Enrico Dell'olio

Enrico Dell'olio Biologo, autore di libri su allenamento, dieta e Anti Aging, ricercatore nel campo della longevità
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Biologo con laurea conseguita presso la Universidad Central de Venezuela (UCV), esperto in nutrizione, fisiologia dell'esercizio e Anti Aging. Che dire, nel mio sito, e, ascoltando i miei video, potrete capire chi sono e cosa faccio. Sono un divoratore di libri,anche se non di tutti i generi.Credo che per conoscere se stessi siano necessarie almeno 2 ore di lettura al giorno ( Berkeley ). Una dell

e più grandi mistificazioni che la scienza dell'alimentazione moderna è riuscita a perpetrare è fare passare il concetto di calorie bruciate in allenamento e acquisite nella dieta. Sono anni che durante i miei corsi spiego che gli organismi biologici non sono stufe che bruciano gli alimenti, ma strutture complesse che agiscono secondo i principi della biochimica. Ogni alimento ingerito non sviluppa semplicemente calore, ma attiva specifiche vie metaboliche ( principalmente ormonali, ma non solo ) che si concretano in specifiche reazioni biochimiche a cascata. Ecco quindi che 100 Kcal di Proteine, 100 Kcal di grassi o 100 Kcal di carboidrati se bruciate in un calorimetro producono sempre la stessa risposta termica, ma se introdotte nel nostro organismo, dal momento che seguono vie metaboliche diverse, producono risposte assai differenti, tanto differenzi che nel primo caso predispongono al dimagrimento, nel secondo tendono ad essere neutre e nel terzo all'ingrassare. Inoltre, il tipo di carboidrati ( basso e alto indice glicemico ), amminoacidi costituenti le fonti proteiche e i grassi, a loro volta, producono effetti differenti. Da quanto appena detto se ne deriva che l'estrema semplificazione adottata fino ad oggi per spiegare la risposta organica agli alimenti ( essenzialmente l'uso del concetto di caloria ) generi estrema confusione ed incapacità a risolvere i tanti problemi legati al cambiamento della composizione corporea, così come la definizione di un'alimentazione ideale a seconda degli scopi perseguiti.

- Enrico Dell'olio -


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QUANDO NON SI PUÒ PIÙ PARLARE, LA SCIENZA SMETTE DI ESSERE SCIENZAIn questi giorni ho parlato di quello che sta accadend...
23/08/2026

QUANDO NON SI PUÒ PIÙ PARLARE, LA SCIENZA SMETTE DI ESSERE SCIENZA

In questi giorni ho parlato di quello che sta accadendo a Palermo e della vicenda della bambina morta pochi giorni fa.

Oggi, però, voglio fare un passo indietro.

Perché c’è una cosa che dovrebbe essere molto più importante delle nostre opinioni personali: la possibilità di fare domande.

La madre della bambina ha scritto parole durissime. Parla del dolore immenso che sta vivendo, ma parla anche di visite al pronto soccorso, di documentazione sanitaria e di medici che, secondo lei, avrebbero sottovalutato le condizioni della figlia.

Non spetta a noi stabilire oggi responsabilità che dovranno essere accertate dalle indagini.

Ma proprio per questo dobbiamo poter parlare.

Dobbiamo poter discutere di malasanità.
Dobbiamo poter discutere di errori diagnostici.
Dobbiamo poter discutere di responsabilità.
Dobbiamo poter mettere in discussione protocolli, decisioni e comportamenti della medicina.

E dobbiamo poterlo fare senza essere immediatamente classificati come complottisti, negazionisti, pericolosi o nemici della scienza.

Perché una scienza che non accetta le domande non è scienza.

E una medicina che non accetta di essere sottoposta a verifica, soprattutto quando qualcosa va terribilmente storto, non sta difendendo la scienza: sta difendendo se stessa.

In questi giorni ho parlato anche di questo: della progressiva trasformazione della scienza in un’autorità che pretende di non essere discussa.

E non è un problema esclusivamente italiano.

Negli Stati Uniti, dopo gli anni della pandemia, stanno emergendo sempre più interrogativi, audizioni, inchieste e procedimenti che stanno mettendo sotto esame decisioni e responsabilità di quegli anni. Al di là di come finiranno le singole vicende, il fatto stesso che vengano poste domande dovrebbe ricordarci una cosa fondamentale:

nessuno dovrebbe essere al di sopra della verifica.

Nemmeno chi si presenta davanti alle telecamere dicendo: «Io sono la scienza».

Anzi, proprio chi pronuncia quelle parole dovrebbe essere il primo ad accettare domande, critiche e verifiche.

In Italia, invece, troppo spesso assistiamo al contrario.

Silenzio.
Difesa corporativa.
Paura di parlare.
Paura di fare domande.
Paura perfino di affrontare determinati argomenti sui social perché basta toccare certi temi per rischiare segnalazioni, limitazioni o la chiusura di un account.

E allora no.

Io continuerò a parlare di sanità, scienza, responsabilità e libertà di discutere.

Non perché io abbia già tutte le risposte.

Ma perché credo che una società libera debba avere il diritto di fare tutte le domande.

Anche quelle scomode.

Soprattutto quelle scomode.

E davanti al dolore di una madre che chiede semplicemente rispetto e verità, credo che l’unica cosa che dovremmo fare sia abbassare la voce, smettere di pontificare e lasciare che siano i fatti a parlare.

Perché quando una bambina muore, non dovrebbe esserci una gara a dimostrare chi ha ragione.

Dovrebbe esserci una sola domanda: perché è successo?

E quella domanda deve poter essere fatta.

Sempre.

22/08/2026

Quando la scienza non può parlare

Non commenterò gli eventi dell’ultima settimana di Palermo e, in particolare, la tragica vicenda della bambina alla cui famiglia sono molto vicino, alla quale rivolgo le mie più sincere condoglianze.

Non lo farò perché, come ormai è risaputo, un commento fatto da un biologo, da uno scienziato o da una pediatra, soprattutto quando basato sui dati, può essere sufficiente per mettere a rischio la chiusura di un canale.

E francamente non avrebbe alcun senso perdere anni di lavoro per commentare una vicenda sulla quale, evidentemente, molti elementi dovrebbero già essere sufficienti per far sorgere delle domande.

Il fatto stesso che un biologo o una pediatra non possano discutere pubblicamente, dati alla mano, di una vicenda di questo tipo dovrebbe già far riflettere. Ma evidentemente non tutti ritengono che questo sia un problema.

Per fortuna, almeno per ora, possiamo ancora scrivere libri.

Qualche mese fa è uscito il mio ultimo libro, scritto a quattro mani con la mia compagna, la dottoressa Melisa Burgos, pediatra: “Crescere bene ai nostri giorni”, un vero e proprio manuale dedicato alla crescita cognitiva e fisica dei nostri bambini.

Chi fosse interessato trova il link al libro nei commenti.

IL MIO PRANZO ANTI-AGING Quello che vedete nell’immagine è il mio pranzo tipico anti-aging nei giorni di allenamento.Una...
22/08/2026

IL MIO PRANZO ANTI-AGING

Quello che vedete nell’immagine è il mio pranzo tipico anti-aging nei giorni di allenamento.

Una grande quantità di alimenti semplici, nutrienti e soprattutto privi di alimenti ultra-processati.

400 g circa di carne di manzo grassa, lasciando volutamente le parti grasse. La carne proviene da animali allevati al pascolo. Il grasso animale rappresenta una fonte importante di nutrienti e di vitamine liposolubili, oltre a contenere acidi grassi come l’acido butirrico, importante per la fisiologia intestinale.

300 g di broccoli + 300 g di zucchine e altre verdure, condite con b***o chiarificato (ghee) ottenuto da latte di animali allevati al pascolo. Attraverso la chiarificazione vengono rimossi gran parte dei residui di acqua e delle componenti non grasse del latte, come caseine e lattosio.

200 g di patata dolce, semplicemente cotta al forno: una piccola quantità di carboidrati che inserisco soprattutto nei giorni di allenamento.

🧂 Il tutto con sale, curcuma e zenzero, utilizzati principalmente come spezie: non soltanto per dare sapore, ma anche per il loro interessante contenuto di composti bioattivi ad attività antiossidante e antinfiammatoria.

Questa, per me, è la base di un’alimentazione orientata all’Anti-Aging: alimenti veri, nutrienti, poco manipolati e nessuna dipendenza da prodotti ultra-processati.

Non si tratta semplicemente di “mangiare sano”.

Si tratta di fornire quotidianamente all’organismo ciò di cui ha bisogno per mantenere nel tempo funzione muscolare, metabolismo, efficienza fisica, funzione cognitiva e salute generale.

E forse è proprio questo uno degli aspetti più interessanti: osservando lo stato fisico e mentale medio della popolazione e persino il livello di attenzione, di ragionamento e di interazione che emerge quotidianamente sui social, è difficile non chiedersi quanto le abitudini alimentari e lo stile di vita moderno stiano contribuendo a questo progressivo deterioramento.

Mangiare bene non significa mangiare di più.
Significa mangiare ciò per cui il nostro organismo è biologicamente progettato.

Buon appetito dal vostro dottore preferito.

FARMACI O STILE DI VITA...?Questo succede quando, e nelle malattie metaboliche è la regola, si usano i farmaci per stabi...
21/08/2026

FARMACI O STILE DI VITA...?

Questo succede quando, e nelle malattie metaboliche è la regola, si usano i farmaci per stabilizzare una condizione che non è una patologia, ma la conseguenza di uno stile di vita inappropriato ( solitamente alimentare ).

Diabete di tipo II, sindrome del Colono irritabile, Gastriti, reflussi, intestino pigro, eczemi, dermatiti, orticaria, Colesterolo, Ipertensione, etc.., non sono patologie causate da un agente batterico o virale ( nella stragrande maggioranza dei casi ), ma risposte organiche ad alimenti e/o associazioni di alimenti ( leggi dieta ) inadeguate.

"Curare" con un farmaco uno stile di vita non porta a risolvere il problema ma, nel tempo, lo aggrava progressivamente, senza poi contare tutti gli effetti collaterali ( non ho mai capito perché li chiamano effetti collaterali e non semplicemente effetti ) che derivano dalla somministrazione cronica di questi agenti..., se per tenere sotto controllo un problema ne genero altri il bilancio finale è assai più negativo.

In conclusione, siate aperti e pronti a cambiare i vostri comportamenti quando necessario e non confidate nella pillola magica, nel mio nuovo libro Elisir i segreti per condurre una vita lunga e performante.

Da dove iniziare per cambiare il nostro stile di vita?

In Elisir, il mio libro sull'Anti Aging, tutti i consigli del caso

20/08/2026

La scienza o la narrazione?

A fine luglio, durante un’udienza al Senato degli Stati Uniti, sono emersi nuovi elementi sulle dichiarazioni pubbliche e sulle comunicazioni private di Anthony Fauci durante la pandemia.

Nel video parlo proprio di questa palese contraddizione: ciò che veniva raccontato pubblicamente in nome della “scienza” e ciò che, invece, emergeva dalle comunicazioni private.

Da biologo, tutto questo mi preoccupa profondamente e, lo dico senza mezzi termini, mi fa anche vergognare di come la parola scienza sia stata utilizzata per troppo tempo come uno strumento di autorità e non come metodo basato su dubbi, confronto e verifica.

Perché la scienza non dovrebbe mai chiedere di essere creduta sulla parola. Dovrebbe dimostrare ciò che sostiene.

CENA ANTI-AGING: LA SALUTE PARTE, MA NON TERMINA CON LA TAVOLA Per chi mi segue da tempo, non dovrebbe essere una novità...
20/08/2026

CENA ANTI-AGING: LA SALUTE PARTE, MA NON TERMINA CON LA TAVOLA

Per chi mi segue da tempo, non dovrebbe essere una novità.

Nei miei libri e nei miei programmi nutrizionali sostengo da anni un approccio paleo fasico, con periodiche ricariche di carboidrati, finalizzato al mantenimento di una condizione fisica e mentale ottimale.

Quello che vedete nella foto è il mio pranzo di oggi.

Circa 350 g di carne, una T-bone cotta ai ferri.
Circa 500 g di verdure, tra broccoli e zucchine.
Circa 150 g di patata dolce, come fonte di carboidrati.
20 g di b***o ghee utilizzato per condire le verdure.

Perché inserire oggi una quota di carboidrati?

Perché questo pasto è legato alla mia seduta di allenamento e, all’interno della mia impostazione alimentare, la quota di carboidrati viene modulata in funzione dell’attività fisica e delle esigenze dell’organismo.

L’obiettivo non è demonizzare i carboidrati, così come non è demonizzare i grassi.

L’obiettivo è mantenere una buona flessibilità metabolica: la capacità dell’organismo di utilizzare in maniera efficiente fonti energetiche differenti, passando dai grassi ai carboidrati e viceversa in funzione delle necessità.

Una dieta ben strutturata non significa necessariamente mangiare sempre le stesse cose o mantenere costantemente identica la quota di macronutrienti.

Significa sapere quando, quanto e perché introdurre determinati alimenti.

E soprattutto significa partire dalla qualità degli alimenti.

Carne.
Verdure.
Tuberi.
Grassi naturali.

Alimenti semplici, nutrienti e poco manipolati.

Perché, prima ancora di parlare di integratori, farmaci, biohacking e strategie sofisticate…è bene iniziare dalle basi.

Buon appetito dal vostro dottore preferito

Lascio a voi l’ardua sentenza😪
19/08/2026

Lascio a voi l’ardua sentenza😪

QUANDO PARLO DI AUTODETERMINAZIONE, PARLO ANCHE DI QUESTO…Un anno e mezzo fa abbiamo seminato i primi semi di papaya.Ogg...
19/08/2026

QUANDO PARLO DI AUTODETERMINAZIONE, PARLO ANCHE DI QUESTO…

Un anno e mezzo fa abbiamo seminato i primi semi di papaya.

Oggi abbiamo sei piante di papaya e questa è la prima che possiamo finalmente raccogliere e mangiare.

Il cocco, invece, proviene da una palma che era già presente nella proprietà.

E questa è soltanto una piccola parte di quello che stiamo costruendo qui a Panama.

Nella mia proprietà abbiamo già:

🍌 banane
🍍 ananas
🥭 mango — in quantità industriale
🥥 cocco
❤️ passion fruit
🍊 arance selvatiche
🍌 platano, che utilizziamo anche per cucinare e cuocere al forno

E abbiamo piantato anche:

🌱 spinaci
🍠 patate dolci
🌿 yucca
🥒 zucchine
🍅 pomodori
🥦 broccoli

Alcune coltivazioni sono già in produzione, mentre per altre i primi raccolti arriveranno nei prossimi 6-8 mesi.

Ma il punto non è semplicemente avere un orto.

Il punto è ridurre progressivamente la propria dipendenza dal sistema.

Quando ho scelto questa proprietà, l’acqua è stata uno degli elementi fondamentali.

Qui l’acqua proviene da una sorgente di montagna, a monte della proprietà, e la zona è soggetta a vincoli che impediscono attività industriali e allevamenti intensivi che possano compromettere le falde.

Abbiamo quindi il nostro sistema di approvvigionamento idrico, la produzione di energia, l’autonomia per il gas e persino un sistema autonomo di trattamento delle acque reflue attraverso batteri e biodigestore, senza dipendere dalla rete fognaria tradizionale.

E poi c’è la cosa che considero più importante:

il cibo.

Perché quando parlo di Anti-Aging non parlo semplicemente di integratori, allenamento, sonno o analisi del sangue.

Parlo anche della qualità di ciò che introduciamo nel nostro organismo.

E poter raccogliere una papaya direttamente dalla pianta, aprire un cocco appena raccolto o mangiare un frutto cresciuto nel proprio terreno significa avere un rapporto completamente diverso con il cibo.

Non è soltanto una questione di nutrizione.

È una questione di autonomia, consapevolezza e autodeterminazione.

Più sei in grado di produrre, controllare e conoscere ciò che utilizzi ogni giorno, meno sei dipendente da sistemi che non puoi controllare.

È esattamente questo uno dei concetti che cerco di trasmettere da anni attraverso la mia filosofia Anti-Aging:

la salute non consiste soltanto nel vivere più a lungo.
Consiste nel mantenere il più a lungo possibile la capacità di decidere come vivere.

E questa papaya, dopo un anno e mezzo di attesa, per me vale molto più di una semplice papaya.

È il risultato di una scelta.

E soprattutto, è solo l’inizio

18/08/2026

Quello delle case farmaceutiche non è un problema di “teorie complottiste”. È una questione documentata da decine di procedimenti giudiziari, multe e risarcimenti miliardari. Negli Stati Uniti, negli ultimi decenni, alcune delle più grandi aziende del settore sono state sanzionate per pratiche commerciali scorrette, promozione illegale dei farmaci, mancata comunicazione di dati sulla sicurezza e altre condotte illecite.

Ma la domanda fondamentale è un’altra: quanto possiamo fidarci di un sistema nel quale, in alcuni casi, le conseguenze economiche delle violazioni possono essere considerate semplicemente un costo dell’attività?

In questo video ne parliamo senza filtri, partendo dai fatti e dai documenti ufficiali. Perché prima di fidarsi ciecamente di qualcuno, forse sarebbe opportuno conoscere la sua storia.

ALTRO CASO DI STUDIO...Alessandro, passa ad allenarsi in Heavy Duty dopo anni di lavoro in Alto Volume perché il suo lav...
18/08/2026

ALTRO CASO DI STUDIO...

Alessandro, passa ad allenarsi in Heavy Duty dopo anni di lavoro in Alto Volume perché il suo lavoro di Osteopata e la sua famiglia non gli permettono più di passare troppe ore in palestra, inoltre l'alta frequenza e l'alto volume iniziano a dargli problemi alle articolazioni.

Iniziato un cambio totale dello stile di vita partendo da esposizione al sole, qualità del sonno e gestione dello stress.

I risultati applicando Dieta Fasica e Heavy Duty dopo sei mesi sono quelli apprezzabili in fotografia.

Maggiori informazioni sui miei protocolli Anti Aging nel mio libro sul tema, Elisir, o nel mio video corso sull'Anti Aging

Non aggiungo altro...

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