10/09/2026
Negli ultimi anni le certificazioni di Disturbo Specifico dell’Apprendimento nella scuola italiana sono aumentate in modo marcato.
Secondo i dati del Ministero dell’Istruzione e del Merito, si è passati dallo 0,9% degli alunni nel 2010/11 al 6% nel 2022/23. Nell’ultimo anno rilevato sono 354.569 gli studenti con certificazione DSA.
È un aumento importante. Ed è legittimo interrogarsi.
Ma possiamo concludere da questi numeri che oggi si facciano “troppe diagnosi”?
No. Non da questi numeri.
Il dato ministeriale misura quanti alunni hanno una certificazione. Non misura quante di quelle diagnosi siano inappropriate.
Sono due domande diverse.
Per dimostrare una sovradiagnosi dovremmo verificare quante persone abbiano ricevuto una diagnosi di DSA senza soddisfarne realmente i criteri.
E questo richiede valutazioni rigorose, non il semplice conteggio delle certificazioni.
La questione è tutt’altro che irrilevante. Una revisione sistematica pubblicata nel 2026 evidenzia ancora differenze nei criteri e negli strumenti utilizzati per identificare i DSA e sottolinea la necessità di valutazioni multidimensionali e validate.
Questo non significa affermare che la sovradiagnosi non esista.
Significa qualcosa di più semplice: l’aumento delle diagnosi non basta a dimostrarla.
Discutere sulla qualità delle diagnosi è legittimo. Interrogarsi sul loro aumento è necessario.
Ma sapere che oggi ci sono più diagnosi non ci dice se siano troppe.
Per stabilirlo, dovremmo sapere quante siano state formulate senza che fossero realmente presenti i criteri per un DSA.
Ed è questo il dato che servirebbe per parlare di sovradiagnosi.