Dottoressa Filippi Stefania-psicologa

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Aiuto i genitori dei bambini a gestire i capricci senza perdere il controllo, con un percorso pratico di circa tre mesi nei quali ti aiuto a diventare il genitore che il tuo cuore desidera 🌱🦋

Parlare di sicurezza ai bambini senza spaventarli si può. Anzi, si deve. 👙🩳Quando parliamo di protezione dagli abusi e d...
07/08/2026

Parlare di sicurezza ai bambini senza spaventarli si può. Anzi, si deve. 👙🩳
Quando parliamo di protezione dagli abusi e dalle molestie sui minori, molti genitori si bloccano: "E se lo spavento?", "E se gli tolgo l'innocenza?", "È ancora troppo piccolo per questi concetti!".
La verità è che la prevenzione non nasce dalla paura, ma dalla conoscenza.
La "Regola del Costume da Bagno" è uno strumento meraviglioso, semplice ed efficace.
Usa la metafora del costume per trasmettere ai bambini un concetto basilare ma potentissimo: il tuo corpo appartiene a te e nessun altro ha il diritto di violarlo.
Non servono discorsi complessi o spaventosi. Servono parole chiare, precise e quotidiane, che diano ai più piccoli la forza di mettere confini e la certezza di poter ve**re da noi di fronte a qualsiasi "segreto brutto".
👉 Scorri le slide per scoprire i 4 punti della regola e le parole esatte da usare a casa.
Sapevi già dell'esistenza di questa regola? Ne hai mai parlato con tuo figlio/a? Raccontamelo nei commenti, confrontarci tra genitori ci aiuta a proteggerli meglio! 👇💬
📌 Salva il post per averlo a portata di mano e condividilo con altri genitori, maestri o educatori: la prevenzione è una responsabilità collettiva.
Dott.ssa Stefania Filippi
Psicologa dello sviluppo e della famiglia
Pedagogista

"Mamma, ma come entra il bambino nella pancia?" / "Papà, che cos'è quel video?" 😳Confessalo: solo a leggere queste frasi...
05/08/2026

"Mamma, ma come entra il bambino nella pancia?" / "Papà, che cos'è quel video?" 😳
Confessalo: solo a leggere queste frasi hai sentito un piccolo tuffo al cuore o un gatto in gola. È del tutto normale!
Nessuno ci ha mai insegnato ad affrontare le "domande scomode" dei nostri figli. Spesso, presi dal panico o dall'imbarazzo, rispondiamo d'istinto con frasi che abbiamo sentito dire a nostra volta da piccoli: "Sei troppo piccolo", "Chiedi a mamma/papà", "Ne parliamo da grandi".
Il problema? Senza volerlo, passiamo il messaggio che il corpo, la nascita e l'affettività siano argomenti sbagliati, sporchi o proibiti.
E un bambino che sente che un tema è "proibito", smetterà di farci domande... ma non smetterà di averne. E andrà a cercare le risposte da un'altra parte.
Parlare di affettività e consenso fin da piccoli non significa togliere l'innocenza o "sessualizzare" i bambini: significa dare loro la conoscenza per proteggerli, dare un nome corretto alle cose e far capire loro che siamo (e saremo sempre) il loro punto di riferimento sicuro.
👉 Scorri le slide per scoprire le frasi da evitare e la risposta "magica" da usare la prossima volta che ti faranno una domanda imbarazzante!
E ora dimmi la verità nei commenti: qual è la domanda più "scomoda" o inaspettata che tu* figli* ti ha fatto finora? Come hai reagito? Ti leggo e ti rispondo! 👇💬
Dott.ssa Stefania Filippi
Psicologa dello sviluppo e della famiglia
Pedagogista

La scuola fa un passo indietro. E noi genitori? 👇Con le ultime direttive e l'introduzione della legge Valditara, il pano...
03/08/2026

La scuola fa un passo indietro. E noi genitori? 👇
Con le ultime direttive e l'introduzione della legge Valditara, il panorama dell'educazione affettiva e sessuale nelle scuole cambia radicalmente: stop ai progetti nella scuola dell'infanzia e primaria, e paletti sempre più stringenti nelle medie e superiori.
Questo significa una sola cosa: il vuoto educativo aumenta.
Ma i figli non smettono di porsi domande solo perché una legge blocca un progetto scolastico. La loro curiosità è naturale, cresce con loro e cerca risposte.
Se non siamo noi a darne di adeguate, chiare e protettive, le cercheranno altrove: su TikTok, nei discorsi da spogliatoio o, peggio, sui siti per adulti.
Scegliere di parlarne a casa non significa "anticipare i tempi", significa fornire loro uno scudo fatto di rispetto, consapevolezza e confini sicuri.
Nel corso degli anni molti genitori mi hanno riportato le loro paure: da dove parto?
Quali parole usare senza creare imbarazzo?
Ne parliamo in questo carosello, ma non dovrai fare questo percorso da sol*.
Sto preparando uno strumento pratico pensato esattamente per guidarti passo dopo passo.
💡 Scorri il carosello per fare chiarezza e salva il post per non perderlo!
Tu come ti senti di fronte a questo cambiamento? Ti spaventa l'idea di dover affrontare questi argomenti a casa? Scrivimelo nei commenti, ti leggo! 💬👇
Dott.ssa Stefania Filippi
Psicologa dello sviluppo e della famiglia
Pedagogista

L'errore che tutti fanno alle sei di sera: dimenticare che anche i bambini hanno bisogno di "staccare dal lavoro". 🛑👔Imm...
31/07/2026

L'errore che tutti fanno alle sei di sera: dimenticare che anche i bambini hanno bisogno di "staccare dal lavoro". 🛑👔
Immagina la scena: esci dall'ufficio stanca morta, hai accumulato tensioni, arrivi a casa e qualcuno ti bombarda di domande stringenti pretendendo che tu sia di ottimo umore e super efficiente. Sbotteresti, giusto?
Al nido succede molto spesso. I bambini piccoli fanno una fatica immensa a regolarsi all'interno del gruppo per molte ore. Quando il genitore arriva, la diga crolla. Quel pianto o quella crisi apparentemente immotivata appena entrate in auto non è un capriccio: è il loro modo di scaricare la tensione della giornata con l'unica persona di cui si fidano ciecamente.
Invece di fare l'interrogatorio o pretendere subito ordine, prova a cambiare approccio:
1️⃣ Accoglilo con un abbraccio silenzioso e lungo (senza parlare).
2️⃣ Non chiedere "Cos'hai fatto?" (fino a 3 anni non hanno la memoria sequenziale per risponderti bene), ma dì solo: "Che bello rivederti, mi sei mancato".
3️⃣ Dai al cervello di entrambi 10 minuti di transizione vuota.
Se io ho bisogno del mio yoga la mattina per caricarmi prima di accoglierli, voi genitori avete bisogno di un piccolo "rito di decompressione" la sera prima di riabbracciarli. Meno aspettative di perfezione, più spazio per respirare insieme.
✨ Anche a casa vostra l'ora del rientro è la più critica della giornata? Raccontami la tua esperienza.

Dott.ssa Stefania Filippi
Psicologa dello sviluppo e della famiglia
Pedagogista
| 13 anni al nido
"Il tuo faro nella tempesta dei capricci"

L'errore che tutti fanno in buona fede: abusare della parola "Bravo". 🗣️⚠️Lo facciamo in automatico. Fa un passo? "Bravo...
30/07/2026

L'errore che tutti fanno in buona fede: abusare della parola "Bravo". 🗣️⚠️
Lo facciamo in automatico. Fa un passo? "Bravo!". Mangia un cucchiaio di pappa? "Bravo!". Fa un cerchio scarabocchiato sul foglio? "Bravissimo, un capolavoro!".
In oltre 13 anni di nido ho capito che le lodi costanti e generiche creano quella che in psicologia chiamiamo "motivazione estrinseca". Il bambino non colora più per il gusto di scoprire i colori, ma per vedere i tuoi occhi che si illuminano e sentire quella parola. Se l'adulto non guarda, il gioco perde di valore.
Cosa fare invece? Loda il processo, non il risultato (o il bambino stesso). invece di: "Che bel disegno, sei bravissimo!" Prova con: "Vedo che hai usato tanto il blu oggi. Ti sei divertito a fare queste linee lunghe?"
Nello yoga si impara a stare nel movimento senza giudicare la posa finale come "buona" o "cattiva". Con i bambini è lo stesso: sposta l'attenzione sul loro impegno e sulla loro gioia, non sul tuo voto. In questo modo crescerai un bambino sicuro di sé, non un cacciatore di approvazione.
✨ Ti capita mai di dire "bravo" in automatico? Prova a farci caso oggi e raccontamelo nei commenti!

Dott.ssa Stefania Filippi
Psicologa dello sviluppo e della famiglia
Pedagogista
| 13 anni al nido
"Il tuo faro nella tempesta dei capricci"

Mito vs Realtà: la verità scientifica dietro al "Prestagli il giochino, non fare l'egoista!". 🧸❌Quante volte ad una cena...
28/07/2026

Mito vs Realtà: la verità scientifica dietro al "Prestagli il giochino, non fare l'egoista!". 🧸❌
Quante volte ad una cena tra amici abbiamo provato un incredibile imbarazzo perché nostro figlio stringeva a sé il suo gioco urlando "MIO!" davanti a un altro bimbo?
La reazione istintiva del genitore è forzare la mano per non sembrare "quello che sta crescendo un egoista" o “Chissà cosa penseranno di me i nostri amici!”.
Ma la realtà psicologica è che l'egocentrismo nei primi anni di vita è una tappa di crescita sana e necessaria. Dire "è mio" serve al bambino per definire la propria identità.
Se lo costringiamo a cedere, sperimenta ansia da privazione, non il piacere di far felice un altro.
Al nido lasciamo che i bambini portino a termine il loro gioco. Se un altro bimbo vuole quell'oggetto, lo aiutiamo a gestire l'attesa. Questo insegna il rispetto dei turni e dei confini altrui.
✨ Ti capita mai di forzarlo per paura del giudizio degli altri genitori?

Dott.ssa Stefania Filippi
Psicologa dello sviluppo e della famiglia
Pedagogista
| 13 anni al nido
"Il tuo faro nella tempesta dei capricci"

Cosa pensi che succeda vs Cosa succede davvero quando chiudi la porta del nido. 🚪💔➡️❤️Questa è la verità più difficile d...
28/07/2026

Cosa pensi che succeda vs Cosa succede davvero quando chiudi la porta del nido. 🚪💔➡️❤️
Questa è la verità più difficile da digerire per un genitore, ma anche la più liberatoria.
In 13 anni di accoglienza la mattina, ho visto moltissimi pianti strazianti. Poi, la porta si chiude. Il genitore va via con il senso di colpa che gli divora lo stomaco. E il bambino? Di solito, dopo due minuti d'orologio, si gira, vede le bolle di sapone o la sua macchinina preferita, si asciuga le lacrime e inizia a giocare sereno.
Il momento del distacco è un passaggio di consegne emotivo. I bambini non hanno gli strumenti per processare la tua ansia da separazione, quindi la riflettono piangendo.
Ecco perché per me lo yoga mattutino è vitale: quando accolgo un bambino teso, il mio corpo deve essere così radicato e calmo da assorbire la sua tempesta e rimandargli sicurezza. Se tu genitore fai un bel respiro, sorridi e fai un saluto breve ma sicuro, stai dicendo a tuo figlio: "Questo posto è sicuro, io mi fido di loro, puoi fidarti anche tu".
✨ Come va la routine del mattino da voi? Chi è più ansioso tra te e tuo figlio?

Dott.ssa Stefania Filippi
Psicologa dello sviluppo e della famiglia
Pedagogista
| 13 anni al nido
"Il tuo faro nella tempesta dei capricci"

E se quel "NO" fisso di tuo figlio fosse in realtà un'ottima notizia per il suo futuro? 🚧Mito: Un bambino educato deve c...
24/07/2026

E se quel "NO" fisso di tuo figlio fosse in realtà un'ottima notizia per il suo futuro? 🚧
Mito: Un bambino educato deve collaborare subito e dire di sì alle richieste dei genitori. Realtà: La fase del "no" (la cosiddetta fase oppositiva) è una tappa neurologica fondamentale per la salute mentale di tuo figlio.
Lo so, la mattina quando devi uscire per andare al nido e lui dice "No" ai pantaloni, "No" alla giacca e "No" alla colazione, l'unica cosa che vorresti fare è urlare. Ma fermati un secondo.
Da un punto di vista psicologico, quel rifiuto sistematico è la nascita dell'Io. Il bambino sta testando la sua forza e la sua separazione da te. Se pieghiamo la sua volontà oggi per comodità nostra, domani avremo un adulto che farà fatica a dire di no a un partner tossico, a un datore di lavoro abusante o al gruppo dei pari.
Dire "no" è un allenamento di assertività. Il nostro ruolo? Rimanere fermi ma accoglienti, senza prenderla sul personale (e sì, serve molta centratura interiore!).
✨ Qual è il "No" più assurdo che ti ha detto tuo figlio in questi giorni?

Dott.ssa Stefania Filippi
Psicologa dello sviluppo e della famiglia
Pedagogista
| 13 anni al nido
"Il tuo faro nella tempesta dei capricci"

La fretta è la peggior nemica dell'autonomia. E la realtà del nido ce lo dimostra ogni giorno. ⏳Mito: A due anni deve sa...
22/07/2026

La fretta è la peggior nemica dell'autonomia. E la realtà del nido ce lo dimostra ogni giorno. ⏳
Mito: A due anni deve saper fare X, a tre anni deve saper fare Y, altrimenti è indietro.
Realtà: L'autonomia non si insegna con i comandi, si coltiva con la fiducia e il tempo.
Viviamo nella società delle performance, e purtroppo l'abbiamo proiettata anche sui bambini. Spesso vedo genitori preoccupatissimi perché il figlio non è "abbastanza veloce" a fare le cose da solo rispetto ai coetanei.
Ma la psicologia dello sviluppo ci dice una cosa chiara: non puoi forzare un fiore a sbocciare tirando i petali. Al nido lo sperimento quotidianamente. Un bambino si stacca dal genitore o impara a infilarsi le scarpe non quando viene spinto a farlo, ma quando sente che l'adulto si fida dei suoi tempi.
Lo yoga mi insegna il valore della transizione: ogni posizione ha bisogno del suo tempo per essere stabile. Con i bambini è lo stesso.
✨ C'è una competenza (es. pannolino, sonno, mangiare da solo) che in questo periodo ti sta mettendo ansia? Condividila qui, normalizziamo l'attesa.

Dott.ssa Stefania Filippi
Psicologa dello sviluppo e della famiglia
Pedagogista
| 13 anni al nido
"Il tuo faro nella tempesta dei capricci"

Ci hanno insegnato che il silenzio è d'oro, ma in educazione il silenzio forzato è un’illusione. 🌪️Mito: Se mio figlio p...
20/07/2026

Ci hanno insegnato che il silenzio è d'oro, ma in educazione il silenzio forzato è un’illusione. 🌪️
Mito: Se mio figlio piange o urla e io non riesco a farlo smettere, sto fallendo.
Realtà: Se tuo figlio esprime la rabbia davanti a te, significa che si sente abbastanza al sicuro da mostrarti la sua parte più vulnerabile.
In 13 anni di nido ho visto tantissimi genitori andare in ansia davanti a una crisi di pianto. La reazione istintiva è tappare il buco: distrarlo, dargli un gioco, dirgli di fare il bravo. Ma le emozioni sono come l'acqua: se le sbarri, crei una diga che prima o poi crollerà.
Come psicopedagogista ed educatrice, ti invito a ribaltare la prospettiva. Il tuo obiettivo è essere il pompiere. Ogni mattina sul tappetino da yoga alleno proprio questo: la capacità di respirare dentro l'intensità, per poi poter dire a un bambino, con la presenza del corpo: "Sei arrabbiato, va bene. Io sono qui con te".
✨ Qual è la tua reazione istintiva quando tuo figlio urla? Ti viene da calmarlo subito o riesci a stare nell'emozione? Raccontami nei commenti.

Dott.ssa Stefania Filippi
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"Il tuo faro nella tempesta dei capricci"

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