Psicoterapeuta Olga De Bacco

Psicoterapeuta Olga De Bacco www.olgadebacco.com
Psicoterapia corporea integrata
Terapia del trauma
Psicosomatica Libera il coraggio di sentire la tua forza!

La via più rischiosa è proprio quella di non rischiare mai. "Coraggio" significa "Agire con il Cuore". Agire con il Cuore per vivere una vita piena e autentica.

Quando finisce l’estate e si torna alla quotidianità, possono emergere emozioni che non riguardano solo la stanchezza.A ...
04/09/2026

Quando finisce l’estate e si torna alla quotidianità, possono emergere emozioni che non riguardano solo la stanchezza.
A volte, dietro l’ansia o la mancanza di motivazione, c’è una paura più profonda che chiede di essere ascoltata.

💡Prima di chiederti come tornare a essere operativo, prova a chiederti: che cosa sta succedendo davvero dentro di me?

☀️

Una riflessione sulle relazioni…Su quanto sia difficile, per gli esseri umani, sentirsi compresi, ascoltati e visti. Su ...
19/08/2026

Una riflessione sulle relazioni…

Su quanto sia difficile, per gli esseri umani, sentirsi compresi, ascoltati e visti. Su quanto sia difficile essere visti senza dover fare fatica per esserlo.

Ma soprattutto, su quanto sia prezioso poter condividere la propria verità ed essere accolti nella propria diversità.

Condividere la propria verità senza fatica, senza doverla difendere o dimostrare, ma con la stessa energia quieta con cui, dentro di sé, si sente semplicemente che è vera.

La verità è resiliente, non chiede manutenzione.

Ciò che è vero non ha bisogno di essere continuamente sostenuto, difeso, giustificato o aggiustato. Può attraversare il dubbio, il conflitto, persino il tempo, e restare lì.

Al contrario, ciò che costruiamo per non vedere la verità spesso richiede moltissima energia: spiegazioni, razionalizzazioni, controllo, conferme, nuove versioni della storia.

C’è qualcosa di molto essenziale in questo…La verità regge. Sono le costruzioni intorno ad essa crollano… e richiedono manutenzione.

Ogni volta quando senti fatica, fermati.
Ascoltati…
Fidati di te.

Olga

E se pensare positivo, a volte, fosse proprio il modo per non vedere?Ci sono momenti della vita in cui abbiamo bisogno d...
14/08/2026

E se pensare positivo, a volte, fosse proprio il modo per non vedere?

Ci sono momenti della vita in cui abbiamo bisogno di ricordarci che esiste anche il bello, che la vita è meravigliosa con ogni dono che porta...
Abbiamo bisogno di speranza, di gratitudine, di uno sguardo capace di allargare l’orizzonte oltre ciò che in quel momento ci fa soffrire.

E così impariamo a dirci:
“Devo essere grata.”
“Devo concentrarmi sulle cose belle.”
“È successo per una ragione.”
“Quello che succede è sempre il meglio per me.”
“Devo cambiare il mio modo di pensare.”

A volte queste parole ci sostengono davvero. Ci aiutano ad attraversare un momento difficile e a ritrovare una prospettiva più ampia.

Altre volte succede qualcosa che ci ferisce, ci delude, ci spaventa o ci fa arrabbiare. Dentro di noi nasce una reazione, ma quasi immediatamente arriva un pensiero che cerca di rimettere tutto a posto.

Devo guardare il lato positivo.
Devo lasciare andare.
Forse è successo per il mio bene.

E così passiamo molto velocemente da ciò che sentiamo a ciò che pensiamo di “dover” sentire.

La rabbia ha appena cominciato a farsi sentire e viene trasformata in comprensione.
La tristezza viene ricoperta dalla gratitudine.
La paura incontra immediatamente una spiegazione rassicurante.
La stanchezza viene attraversata con un altro sforzo.

È un movimento quasi impercettibile….e proprio per questo possiamo farlo per anni senza accorgercene il costo che paghiamo…

Intanto continuiamo a sapere, da qualche parte dentro di noi.

Sappiamo che una relazione sta diventando sempre più povera e distante. Sentiamo che un lavoro ci sta prosciugando. Ci accorgiamo che viviamo da mesi sotto pressione. Vediamo che una situazione economica ci preoccupa realmente. Il corpo comincia a parlare attraverso tensione, agitazione, stanchezza, difficoltà a dormire.

Ed è qui che può comparire qualcosa che spesso sembra arrivare senza una ragione: l’ansia.

“Ma perché sono ansioso? Va tutto bene.”

Forse, qualche volta, proprio questo pensiero merita attenzione.

Perché una possibile origine dell’ansia può trovarsi anche in ciò che abbiamo imparato a oltrepassare troppo velocemente.

Un sentimento compare, ma prima ancora di poterlo riconoscere, comprenderne il significato e lasciargli uno spazio, arriviamo già alla soluzione veloce, ancora meglio… positiva.

Il sentimento sembra essere passato. Ma ciò che lo aveva generato può essere ancora lì.

E allora rimane un’inquietudine difficile da nominare a parole... Sentiamo che qualcosa dentro è in allerta, senza riuscire più a collegarlo chiaramente a ciò che stiamo vivendo.

In questo senso il pensiero positivo può assumere una funzione molto diversa da quella che immaginiamo. Può diventare una forma raffinata di protezione dalla nostra stessa esperienza.

La nostra vita psichica ha bisogno della possibilità di riconoscere ciò che accade. Rabbia, paura, delusione, dolore e stanchezza portano informazioni. Ci raccontano qualcosa del rapporto con gli altri, con il nostro corpo, con il lavoro, con i nostri limiti e con i nostri bisogni.

Per questo, nel mio modo di intendere il percorso di maturazione, il punto centrale è imparare a stare abbastanza vicini alla propria esperienza da poterla conoscere.

Dare un nome alla stanchezza. Accorgersi della rabbia. Sentire la paura. Riconoscere che qualcosa ci ferisce. Guardare una relazione per quella che è diventata. Ascoltare ciò che il corpo sta segnalando.

E solo dopo può arrivare anche un altro sguardo, l’apertura della la mente…

La gratitudine rimane sempre una gratitudine.
La speranza o la fiducia può diventare una scelta consapevole.
Il pensiero positivo può diventare una risorsa per vivere la vita in ogni momento… anche spiacevole…

Forse la differenza sta proprio nell’ordine.

Prima riconoscere ciò che c’è.
Poi scegliere che cosa farne.
Ma prendi il tuo spazio tra le due.

Perché c’è una grande differenza tra attraversare il dolore e continuare a scegliere la vita,
e scegliere il positivo così velocemente da non avere più il tempo di accorgersi di ciò che dentro di noi stava chiedendo di essere ascoltato,
accolto e riconosciuto.

Vogliatevi bene.

Olga

LA TENEREZZA Credo che ognuno di noi custodisca un punto di fragilità. Un luogo delicato, vulnerabile. Un luogo che, per...
04/08/2026

LA TENEREZZA

Credo che ognuno di noi custodisca un punto di fragilità. Un luogo delicato, vulnerabile. Un luogo che, per molto tempo, abbiamo cercato di proteggere con le nostre difese.

E se, invece di guardare alle difese, provassimo ad avvicinarci con tenerezza a quel luogo?

Forse scopriremmo che proprio lì abita qualcosa di profondamente umano. Qualcosa che non parla di debolezza, ma del nostro modo più autentico di essere.

La tenerezza, allora, non è togliere le difese con la forza. È renderle meno rigide. È ammorbidire il confine tra ciò che mostriamo e ciò che temiamo di mostrare.

Mi viene in mente una cicatrice. Quando si chiude, il confine tra la pelle che non è mai stata ferita e quella che porta il segno della ferita non scompare, ma diventa morbido. Non divide più. Diventa parte della stessa pelle, della stessa storia.

Forse la tenerezza fa proprio questo: ci aiuta a integrare ciò che abbiamo cercato di nascondere, fino a farlo sentire parte di noi, senza vergogna…

♥️Vorrei condividere con voi un pensiero di Chandra Livia Candiani sulla tenerezza, perché ogni volta che lo leggo sento che dà parole a qualcosa che faccio fatica a dire, ma che riconosco profondamente:

“La tenerezza per me è un sentimento forte. Ci si arriva, è un percorso. Spesso diventiamo teneri dopo che la vita ci ha stagionato ben bene, stanato, sbocconcella-to, ma anche dopo aver conosciuto il male che facciamo a noi stessi indurendoci.
La tenerezza non c'è dove c'è severità, giudizio, male-volenza. Per me è un po' come una sorella minore della compassione, meno notevole, meno in prima linea, è un po' timida la tenerezza, ha il muso di un animale dei boschi, è schiva e delicata. Quando diciamo di un bambino che è tenero è perché lo vediamo disarmato, senza furbizia, sprovveduto. Anche i vecchi ci muovono queste onde piccole di tenerezza, anche il loro è un disarmo, una vacuità di strategie, un'inadeguatezza a farcela sempre, a essere a livello delle aspettative.
Chi è tenero non vuole farcela a tutti i costi, vuole sen tire come sta e sentire come stanno gli altri, è sorella e fratello, non è genitore, non è maestro. La tenerezza sa stare alla pari, fianco a fianco, non è frontale. Così raro oggi, che giri l'angolo e trovi un guru, ma devi girare tutto il mondo per trovare un amico sincero che pianga con te, rida con te e non ti voglia spiegare la vita e risolvere i suoi misteri”.

Grazie

Olga

Piangere non significa sempre essere in contatto con le proprie emozioni. E non riuscire a piangere non significa non pr...
31/07/2026

Piangere non significa sempre essere in contatto con le proprie emozioni.
E non riuscire a piangere non significa non provare nulla❤️‍🩹

Le lacrime, così come la loro assenza, possono essere modi con cui la nostra psiche ci protegge.

La vera trasformazione non inizia quando piangi, inizia quando riesci a dare un nome a ciò che senti e trovi il coraggio di esprimerlo.

Perdonare se stessi è uno degli atti più difficili che esistano.Continuiamo a portare sulle spalle il peso degli errori,...
29/07/2026

Perdonare se stessi è uno degli atti più difficili che esistano.
Continuiamo a portare sulle spalle il peso degli errori, delle aspettative, dei sensi di colpa. E quel peso, con il tempo, non rimane nella mente: si posa sul cuore❤️‍🩹

Un cuore appesantito fatica ad aprirsi. Fatica ad accogliere se stesso, a lasciarsi amare, ad amare gli altri.

👉Il perdono non cancella ciò che è stato. Ci libera dal dover continuare a pagarne il prezzo ogni giorno. È il momento in cui smettiamo di condannarci e iniziamo, finalmente, a prenderci per mano🤝

Ma se la mia libertà dipende da qualcuno o da qualcosa fuori di me, quanto è davvero libera?✨La libertà la puoi sentire ...
23/07/2026

Ma se la mia libertà dipende da qualcuno o da qualcosa fuori di me, quanto è davvero libera?✨

La libertà la puoi sentire quando, nonostante l’ansia, la paura, ti puoi appoggiare su te stesso; quando nonostante la vergogna puoi chiedere aiuto, dire che hai sbagliato, ringraziare, chiedere scusa.
E inizia a diventare una responsabilità verso sé stessi.

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