Dott.ssa Caterina Giordano Psicologa

Dott.ssa Caterina Giordano Psicologa Mi chiamo Caterina, sono una psicologa e scrittrice, e da qualche anno accompagno le persone in percorsi di crescita personale e trasformazione interiore.

Unisco psicologia del profondo all' orientamento strategico per accompagnare ogni anima a comprendere il proprio mondo interiore e a trasformarlo in un cammino di libertร  e benessere psicofisico. โœจ
๐Ÿ“Agropoli e ovunque tu sia ! Il mio cammino รจ iniziato molto tempo fa con la psicologia del profondo:
ho incontrato Jung, Carotenuto e altri autori che fanno parte di quella corrente che dร  valore ai

simboli, ai sogni e allโ€™inconscio come linguaggio dellโ€™anima. Da loro ho imparato che tutto ciรฒ che viviamo allโ€™esterno รจ lo specchio di ciรฒ che accade dentro di noi, e che anche il dolore, se ascoltato con consapevolezza, puรฒ diventare un ponte verso la guarigione. Col tempo, questa ricerca mi ha portata ad avvicinarmi anche alla Cabala, che considero una forma di psicologia spirituale: una mappa simbolica dellโ€™anima che insegna a leggere le dinamiche interiori attraverso i principi universali e le leggi della vita. Nella Cabala ho ritrovato ciรฒ che Jung intuiva nei suoi studi sullโ€™alchimia: la trasformazione come processo naturale dellโ€™essere umano, un dialogo continuo tra luce e ombra, spirito e materia. Parallelamente, ho scelto di formarmi nella psicoterapia breve strategica, un approccio concreto, centrato sullโ€™azione e sulla risoluzione dei blocchi emotivi. Ho scoperto cosรฌ che i due percorsi โ€” quello simbolico e quello strategico โ€” non si escludono, ma si nutrono a vicenda. La psicologia del profondo ci mostra perchรฉ soffriamo. La terapia breve strategica ci insegna come smettere di farlo. E in mezzo, la spiritualitร  ci restituisce il senso del nostro cammino. Quando non lavoro, mi piace camminare nella natura, osservare il mare, ascoltare il silenzio. Sono momenti in cui ritrovo la mia natura introversa e contemplativa, da cui nascono spesso le mie riflessioni e le mie scritture. Credo che ognuno di noi porti dentro di sรฉ una conoscenza antica: la capacitร  di guarire, evolvere e ritrovare il proprio centro. Il mio lavoro รจ aiutare a riconnettersi a quella parte autentica, con delicatezza, metodo e rispetto dei tempi interiori.

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A volte scegliamo di guardare solo alla storia del problema.Lโ€™approccio strategico mi porta a guardare anche come quel p...
13/08/2026

A volte scegliamo di guardare solo alla storia del problema.
Lโ€™approccio strategico mi porta a guardare anche come quel problema funziona oggi e cosa, nel presente, contribuisce a mantenerlo.

Perchรฉ ogni persona รจ diversa. E proprio per questo, anche il percorso deve essere costruito in modo diverso.

Nel prossimo contenuto entreremo nel concreto: un problema, il modo in cui lo osserviamo e come si puรฒ iniziare a modificarlo.

Il tuo corpo non รจ fermo. รˆ vivo. E, proprio come la natura, attraversa stagioni. ๐ŸŒธโ˜€๏ธ๐Ÿ‚โ„๏ธCi saranno momenti in cui ti sen...
07/08/2026

Il tuo corpo non รจ fermo. รˆ vivo. E, proprio come la natura, attraversa stagioni. ๐ŸŒธโ˜€๏ธ๐Ÿ‚โ„๏ธ

Ci saranno momenti in cui ti sentirai forte, leggero e pieno di energia.

E ce ne saranno altri in cui avrai bisogno di rallentare, riposare o accettare cambiamenti che non avevi scelto.

Il problema non รจ che il corpo cambi.

Il problema nasce quando continuiamo a pretendere che resti identico a una sua vecchia versione, come se il cambiamento fosse qualcosa da combattere invece che una parte naturale della vita.

Ogni stagione ha un senso.
Anche quelle che non ci piacciono.
Anche quelle che vorremmo superare in fretta.

Forse il benessere non nasce dal cercare di tornare indietro, ma dallโ€™imparare ad abitare con gentilezza la stagione in cui ci troviamo oggi.

๐Ÿ’œ E tu?
Se dovessi descrivere questo momento della tua vita con una stagione, quale sarebbe e perchรฉ?

Leggerรฒ con piacere le vostre risposte

04/08/2026

Anche il tuo corpo attraversa stagioni. ๐ŸŒฟ

Ci sono momenti in cui cambia forma, cambia ritmo, cambia energia. Ed รจ naturale.

Il problema nasce quando pretendiamo che rimanga identico alla fotografia di un solo momento della sua storia, dimenticando che il corpo, proprio come noi, รจ in continua evoluzione.

Accogliere questi cambiamenti non significa arrendersi, ma imparare a guardarsi con maggiore gentilezza e meno giudizio.

Tu riesci a riconoscerti e ad accoglierti anche nelle tue stagioni diverse? ๐Ÿ’œ

Ci hanno insegnato che amare significa fare di tutto per chi abbiamo accanto.Ma cโ€™รจ una differenza fondamentale tra aiut...
31/07/2026

Ci hanno insegnato che amare significa fare di tutto per chi abbiamo accanto.

Ma cโ€™รจ una differenza fondamentale tra aiutare e sacrificare se stessi.

Immagina una persona che sta affondando. Le lanci un salvagente, provi ad aiutarla, le tendi una mano. Questo รจ amore.

Ma se, per salvarla, rinunci al tuo salvagente e inizi ad affondare anche tuโ€ฆ chi si salva davvero?

Prendersi cura degli altri รจ importante. Prendersi cura di sรฉ รจ indispensabile.

Mettere dei confini non significa amare di meno.
Significa scegliere di restare a galla, cosรฌ da poter continuare ad esserci senza perdere se stessi.

๐Ÿ’ฌ Ti รจ mai capitato di sentirti responsabile della felicitร  o del benessere di qualcun altro? Raccontamelo nei commenti. Sarร  un piacere leggere il tuo punto di vista. ๐Ÿ’œ

"๐‹๐š ๐œ๐จ๐ฌ๐š ๐œ๐ก๐ž ๐ฆ๐ข ๐ฌ๐ฉ๐š๐ฏ๐ž๐ง๐ญ๐š ๐๐ข ๐ฉ๐ข๐ฎฬ€ ๐žฬ€ ๐œ๐ก๐ž ๐ง๐จ๐ง ๐ฌ๐จ๐Ÿ๐Ÿ๐ซ๐จ."Elisa ha 35 anni.Lavora come impiegata amministrativa in un'azienda ...
29/07/2026

"๐‹๐š ๐œ๐จ๐ฌ๐š ๐œ๐ก๐ž ๐ฆ๐ข ๐ฌ๐ฉ๐š๐ฏ๐ž๐ง๐ญ๐š ๐๐ข ๐ฉ๐ข๐ฎฬ€ ๐žฬ€ ๐œ๐ก๐ž ๐ง๐จ๐ง ๐ฌ๐จ๐Ÿ๐Ÿ๐ซ๐จ."

Elisa ha 35 anni.Lavora come impiegata amministrativa in un'azienda di logistica. รˆ precisa, affidabile, quella a cui tutti chiedono una mano quando c'รจ un problema.Dopo la fine di un matrimonio tormentato continua ad andare al lavoro, a uscire con le amiche, a occuparsi di tutto come ha sempre fatto.

Chi le sta intorno ripete che รจ stata forte.รˆ proprio questo, perรฒ, che la spaventa.
Perchรฉ dentro di sรฉ non trova il dolore che si aspetterebbe di provare.

๐’๐จ๐ฅ๐จ ๐ฎ๐ง๐š ๐ฌ๐ญ๐ซ๐š๐ง๐š ๐ฌ๐ž๐ง๐ฌ๐š๐ณ๐ข๐จ๐ง๐ž ๐๐ข ๐๐ข๐ฌ๐ญ๐š๐ง๐ณ๐š, ๐œ๐จ๐ฆ๐ž ๐ฌ๐ž ๐ช๐ฎ๐ž๐ฅ๐ฅ๐š ๐ฌ๐ญ๐จ๐ซ๐ข๐š ๐š๐ฉ๐ฉ๐š๐ซ๐ญ๐ž๐ง๐ž๐ฌ๐ฌ๐ž ๐š ๐ช๐ฎ๐š๐ฅ๐œ๐ฎ๐ง ๐š๐ฅ๐ญ๐ซ๐จ.

Quando รจ entrata nel mio studio erano passate poche settimane dalla fine di una relazione durata quasi dieci anni.Mi aspettavo una donna travolta dal dolore.Invece trovai una donna composta. Sorrideva. Mi raccontava quello che era successo con una precisione quasi sorprendente .Ricordava il giorno, le parole, perfino il colore della camicia che lui indossava quando le disse che era finita.

๐’๐ž๐ฆ๐›๐ซ๐š๐ฏ๐š ๐œ๐ก๐ž ๐ง๐จ๐ง ๐š๐ฏ๐ž๐ฌ๐ฌ๐ž ๐๐ข๐ฆ๐ž๐ง๐ญ๐ข๐œ๐š๐ญ๐จ ๐ง๐ฎ๐ฅ๐ฅ๐š.

Eppure, mentre parlava, continuavo ad avere una sensazione difficile da spiegare.
Era come se tra lei e quella storia esistesse una distanza invisibile.

Poteva raccontarne ogni dettaglio con una precisione sorprendente, ma non riusciva ad abitare quel ricordo.
๐‹๐ž ๐ฉ๐š๐ซ๐จ๐ฅ๐ž ๐œ'๐ž๐ซ๐š๐ง๐จ.
๐‹๐ž ๐ž๐ฆ๐จ๐ณ๐ข๐จ๐ง๐ข, ๐ง๐จ.

Fu allora che le chiesi:
"๐ถโ„Ž๐‘’ ๐‘๐‘œ๐‘ ๐‘Ž โ„Ž๐‘Ž๐‘– ๐‘๐‘Ÿ๐‘œ๐‘ฃ๐‘Ž๐‘ก๐‘œ ๐‘ž๐‘ข๐‘Ž๐‘›๐‘‘๐‘œ ๐‘™๐‘ข๐‘– โ„Ž๐‘Ž ๐‘โ„Ž๐‘–๐‘ข๐‘ ๐‘œ ๐‘™๐‘Ž ๐‘๐‘œ๐‘Ÿ๐‘ก๐‘Ž ๐‘’๐‘‘ ๐‘’ฬ€ ๐‘ข๐‘ ๐‘๐‘–๐‘ก๐‘œ?"

Poi disse: "Non lo so."

Le feci un'altra domanda: "Non lo ricordi... oppure non riesci piรน a sentirlo?"

Mi guardรฒ. Per la prima volta durante quella seduta i suoi occhi si riempirono di qualcosa. Non di lacrime. Di stupore.

"Ricordo tutto quello che รจ successo. Ma รจ come se fosse successo a qualcun altro."

Quella frase racchiudeva molto piรน della fine della sua relazione. Racchiudeva il modo in cui aveva imparato, molti anni prima, a sopravvivere.

Nel mio lavoro incontro spesso persone che arrivano convinte di essere diventate fredde. Mi dicono:

"๐‘†๐‘œ ๐‘โ„Ž๐‘’ ๐‘‘๐‘œ๐‘ฃ๐‘Ÿ๐‘’๐‘– ๐‘ ๐‘ก๐‘Ž๐‘Ÿ๐‘’ ๐‘š๐‘Ž๐‘™๐‘’... ๐‘š๐‘Ž ๐‘›๐‘œ๐‘› ๐‘ ๐‘’๐‘›๐‘ก๐‘œ ๐‘ž๐‘ข๐‘Ž๐‘ ๐‘– ๐‘›๐‘–๐‘’๐‘›๐‘ก๐‘’."

"๐‘†๐‘œ๐‘›๐‘œ ๐‘Ž๐‘›๐‘‘๐‘Ž๐‘ก๐‘Ž ๐‘Ž๐‘™ ๐‘“๐‘ข๐‘›๐‘’๐‘Ÿ๐‘Ž๐‘™๐‘’ ๐‘‘๐‘– ๐‘š๐‘–๐‘œ ๐‘๐‘Ž๐‘‘๐‘Ÿ๐‘’ ๐‘’ ๐‘›๐‘œ๐‘› โ„Ž๐‘œ ๐‘๐‘–๐‘Ž๐‘›๐‘ก๐‘œ."

"๐ป๐‘œ ๐‘โ„Ž๐‘–๐‘ข๐‘ ๐‘œ ๐‘ข๐‘›๐‘Ž ๐‘Ÿ๐‘’๐‘™๐‘Ž๐‘ง๐‘–๐‘œ๐‘›๐‘’ ๐‘–๐‘š๐‘๐‘œ๐‘Ÿ๐‘ก๐‘Ž๐‘›๐‘ก๐‘’ ๐‘’ ๐‘–๐‘™ ๐‘”๐‘–๐‘œ๐‘Ÿ๐‘›๐‘œ ๐‘‘๐‘œ๐‘๐‘œ ๐‘’๐‘Ÿ๐‘œ ๐‘”๐‘–๐‘Žฬ€ ๐‘Ž๐‘™ ๐‘™๐‘Ž๐‘ฃ๐‘œ๐‘Ÿ๐‘œ."

"๐ถ๐‘œ๐‘›๐‘ก๐‘–๐‘›๐‘ข๐‘œ ๐‘Ž ๐‘“๐‘Ž๐‘Ÿ๐‘’ ๐‘ก๐‘ข๐‘ก๐‘ก๐‘œ ๐‘ž๐‘ข๐‘’๐‘™๐‘™๐‘œ ๐‘โ„Ž๐‘’ ๐‘‘๐‘’๐‘ฃ๐‘œ ๐‘“๐‘Ž๐‘Ÿ๐‘’, ๐‘š๐‘Ž ๐‘š๐‘– ๐‘ ๐‘’๐‘š๐‘๐‘Ÿ๐‘Ž ๐‘‘๐‘– ๐‘”๐‘ข๐‘Ž๐‘Ÿ๐‘‘๐‘Ž๐‘Ÿ๐‘’ ๐‘™๐‘Ž ๐‘š๐‘–๐‘Ž ๐‘ฃ๐‘–๐‘ก๐‘Ž ๐‘‘๐‘Ž ๐‘™๐‘œ๐‘›๐‘ก๐‘Ž๐‘›๐‘œ."

La paura, a quel punto, รจ quasi sempre la stessa:

"๐‘ช'๐’†ฬ€ ๐’’๐’–๐’‚๐’๐’„๐’๐’”๐’‚ ๐’„๐’‰๐’† ๐’๐’๐’ ๐’—๐’‚ ๐’Š๐’ ๐’Ž๐’†?"
รˆ una domanda comprensibile.

Quando non riesci a sentire il dolore che ti aspetteresti di provare, รจ facile pensare di esserti indurito, di essere diventato freddo o di aver perso la capacitร  di emozionarti.Ma, molto spesso, non รจ questo che sta accadendo.

Il problema non รจ l'assenza di emozioni, il problema รจ la distanza da quelle emozioni, ed รจ una differenza fondamentale.Perchรฉ le emozioni non sono scomparse, non sono svanite.Sono ancora lรฌ.
Solo che, per il momento, non riesci piรน a raggiungerle.

รˆ come se una parte del tuo sistema nervoso avesse deciso, molto tempo fa, che sentirle tutte insieme sarebbe stato troppo. Cosรฌ ha costruito una distanza. Silenziosa. Quasi invisibile.

Una distanza che non ti separa soltanto dal dolore. Con il tempo puรฒ separarti anche dalla gioia,dalla spontaneitร ,dall'intimitร . Perfino da quella sensazione semplice di sentirti davvero presente mentre vivi la tua vita.

๐’๐ž ๐๐š ๐›๐š๐ฆ๐›๐ข๐ง๐š ๐ก๐š๐ข ๐ฏ๐ข๐ฌ๐ฌ๐ฎ๐ญ๐จ ๐ž๐ฆ๐จ๐ณ๐ข๐จ๐ง๐ข ๐ญ๐ซ๐จ๐ฉ๐ฉ๐จ ๐ข๐ง๐ญ๐ž๐ง๐ฌ๐ž ๐ฌ๐ž๐ง๐ณ๐š ๐ช๐ฎ๐š๐ฅ๐œ๐ฎ๐ง๐จ ๐œ๐ก๐ž ๐ญ๐ข ๐š๐ข๐ฎ๐ญ๐š๐ฌ๐ฌ๐ž ๐š ๐œ๐จ๐ง๐ญ๐ž๐ง๐ž๐ซ๐ฅ๐ž, ๐ข๐ฅ ๐ญ๐ฎ๐จ ๐œ๐ž๐ซ๐ฏ๐ž๐ฅ๐ฅ๐จ ๐ก๐š ๐Ÿ๐š๐ญ๐ญ๐จ ๐œ๐ข๐จฬ€ ๐œ๐ก๐ž ๐จ๐ ๐ง๐ข ๐œ๐ž๐ซ๐ฏ๐ž๐ฅ๐ฅ๐จ ๐œ๐ž๐ซ๐œ๐š ๐๐ข ๐Ÿ๐š๐ซ๐ž: ๐ญ๐ข ๐ก๐š ๐ฉ๐ž๐ซ๐ฆ๐ž๐ฌ๐ฌ๐จ ๐๐ข ๐ฌ๐จ๐ฉ๐ซ๐š๐ฏ๐ฏ๐ข๐ฏ๐ž๐ซ๐ž. ๐๐จ๐ง ๐ž๐ฅ๐ข๐ฆ๐ข๐ง๐š๐ง๐๐จ ๐ข๐ฅ ๐๐จ๐ฅ๐จ๐ซ๐ž ๐ฆ๐š ๐š๐ฅ๐ฅ๐จ๐ง๐ญ๐š๐ง๐š๐ง๐๐จ๐ญ๐ข ๐๐š ๐ž๐ฌ๐ฌ๐จ.

Questa รจ una delle manifestazioni piรน invisibili della dissociazione. Non quella dei film,attenzione.
Quella delle persone che continuano a funzionare,che lavorano, sorridono, si prendono cura degli altri e che, nel frattempo, hanno perso il contatto con una parte di sรฉ.

Attenzione, il lavoro con Elisa non consisteva mica nel farla piangere!Non avrebbe avuto senso anche perchรจ "quella distanza "non era il problema ma era stata una tentata soluzione al problema .

๐๐ž๐ฅ ๐œ๐จ๐ซ๐ฌ๐จ ๐๐ž๐ฅ๐ฅ๐š ๐ญ๐ž๐ซ๐š๐ฉ๐ข๐š, ๐„๐ฅ๐ข๐ฌ๐š ๐ก๐š ๐ข๐ง๐ข๐ณ๐ข๐š๐ญ๐จ ๐š ๐œ๐จ๐ฆ๐ฉ๐ซ๐ž๐ง๐๐ž๐ซ๐ž ๐œ๐ก๐ž ๐ช๐ฎ๐ž๐ฅ๐ฅ๐š ๐๐ข๐ฌ๐ญ๐š๐ง๐ณ๐š ๐ฅ'๐š๐ฏ๐ž๐ฏ๐š ๐ฉ๐ซ๐จ๐ญ๐ž๐ญ๐ญ๐š ๐ฉ๐ž๐ซ ๐ฆ๐จ๐ฅ๐ญ๐จ ๐ญ๐ž๐ฆ๐ฉ๐จ ๐๐š ๐ž๐ฆ๐จ๐ณ๐ข๐จ๐ง๐ข ๐œ๐ก๐ž, ๐ข๐ง ๐ฎ๐ง ๐ฆ๐จ๐ฆ๐ž๐ง๐ญ๐จ ๐๐ž๐ฅ๐ฅ๐š ๐ฌ๐ฎ๐š ๐ฏ๐ข๐ญ๐š, ๐ž๐ซ๐š๐ง๐จ ๐ฌ๐ญ๐š๐ญ๐ž ๐ญ๐ซ๐จ๐ฉ๐ฉ๐จ ๐ข๐ง๐ญ๐ž๐ง๐ฌ๐ž ๐ฉ๐ž๐ซ ๐ž๐ฌ๐ฌ๐ž๐ซ๐ž ๐ฏ๐ข๐ฌ๐ฌ๐ฎ๐ญ๐ž.

Seduta dopo seduta, ha potuto riconoscere che dentro di sรฉ convivevano parti con bisogni diversi: una che aveva imparato a funzionare, a controllare, ad andare avanti nonostante tutto, e un'altra che custodiva emozioni rimaste sospese, mai davvero espresse.

Il lavoro terapeutico le ha permesso di mettere gradualmente in dialogo queste parti, senza forzarle e senza abbattere le difese che, per anni, l'avevano aiutata a sopravvivere.

Con il tempo, ciรฒ che era rimasto separato ha iniziato a integrarsi.
Le emozioni non sono riapparse all'improvviso.

Hanno trovato, poco alla volta, uno spazio in cui poter essere sentite senza risultare travolgenti.
Perchรฉ integrare non significa eliminare le proprie difese.
Significa non averne piรน bisogno nello stesso modo.

Qualche mese dopo, Elisa entrรฒ nel mio studio e mi disse:
"Ieri ho riaperto una scatola con le fotografie del matrimonio."
Fece una breve pausa.
"Per la prima volta non ho raccontato la storia nella mia testa. L'ho sentita."Aveva pianto.
Non perchรฉ il dolore fosse aumentato.

๐Œ๐š ๐ฉ๐ž๐ซ๐œ๐ก๐žฬ, ๐๐จ๐ฉ๐จ ๐ญ๐š๐ง๐ญ๐จ ๐ญ๐ž๐ฆ๐ฉ๐จ, ๐ง๐จ๐ง ๐ž๐ซ๐š ๐ฉ๐ข๐ฎฬ€ ๐œ๐จ๐ฌ๐ญ๐ซ๐ž๐ญ๐ญ๐š ๐š ๐ญ๐ž๐ง๐ž๐ซ๐ฅ๐จ ๐š ๐๐ข๐ฌ๐ญ๐š๐ง๐ณ๐š.

Quel pianto non cancellava la separazione.
Non significava che tutto fosse risolto.
Significava semplicemente che quella parte della sua esperienza, rimasta per mesi sospesa, aveva finalmente trovato uno spazio per esistere.

๐‹๐š ๐ญ๐ž๐ซ๐š๐ฉ๐ข๐š ๐ง๐จ๐ง ๐œ๐š๐ง๐œ๐ž๐ฅ๐ฅ๐š ๐œ๐ข๐จฬ€ ๐œ๐ก๐ž ๐žฬ€ ๐š๐œ๐œ๐š๐๐ฎ๐ญ๐จ.๐๐จ๐ง ๐ซ๐ž๐ฌ๐ญ๐ข๐ญ๐ฎ๐ข๐ฌ๐œ๐ž ๐ข๐ฅ ๐ญ๐ž๐ฆ๐ฉ๐จ ๐ฉ๐ž๐ซ๐๐ฎ๐ญ๐จ.๐Œ๐š ๐ฉ๐ฎ๐จฬ€ ๐จ๐Ÿ๐Ÿ๐ซ๐ข๐ซ๐ž ๐ฎ๐ง๐จ ๐ฌ๐ฉ๐š๐ณ๐ข๐จ ๐ข๐ง ๐œ๐ฎ๐ข ๐œ๐ข๐จฬ€ ๐œ๐ก๐ž, ๐ฎ๐ง ๐ญ๐ž๐ฆ๐ฉ๐จ, ๐ž๐ซ๐š ๐ญ๐ซ๐จ๐ฉ๐ฉ๐จ ๐๐จ๐ฅ๐จ๐ซ๐จ๐ฌ๐จ ๐ฉ๐ž๐ซ ๐ž๐ฌ๐ฌ๐ž๐ซ๐ž ๐ฌ๐ž๐ง๐ญ๐ข๐ญ๐จ ๐ฉ๐จ๐ฌ๐ฌ๐š ๐ž๐ฌ๐ฌ๐ž๐ซ๐ž ๐š๐œ๐œ๐จ๐ฅ๐ญ๐จ, ๐œ๐จ๐ฆ๐ฉ๐ซ๐ž๐ฌ๐จ ๐ž, ๐ฅ๐ž๐ง๐ญ๐š๐ฆ๐ž๐ง๐ญ๐ž, ๐ข๐ง๐ญ๐ž๐ ๐ซ๐š๐ญ๐จ ๐ง๐ž๐ฅ๐ฅ๐š ๐ฉ๐ซ๐จ๐ฉ๐ซ๐ข๐š ๐ฌ๐ญ๐จ๐ซ๐ข๐š.

Perchรฉ non sempre il cambiamento consiste nel soffrire di meno.
A volte consiste nel non dover piรน fuggire da ciรฒ che si prova.

Dott.ssa Caterina Giordano- scrittrice e psicologa

Ci insegnano che in una relazione bisogna โ€œlottareโ€.Ma cโ€™รจ una differenza tra lottare insieme e lottare da soli.Quando u...
24/07/2026

Ci insegnano che in una relazione bisogna โ€œlottareโ€.

Ma cโ€™รจ una differenza tra lottare insieme e lottare da soli.

Quando una persona continua ad avvicinarsi, a capire, a rincorrere, a sostenereโ€ฆ mentre lโ€™altra resta ferma, il problema non รจ la distanza.

รˆ che il peso non รจ piรน condiviso.

Un ponte resta in piedi solo quando entrambi sostengono la propria parte.

๐Ÿ’ฌ Secondo te, qual รจ il momento in cui ci si accorge di essere gli unici a tenere in piedi una relazione?

๐‚'๐žฬ€ ๐ฎ๐ง๐š ๐œ๐จ๐ฌ๐š ๐œ๐ก๐ž ๐ฏ๐ž๐๐จ ๐ฌ๐ฉ๐ž๐ฌ๐ฌ๐จ ๐ข๐ง ๐ฌ๐ž๐๐ฎ๐ญ๐š, ๐ž ๐๐ข ๐œ๐ฎ๐ข ๐ช๐ฎ๐š๐ฌ๐ข ๐ง๐ž๐ฌ๐ฌ๐ฎ๐ง๐จ ๐ฉ๐š๐ซ๐ฅ๐š.Il modo in cui una persona vive il proprio corpo e...
22/07/2026

๐‚'๐žฬ€ ๐ฎ๐ง๐š ๐œ๐จ๐ฌ๐š ๐œ๐ก๐ž ๐ฏ๐ž๐๐จ ๐ฌ๐ฉ๐ž๐ฌ๐ฌ๐จ ๐ข๐ง ๐ฌ๐ž๐๐ฎ๐ญ๐š, ๐ž ๐๐ข ๐œ๐ฎ๐ข ๐ช๐ฎ๐š๐ฌ๐ข ๐ง๐ž๐ฌ๐ฌ๐ฎ๐ง๐จ ๐ฉ๐š๐ซ๐ฅ๐š.

Il modo in cui una persona vive il proprio corpo e il modo in cui vive le sue relazioni seguono, quasi sempre, la stessa logica.
Le stesse regole non scritte su quanto spazio si ha il diritto di occupare.
Quanto si puรฒ chiedere.
Quanto si merita di ricevere.

Non รจ una coincidenza.
รˆ lo stesso funzionamento messo in scena su due palcoscenici diversi.

๐‹๐ž๐ข

Elena ha trentotto anni, coordina un team in una scuola privata. รˆ il punto fermo... quella su cui contano tutti, al lavoro e in famiglia. Quella che arriva sempre in orario, che si ricorda i compleanni, che gestisce l'imprevisto con un sorriso mentre dentro calcola giร  la prossima mossa.

๐‚๐จ๐ง ๐ข๐ฅ ๐ฉ๐ซ๐จ๐ฉ๐ซ๐ข๐จ ๐œ๐จ๐ซ๐ฉ๐จ ๐ก๐š ๐ฌ๐ž๐ฆ๐ฉ๐ซ๐ž ๐š๐ฏ๐ฎ๐ญ๐จ ๐ฎ๐ง ๐ซ๐š๐ฉ๐ฉ๐จ๐ซ๐ญ๐จ ๐๐ข ๐ง๐ž๐ ๐จ๐ณ๐ข๐š๐ณ๐ข๐จ๐ง๐ž ๐ฌ๐ข๐ฅ๐ž๐ง๐ณ๐ข๐จ๐ฌ๐š.

Non un rifiuto, non nel senso drammatico che si immagina di solito.
Nessuno specchio rotto, nessuna crisi visibile.

Solo una serie infinita di piccoli accordi quotidiani, cosรฌ automatici da non sembrare nemmeno delle scelte.

Il caffรจ della mattina senza zucchero : "tanto non mi manca".
La cena saltata "perchรฉ non avevo davvero fame", anche se in realtร  non si era fermata ad ascoltarsi abbastanza per saperlo.
Il calcolo mentale, sempre attivo sullo sfondo, di cosa avesse mangiato, cosa avrebbe mangiato dopo, cosa "si era guadagnata" e cosa invece "poteva ancora aspettare".

Non era una dieta.
Non l'avrebbe mai chiamata cosรฌ ...le sembrava un'esagerazione, quasi ridicolo paragonarsi a chi ha davvero un problema serio. Era piรน un sottofondo, una specie di contabilitร  silenziosa che teneva sempre, in ogni momento della giornata, senza nemmeno accorgersene fino in fondo.

Contava quello che mangiava non per dimagrire(questo รจ il punto che le altre persone facevano piรน fatica a capire) ma era che governare quello, decidere lei cosa entrava e cosa no, le restituiva una stabilitร  che altrove (nel lavoro imprevedibile, nella relazione altalenante ) non riusciva a trovare.

๐๐ž๐ข ๐ ๐ข๐จ๐ซ๐ง๐ข ๐ข๐ง ๐œ๐ฎ๐ข ๐ฅ๐š ๐ซ๐ž๐ฅ๐š๐ณ๐ข๐จ๐ง๐ž ๐œ๐จ๐ง ๐ƒ๐š๐ฏ๐ข๐๐ž ๐ฌ๐ข ๐Ÿ๐š๐œ๐ž๐ฏ๐š ๐ญ๐ž๐ฌ๐š (lui che si ritirava, i silenzi che duravano troppo, quelle risposte brevi ai messaggi che lei rileggeva tre volte cercando un tono che non c'era )quel controllo si stringeva.
Meno cibo.
Piรน regole.
Le porzioni si facevano piรน piccole senza una decisione consapevole.

๐‚๐จ๐ฆ๐ž ๐ฌ๐ž ๐ซ๐ž๐ฌ๐ญ๐ซ๐ข๐ง๐ ๐ž๐ซ๐ž ๐ฅ๐จ ๐ฌ๐ฉ๐š๐ณ๐ข๐จ ๐๐ž๐ฅ ๐œ๐จ๐ซ๐ฉ๐จ ๐ฉ๐จ๐ญ๐ž๐ฌ๐ฌ๐ž ๐œ๐จ๐ฆ๐ฉ๐ž๐ง๐ฌ๐š๐ซ๐ž ๐œ๐ข๐จฬ€ ๐œ๐ก๐ž ๐ฌ๐ž๐ง๐ญ๐ข๐ฏ๐š ๐š๐ฅ๐ฅ๐š๐ซ๐ ๐š๐ซ๐ฌ๐ข ๐๐ž๐ง๐ญ๐ซ๐จ ๐ข๐ง ๐ฆ๐จ๐๐จ ๐ข๐ง๐œ๐จ๐ง๐ญ๐ซ๐จ๐ฅ๐ฅ๐š๐›๐ข๐ฅ๐ž.

๐’๐ฎ๐ฅ ๐ฌ๐ฎ๐จ ๐œ๐จ๐ซ๐ฉ๐จ, ๐ฉ๐ž๐ซ๐จฬ€, ๐ฅ๐ž๐ข ๐š๐ฏ๐ž๐ฏ๐š ๐ฉ๐ข๐ž๐ง๐จ ๐ฉ๐จ๐ญ๐ž๐ซ๐ž.

Nei giorni in cui invece si sentiva vista, amata, presente (quando lui la cercava, le scriveva senza motivo solo per dirle che pensava a lei )si concedeva di mangiare di piรน.
Non tantissimo.
Un dolce in piรน dopo cena.
Il permesso, per una sera, di non tenere il conto delle calorie.

Ma bastava. Bastava a farle capire, senza mai dirselo apertamente, che il suo corpo teneva il conto di quanto si sentiva al sicuro nel legame.

๐๐ž๐ซ๐œ๐ก๐žฬ ๐ฅ๐š ๐ช๐ฎ๐š๐ง๐ญ๐ข๐ญ๐šฬ€ ๐๐ข ๐œ๐ข๐›๐จ ๐ง๐จ๐ง ๐œ'๐ž๐ง๐ญ๐ซ๐š๐ฏ๐š ๐ฆ๐š๐ข ๐๐š๐ฏ๐ฏ๐ž๐ซ๐จ ๐œ๐จ๐ง ๐ข๐ฅ ๐œ๐ข๐›๐จ ๐ข๐ง ๐ฌ๐žฬ€

Rispecchiava invece lo spazio si sentiva autorizzata a occupare.
Nel piatto.
Nella relazione.
Nella propria vita.

Due lingue diverse per dire la stessa cosa.

Le sembravano due mondi separati โ€” il corpo da una parte, il cuore dall'altra.
Non aveva ancora capito che si stavano parlando addosso da anni.

Elena non รจ arrivata da me per parlare del suo corpo. Era venuta per parlare della sua relazione โ€” lo squilibrio, la stanchezza, quella sensazione di remare sempre da sola...

๐ˆ๐ฅ ๐œ๐จ๐ซ๐ฉ๐จ ๐žฬ€ ๐ž๐ง๐ญ๐ซ๐š๐ญ๐จ ๐ข๐ง ๐ฌ๐ž๐๐ฎ๐ญ๐š ๐ช๐ฎ๐š๐ฌ๐ข ๐๐ข ๐ง๐š๐ฌ๐œ๐จ๐ฌ๐ญ๐จ.

Il corpo, in tutto questo, sembrava un dettaglio a parte. Qualcosa di suo, privato, che non aveva niente a che fare con la coppia.

Poi c'era stata quella settimana difficile โ€” Davide distante, irraggiungibile, uno di quei silenzi che si allungano senza spiegazione โ€” e lei si era accorta di una cosa, quasi di sfuggita: "In quei giorni non riuscivo a mangiare. Non per tristezza. Per controllo. Come se fosse l'unica cosa su cui potevo davvero decidere."

Un pensiero passato quasi senza fermarsi. Ma che, a guardarlo bene, diceva molto piรน di quanto sembrasse.

Perchรฉ quello che Elena stava vivendo non era un capriccio nรฉ una fase passeggera. Era il corpo trasformato in territorio di controllo, nel momento esatto in cui tutto il resto le sfuggiva di mano.
Una strategia di regolazione emotiva scritta nella carne prima ancora che nei pensieri.

L'immagine corporea distorta, nella sua forma piรน silenziosa e piรน diffusa, non รจ quasi mai odio per il proprio corpo. รˆ qualcosa di piรน subdolo: un rapporto strumentale con esso.

๐ˆ๐ฅ ๐œ๐จ๐ซ๐ฉ๐จ ๐ญ๐ซ๐š๐ญ๐ญ๐š๐ญ๐จ ๐œ๐จ๐ฆ๐ž ๐ฎ๐ง ๐ฉ๐ซ๐จ๐›๐ฅ๐ž๐ฆ๐š ๐๐š ๐š๐ฆ๐ฆ๐ข๐ง๐ข๐ฌ๐ญ๐ซ๐š๐ซ๐ž, ๐ง๐จ๐ง ๐œ๐จ๐ฆ๐ž ๐ฎ๐ง๐š ๐œ๐š๐ฌ๐š ๐๐š ๐š๐›๐ข๐ญ๐š๐ซ๐ž.

C'era una cosa che Elena sapeva fare meglio di ogni altra: spiegare. Sentire, invece, le riusciva molto meno bene.

Ripensandoci bene , la risposta ai suoi comportamenti era sempre stata a portata di mano.

Sua madre aveva sbalzi d'umore imprevedibili. Non sapeva mai che giornata l'aspettassse โ€” se avesse trovato una madre presente o una madre altrove, irraggiungibile anche standole vicino.

๐ƒ๐ข ๐Ÿ๐ซ๐จ๐ง๐ญ๐ž ๐š ๐ช๐ฎ๐ž๐ฅ๐ฅ'๐ข๐ฆ๐ฉ๐ซ๐ž๐ฏ๐ž๐๐ข๐›๐ข๐ฅ๐ข๐ญ๐šฬ€, ๐„๐ฅ๐ž๐ง๐š ๐š๐ฏ๐ž๐ฏ๐š ๐ญ๐ซ๐จ๐ฏ๐š๐ญ๐จ ๐ฅ'๐ฎ๐ง๐ข๐œ๐š ๐ฌ๐ญ๐ซ๐š๐ญ๐ž๐ ๐ข๐š ๐œ๐ก๐ž ๐ฌ๐ž๐ฆ๐›๐ซ๐š๐ฏ๐š ๐š๐ฏ๐ž๐ซ๐ž ๐ฌ๐ž๐ง๐ฌ๐จ: ๐ฌ๐ž ๐ง๐จ๐ง ๐ฉ๐จ๐ญ๐ž๐ฏ๐š ๐œ๐จ๐ง๐ญ๐ซ๐จ๐ฅ๐ฅ๐š๐ซ๐ž ๐ฅ'๐ฎ๐ฆ๐จ๐ซ๐ž ๐๐ข ๐ฌ๐ฎ๐š ๐ฆ๐š๐๐ซ๐ž, ๐ฉ๐จ๐ญ๐ž๐ฏ๐š ๐š๐ฅ๐ฆ๐ž๐ง๐จ ๐œ๐จ๐ง๐ญ๐ซ๐จ๐ฅ๐ฅ๐š๐ซ๐ž ๐ฌ๐ž ๐ฌ๐ญ๐ž๐ฌ๐ฌ๐š.

Diventare impeccabile โ€” voti alti, stanza in ordine, zero problemi โ€” era il suo modo per non aggiungere altro caos a un ambiente giร  instabile.
Come se essere perfetta potesse comprare un po' di quella prevedibilitร  che in casa mancava.

๐ˆ๐ฅ ๐œ๐จ๐ง๐ญ๐ซ๐จ๐ฅ๐ฅ๐จ ๐ฌ๐ฎ๐ฅ ๐œ๐จ๐ซ๐ฉ๐จ ๐ง๐จ๐ง ๐ž๐ซ๐š ๐ง๐š๐ญ๐จ ๐œ๐จ๐ง ๐ƒ๐š๐ฏ๐ข๐๐ž.

Usava la stessa vecchia strategia: non occupare troppo spazio, non avere bisogni che potessero pesare su nessuno.

Quando lui si allontanava, smettere di mangiare non era un modo per punirsi. Era l'unica cosa su cui poteva ancora essere perfetta. Ed essere perfetta, per lei, aveva sempre significato sentirsi al sicuro.

๐‘๐ข๐œ๐จ๐ง๐จ๐ฌ๐œ๐ž๐ซ๐ž ๐ฅ๐จ ๐ฌ๐œ๐ก๐ž๐ฆ๐š ๐žฬ€ ๐ฌ๐ญ๐š๐ญ๐จ ๐ฌ๐จ๐ฅ๐จ ๐ข๐ฅ ๐ฉ๐ซ๐ข๐ฆ๐จ ๐ฉ๐š๐ฌ๐ฌ๐จ. ๐ˆ๐ฅ ๐ฉ๐ฎ๐ง๐ญ๐จ ๐๐ข ๐ฌ๐ฏ๐จ๐ฅ๐ญ๐š ๐žฬ€ ๐š๐ซ๐ซ๐ข๐ฏ๐š๐ญ๐จ ๐๐จ๐ฉ๐จ.

Elena ci era arrivata in terapia.

Aver capito il prezzo che pagava non l'ha liberata subito da quel fardello, ma le ha dato per la prima volta la possibilitร  di scegliere se continuare a soffrire.

Il suo non รจ stato un lavoro sull'alimentazione o su come gestirla, ma sulla vulnerabilitร  โ€” su come imparare a sentire senza dover subito controllare, e ad abitare l'incertezza senza restringere lo spazio del corpo per riflesso automatico.

Un percorso che Elena non avrebbe potuto fare da sola, non per mancanza di forza, ma perchรฉ certi schemi si riconoscono solo dall'esterno, quando c'รจ qualcuno che li osserva insieme a te e ti aiuta a rimetterli in ordine.

Dapprima ha imparato a guardare i due piani insieme โ€” il corpo e la relazione โ€” invece di trattarli come due problemi separati. Il secondo punto di svolta รจ arrivato piรน lentamente, ed รจ stato quello di disimparare una strategia che aveva funzionato per trent'anni... imparando a fidarsi del fatto che si potesse essere al sicuro anche senza controllare tutto.

Mesi dopo l'inizio del trattamento, in una sera in cui Davide era stato distante (di quelle che prima l'avrebbero spinta a "stringere sul cibo" per tutto il giorno seguente) Elena ha semplicemente mangiato normalmente.
Se n'รจ accorta solo il giorno dopo, e ha pianto.
Non di tristezza, ma di sollievo.

Non era guarita.
Ma aveva imparato qualcosa di enormemente difficile: lasciare che il corpo sentisse il dolore, invece di chiedergli di anestetizzarlo.

Dottoressa Caterina Giordano( scrittrice e psicologa )

All'inizio si rema insieme.Poi, a volte, senza nemmeno accorgersene, uno dei due continua a mettere energia, tempo e imp...
17/07/2026

All'inizio si rema insieme.
Poi, a volte, senza nemmeno accorgersene, uno dei due continua a mettere energia, tempo e impegno... mentre l'altro smette.
E chi continua a remare, prima o poi, si stanca.
Le relazioni non si rompono sempre per la mancanza d'amore.
A volte si rompono perchรฉ il peso diventa troppo sbilanciato.
Una coppia non ha bisogno di due persone perfette.
Ha bisogno di due persone che, nei momenti difficili, siano disposte ad alternarsi il remo.
Secondo te, qual รจ il momento in cui capisci che stai
remando da sola/o?

Indirizzo

Agropoli
84043

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