagine della pubblicità della Apple è stata rimossa. In questo lungo articolo provo a spiegare perché questa rimozione rappresenta un primo step importante del cambiamento oggi necessario al mondo e soprattutto ai nostri figli. L’articolo è lungo, ma importante. Per leggerlo ci vogliono circa 10 minuti. Se li hai prosegui, altrimenti torna a leggerlo in un altro momento. Io ci ho lavorato per parecchie ore, perciò ti sono grato se saprai valorzzarne i contenuti, ritenendoli adeguati e competenti, facendolo leggere ad altre persone.
La rimozione dell’immagine pubblicitaria, che oggi non è più visibile a Milano, dove era stata affissa, potrebbe rappresentare una vittoria per tutti noi che abbiamo considerato quell’immagine totalmente incongruente con quanto oggi sappiamo rispetto ai rischi correlati all’ingresso precoce dei minori nel mondo digitale. Al tempo stesso, ieri il Conseil Consitutionnel francese ha bloccato la legge, voluta da Macron, che stabiliva il divieto di accesso ai social media da parte dei minori di 15 anni. Al tempo stesso, negli Stati Uniti, Meta sta affrontando un’azione legale che potrebbe portarla a pagare una multa cumulativa di proporzioni mai viste prima, a causa dell’architettura che contraddistingue le sue piattaforme social, considerate additive nei confronti dei minori (e non solo) e in quanto tali, dannose per la salute mentale dei soggetti in età evolutiva.
Questa congiunzione di elementi è solo un piccolo indicatore di come il mondo stia cercando – con molta fatica – di guardare al mondo digitale con uno sguardo totalmente nuovo rispetto a quanto avvenuto fino ad oggi.

Per anni, si è guardato al mondo digitale considerandolo una straordinaria opportunità. Questo ha favorito la logica pervasiva delle Big Tech che hanno introdotto devices e piattaforme in tutti gli ambienti scolastici (e di conseguenza nella vita di tutti i nostri figli e figlie) proponendo un’urgenza e una precocità di ingresso e di utilizzo che oggi la scienza definisce non oggettivamente vantaggiosa per i minori, che in tutto il mondo presentano indicatori di salute fisica e mentale usurati.

La rimozione dell’immagine gigantesca che a Milano mostrava un bimbo piccolissimo con in mano uno smartphone non è una vittoria né una sconfitta. E’ semplicemente un indicatore che qualcosa sta cambiando e rappresenta la prova che una parte significativa del mondo adulto oggi ha consapevolezze che pochi anni fa non esistevano.

Per anni, tutto il mondo tecno-entusiasta – fortemente sostenuto, finanziato e reso a sua volta pervasivo grazie al sostegno delle Big Tech (tutti ci ricordiamo la presenza alla Casa Bianca di tutti i Ceo delle Big Tech il giorno della seconda elezione di Trunp negli USA) non ha mai considerata degna di approfondimenti e di valutazioni serie e oggettive la correlazione tra uso dei devices e salute degli utenti. Tutte le volte che gli esperti (vedi il lavoro di J.Haidt con il suo fondamentale saggio “Generazione ansiosa”) hanno provato a dare evidenza dell’impatto sulla salute dei minori causato dalla frequenza del mondo online, le Big Tech, corroborate dalle dichiarazioni di alcuni scienziati e specialisti, si sono difese dicendo che non esistono prove scientifiche certe che dimostrino che quei danni siano la conseguenza dell’uso dei devices. Si utilizzano spiegazioni che si rifanno al paradigma della “complessità”, al mantra “correlation is not causation”: tutto ammissibile, se non che genitori e docenti quella correlazione la vedono molto chiaramente nella quotidianità dei loro figli e studenti e la scienza oggi ha sufficienti evidenze epidemiologiche e cliniche per sentirsi autorizzata a non arretrare di fronte ai detrattori che vorrebbero continuare ad affermare al mondo che “il digitale non è il problema”.

Tra l’altro, come spiegazione alternativa, da tutte le parti viene affermato che il problema siamo noi genitori, che non siamo capaci di educare i figli al buon uso del digitale, in quanto pigri, assenti, inetti: alla luce di quale evidenza scientifica, tutti i genitori dei cinque continenti nello stesso momento storico si sarebbero alleati per produrre nei loro figli la peggiore crisi di salute mentale mai vista in età evolutiva? Questa sarebbe la spiegazione scientifica dei dati epidemiologici di cui disponiamo oggi?

Non va trascurato che proprio di recente la stessa Corte di Cassazione, in un caso riguardante proprio la Apple, ha affermato che “l’incertezza scientifica non fa venir meno il dovere di informare l’utente da parte del produttore che gli vende un servizio o un prodotto. Infatti, quando gli studi disponibili abbiano prospettato un rischio plausibile, pur senza dimostrare in modo definitivo la nocività del prodotto, il professionista deve valutare misure informative proporzionate. .L’incertezza scientifica, dunque, non equivale a irrilevanza giuridica. Non dimostra automaticamente la responsabilità del produttore, ma impone al giudice di verificare se il rischio sia stato adeguatamente comunicato e governato”..
Ad oggi, le Big Tech non solo non hanno comunicato il rischio correlato all’uso dei loro prodotti e servizi, ma anche quando lo hanno identificato (ed è successo molte volte) hanno fatto di tutto per negarlo, nasconderlo, minimizzarlo al fine di tutelare il loro profitto economico ritenuto più importante della salute dei suoi utenti. Esattamente la stessa cosa avevano fatto le multinazionali del tabacco e per questo poi sono state condannate. Da quella condanna, è derivato che il tabacco è stato trattato per sempre e in tutto il mondo come “fattore di rischio” per la salute dei suoi utilizzatori.

La sanità pubblica oggi si è assunta la funzione e la responsabilità di raccontare, denunciare, prevenire il rischio oggettivo correlato all’uso del digitale in età evolutiva. Lo fa perché i dati oggi disponibili ci fanno parlare di “emergenza”. E quando c’è un’emergenza di sanità pubblica, si devono fare tre cose: educazione preventiva (interventi formativi rivolti alla comunità), cambiamenti ambientali (per esempio: scuole smartphone-free oppure rimozione di immagini come quella della pubblicità denunciata), interventi legislativi (per esempio: divieti basati sui limiti di età). La sanità pubblica ha già fatto questo con alcol, tabacco, gioco d’azzardo, etc.

Gli interessi delle multinazionali che fanno profitto con questo genere di prodotti e comportamenti non ha mai sostenuto il lavoro degli specialisti di prevenzione. Ogni giorno, io che faccio questo lavoro, vedo quanta contro-narrazione viene rivolta verso ciò che la sanità pubblica afferma e anche contro noi specialisti che stiamo provando a generare un cambiamento di cui siamo convinti non in quanto ideologicamente schierati contro il digitale, ma in quanto le competenze cliniche, epidemiologiche e preventive che abbiamo ci obbligano a fare questo lavoro per la salute della comunità. I pediatri parlano dei rischi associati al digitale in età evolutiva e le loro linee guida vengono smentite da filosofi e sociologi che certamente hanno competenze elevatissime, ma che non si troveranno mai a dover gestire problemi di salute mentale e fisica dei piccoli pazienti. Psichiatri e neuropsichiatri denunciano addiction e dipendenza correlati all’uso dei devices e in giro tantissimi opinionisti affermano che non esiste evidenza che il mondo digitale generi fenomeni di dipendenza. Lo si nega per i social e per i videogiochi, per la pornografia e per lo shopping online, per l’ossessione rivolta al corpo e per le pratiche di skin care e beauty-routine messe in atto da bambini di 9 anni (e ripeto: 9 anni). come è possibile tutto ciò? Come si può smentire di continuo l’emergenza clinica che chi lavora con l’età evolutiva osserva tutti i giorni?

Io da anni, come medico specialista di sanità pubblica e psicoterapeuta dell’età evolutiva, ho deciso di parlare a genitori e comunità educante raccontando ciò che so, che studio, che constato nello svolgimento della mia professione. Non importa se nel farlo, ho collezionato ormai una lunga lista di haters e detrattori che mi definiscono: tecnofobico, profeta di sventura, ideologo, dinosauro, amante del vintage e spesso anche grande ignorante. No, non importa. Proseguo nel mio lavoro divulgativo e psicoeducativo, consapevole che negli ultimi quindici anni non ho mai dovuto cambiare la mia narrazione, alla luce dei dati di ricerca ad oggi disponibili. Per questo, io personalmente, considero la rimozione del manifesto pubblicitario che tanto ha fatto discutere in questi giorni, un passaggio che segna un movimento fondamentale dalla fase di “precontemplazione” a quella di “contemplazione” del problema, cosa che obbligherà le Big Tech a fare molta più attenzione non solo nei processi comunicazionali ma anche nella qualità, offerta e tipologia dei loro prodotti e servizi, perché la collettività ha dimostrato di aver cominciato a mettere l’asticella (che prima non c’era mai stata) al giusto posto: ovvero all’altezza della tutela della salute dei minori e non della tutela del profitto.
Se pensi che questo messaggio serva oggi ad altri adulti che stanno provando a cambiare lo status quo, commenta e condividi. Credo che sia utile farlo circolare soprattutto fra quegli adulti che ancora faticano ad avere accesso alla divulgazione medico-scientifica su questo tema.

Buon ferragosto.

P.S. L'immagine mi è stata inviata ed è tratta dalla pagina Facebook di Scuole Naturali.

Ripubblichiamo in caso qualcuno avesse perso questa informazione! 😉Ma soprattutto vogliamo far comprendere i fondamenti ...
15/08/2026

Ripubblichiamo in caso qualcuno avesse perso questa informazione!
😉
Ma soprattutto vogliamo far comprendere i fondamenti scientifici e l’importanza della psicologia prenatale e della cura della relazione dei genitori con il loro bambino sin dalla gravidanza.

La nostra associazione guidata da Gino si impegna in questo insieme ai suoi amici e collaboratori:

Antonella Sansone
Prenatal AlliancePrenatal Alliance
Maria Beatrice Nava Maribea Nava
Federica Maida Federica Maida
Federica CarrerFederica Carrer: genitorialità consapevole ed empatica
Alessia BeghiAlessia Ale-Lab Beghi
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Donata Da marDonata Da Mar

E grazie a chi ha creduto nei nostri progetti ed ha contribuito alla loro attuazione

Banca Prealpi Banca Prealpi SanBiagio
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Regione Veneto

Nel prossimo post i nostri appuntamenti, in sede e online, dedicati alle famiglie ! Non perdeteli 😎





15/08/2026

Lo smartphone a portata di un bambino piccolo, al centro di una campagna di Apple, sta scatenando sdegno e disapprovazione. Si è pensato di esaltare la potenza dello strumento e non è stato fatto un ragionamento sulle preoccupazioni per la salute del bambino, quando ormai sempre più genitori ed e...

10/08/2026

NO, NON É TUTTO OK.
Il manifesto pubblicitario di I-phone é la negazione di tutto ciò che la scienza sta cercando di dire al mondo e in particolare ai genitori dei bambini in età prescolare che oggi rappresentano la popolazione che ha maggiore bisogno di essere sensibilizzata nei confronti dei danni prodotti dai devices digitali in età precoce.

A me che da anni cerco di fare prevenzione su questo tema importantissimo - che è diventato una vera e propria emergenza di sanità pubblica - questo billboard appare come una provocazione gigantesca.

In realtà, questa immagine mostra in modo perfetto al mondo il lavoro sottile, costante e davvero patogeno con cui le Big Tech hanno cercato di convincere noi genitori, negli ultimi 15 anni, che i nostri figli non possono immaginare di diventare grandi senza avere in mano un device digitale.

La narrazione degli ultimi 15 anni - molto sostenuta anche da tanti specialisti di età evolutiva - è che il problema non è lo smartphone, ma come lo si usa. Ora gli esperti di marketing di i-Phone cercno di convincere i genitori che il problema non è più nemmeno legato a come lo si usa, perché è arrivato lo smartphone sicuro che non farà mai danni nella vita di un minore, ovvero lo smartphone del loro brand.

Il messaggio implicito che viene comunicato è che un bambino piccolissimo con in mano uno smartphone é cosa buona e giusta.

INVECE NO! É importante ribadirlo. É Importante sottolineare che la Società Italiana di Pediatria ha dato linee guida molto precise in questo senso, invitando tutti i genitori italiani a non consegnare uno smartphone ad uso personale a nessun figlio prima dei 13 anni.

Per questo, il messaggio di questo cartellone pubblicitario non solo racconta una grande bugia, ma contrasta anche con le linee guida di prevenzione proposte dei pediatri

E proprio per questo non dovrebbe essere visibile all'interno della nostra nazione.

Se volete avere evidenze scientifiche e davvero comprendere perché questa pubblicità é ingannevole e pericolosa leggete "Esci da quella stanza" (Mondadori) un libro che fornisce agli adulti conoscenze di ciò che la scienza ha scoperto rispetto al rischio per la salute fisica e mentale in età evolutiva connesso all'uso precoce degli strumenti digitali. Commentate e, se volete e potete, condividete questo messaggio con più genitori ed educatori possibili.

09/08/2026
31/07/2026

A Conegliano un gruppo di adolescenti attira con l'inganno due fratelli, li denuda, li umilia e li picchia per ore. Una storia che va oltre la cronaca e pone una domanda urgente: come può un ragazzo arrivare a non sentire più il dolore dell'altro?

26/07/2026

👶 Essere genitori non significa dover affrontare tutto da soli.

I primi mesi e i primi anni di vita di un bambino o di una bambina sono pieni di emozioni, ma anche di dubbi, stanchezza e cambiamenti.

Per questo, grazie al progetto "Da 0 a 1000 – Un villaggio a sostegno della genitorialità", è possibile accedere a consulenze individuali gratuite, anche a domicilio, con professionisti dell'infanzia.

Puoi richiedere:
💙 Consulenza educativa 0-3 anni, per confrontarti sulle piccole e grandi sfide della crescita.
➡️ https://tinyurl.com/ytzu2f57

🏡 Assistenza domiciliare al puerperio e nei primi 1000 giorni, con un supporto personalizzato direttamente a casa.
➡️ https://tinyurl.com/4czw3syz

🤱 Re-bonding neonatale, per ritrovare serenità e rafforzare il legame con il tuo bambino o la tua bambina dopo una gravidanza o un parto particolarmente difficili.
➡️ https://tinyurl.com/m4uwx5xh

📅 Le consulenze sono gratuite e possono essere richieste entro il 15 ottobre 2026, fino ad esaurimento dei posti disponibili.

📍 Se vivi nel territorio dell'ATS VEN_07 Conegliano e pensi che questo servizio possa esserti utile, oppure conosci una famiglia che potrebbe averne beneficio, contattaci o scansiona il QR Code presente nella locandina.

👉 Tutte le informazioni sono disponibili su:
www.insiemesipuo.eu/millegiorni

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Insieme Si Può

18/07/2026

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Conegliano

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