04/08/2026
LA TENEREZZA
Credo che ognuno di noi custodisca un punto di fragilità. Un luogo delicato, vulnerabile. Un luogo che, per molto tempo, abbiamo cercato di proteggere con le nostre difese.
E se, invece di guardare alle difese, provassimo ad avvicinarci con tenerezza a quel luogo?
Forse scopriremmo che proprio lì abita qualcosa di profondamente umano. Qualcosa che non parla di debolezza, ma del nostro modo più autentico di essere.
La tenerezza, allora, non è togliere le difese con la forza. È renderle meno rigide. È ammorbidire il confine tra ciò che mostriamo e ciò che temiamo di mostrare.
Mi viene in mente una cicatrice. Quando si chiude, il confine tra la pelle che non è mai stata ferita e quella che porta il segno della ferita non scompare, ma diventa morbido. Non divide più. Diventa parte della stessa pelle, della stessa storia.
Forse la tenerezza fa proprio questo: ci aiuta a integrare ciò che abbiamo cercato di nascondere, fino a farlo sentire parte di noi, senza vergogna…
♥️Vorrei condividere con voi un pensiero di Chandra Livia Candiani sulla tenerezza, perché ogni volta che lo leggo sento che dà parole a qualcosa che faccio fatica a dire, ma che riconosco profondamente:
“La tenerezza per me è un sentimento forte. Ci si arriva, è un percorso. Spesso diventiamo teneri dopo che la vita ci ha stagionato ben bene, stanato, sbocconcella-to, ma anche dopo aver conosciuto il male che facciamo a noi stessi indurendoci.
La tenerezza non c'è dove c'è severità, giudizio, male-volenza. Per me è un po' come una sorella minore della compassione, meno notevole, meno in prima linea, è un po' timida la tenerezza, ha il muso di un animale dei boschi, è schiva e delicata. Quando diciamo di un bambino che è tenero è perché lo vediamo disarmato, senza furbizia, sprovveduto. Anche i vecchi ci muovono queste onde piccole di tenerezza, anche il loro è un disarmo, una vacuità di strategie, un'inadeguatezza a farcela sempre, a essere a livello delle aspettative.
Chi è tenero non vuole farcela a tutti i costi, vuole sen tire come sta e sentire come stanno gli altri, è sorella e fratello, non è genitore, non è maestro. La tenerezza sa stare alla pari, fianco a fianco, non è frontale. Così raro oggi, che giri l'angolo e trovi un guru, ma devi girare tutto il mondo per trovare un amico sincero che pianga con te, rida con te e non ti voglia spiegare la vita e risolvere i suoi misteri”.
Grazie
Olga