22/07/2026
๐'๐ฬ ๐ฎ๐ง๐ ๐๐จ๐ฌ๐ ๐๐ก๐ ๐ฏ๐๐๐จ ๐ฌ๐ฉ๐๐ฌ๐ฌ๐จ ๐ข๐ง ๐ฌ๐๐๐ฎ๐ญ๐, ๐ ๐๐ข ๐๐ฎ๐ข ๐ช๐ฎ๐๐ฌ๐ข ๐ง๐๐ฌ๐ฌ๐ฎ๐ง๐จ ๐ฉ๐๐ซ๐ฅ๐.
Il modo in cui una persona vive il proprio corpo e il modo in cui vive le sue relazioni seguono, quasi sempre, la stessa logica.
Le stesse regole non scritte su quanto spazio si ha il diritto di occupare.
Quanto si puรฒ chiedere.
Quanto si merita di ricevere.
Non รจ una coincidenza.
ร lo stesso funzionamento messo in scena su due palcoscenici diversi.
๐๐๐ข
Elena ha trentotto anni, coordina un team in una scuola privata. ร il punto fermo... quella su cui contano tutti, al lavoro e in famiglia. Quella che arriva sempre in orario, che si ricorda i compleanni, che gestisce l'imprevisto con un sorriso mentre dentro calcola giร la prossima mossa.
๐๐จ๐ง ๐ข๐ฅ ๐ฉ๐ซ๐จ๐ฉ๐ซ๐ข๐จ ๐๐จ๐ซ๐ฉ๐จ ๐ก๐ ๐ฌ๐๐ฆ๐ฉ๐ซ๐ ๐๐ฏ๐ฎ๐ญ๐จ ๐ฎ๐ง ๐ซ๐๐ฉ๐ฉ๐จ๐ซ๐ญ๐จ ๐๐ข ๐ง๐๐ ๐จ๐ณ๐ข๐๐ณ๐ข๐จ๐ง๐ ๐ฌ๐ข๐ฅ๐๐ง๐ณ๐ข๐จ๐ฌ๐.
Non un rifiuto, non nel senso drammatico che si immagina di solito.
Nessuno specchio rotto, nessuna crisi visibile.
Solo una serie infinita di piccoli accordi quotidiani, cosรฌ automatici da non sembrare nemmeno delle scelte.
Il caffรจ della mattina senza zucchero : "tanto non mi manca".
La cena saltata "perchรฉ non avevo davvero fame", anche se in realtร non si era fermata ad ascoltarsi abbastanza per saperlo.
Il calcolo mentale, sempre attivo sullo sfondo, di cosa avesse mangiato, cosa avrebbe mangiato dopo, cosa "si era guadagnata" e cosa invece "poteva ancora aspettare".
Non era una dieta.
Non l'avrebbe mai chiamata cosรฌ ...le sembrava un'esagerazione, quasi ridicolo paragonarsi a chi ha davvero un problema serio. Era piรน un sottofondo, una specie di contabilitร silenziosa che teneva sempre, in ogni momento della giornata, senza nemmeno accorgersene fino in fondo.
Contava quello che mangiava non per dimagrire(questo รจ il punto che le altre persone facevano piรน fatica a capire) ma era che governare quello, decidere lei cosa entrava e cosa no, le restituiva una stabilitร che altrove (nel lavoro imprevedibile, nella relazione altalenante ) non riusciva a trovare.
๐๐๐ข ๐ ๐ข๐จ๐ซ๐ง๐ข ๐ข๐ง ๐๐ฎ๐ข ๐ฅ๐ ๐ซ๐๐ฅ๐๐ณ๐ข๐จ๐ง๐ ๐๐จ๐ง ๐๐๐ฏ๐ข๐๐ ๐ฌ๐ข ๐๐๐๐๐ฏ๐ ๐ญ๐๐ฌ๐ (lui che si ritirava, i silenzi che duravano troppo, quelle risposte brevi ai messaggi che lei rileggeva tre volte cercando un tono che non c'era )quel controllo si stringeva.
Meno cibo.
Piรน regole.
Le porzioni si facevano piรน piccole senza una decisione consapevole.
๐๐จ๐ฆ๐ ๐ฌ๐ ๐ซ๐๐ฌ๐ญ๐ซ๐ข๐ง๐ ๐๐ซ๐ ๐ฅ๐จ ๐ฌ๐ฉ๐๐ณ๐ข๐จ ๐๐๐ฅ ๐๐จ๐ซ๐ฉ๐จ ๐ฉ๐จ๐ญ๐๐ฌ๐ฌ๐ ๐๐จ๐ฆ๐ฉ๐๐ง๐ฌ๐๐ซ๐ ๐๐ข๐จฬ ๐๐ก๐ ๐ฌ๐๐ง๐ญ๐ข๐ฏ๐ ๐๐ฅ๐ฅ๐๐ซ๐ ๐๐ซ๐ฌ๐ข ๐๐๐ง๐ญ๐ซ๐จ ๐ข๐ง ๐ฆ๐จ๐๐จ ๐ข๐ง๐๐จ๐ง๐ญ๐ซ๐จ๐ฅ๐ฅ๐๐๐ข๐ฅ๐.
๐๐ฎ๐ฅ ๐ฌ๐ฎ๐จ ๐๐จ๐ซ๐ฉ๐จ, ๐ฉ๐๐ซ๐จฬ, ๐ฅ๐๐ข ๐๐ฏ๐๐ฏ๐ ๐ฉ๐ข๐๐ง๐จ ๐ฉ๐จ๐ญ๐๐ซ๐.
Nei giorni in cui invece si sentiva vista, amata, presente (quando lui la cercava, le scriveva senza motivo solo per dirle che pensava a lei )si concedeva di mangiare di piรน.
Non tantissimo.
Un dolce in piรน dopo cena.
Il permesso, per una sera, di non tenere il conto delle calorie.
Ma bastava. Bastava a farle capire, senza mai dirselo apertamente, che il suo corpo teneva il conto di quanto si sentiva al sicuro nel legame.
๐๐๐ซ๐๐ก๐ฬ ๐ฅ๐ ๐ช๐ฎ๐๐ง๐ญ๐ข๐ญ๐ฬ ๐๐ข ๐๐ข๐๐จ ๐ง๐จ๐ง ๐'๐๐ง๐ญ๐ซ๐๐ฏ๐ ๐ฆ๐๐ข ๐๐๐ฏ๐ฏ๐๐ซ๐จ ๐๐จ๐ง ๐ข๐ฅ ๐๐ข๐๐จ ๐ข๐ง ๐ฌ๐ฬ
Rispecchiava invece lo spazio si sentiva autorizzata a occupare.
Nel piatto.
Nella relazione.
Nella propria vita.
Due lingue diverse per dire la stessa cosa.
Le sembravano due mondi separati โ il corpo da una parte, il cuore dall'altra.
Non aveva ancora capito che si stavano parlando addosso da anni.
Elena non รจ arrivata da me per parlare del suo corpo. Era venuta per parlare della sua relazione โ lo squilibrio, la stanchezza, quella sensazione di remare sempre da sola...
๐๐ฅ ๐๐จ๐ซ๐ฉ๐จ ๐ฬ ๐๐ง๐ญ๐ซ๐๐ญ๐จ ๐ข๐ง ๐ฌ๐๐๐ฎ๐ญ๐ ๐ช๐ฎ๐๐ฌ๐ข ๐๐ข ๐ง๐๐ฌ๐๐จ๐ฌ๐ญ๐จ.
Il corpo, in tutto questo, sembrava un dettaglio a parte. Qualcosa di suo, privato, che non aveva niente a che fare con la coppia.
Poi c'era stata quella settimana difficile โ Davide distante, irraggiungibile, uno di quei silenzi che si allungano senza spiegazione โ e lei si era accorta di una cosa, quasi di sfuggita: "In quei giorni non riuscivo a mangiare. Non per tristezza. Per controllo. Come se fosse l'unica cosa su cui potevo davvero decidere."
Un pensiero passato quasi senza fermarsi. Ma che, a guardarlo bene, diceva molto piรน di quanto sembrasse.
Perchรฉ quello che Elena stava vivendo non era un capriccio nรฉ una fase passeggera. Era il corpo trasformato in territorio di controllo, nel momento esatto in cui tutto il resto le sfuggiva di mano.
Una strategia di regolazione emotiva scritta nella carne prima ancora che nei pensieri.
L'immagine corporea distorta, nella sua forma piรน silenziosa e piรน diffusa, non รจ quasi mai odio per il proprio corpo. ร qualcosa di piรน subdolo: un rapporto strumentale con esso.
๐๐ฅ ๐๐จ๐ซ๐ฉ๐จ ๐ญ๐ซ๐๐ญ๐ญ๐๐ญ๐จ ๐๐จ๐ฆ๐ ๐ฎ๐ง ๐ฉ๐ซ๐จ๐๐ฅ๐๐ฆ๐ ๐๐ ๐๐ฆ๐ฆ๐ข๐ง๐ข๐ฌ๐ญ๐ซ๐๐ซ๐, ๐ง๐จ๐ง ๐๐จ๐ฆ๐ ๐ฎ๐ง๐ ๐๐๐ฌ๐ ๐๐ ๐๐๐ข๐ญ๐๐ซ๐.
C'era una cosa che Elena sapeva fare meglio di ogni altra: spiegare. Sentire, invece, le riusciva molto meno bene.
Ripensandoci bene , la risposta ai suoi comportamenti era sempre stata a portata di mano.
Sua madre aveva sbalzi d'umore imprevedibili. Non sapeva mai che giornata l'aspettassse โ se avesse trovato una madre presente o una madre altrove, irraggiungibile anche standole vicino.
๐๐ข ๐๐ซ๐จ๐ง๐ญ๐ ๐ ๐ช๐ฎ๐๐ฅ๐ฅ'๐ข๐ฆ๐ฉ๐ซ๐๐ฏ๐๐๐ข๐๐ข๐ฅ๐ข๐ญ๐ฬ, ๐๐ฅ๐๐ง๐ ๐๐ฏ๐๐ฏ๐ ๐ญ๐ซ๐จ๐ฏ๐๐ญ๐จ ๐ฅ'๐ฎ๐ง๐ข๐๐ ๐ฌ๐ญ๐ซ๐๐ญ๐๐ ๐ข๐ ๐๐ก๐ ๐ฌ๐๐ฆ๐๐ซ๐๐ฏ๐ ๐๐ฏ๐๐ซ๐ ๐ฌ๐๐ง๐ฌ๐จ: ๐ฌ๐ ๐ง๐จ๐ง ๐ฉ๐จ๐ญ๐๐ฏ๐ ๐๐จ๐ง๐ญ๐ซ๐จ๐ฅ๐ฅ๐๐ซ๐ ๐ฅ'๐ฎ๐ฆ๐จ๐ซ๐ ๐๐ข ๐ฌ๐ฎ๐ ๐ฆ๐๐๐ซ๐, ๐ฉ๐จ๐ญ๐๐ฏ๐ ๐๐ฅ๐ฆ๐๐ง๐จ ๐๐จ๐ง๐ญ๐ซ๐จ๐ฅ๐ฅ๐๐ซ๐ ๐ฌ๐ ๐ฌ๐ญ๐๐ฌ๐ฌ๐.
Diventare impeccabile โ voti alti, stanza in ordine, zero problemi โ era il suo modo per non aggiungere altro caos a un ambiente giร instabile.
Come se essere perfetta potesse comprare un po' di quella prevedibilitร che in casa mancava.
๐๐ฅ ๐๐จ๐ง๐ญ๐ซ๐จ๐ฅ๐ฅ๐จ ๐ฌ๐ฎ๐ฅ ๐๐จ๐ซ๐ฉ๐จ ๐ง๐จ๐ง ๐๐ซ๐ ๐ง๐๐ญ๐จ ๐๐จ๐ง ๐๐๐ฏ๐ข๐๐.
Usava la stessa vecchia strategia: non occupare troppo spazio, non avere bisogni che potessero pesare su nessuno.
Quando lui si allontanava, smettere di mangiare non era un modo per punirsi. Era l'unica cosa su cui poteva ancora essere perfetta. Ed essere perfetta, per lei, aveva sempre significato sentirsi al sicuro.
๐๐ข๐๐จ๐ง๐จ๐ฌ๐๐๐ซ๐ ๐ฅ๐จ ๐ฌ๐๐ก๐๐ฆ๐ ๐ฬ ๐ฌ๐ญ๐๐ญ๐จ ๐ฌ๐จ๐ฅ๐จ ๐ข๐ฅ ๐ฉ๐ซ๐ข๐ฆ๐จ ๐ฉ๐๐ฌ๐ฌ๐จ. ๐๐ฅ ๐ฉ๐ฎ๐ง๐ญ๐จ ๐๐ข ๐ฌ๐ฏ๐จ๐ฅ๐ญ๐ ๐ฬ ๐๐ซ๐ซ๐ข๐ฏ๐๐ญ๐จ ๐๐จ๐ฉ๐จ.
Elena ci era arrivata in terapia.
Aver capito il prezzo che pagava non l'ha liberata subito da quel fardello, ma le ha dato per la prima volta la possibilitร di scegliere se continuare a soffrire.
Il suo non รจ stato un lavoro sull'alimentazione o su come gestirla, ma sulla vulnerabilitร โ su come imparare a sentire senza dover subito controllare, e ad abitare l'incertezza senza restringere lo spazio del corpo per riflesso automatico.
Un percorso che Elena non avrebbe potuto fare da sola, non per mancanza di forza, ma perchรฉ certi schemi si riconoscono solo dall'esterno, quando c'รจ qualcuno che li osserva insieme a te e ti aiuta a rimetterli in ordine.
Dapprima ha imparato a guardare i due piani insieme โ il corpo e la relazione โ invece di trattarli come due problemi separati. Il secondo punto di svolta รจ arrivato piรน lentamente, ed รจ stato quello di disimparare una strategia che aveva funzionato per trent'anni... imparando a fidarsi del fatto che si potesse essere al sicuro anche senza controllare tutto.
Mesi dopo l'inizio del trattamento, in una sera in cui Davide era stato distante (di quelle che prima l'avrebbero spinta a "stringere sul cibo" per tutto il giorno seguente) Elena ha semplicemente mangiato normalmente.
Se n'รจ accorta solo il giorno dopo, e ha pianto.
Non di tristezza, ma di sollievo.
Non era guarita.
Ma aveva imparato qualcosa di enormemente difficile: lasciare che il corpo sentisse il dolore, invece di chiedergli di anestetizzarlo.
Dottoressa Caterina Giordano( scrittrice e psicologa )