11/04/2026
Non è colpa dei pazienti
Ieri sono stato chiamato per delle cure d’urgenza a domicilio . Una di quelle chiamate che non puoi rimandare, che senti già nella voce di chi telefona che c’è qualcosa che non va. Arrivo a domicilio, entro in casa e capisco subito tutto, è una famiglia che lotta, ogni giorno, anche economicamente.
Il paziente è oncologico terminale. Due settimane fa è tornato a casa dall’ospedale. Da allora le sue condizioni sono precipitate: dolore, debolezza, bisogno continuo di assistenza. Non basta più un passaggio, ne servono più volte al giorno. Cure, controllo sintomi, supporto alla famiglia ,presenza.
Eppure, nonostante tutto, una cosa è chiarissima, lui vuole restare a casa. Vuole il suo letto, le sue cose, i suoi affetti. Vuole la sua dignità fino alla fine.
E allora mi chiedo e dovremmo chiedercelo tutti dov’è l’errore?
Sarebbe più semplice ricoverarlo di nuovo. Un letto in ospedale, costi ben più alti, ambiente sterile, lontano da tutto ciò che è vita. Ma lui non lo vuole, umanamente, ha ragione. Le cure a domicilio in questi casi sono spesso la scelta migliore, più umane, più rispettose, e sì, anche meno costose per il sistema.
Ma poi arriva la realtà.
Una famiglia già fragile economicamente si trova, oltre al peso della malattia, anche quello dei costi. La partecipazione, la tassa, il contributo. Come se non bastasse tutto il resto.
E allora la domanda diventa inevitabile:
È colpa sua se vuole morire a casa?
È colpa della famiglia se non ha mezzi?
È giusto che oltre al dolore si aggiunga anche il peso economico?
No! Non è colpa dei pazienti.
Qui non si tratta di numeri o di bilanci. Qui si tratta di dignità, di scelte di vita e di fine vita. Le cure a domicilio non sono un lusso, sono una necessità. E in molti casi, sono anche una soluzione più sostenibile per il sistema sanitario.
Ma se iniziamo a mettere ostacoli economici proprio a chi è più fragile, rischiamo una cosa molto concreta che le persone rinuncino a curarsi come dovrebbero,che accettino ricoveri non voluti. Che perdano quella dignità che invece dovremmo proteggere fino all’ultimo respiro.
La verità è semplice, anche se scomoda…
non è il paziente il problema.
È il sistema che deve trovare soluzioni diverse
Inf. G.Gulino , Curasuisse