Dott.ssa Lucia Piscopo - Biologa Nutrizionista - Spec. in Patologia Clinica

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⚠️ LA VERITÀ CHE NESSUNO VUOLE SENTIRSI DIRE QUANDO SI È IN RESISTENZA INSULINICA (MA CHE TI SALVA LA VITA)"Dottoressa, ...
14/08/2026

⚠️ LA VERITÀ CHE NESSUNO VUOLE SENTIRSI DIRE QUANDO SI È IN RESISTENZA INSULINICA (MA CHE TI SALVA LA VITA)

"Dottoressa, ma davvero non posso più mangiare la pizza? Nemmeno un dolcetto ogni tanto?" 🍕🍰

Questa è la domanda che sento più spesso in studio😩

E quando rispondo con un ".. al momento sarebbe meglio evitarli", vedo la disperazione nello sguardo 😩🤦‍♀️

Divento subito quella "cattiva", quella rigida che toglie le gioie della vita...

Ma voglio dirti una cosa con il cuore in mano: non è cattiveria. È tutela. 🩺

Facciamo un passo indietro.
Se oggi soffri di resistenza insulinica, la realtà è che probabilmente hai consumato carboidrati, dolci e zuccheri per tutta la vita.

Il tuo corpo, per anni, ha gestito quel carico come meglio poteva.
Adesso, però, le tue cellule sono sature. Sono stanche. Hanno "chiuso le porte" all'insulina. 🔒

La resistenza insulinica non è un semplice "fastidio" o un problema di peso.

È a tutti gli effetti una malattia metabolica, un lungo PRE- DIABETE .

Significa che il tuo metabolismo è al limite e che quegli stessi cibi che hai sempre mangiato, oggi, per te sono diventati nocivi.

Continuare a introdurli significa spingere il corpo verso una malattia cronica.

Toglierti temporaneamente la pizza o il pasticcino non è una punizione, è l'unico modo che abbiamo per far riposare il tuo pancreas e ripristinare la sensibilità all'insulina, disinfiammando il tuo organismo.

Il cibo deve tornare a essere il tuo carburante, non il tuo danno!!

La salute si costruisce un passo alla volta, partendo dalle rinunce che oggi sembrano difficili, ma che domani ti garantiranno un futuro libero dai farmaci. 💪

🎉 Ma comunque c' è anche una buona notizia in tutto questo 😊

vietare i vecchi carboidrati non significa affatto vivere di privazioni o mangiare senza gusto! ❌

La bellissima notizia è che oggi puoi rivoluzionare il tuo stile di vita scoprendo il mondo Low-Carb e Keto.

Non devi rinunciare al piacere della tavola, devi solo cambiare gli ingredienti!😋

Esistono alternative pazzesche che non impennano l'insulina e che ti faranno dimenticare i prodotti industriali:

La pizza Keto: preparata con basi a base di farina di mandorle, cavolfiore o formaggio ad esempio ( in questa pagina ci sono tantissime ricette messe negli anni)
I dolcetti Low-Carb: muffin, pancake o mousse fatti con farine di frutta a guscio (mandorle, cocco) e dolcificati in modo naturale senza toccare la glicemia

I primi piatti alternativi: dagli "spaghetti" di zucchine saltati in padella agli gnocchi keto.

Cambiare stile di vita non significa mangiare meno, significa mangiare in modo totalmente diverso.

Imparerai a nutrire le tue cellule senza infiammarle, riscoprendo sapori incredibili e, soprattutto, ritrovando un'energia che non sentivi da anni. 🔋Uscire dal prediabete con gusto è possibile.

Ma una cosa è certo: devi acquisire consapevolezza in quello che ti sta succedendo decidendo attivamente di cambiare ciò che metti nel piatto.... eh si, anche se tutti gli altri intorno a te continuano a mangiare male totalmente inconsapevoli di quello che si stanno costruendo!! 🤷‍♀️🤷‍♀️🤦‍♀️

👇

🦠 “Dottoressa, che dice… mi faccio il test del microbiota?” 🤔🤔Il test del microbiota ha senso in condizioni specifiche e...
11/08/2026

🦠 “Dottoressa, che dice… mi faccio il test del microbiota?” 🤔🤔

Il test del microbiota ha senso in condizioni specifiche e può essere preso in considerazione quando esiste una precisa domanda o problematica clinica e il suo risultato può avere una reale ricaduta sulla gestione del paziente.

Ma non è un esame da fare di routine per sapere semplicemente “come stanno i miei batteri”. 🤔

E soprattutto, se la tua alimentazione non è adeguata, prima di spendere 250 euro per sapere quali batteri hai nell’intestino, chiediti che cosa gli dai da mangiare ogni giorno.

Perché questa è una cosa che sul microbiota tendiamo a dimenticare.

Oggi possiamo fare test sofisticatissimi per analizzare la nostra comunità microbica intestinale.

Possiamo comprare probiotici, prebiotici,post biotici, integratori, protocolli “per riequilibrare il microbiota”…

Ma c’è una domanda che viene molto prima:

COME MANGI? Ma soprattutto, cosa mangiano i tuoi batteri? Cosa gli dai da mangiare ogni giorno?? 🤔🤔

Il microbiota intestinale non è una fotografia immutabile.

È una comunità viva, dinamica, che viene continuamente influenzata da ciò che introduciamo con la nostra alimentazione ma anche dalle nostre emozioni e dai nostri ormoni, oltre lo stile di vita in generale.

In altre parole:

👉 quello che mangi ogni giorno contribuisce a determinare quali microrganismi hanno le condizioni per vivere, moltiplicarsi e svolgere le loro funzioni ( tradotto in parole semplici: se mangi zuccheri, cibo industriale e cibo spazzatura che famiglie microbiche vuoi che crescano nell' intestino se non patogeni?? 🤔)

Fibre, verdure, legumi (quando tollerati) frutta, grassi sani, proteine nobili, frutta secca, semi e alimenti ricchi di polifenoli forniscono substrati che possono essere utilizzati dai microrganismi intestinali.

La ricerca scientifica è chiara nel dimostrare che la dieta è uno dei principali fattori in grado di modellare composizione, diversità e funzione del microbiota intestinale.

Quindi sì:

🦠 il test del microbiota può avere una sua utilità in determinati contesti.

💊 I probiotici possono avere indicazioni specifiche.

🌱 I prebiotici possono essere utili.

Ma nessuno di questi dovrebbe diventare il sostituto di un'alimentazione adeguata.

Perché se la tua alimentazione quotidiana è qualitativamente scadente non puoi pensare di risolvere tutto mettendo qualche miliardo di batteri in una capsula.

E soprattutto, non esiste un unico “microbiota perfetto” da ricreare.

Il microbiota è una comunità complessa e personale ( non esiste insomma un modello da riprodurre)

Non dobbiamo necessariamente inseguire un determinato numero di Lactobacilli o Bifidobacteri, dobbiamo invece creare, attraverso lo stile di vita e l'alimentazione, un ambiente intestinale favorevole a una comunità microbica diversificata e funzionale.

Per questo, prima di spendere 250 euro per sapere chi vive nel tuo intestino, forse vale la pena chiedersi:

“Ma io, tutti i giorni, che cosa gli sto dando da mangiare?”

Perché il primo intervento sul microbiota non comincia in farmacia, comincia nel tuo piatto 😏

Se soffri di disturbi gastrointestinali, è molto probabile che tu abbia eliminato o ridotto drasticamente il consumo di ...
04/08/2026

Se soffri di disturbi gastrointestinali, è molto probabile che tu abbia eliminato o ridotto drasticamente il consumo di frutta dalla tua alimentazione, nella convinzione che ti faccia male a prescindere.

Come illustrato nel carosello, c’è una differenza abissale tra un frutto maturo e uno poco maturo.

Non è solo una questione di consistenza, ma di precise molecole che cambiano radicalmente l’impatto sul tuo organismo.

❌ La Frutta Molto Matura può trasformarsi in un vero e proprio innesco per i sintomi se l’intestino è infiammato. Questo perché accumula:

-Ammine biogene (tra cui l’istamina): molecole pronte a sovraccaricare un sistema già reattivo.

-FODMAPs liberi (come fruttosio, polioli e fruttani): zuccheri che fermentano molto rapidamente a livello intestinale.

Se soffri di allergia sistemica al nichel o di intolleranza all’istamina , questa combinazione biochimica può scatenare nel giro di poco tempo:

-Gonfiore addominale, reflusso e coliche

-Alterazioni dell’alvo (come la diarrea)

-Sintomi sistemici: emicranie, confusione mentale (brain fog) o dermatiti

🟢 La Frutta Poco Matura (come la banana giallo-verde) ha invece una struttura dominata dall’amido resistente. Questa molecola non viene digerita nello stomaco, ma arriva intatta nel colon dove nutre i batteri sani (svolgendo un’azione prebiotica) senza creare quella fermentazione selvaggia che causa il gonfiore.

Risolvere i disturbi gastrointestinali non significa vivere di privazioni basate sul “sentito dire”, ma capire esattamente come la biochimica degli alimenti interagisce con la tua attuale situazione clinica.

L’obiettivo deve sempre essere quello di disinfiammare l’intestino per tornare a mangiare in sicurezza e ritrovare la serenità a tavola.

L’EMOGLOBINA GLICATA  (sigla HbA1c)  è un biomarcatore per il Diabete.Come vedete in immagine, il Glucosio è in grado di...
03/06/2026

L’EMOGLOBINA GLICATA (sigla HbA1c) è un biomarcatore per il Diabete.

Come vedete in immagine, il Glucosio è in grado di legarsi all’emoglobina presente nei globuli rossi per formare proprio la HbA1c e più la quantità di Glucosio in circolo è elevata più emoglobina glicata potrà organizzarsi all’interno dei globuli rossi e questo è il motivo per il quale l’HbA1c è uno dei parametri per fare diagnosi di Diabete o preDiabete.
Il dosaggio dell’Emoglobina glicata viene regolarmente eseguito in laboratorio tramite prelievo di sangue venoso con tecniche standard validate e il suo valore viene espresso come % dell’Emoglobina che risulta glicata cioè legata al glucosio.
I dosaggi di riferimento sono riportati in immagine sec. le linee guida ADA 2026.

Altro elemento importante che si può ottenere dalla HbA1c è la Glicemia media stimata (eAG – estimated Average Glycemia) mediante un algoritmo particolare e questo può dare contezza di quale sia stato il valore medio della glicemia nel periodo della emoglobina glicata dosata.
Mentre la Glicemia a digiuno è una istantanea del valore nel preciso momento del prelievo la glicemia media ci dice quale è stato l’andamento glicemico nel periodo di 2-3 mesi antecedenti al prelievo.
Facciamo un esempio:
Il sig. Caio Tizio ha eseguito il prelievo per Glicemia e HbA1c ottenendo i seguenti valori
Glicemia= 105 mg/dl
Emoglobina Glicata (HbA1C)= 6,0 % della Hb totale
Con quest’ultimo valore possiamo ricavare la glicemia media del periodo (vedi immagine) che è pari a 125 mg/dl e ciò ci suggerisce che Caio Tizio negli ultimi 2-3 mesi ha viaggiato con valori di glicemia che mediamente sono stati di 125.
Anche questa può essere una indicazione utile al medico per una eventuale diagnosi di prediabete.

📣 La PCOS cambia nome: oggi si chiama PMOSPer anni l'abbiamo chiamata PCOS (Sindrome dell'Ovaio Policistico).Oggi la com...
02/06/2026

📣 La PCOS cambia nome: oggi si chiama PMOS
Per anni l'abbiamo chiamata PCOS (Sindrome dell'Ovaio Policistico).
Oggi la comunità scientifica internazionale ha deciso di adottare un nuovo nome:
✨ PMOS – Sindrome Ovarica Poliendocrina Metabolica
Perché questo cambiamento?
Perché non si tratta solo di ovaie.
Non si tratta solo di ciclo irregolare.
Non si tratta solo di fertilità.
La PMOS è una condizione complessa che può coinvolgere:
✔ insulino-resistenza
✔ aumento di peso e difficoltà a dimagrire
✔ fame intensa e alterazioni glicemiche
✔ acne e iperandrogenismo
✔ infiammazione cronica di basso grado
✔ alterazioni metaboliche e cardiovascolari
✔ stanchezza e benessere psicologico
Il nuovo nome riconosce finalmente ciò che molte donne vivono ogni giorno: una condizione che riguarda l'intero organismo e che richiede un approccio globale.
🌿 Alimentazione, stile di vita, attività fisica, sonno, gestione dello stress e supporto personalizzato possono fare una grande differenza.
La PMOS non è solo una questione ginecologica.
È una condizione metabolica, endocrina e infiammatoria che merita attenzione, ascolto e strategie mirate.
💬 Conoscevi già questa novità?

CIOCCOLATA SÌ, MA QUELLA GIUSTALa cioccolata non è tutta uguale. E capire la differenza cambia completamente il modo in ...
11/04/2026

CIOCCOLATA SÌ, MA QUELLA GIUSTA

La cioccolata non è tutta uguale. E capire la differenza cambia completamente il modo in cui la scegli.

Il cioccolato al latte è il più diffuso: contiene meno cacao, più zuccheri e latte. Il gusto è dolce e cremoso, ma il valore nutrizionale è limitato.

Il cioccolato bianco, invece, non contiene massa di cacao ma solo b***o di cacao, zucchero e latte. È il più distante dai benefici tipici del cacao, risultando soprattutto una scelta legata al gusto più che al valore nutrizionale.

La vera differenza la fa la cioccolata fondente. Quando supera il 70% di cacao, si distingue per un contenuto più elevato di flavonoidi, potenti antiossidanti che supportano il sistema cardiovascolare e aiutano a contrastare lo stress ossidativo. Meno zucchero, più sostanza.

Con percentuali all’85% o superiori, il gusto diventa intenso, deciso, meno dolce. È una scelta più consapevole, dove il piacere si unisce al benessere.

Non si tratta di rinunciare al gusto, ma di scegliere meglio. Anche un piccolo quadratino può fare la differenza, se è quello giusto.

Stipsi: cosa funziona davvero?La letteratura scientifica supporta soprattutto psyllium, magnesio e alcuni probiotici.Non...
09/04/2026

Stipsi: cosa funziona davvero?
La letteratura scientifica supporta soprattutto psyllium, magnesio e alcuni probiotici.
Non sono soluzioni “magiche”, ma strumenti utili se inseriti nel contesto giusto.

👉 Senza una dieta equilibrata, una buona idratazione e uno stile di vita adeguato, anche gli integratori più efficaci servono a poco.

La Vitamina D è una molecola liposolubile considerata a tutti gli effetti come un ormone. Regola il metabolismo osseo, i...
18/03/2026

La Vitamina D è una molecola liposolubile considerata a tutti gli effetti come un ormone. Regola il metabolismo osseo, i processi di assorbimento intestinale di Calcio e Fosforo, ha una funzione fondamentale nel mantenimento dello stato di salute dell’apparato muscolo-scheletrico ed è essenziale nella prevenzione e cura del rachitismo nutrizionale. La vitamina D può essere ottenuta da due fonti principali: l’esposizione alla luce solare e l’alimentazione. Gli alimenti più ricchi di vitamina D sono: salmone, sgombro, aringhe, sardine, tonno, pesce spada , uova (tuorli), olio di fegato di merluzzo, latticini, funghi.
Il fabbisogno giornaliero di vitamina D varia a seconda dell’età. Generalmente è di 400 unità al giorno ma le dosi possono variare fino a 1.000 unità al giorno in presenza di deficit.Una carenza di vitamina D può causare dolori muscolari, perdita di capelli, stanchezza e affaticamento, rachitismo, osteoporosi, deformazioni ossee ecc..

GLUTINE E TIROIDEMolte pazienti mi chiedono: "Dottore, ma devo davvero togliere il glutine se ho l'Hashimoto anche se no...
18/02/2026

GLUTINE E TIROIDE

Molte pazienti mi chiedono: "Dottore, ma devo davvero togliere il glutine se ho l'Hashimoto anche se non sono celiaca?".
Oggi non vi rispondo io, ma uno studio clinico molto interessante condotto su donne con tiroidite autoimmune.

I ricercatori hanno seguito due gruppi di donne con Hashimoto e presenza di anticorpi anti-transglutaminasi (senza diagnosi conclamata di celiachia).

​Gruppo A: Dieta Gluten-Free per 6 mesi.
​Gruppo B: Dieta libera (nessun trattamento).

​I Risultati sono sorprendenti...

Dopo soli 6 mesi, nel gruppo che ha eliminato il glutine (Gruppo A) si è osservato:
I titoli di TPOAb e TgAb sono diminuiti significativamente.
​È aumentato l'indice SPINA-GT, un parametro che indica quanto la tiroide è effettivamente capace di produrre ormoni.
​I livelli di Vitamina D sono aumentati (probabilmente grazie a un migliore assorbimento intestinale).

​Cosa significa per te?

Nel gruppo che ha continuato a mangiare glutine, non è cambiato nulla.

Nel gruppo Gluten-Free, invece, la tiroide ha iniziato a lavorare meglio e l'infiammazione si è ridotta.

Questo studio suggerisce che la dieta senza glutine non è una "moda", ma può essere uno strumento per placare il sistema immunitario e proteggere la funzionalità della ghiandola tiroidea.

Hai mai provato a ridurre il glutine per la tua tiroide?

​Krysiak R, Szkróbka W, Okopień B. "The Effect of Gluten-Free Diet on Thyroid Autoimmunity in Drug-Naïve Women with Hashimoto's Thyroiditis: A Pilot Study." Exp Clin Endocrinol Diabetes. 2019.

La dieta non è una sfida contro il cibo, ma una negoziazione con il proprio cervello. Se il cambiamento non parte dalla ...
15/02/2026

La dieta non è una sfida contro il cibo, ma una negoziazione con il proprio cervello.
Se il cambiamento non parte dalla "testa", il corpo opporrà resistenza finché non tornerai alle vecchie abitudini.

Ecco perché l'approccio psicologico è fondamentale per il successo:
🔸La differenza tra "Subire" e "Scegliere"
Se vedi la dieta come una punizione o una restrizione imposta dall'esterno, la tua forza di volontà agirà come una molla tesa: prima o poi scatterà e tornerai a mangiare come prima. Quando il cambiamento parte dalla testa, passi dal dire "Non posso mangiare questo" al dire "Scelgo di non mangiarlo perché voglio stare meglio".
🔸Superare la Fame Emotiva
Molte persone non mangiano per fame biologica, ma per noia, stress o tristezza.
Se non lavori sulla tua mentalità, userai sempre il cibo come un anestetico.
Capire i tuoi "trigger" (scatenanti) mentali è l'unico modo per non fallire quando la giornata va male.
🔸L'Identità vs. L'Azione
Per cambiare davvero, devi smettere di vederti come "una persona a dieta" e iniziare a vederti come "una persona che si prende cura di sé".
Se la tua identità profonda rimane quella di una persona sedentaria che ama gli eccessi, la dieta sarà sempre un "corpo estraneo" nella tua vita.
🔸La gestione del fallimento
Chi non cambia "testa" vede lo sgarro come un fallimento totale e abbandona tutto ("Ormai ho mangiato la pizza, tanto vale mollare").
👉Chi ha cambiato mentalità vede lo sgarro come un singolo pasto in una settimana di scelte sane e riprende subito il percorso.

🟥Consiglio pratico: Prima di contare le calorie, prova a tenere un diario alimentare per una settimana, segnando non solo cosa mangi, ma come ti senti in quel momento.

Indirizzo

Via Diaz, 30
Acerra
80011

Orario di apertura

Martedì 16:00 - 21:00
Giovedì 16:00 - 21:00
Venerdì 09:00 - 12:00

Telefono

+393405309753

Sito Web

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