22/08/2026
Quando ciò che ascoltiamo comincia ad agire dentro di noi
Nel Zhìnéng Qìgōng non si tratta semplicemente di imparare dei movimenti.
Il Prof. Páng Míng insegna che, quando ascoltiamo un insegnamento con attenzione, comprendendolo non solo con il pensiero ma anche interiormente, le informazioni ricevute possono entrare in relazione con il nostro stesso campo di vita.
Per questo, durante una lezione, non è necessario preoccuparsi di ricordare ogni parola.
È importante ascoltare con calma, riflettere, sentire, lasciare che ciò che comprendiamo agisca dentro di noi.
Ascoltare le spiegazioni dei Maestri e seguire ciò che ci trasmettono nelle sessioni, ci permette non solo di comprendere con la mente ciò che stiamo praticando, ma anche di entrare progressivamente in sintonia con il Campo di Qì.
Quando ascolto, comprendo e pratico con un’intenzione unificata, la mia attività mentale e il mio corpo possono sincronizzarsi con il movimento del Campo di Qì. In questo modo l’insegnamento non rimane soltanto un’informazione da ricordare, ma diventa un’esperienza che possiamo percepire e vivere direttamente
A volte basta una sola frase. Una frase che, nel momento in cui la ascoltiamo, sembra quasi passare inosservata, può successivamente produrre un cambiamento profondo nel nostro modo di percepire, di praticare e di vivere.
La pratica è allenamento della coscienza.
Il Prof. Páng Míng dice qualcosa di essenziale: «In definitiva, coltivare se stessi significa allenare la capacità della coscienza di controllare le proprie attività vitali.»
E aggiunge: «La cosa fondamentale nella pratica è allenare l’indipendenza relativa della coscienza. Essere in grado di decidere in ogni situazione e di essere padroni di sé in ogni luogo.»
Questo cambia profondamente il significato della pratica. Non pratichiamo soltanto per percepire il Qì o per ottenere determinate sensazioni.
Pratichiamo per imparare, gradualmente, a rendere la coscienza più libera, più stabile, più unificata e capace di partecipare consapevolmente alla nostra attività vitale.
E quando una sensazione compare nel corpo?
Durante la pratica possono comparire sensazioni particolari: tensione, gonfiore, formicolio, prurito, calore o altre sensazioni in determinate zone del corpo.
Non è necessario fissarsi su di esse.
Se la coscienza si aggrappa alla sensazione e inizia a preoccuparsi - «Che cosa sta succedendo? È qualcosa di negativo?» - la tensione mentale può aumentare e, secondo l’insegnamento del Maestro Páng Míng, l’intenzione stessa può contribuire a trattenere il Qì in quella zona.
Il principio è quindi semplice:
* percepire, ma non aggrapparsi;
* sentire, ma non alimentare la preoccupazione;
* lasciare che il processo si svolga senza interferire continuamente con esso.
Dall’interno all’esterno.
Uno dei principi profondi dello Zhìnéng Qìgōng è l’unione tra interno ed esterno.
Il nostro Yìyuántǐ, la coscienza e il corpo non sono separati dalla natura. L'Hunyuan Qi dell’essere umano e quello dell’ambiente possono comunicare, scambiarsi e integrarsi.
Attraverso la pratica impariamo quindi a percepire gradualmente questa relazione.
Quando pratichiamo Lā Qì, per esempio, non si tratta soltanto di muovere le mani avanti e indietro.
Possiamo percepire che intorno al corpo esiste uno spazio, un campo, una condizione di apertura e di vuoto.
Le mani si muovono, ma l’intenzione può estendersi oltre le mani.
Il corpo si muove, ma anche il campo viene percepito come parte del movimento.
Il Cielo, la Terra e noi...
Il Prof. Páng Míng invita inoltre a percepire il collegamento con il Cielo e con la Terra.
Attraverso il Bǎihuì e il Tiānmén possiamo rivolgere l’intenzione verso l’immensità del Cielo: vastità, apertura, profondità, spazio senza confini.
Attraverso i piedi possiamo percepire il collegamento con la Terra.
Gradualmente, l’essere umano non viene più percepito come qualcosa di separato dall’ambiente, ma come parte di un insieme.
Questa è la visione integrale dell’Uomo e del Cielo.
La pratica diventa allora un percorso per dissolvere progressivamente gli ostacoli e riconoscere la continuità tra ciò che è dentro e ciò che è fuori.
Non si tratta soltanto di «fare Qìgōng».
Si tratta di imparare ad ascoltare, percepire, comprendere e lasciare che la coscienza partecipi sempre più profondamente alla vita.
Dal corpo alla coscienza.
Dalla coscienza al Campo di Qì.
Dal Campo di Qì alla relazione con il Cielo e la Terra.
Un percorso in cui, passo dopo passo, ciò che prima sembrava separato può essere vissuto come un unico movimento.