28/07/2026
In queste settimane di EDUcamp abbiamo attraversato un viaggio profondo: un tempo di gioco, relazione e crescita condivisa, pensato per nutrire la qualità del legame affettivo tra ragazzi e, attraverso di loro, anche tra genitori e figli.
Un percorso che unisce l’aspetto cognitivo, affettivo e viscerale in un’unica esperienza integrata.
Il cerchio rappresenta molto per noi: è uno spazio di incontro, di celebrazione, di parola emozionata, dove i bambini imparano a nominare non solo ciò che pensano, ma ciò che sentono.
La Biodanza ci ha accompagnati nel movimento, nella musica, nei giochi di relazione: strumenti semplici, ma profondi, capaci di far emergere ascolto, presenza, contatto.
Abbiamo osservato i bambini cercarsi, raccontarsi, litigare, ricucire.
Abbiamo visto nascere cerchi spontanei, abbracci improvvisi, piccoli gesti di cura.
E quando arrivavano le esplosioni, c’era il nostro angolo della pace, costruito insieme il primo giorno: un luogo per ritrovarsi, respirare, stare.
Ogni laboratorio è stato un passo dentro il proprio sentire: colori, forme, materiali che diventavano emozioni.
La mostra esposta l’ultimo giorno è la traccia viva di questo viaggio: nessuna opera è uguale all’altra, perché ogni bambino ha portato la sua unicità, la sua storia, il suo modo di sentire.
E poi la notte del coraggio: la tenda, il fermento, la paura che diventa forza.
Sono stati incredibili.
Grazie per la fiducia, per la presenza, per le cose buone condivise, per ogni sorriso e ogni collaborazione.
Grazie per aver camminato con noi in questo progetto che mette al centro la relazione, l’ascolto e la bellezza di crescere insieme.
È stato intenso.
È stato vero.
È stato un privilegio.
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