01/06/2025
E lo stesso si può dire per l’utilizzo del computer, dei giochi online, dell’Xbox et simili.
L’uso incontrollato di strumenti tecnologici crea nelle giovani (e meno giovani) menti uno stato di alterazione della percezione, del tempo, delle relazioni e del modo di vivere le emozioni uguale a qualsiasi altra dipendenza. Le “crisi” che derivano anche solo dalla minaccia di essere allontanati dall’oggetto della dipendenza in questione dovrebbero già da sole essere eloquenti sulla responsabilità che si esercita nel consentire un utilizzo incontrollato e inappropriato di tali strumenti potentissimi sulla nostra mente, ma soprattutto su quella dei più piccoli. Quando mi si chiede il “perché” il proprio figlio/figlia manifesti certi comportamenti, voglio essere brutale e invitare a immaginare quali conseguenze avrebbe l’uso di sostanze stupefacenti su un bambino, sul suo modo di approcciarsi all’ambiente, sulle sue emozioni, relazioni, sulla sua creatività, immaginazione, capacità di concentrazione, sul suo sviluppo cognitivo. La risposta è pressappoco le stesse che può generare la dipendenza dalla tecnologia.
Gli tolgono il telefonino, adolescente ricoverato con una crisi d'astinenza. "Quando è arrivato in pronto soccorso presentava esattamente gli stessi sintomi di una persona in crisi di astinenza da sostanze. Peccato che, a mancargli in modo psicotropo, fosse lo smartphone", racconta al Corriere della sera il professor Gianluca Rosso, medico chirurgo specialista in psichiatria e professore associato di psichiatria al dipartimento di neuroscienze dell'Università degli Studi di Torino, che era di guardia presso l'ospedale San Luigi di Orbassano quando il ragazzo si è presentato in accettazione accompagnato dai genitori perché in stato di agitazione psicomotoria severo.
L’articolo su Repubblica