11/08/2026
Tra un "falso mito" e l'altro, una piccola (golosa) parentesi sulla Melissa.
Ne abbiamo parlato nell'ultimo falso mito ma
merita qualche parola in più.
Spesso, parlando di oli essenziali ad azione calmante, rischiamo di mettere tutto nello stesso calderone.
Ma una Lavanda non è una Camomilla.
E una Camomilla non è una Melissa.
Possono tutte accompagnare verso una maggiore quiete, ma non lo fanno nello stesso modo.
La Lavanda, per esempio, la pensiamo bene quando c'è una TENSIONE che ha bisogno di essere allentata, di perdere rigidità avvolgendosi in un abbraccio confortevole.
La Camomilla (romana) può essere preziosa quando prevalgono irritabilità, REATTIVITA', quella sensazione di essere facilmente “urtati” da ciò che succede intorno.
La Melissa, invece, mi porta altrove.
Penso a lei quando c'è un'agitazione meno esplosiva ma più dispersiva: pensieri ripetitivi che ostacolano un sonno riparatore, INQUIETUDINE, difficoltà a raccogliersi, a trovare un punto in cui stare.
È come se non chiedesse semplicemente di rallentare, ma aiutasse a ritornare a sé.
La Melissa non mi sembra interessante quindi soltanto quando abbiamo bisogno di calmare. È una pianta che, nella tradizione aromaterapeutica francese, viene descritta come regolatrice e armonizzante: particolarmente suggestiva quando l'emotività prende il sopravvento, quando c'è agitazione, crisi, sovraccarico. Non tanto spegnere la mente, quanto aiutarla a ritrovare un centro.
Anche sul piano fisico questa doppia natura è interessante: la sua affinità con il sistema nervoso si accompagna a una tradizionale affinità con l'apparato digestivo. E ancora una volta troviamo quel filo sottile che collega ciò che sentiamo, ciò che pensiamo e ciò che il corpo manifesta.
Non è quindi “l'olio che calma”.
È l'olio che scegli quando riconosci un certo tipo di agitazione.
Di fronte ad una persona non è tanto importante imparare una lista di oli e proprietà, quanto mettersi in ascolto e imparare a distinguere. Perché calmare non significa sempre la stessa cosa.
È anche questo che cerco di trasmettere nelle mie formazioni: non soltanto conoscere gli oli e le loro proprietà, ma imparare a riconoscere le differenze, a leggere i tropismi e a orientarsi nella scelta.
Perché, alla fine, è proprio nelle sfumature che l'aromaterapia diventa interessante.😉