04/08/2026
𝗟𝗮 𝗳𝗲𝗱𝗲 𝗰𝗶 𝗽𝗿𝗼𝘁𝗲𝗴𝗴𝗲 𝗱𝗮𝘃𝘃𝗲𝗿𝗼 𝗱𝗮𝗹 𝘀𝘂𝗶𝗰𝗶𝗱𝗶𝗼? 𝗨𝗻 𝘃𝗶𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼 𝘁𝗿𝗮 𝟭𝟴𝟱 𝗣𝗮𝗲𝘀𝗶 𝗲 𝟮𝟮 𝗮𝗻𝗻𝗶, 𝗱𝗼𝘃𝗲 𝗶𝗹 𝘃𝗲𝗿𝗼 𝗰𝗼𝗹𝗽𝗲𝘃𝗼𝗹𝗲 𝘀𝗶 𝗻𝗮𝘀𝗰𝗼𝗻𝗱𝗲𝘃𝗮 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗴𝗲𝗼𝗴𝗿𝗮𝗳𝗶𝗮
𝘚𝘦 𝘲𝘶𝘦𝘴𝘵𝘰 𝘷𝘪𝘢𝘨𝘨𝘪𝘰 𝘵𝘳𝘢 𝘯𝘶𝘮𝘦𝘳𝘪 𝘦 𝘤𝘶𝘭𝘵𝘶𝘳𝘦 𝘷𝘪 𝘪𝘯𝘤𝘶𝘳𝘪𝘰𝘴𝘪𝘴𝘤𝘦, 𝘭𝘢𝘴𝘤𝘪𝘢𝘵𝘦 𝘶𝘯 𝘭𝘪𝘬𝘦 𝘦 𝘥𝘪𝘵𝘦𝘮𝘪 𝘯𝘦𝘪 𝘤𝘰𝘮𝘮𝘦𝘯𝘵𝘪: 𝘴𝘦𝘤𝘰𝘯𝘥𝘰 𝘷𝘰𝘪 𝘴𝘤𝘰𝘱𝘦𝘳𝘵𝘦 𝘤𝘰𝘮𝘦 𝘲𝘶𝘦𝘴𝘵𝘢 𝘴𝘰𝘯𝘰 𝘢𝘶𝘵𝘦𝘯𝘵𝘪𝘤𝘢 𝘴𝘤𝘰𝘱𝘦𝘳𝘵𝘢 𝘴𝘤𝘪𝘦𝘯𝘵𝘪𝘧𝘪𝘤𝘢 𝘰𝘱𝘱𝘶𝘳𝘦 𝘴𝘰𝘭𝘵𝘢𝘯𝘵𝘰 𝘪𝘭𝘭𝘶𝘴𝘪𝘰𝘯𝘪 𝘴𝘵𝘢𝘵𝘪𝘴𝘵𝘪𝘤𝘩𝘦? 💬👍
Immaginate di vestire i panni di un detective alle prese con un caso enorme: capire perché in certi angoli del pianeta ci si tolga la vita più che in altri. È esattamente ciò che hanno fatto quattro ricercatori giapponesi, setacciando i dati dell'Organizzazione Mondiale della Sanità di ben 185 Paesi lungo ventidue anni, dal 2000 al 2021, e ordinandoli per religione prevalente.
Il primo indizio sembra nitido. Nei Paesi a maggioranza islamica il tasso di suicidio è il più basso in assoluto, circa un terzo rispetto ai Paesi buddhisti usati come metro di paragone. All'estremo opposto stanno le popolazioni indù, e qui accade qualcosa di sorprendente: a pagare il prezzo più alto sono le donne, con un rischio quasi cinque volte maggiore. Un ribaltamento curioso, perché nel mondo il suicidio è quasi sempre più maschile, con circa tre uomini per ogni donna.
Poi arriva il colpo di scena, degno di un buon giallo. Il cristianesimo appariva legato a molti suicidi maschili. Ma appena gli autori aggiungono all'analisi una sola variabile, la regione geografica, il sospettato viene scagionato: il rischio precipita e la colpa migra altrove. È come prendersela con il termometro quando fa caldo. Il vero motore non era la fede, bensì il contesto: l'Africa, dove i servizi di salute mentale scarseggiano in modo drammatico, con appena un operatore e mezzo ogni centomila abitanti contro una media mondiale di nove, e alcune zone d'Europa segnate da depressione e alcol.
E il Giappone, dove vi scrivo proprio ora?
Il suo tasso standardizzato, intorno a dodici per centomila, supera la media mondiale di nove, quindi non è affatto basso. Ma il confronto con l'Europa è più sottile di quanto si creda: sta sopra la media dell'Unione Europea, vicina a dieci, e ben oltre l'Italia, tra le più virtuose con circa sei, eppure resta sotto Paesi come Slovenia e Lituania, che sfiorano venti. L'Europa non è un blocco unico ma un mosaico: a seconda della tessera che scegliete, il Giappone appare altissimo oppure quasi tranquillo.
Attenzione però alla trappola. Questo è uno studio ecologico, osserva i Paesi e non le singole persone. Concludere che un italiano sia protetto solo perché nasce dove il tasso è basso equivale a giudicare la vostra dieta dallo scontrino medio del supermercato di quartiere. E dove il suicidio è tabù o persino reato, molti casi finiscono travestiti da morti accidentali, come stelle nascoste dall'inquinamento luminoso.
Resta un messaggio prezioso. La fede, la coesione di una comunità e i legami sociali possono davvero funzionare da rete di protezione, ma i numeri vanno maneggiati con la lente della prudenza. Perché in psichiatria, come nella vita, la correlazione seduce e la causa preferisce restare nell'ombra.
𝘚𝘦 𝘴𝘵𝘢𝘪 𝘷𝘪𝘷𝘦𝘯𝘥𝘰 𝘶𝘯 𝘮𝘰𝘮𝘦𝘯𝘵𝘰 𝘥𝘪 𝘤𝘳𝘪𝘴𝘪 𝘰 𝘩𝘢𝘪 𝘱𝘦𝘯𝘴𝘪𝘦𝘳𝘪 𝘥𝘪 𝘮𝘰𝘳𝘵𝘦, 𝘯𝘰𝘯 𝘳𝘦𝘴𝘵𝘢𝘳𝘦 𝘴𝘰𝘭𝘰. 𝘐𝘯 𝘐𝘵𝘢𝘭𝘪𝘢 𝘱𝘶𝘰𝘪 𝘤𝘩𝘪𝘢𝘮𝘢𝘳𝘦 𝘛𝘦𝘭𝘦𝘧𝘰𝘯𝘰 𝘈𝘮𝘪𝘤𝘰 𝘐𝘵𝘢𝘭𝘪𝘢 𝘢𝘭𝘭𝘰 02 2327 2327, 𝘵𝘶𝘵𝘵𝘪 𝘪 𝘨𝘪𝘰𝘳𝘯𝘪 𝘥𝘢𝘭𝘭𝘦 9 𝘢𝘭𝘭𝘦 24. 𝘈 𝘙𝘰𝘮𝘢 𝘦̀ 𝘢𝘵𝘵𝘪𝘷𝘰 𝘢𝘯𝘤𝘩𝘦 𝘪𝘭 𝘚𝘦𝘳𝘷𝘪𝘻𝘪𝘰 𝘱𝘦𝘳 𝘭𝘢 𝘗𝘳𝘦𝘷𝘦𝘯𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘥𝘦𝘭 𝘚𝘶𝘪𝘤𝘪𝘥𝘪𝘰 𝘥𝘦𝘭𝘭'𝘰𝘴𝘱𝘦𝘥𝘢𝘭𝘦 𝘚𝘢𝘯𝘵'𝘈𝘯𝘥𝘳𝘦𝘢, 𝘥𝘪𝘳𝘦𝘵𝘵𝘰 𝘥𝘢𝘭 𝘱𝘳𝘰𝘧𝘦𝘴𝘴𝘰𝘳 𝘔𝘢𝘶𝘳𝘪𝘻𝘪𝘰 𝘗𝘰𝘮𝘱𝘪𝘭𝘪, 𝘤𝘰𝘯 𝘭𝘢 𝘭𝘪𝘯𝘦𝘢 𝘥𝘪 𝘢𝘴𝘤𝘰𝘭𝘵𝘰 𝘗𝘢𝘳𝘭𝘢 𝘤𝘰𝘯 𝘕𝘰𝘪 𝘢𝘭 𝘯𝘶𝘮𝘦𝘳𝘰 06 3377 7740. 𝘗𝘢𝘳𝘭𝘢𝘳𝘯𝘦 𝘦̀ 𝘨𝘪𝘢̀ 𝘶𝘯 𝘱𝘳𝘪𝘮𝘰 𝘱𝘢𝘴𝘴𝘰, 𝘦 𝘴𝘱𝘦𝘴𝘴𝘰 𝘪𝘭 𝘱𝘪𝘶̀ 𝘪𝘮𝘱𝘰𝘳𝘵𝘢𝘯𝘵𝘦.
Voce bibliografica.
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Ito A, Mori H, Yano Y, Naito T. Global su***de trends across major religions from 2000 to 2021. BMC Public Health. 2026 Jul 1. doi: 10.1186/s12889-026-28354-5. Epub ahead of print.