08/06/2026
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Questo lavoro di Newcomb e Hagopian รจ una revisione della letteratura dedicata ai comportamenti problema severi nei bambini con disturbo dello spettro autistico e disabilitร intellettiva.
Gli autori prendono in esame soprattutto aggressivitร , autolesionismo, pica, distruzione e fuga.
Un primo punto importante dellโarticolo รจ che i comportamenti problema vengono descritti come fenomeni molto eterogenei. Non tutti i bambini presentano lo stesso profilo: alcuni mostrano una sola topografia, altri piรน forme insieme; in alcuni casi il problema รจ episodico, in altri รจ cronico, molto frequente e richiede un livello elevato di supervisione. Gli autori sottolineano anche che aggressivitร , autolesionismo e fuga sono particolarmente rilevanti per rischio, gravitร e impatto sulla vita quotidiana.
La review insiste molto sul fatto che questi comportamenti non vadano letti in modo semplicistico. Non esiste una causa unica. Gli autori propongono invece una lettura neurocomportamentale: i comportamenti problema emergono e si mantengono dallโinterazione tra fattori biologici, deficit associati allโautismo e alla disabilitร intellettiva, variabili ambientali e processi di apprendimento. In altre parole, vulnerabilitร del bambino e risposte dellโambiente finiscono spesso per intrecciarsi e stabilizzare il problema nel tempo.
Un passaggio molto interessante riguarda proprio il ruolo dei caregiver. Gli autori spiegano che, quando il comportamento problema esplode, genitori e operatori reagiscono comprensibilmente cercando di calmare il bambino, rimuovere la richiesta, interrompere la situazione o concedere ciรฒ che sta cercando di ottenere. Nel breve termine questo puรฒ far cessare lโepisodio, ma nel tempo rischia anche di rinforzare involontariamente il comportamento problema e di costruire pattern di interazione disfunzionali, in cui il bambino impara che quel comportamento produce una conseguenza utile e il caregiver impara che cedere o interrompere la situazione dร sollievo immediato.
Il cuore della review รจ lโidea che il trattamento debba partire da una valutazione funzionale del comportamento. Gli autori presentano il Functional Behavior Assessment come il passaggio fondamentale per identificare gli antecedenti che evocano il comportamento problema, le conseguenze che lo mantengono e gli altri fattori ambientali che lo influenzano. Distinguono tra metodi indiretti, metodi descrittivi e analisi funzionale sperimentale e considerano questโultima il metodo piรน valido e rigoroso, perchรฉ permette di testare direttamente quali contingenze di rinforzo mantengano il comportamento.
La review spiega poi che i comportamenti problema possono essere mantenuti da rinforzo sociale, come attenzione, fuga dalle richieste o accesso a tangibili, oppure da rinforzo automatico, cioรจ da conseguenze prodotte direttamente dal comportamento stesso e non mediate socialmente. Questa distinzione orienta tutta la costruzione del trattamento. Gli autori ribadiscono che i risultati dellโassessment funzionale sono la base per progettare interventi individualizzati davvero function-based.
Unโaltra parte importante della review riguarda le valutazioni che si svolgono prima di costruire il trattamento. Oltre allโanalisi funzionale, gli autori richiamano due procedure.
La prima รจ il preference assessment, che serve a individuare quali oggetti, attivitร o stimoli risultino piรน graditi al bambino e possano quindi essere usati come rinforzatori per aumentare comportamenti appropriati.
La seconda รจ il competing stimulus assessment, una procedura che consente di individuare quali stimoli, quando vengono resi disponibili, riescano anche a ridurre il comportamento problema. In pratica si osserva se, con libero accesso a uno stimolo, il bambino ci si impegna e, nello stesso tempo, il comportamento problema diminuisce. Se succede, quello stimolo viene considerato โcompetitivoโ rispetto al comportamento problema, perchรฉ ne ostacola o ne riduce la comparsa.
Queste valutazioni pre-trattamento sono importanti perchรฉ aiutano a progettare interventi piรน efficaci: da un lato permettono di scegliere rinforzatori validi per insegnare nuove abilitร , dallโaltro aiutano a individuare stimoli che possano fare concorrenza al comportamento problema e quindi ridurne la probabilitร di emissione.
Sul piano del trattamento, la review passa in rassegna le principali procedure ABA basate sulla funzione del comportamento.
La prima รจ lโestinzione, cioรจ la sospensione del rinforzatore che mantiene il comportamento problema. Gli autori ricordano, perรฒ, che lโestinzione raramente viene usata da sola, perchรฉ puรฒ produrre effetti collaterali come scoppio pre-estinzione, recupero spontaneo o reazioni emotive intense. Per questo, nella pratica, viene di solito combinata con procedure che insegnano o rinforzano comportamenti alternativi.
Tra queste procedure, la review richiama il non-contingent reinforcement. In questo caso, il rinforzatore che in passato veniva ottenuto attraverso il comportamento problema viene fornito a intervalli programmati, indipendentemente da ciรฒ che il bambino fa. La logica รจ ridurre il valore motivazionale di quel rinforzatore: se, per esempio, attenzione, pausa o accesso a un oggetto preferito vengono giร forniti con una certa frequenza, il bambino ha meno motivo di ricorrere al comportamento problema per ottenerli. In questo modo diminuisce la probabilitร che quel comportamento venga emesso. Questa procedura viene in genere accompagnata da assottigliamento progressivo del programma di rinforzo, cosรฌ da avvicinare gradualmente il trattamento alle condizioni naturali di vita del bambino.
La parte probabilmente piรน rilevante della review riguarda il rinforzo differenziale e, in particolare, il DRA, cioรจ il rinforzo differenziale di comportamenti alternativi, e il Functional Communication Training. In questi approcci lโobiettivo non รจ solo ridurre il comportamento problema, ma sostituirlo con una risposta piรน appropriata che permetta al bambino di ottenere la stessa conseguenza in modo socialmente accettabile.
Nel caso del Functional Communication Training, al bambino viene insegnata una risposta comunicativa che produce la stessa conseguenza che in passato otteneva tramite il comportamento problema. Se, per esempio, lโaggressivitร era mantenuta dallโattenzione dellโadulto, si insegna una richiesta piรน appropriata che permetta di ottenere attenzione. Anche in questo caso, il trattamento non si ferma allโacquisizione iniziale: bisogna insegnare ad aspettare, tollerare ritardi e discriminare quando il rinforzo รจ disponibile e quando no.
Gli autori ricordano anche che, in alcuni casi, possono essere necessari altri interventi complementari: insegnamento della compliance, tolleranza al ritardo, nuove abilitร di gioco e di tempo libero, blocco della risposta, uso di equipaggiamenti protettivi e, in casi selezionati, procedure basate su punizione come time-out o response cost.
La review perรฒ insiste sul fatto che il trattamento piรน forte resta quello costruito sulla funzione del comportamento e sulla sostituzione con repertori piรน adattivi.
Un altro messaggio importante dellโarticolo รจ che il trattamento non puรฒ considerarsi concluso quando il comportamento diminuisce solo nella stanza di trattamento. Gli effetti devono generalizzare ai contesti naturali e, per questo, gli autori insistono su assottigliamento dei programmi di rinforzo, insegnamento con persone diverse, training alla discriminazione e parent training.
Il parent training viene descritto come una parte essenziale del trattamento. Se il bambino impara una nuova modalitร di comunicare o di tollerare una richiesta, ma i genitori non sanno come rispondere, come rinforzare il comportamento appropriato o come gestire il comportamento problema, รจ piรน difficile che il cambiamento si mantenga e si generalizzi nella vita quotidiana. Per questo la review sottolinea lโimportanza di insegnare anche ai caregiver le procedure di intervento. Spesso questo avviene attraverso il behavioral skills training, cioรจ una modalitร di insegnamento in cui prima si spiegano le procedure, poi si mostrano concretamente, quindi il caregiver le prova in prima persona e infine riceve feedback su ciรฒ che ha fatto bene e su ciรฒ che va corretto.
Il parent training non consiste, quindi, solo nel โdare consigliโ, ma nel mettere i genitori in condizione di applicare davvero il trattamento in modo coerente nei contesti quotidiani.
Nelle conclusioni, la review propone quindi una visione integrata.
Nella maggior parte dei casi, i comportamenti problema severi nei bambini con autismo e disabilitร intellettiva possono essere compresi e trattati efficacemente attraverso assessment funzionale e interventi ABA basati sulla funzione. Quando, perรฒ, entrano in gioco anche variabili biologiche o mediche gli autori ritengono utile un approccio neurocomportamentale piรน ampio, in cui gli interventi comportamentali e quelli medici possano essere combinati in modo mirato.
Da questa review emerge con forza la necessitร di una valutazione individualizzata, precisa e guidata dai dati, perchรฉ non esiste un trattamento standard valido per tutti.
๐๐ผ๐ป๐๐ฒ: Newcomb, E. T., & Hagopian, L. P. (2018). Treatment of severe problem behaviour in children with autism spectrum disorder and intellectual disabilities. International Review of Psychiatry, 30(1), 96-109.
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