Enrico Dell'olio

Enrico Dell'olio Biologo, autore di libri su allenamento, dieta e Anti Aging, ricercatore nel campo della longevità
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Biologo con laurea conseguita presso la Universidad Central de Venezuela (UCV), esperto in nutrizione, fisiologia dell'esercizio e Anti Aging. Che dire, nel mio sito, e, ascoltando i miei video, potrete capire chi sono e cosa faccio. Sono un divoratore di libri,anche se non di tutti i generi.Credo che per conoscere se stessi siano necessarie almeno 2 ore di lettura al giorno ( Berkeley ). Una dell

e più grandi mistificazioni che la scienza dell'alimentazione moderna è riuscita a perpetrare è fare passare il concetto di calorie bruciate in allenamento e acquisite nella dieta. Sono anni che durante i miei corsi spiego che gli organismi biologici non sono stufe che bruciano gli alimenti, ma strutture complesse che agiscono secondo i principi della biochimica. Ogni alimento ingerito non sviluppa semplicemente calore, ma attiva specifiche vie metaboliche ( principalmente ormonali, ma non solo ) che si concretano in specifiche reazioni biochimiche a cascata. Ecco quindi che 100 Kcal di Proteine, 100 Kcal di grassi o 100 Kcal di carboidrati se bruciate in un calorimetro producono sempre la stessa risposta termica, ma se introdotte nel nostro organismo, dal momento che seguono vie metaboliche diverse, producono risposte assai differenti, tanto differenzi che nel primo caso predispongono al dimagrimento, nel secondo tendono ad essere neutre e nel terzo all'ingrassare. Inoltre, il tipo di carboidrati ( basso e alto indice glicemico ), amminoacidi costituenti le fonti proteiche e i grassi, a loro volta, producono effetti differenti. Da quanto appena detto se ne deriva che l'estrema semplificazione adottata fino ad oggi per spiegare la risposta organica agli alimenti ( essenzialmente l'uso del concetto di caloria ) generi estrema confusione ed incapacità a risolvere i tanti problemi legati al cambiamento della composizione corporea, così come la definizione di un'alimentazione ideale a seconda degli scopi perseguiti.

- Enrico Dell'olio -


www.enricodellolio.net

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17/08/2026

Oggi parliamo senza filtri di un tema scomodo: malattie croniche, farmaci e interessi dell’industria farmaceutica.

Perché sempre più persone assumono farmaci per anni senza chiedersi quale sia la causa del problema? E quanto può incidere una medicina che controlla un sintomo senza intervenire sulle cause?

In questo video condivido il mio punto di vista, maturato in decenni di esperienza nel campo della nutrizione, dell’anti-aging e della salute.

Un video-sfogo, ma soprattutto un invito a pensare, informarsi e fare domande.

Ogni volta che pubblico qualcosa di importante, tecnico o che richiede anche solo un minimo di attenzione e di ragioname...
17/08/2026

Ogni volta che pubblico qualcosa di importante, tecnico o che richiede anche solo un minimo di attenzione e di ragionamento, succede sempre la stessa cosa: like e commenti praticamente zero.

Poi basta pubblicare la foto di una colazione, una stupidata qualsiasi o qualcosa che si possa comprendere senza dover utilizzare più di due neuroni… e improvvisamente arrivano centinaia di commenti. 😂

La cosa è sinceramente sconcertante.

Sembra che tutto ciò che è un po’ più complesso del minimo indispensabile per stimolare le emozioni più primitive, quelle che arrivano direttamente dalla pancia, venga sistematicamente ignorato.

Mentre tutto ciò che è semplice, ovvio, banale e spesso completamente scollegato dal lavoro e dai contenuti di questa pagina, viene accolto come se fosse una scoperta di rilevanza mondiale.

E allora mi chiedo:

dove siamo arrivati?

Forse abbiamo progressivamente perso l’interesse per ciò che richiede comprensione, approfondimento e capacità critica, sostituendolo con tutto ciò che è immediato, facile da consumare e capace di regalarci una piccola emozione nell’arco di pochi secondi.

Non è una critica a chi commenta una colazione.

È una riflessione su quanto sia diventato difficile ottenere anche solo cinque minuti di attenzione per qualcosa che potrebbe realmente insegnarci qualcosa.

E, francamente, trovo tutto questo piuttosto sconfortante.

Stamattina dopo 6 giorni a grassi e proteine inizia la ricarica di carboidrati
16/08/2026

Stamattina dopo 6 giorni a grassi e proteine inizia la ricarica di carboidrati

15/08/2026

Il testo presenta estratti dal libro di Candace B. Pert, una neuroscienziata che esplora la connessione tra corpo e mente attraverso la biochimica delle emozioni. L'autrice spiega come i neuropeptidi e i loro recettori fungano da ponte tra la coscienza e la materia, influenzando direttamente la salute e la percezione della realtà. Attraverso il racconto della scoperta del Peptide T per la cura dell'AIDS, la narrazione intreccia rigore scientifico e ricerca spirituale. Il contenuto promuove una visione della fisiologia in cui i pensieri e i sentimenti modellano attivamente il benessere fisico dell'individuo. In sintesi, le fonti delineano un nuovo paradigma medico dove la guarigione dipende dall'integrazione di biologia, psicologia e spirito.

A COSA SERVE IL RISCALDAMENTO E COME FARLO...Riscaldarsi prima di una sessione di allenamento con i pesi è funzionale al...
15/08/2026

A COSA SERVE IL RISCALDAMENTO E COME FARLO...

Riscaldarsi prima di una sessione di allenamento con i pesi è funzionale alla preparazione del nostro sistema neuro-muscolare alla successiva fase di sforzo. Infatti non solo permette l’aumento della temperatura corporea, della frequenza cardiaca, del ritmo respiratorio e del glucosio ematico, ma permette anche di lubrificare le articolazioni grazie alla maggiore secrezione di liquido sinoviale all’interno della capsula articolare. Un altro fattore importante del riscaldamento la possibilità di concentrarsi e di caricarsi mentalmente per dare il 100%.

FATTORI CHE INFLUENZANO LA DURATA DEL RISCALDAMENTO

La durata del nostro riscaldamento sarà programmata in base all’età del soggetto (più si va avanti con l’età e più il riscaldamento dovrà essere lungo), la temperatura della palestra in cui ci stiamo allenando (più bassa sarà la temperatura più dovrà durare il nostro riscaldamento).

COME STRUTTURARE UN CORRETTA RISCALDAMENTO

La durata del riscaldamento deve permetterci di scaldare adeguatamente i nostri muscoli e le nostre articolazioni e nel contempo utilizzare il minimo quantitativo di energia possibile. Dunque per cominciare il riscaldamento generale potremmo utilizzare 5 minuti di cyclette al 50% della nostra frequenza cardiaca, quindi un ritmo molto blando, necessario per alzare ad un livello consono la temperatura corporea. Terminati i 5 minuti, inizieremo con il riscaldamento specifico della zona corporea che andremo ad allenare.
Mike Mentzer consiglia di eseguire solo 2 serie di riscaldamento per esercizio: una al 50% del carico utilizzato per la serie allenante nella seduta precedente in modo da far affluire il sangue nei muscoli prescelti, riprendere le tempistiche di esecuzione del movimento corrette e iniziare a concentrarci sulla serie allenante che affronteremo da lì a breve. Tra la prima e la seconda serie possiamo eseguire brevi esercizi di allungamento dei muscoli interessati.

Trascorsi circa 40-60 secondi dalla prima serie di riscaldamento, passiamo ora ad eseguire una serie più pesante, con circa l’80% del carico utilizzato la volta precedente. Ultimata questa serie, avrò un adeguato afflusso di sangue e una sufficiente concentrazione per iniziare la mia serie allenante e portarla al momentaneo cedimento muscolare.

E’ consigliabile inoltre effettuare una sorta di ulteriore riscaldamento mentale 5-6 secondi prima dell’inizio della serie, cercando di trovare la giusta concentrazione isolandosi dall’ambiente circostante.

ESEMPIO PRATICO DI RISCALDAMENTO FUNZIONALE

Ammettiamo per esempio che l’ultimo allenamento in cui ho eseguito uno squat abbia eseguito 14 ripetizioni con 100kg (eviterò di contare il peso dell’asta in questo esempio) e che ora debba effettuare un riscaldamento per eseguire nuovamente l’esercizio.

Dopo i 5 minuti di bike consueti, caricherò il bilanciere con 50kg ed eseguirò 5 ripetizioni con la corretta forma di esecuzione, una respirazione controllata e una tempistica di movimento esatta.

Terminata questa serie, eseguirò esercizi di stretching per polpacci, bicipiti femorali e quadricipiti (non dimentichiamoci che la mobilità articolare della caviglia e dei bicipiti femorali sono essenziali per una corretta esecuzione di uno squat corretto). Ultimato lo stretching, caricherò 80kg sul bilanciere ed effettuerò la mia seconda serie di riscaldamento da 3 ripetizioni.

Una volta terminata anche questo set, dopo aver ripreso fiato ed essermi concentrato a sufficienza per dare il massimo nella mia serie allenante, eseguirò la mia serie sino al cedimento.

Sino ad ora abbiamo parlato di come riscaldarsi prima del primo esercizio della giornata. Di solito eseguiamo più di un esercizio per sessione di allenamento: come comportarci dunque dal secondo esercizio in avanti?
Se il gruppo muscolare o la catena muscolare che andremo ad allenare è la stessa, il riscaldamento tra un esercizio ed il seguente può essere tranquillamente evitato in quanto i muscoli che devono essere coinvolti sono già sufficientemente caldi. Se però si volessero riprendere le tempistiche di esecuzione del movimento, si può eseguire una serie da 4 ripetizioni con il 60% del carico utilizzato durante il workout precedente.

Se invece cambio completamente gruppo muscolare passando ad esempio da uno squat ad una panca piana, eseguo lo stesso riscaldamento specifico utilizzato con l’esercizio precedente con le solite 2 serie di riscaldamento con rispettivamente il 50% e l’80% del carico utilizzato la volta precedente e gli esercizi di stretching tra le due serie.

Nel caso particolare in cui voglio eseguire un superset con pre-esaurimento del gruppo muscolare target in isolamento, come ad esempio un leg extension seguito da uno squat, il riscaldamento verrà effettuato sullo squat, esercizio multi articolare che scalderà adeguatamente le fibre muscolari anche dei quadricipiti che verranno successivamente esaurite al leg extension.

Dunque sull’esercizio di isolamento eseguirò direttamente la serie allenante. Se eseguissi il riscaldamento sul leg extension infatti, i muscoli in supporto al quadricipite come glutei, lombari, addominali e polpacci rimarrebbero “freddi”, non consentendo un rendimento eccellente sull’esercizio base.

Conclusioni: riscaldarsi, come abbiamo visto, non è un allenamento a sé stante ma deve essere razionalmente strutturato in modo da poterci dare la possibilità di essere pronti ad effettuare la nostra serie allenante sprecando la quantità minore di energia possibile. In un allenamento ad alta intensità, dove ogni momento di allenamento precedente influenza negativamente il successivo, la capacità di conservare energie durante il riscaldamento è essenziale e funzionale all’allenamento stesso.

Perché nessuno prende dieci aspirine pensando che funzionino meglio di una?Perché tutti sappiamo che, in medicina, è la ...
14/08/2026

Perché nessuno prende dieci aspirine pensando che funzionino meglio di una?

Perché tutti sappiamo che, in medicina, è la dose a fare la differenza. Non di più.

Con l’allenamento, invece, sembra valere il contrario.

Più ore in palestra.
Più esercizi.
Più serie.
Più cardio.
Più fatica.

Ma il corpo umano non funziona così.

È l’intensità a stimolare il cambiamento, non la quantità.

Per questo i programmi che preparo per i miei clienti sono basati su un principio molto semplice: massimizzare il risultato riducendo il tempo necessario.

Nella maggior parte dei casi bastano due sedute settimanali di 20-30 minuti, eseguite con la giusta intensità e intervallate da un recupero adeguato.

Non servono allenamenti lunghissimi.
Non servono due ore in palestra.
Non serve vivere per allenarsi.

Anzi, è proprio durante il recupero che il corpo costruisce muscolo, aumenta forza, migliora il metabolismo e rallenta i processi dell’invecchiamento.

Un allenamento con i pesi eseguito correttamente non sviluppa soltanto la massa muscolare: migliora anche la frequenza cardiaca, migliorando contemporaneamente il sistema cardiovascolare.

Molte persone mi dicono di allenarsi tre o quattro volte alla settimana per un’ora.

Poi, però, se togliamo il tempo passato a parlare, guardare il telefono, aspettare un attrezzo libero o recuperare troppo tra una serie e l’altra, spesso i minuti di vero lavoro sono meno dei 20-30 minuti che propongo io.

Naturalmente ogni programma è diverso.

L’età, gli obiettivi, la condizione fisica, eventuali problemi articolari, il tempo disponibile e perfino il luogo dove ci si allena cambiano completamente la struttura del percorso.

C’è chi si allena a casa.
Chi preferisce la palestra.
Chi viaggia continuamente e riceve programmi pensati per camere d’albergo e attrezzature minime.

I principi rimangono gli stessi. È la loro applicazione che cambia.

Alcuni scelgono di fare di più perché praticano uno sport di endurance o semplicemente perché amano allenarsi più spesso.

Ma la grande maggioranza delle persone, me compreso, può ottenere tutto ciò di cui ha bisogno dedicando circa un’ora alla settimana a un allenamento veramente efficace.

La reazione iniziale è quasi sempre la stessa:

“Possibile che basti così poco?”

Dopo qualche settimana, però, arrivano i primi cambiamenti: gli abiti vestono diversamente, aumenta la forza, migliora la composizione corporea e lo scetticismo lascia spazio ai risultati.

A 55 anni continuo ad allenarmi seguendo questi principi.

Perché non serve allenarsi tanto.

Serve allenarsi nel modo giusto.

La giusta quantità , eseguita con la giusta intensità, vale molto più di infinite ore trascorse in palestra.

Riassumendo il famoso: “segui la scienzah” riassunto in una vignetta 😂
13/08/2026

Riassumendo il famoso: “segui la scienzah” riassunto in una vignetta 😂

DIETA E AUMENTO DI MASSA "PULITO"...Comunicazione di servizio riguardo la Dieta Fasica.Come sapete la Dieta Fasica è l'a...
13/08/2026

DIETA E AUMENTO DI MASSA "PULITO"...

Comunicazione di servizio riguardo la Dieta Fasica.

Come sapete la Dieta Fasica è l'alimentazione appositamente sviluppata da me per l'aumento di massa nel Bodybuilding mantenendo al minimo l'impatto sull'accumulo di grasso.

La Dieta Fasica è una tecnologia alimentare che, tramite la strutturazione di fasi diverse durante la settimana, ottimizza la crescita muscolare a discapito della liposintesi ( aumento di grasso ).

Nel mio primo libro ne discuto la struttura e spiego come costruire le varie fasi, tuttavia 3 anni fa è stata necessaria la scrittura di un secondo manualetto: "La Dieta Fasica 2.0" dove chiarisco come personalizzare il percorso in base alle risposte, sempre soggettive, che abbiamo durante le differenti fasi della settimana.

Il manualetto è fondamentale ( sottolineo fondamentale ) per la personalizzazione della dieta e quindi la sua ottimizzazione.

Ai tanti che mi scrivono chiedendomi come coniugare il più correttamente possibile le varie fasi rispondo sempre dicendo di acquistare la Dieta Fasica 2.0, così da far rendere al massimo questa incredibile ed unica ( non esistono altre diete per la massa nel Bodybuilding così strutturate ) tecnologia alimentare.

Nei commenti il link a maggiori approfondimenti sul libro in questione.

12/08/2026

PERDERE 7 KG NON È COME PERDERNE 70.

Per una persona obesa o con forte sovrappeso, una significativa restrizione calorica può essere già sufficiente per ottenere una grande perdita di peso e ridurre progressivamente quella condizione di eccesso di adiposità associata a un importante stato infiammatorio.

Ma quando una persona normopeso vuole perdere 7-8 kg e raggiungere una condizione fisica realmente atletica, il discorso cambia.

Non basta semplicemente mangiare meno.

Diventano fondamentali struttura della dieta, scelta degli alimenti e composizione dei pasti, perché possono influenzare risposta glicemica, insulinemia, sazietà e capacità di utilizzare i grassi come fonte energetica.

E poi c’è il fattore più sottovalutato: la mente.

Perdere peso è relativamente facile.
Mantenerlo nel tempo è la vera sfida.

Se dopo la dieta torniamo alle vecchie abitudini, torneremo inevitabilmente al vecchio peso.

Per questo durante il percorso dobbiamo cambiare progressivamente anche il nostro rapporto con il cibo, capire perché siamo ingrassati e, soprattutto, perché vogliamo mantenere la nuova condizione fisica.

Il nutrizionista può indicarti la strada.

Ma la trasformazione definitiva avviene quando cambi te stesso.

Dopo il Post di alcuni giorni fa, con foto del "prima e dopo" di Luca dove dimostravo come su di un Hard Gainer Natural ...
12/08/2026

Dopo il Post di alcuni giorni fa, con foto del "prima e dopo" di Luca dove dimostravo come su di un Hard Gainer Natural ( condizione comunissima a molti ) passare dall'allenarsi 6/7 ore alla settimana a 4 ore al mese in Alta Intensità ( in questo caso Heavy Duty ), insieme all'applicazione di protocolli alimentari ad hoc abbia portato in circa 9 mesi a fare quello che nei precedenti 4 anni di Alto Volume e BIIO era stato impensabile ottenere, ricevo stamattina due email da due miei contatti che mi chiedono perché modalità di allenamento come l'Heavy Duty, lo Zone Training o il Protocollo Ibrido HD/ZT ( high Intensity Training ) siano tuttavia ancora così poco utilizzate nonostante il chiaro vantaggio in ottimizzazione di risultati e tempi.

La grande mistificazione a cui noi tutti siamo stati sottoposti negli ultimi 20 anni è stata quella di farci credere che il Bodybuilding consistesse semplicemente nel sollevare un peso da un punto A ad un punto B molte volte ( vedi serie infinite di 3×8 ) senza un chiaro approccio metodologico.

In sostanza la Cultura Fisica è stata declassata da sport a tutti gli effetti, dove esiste un gesto atletico ben definito necessario al corretto condizionamento muscolare, ad un’attività in cui chiunque si possa cimentare senza alcun tipo di preparazione motoria al movimento specifico.

Nozioni come Intensità, Volume, Frequenza e Sovraccarico progressivo sono ai più sconosciute e, anche quando conosciute, mal interpretate riducendo così l'allenamento a pura speculazione del Trainer o campione di turno.

Ripartire dalle basi è quindi fondamentale per ogni praticante se quello che cerca è il massimo rendimento nel minor tempo possibile.

Quando i concetti sopraccitati vengono capiti e metabolizzati diventa subito chiaro che lavorare in Alta Intensità non è ne una moda ne una semplice opzione, ma l'unica strada possibile.

Buona giornata a tutti..!!!

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