Associazione Kalyanamitta - APS

Associazione Kalyanamitta - APS Associazione di promozione sociale per la meditazione e lo studio del Buddhismo, per tutti, dovunque siano, on-line e in presenza.

Nutrimento del Cuore di Ajahn Jayasaro (18 luglio 2026)Credere fermamente nella propria capacità di raggiungere un obiet...
03/08/2026

Nutrimento del Cuore di Ajahn Jayasaro (18 luglio 2026)

Credere fermamente nella propria capacità di raggiungere un obiettivo offre certamente alcuni vantaggi psicologici. Ciò che non farà, però, è raggiungere l’obiettivo al posto vostro. Quel tipo di pensiero magico che sostiene il contrario, appellandosi a qualche presunta, mistica legge di natura, è apparso in varie forme nel corso della storia. In Occidente, il XIX secolo vide l’ampia diffusione della cosiddetta “Legge dell’attrazione”, sostenuta da riferimenti a forze e vibrazioni. Oggi si parla invece di affermazione, visualizzazione, pensiero positivo, manifestazione intenzionale (manifesting) e così via. I riferimenti sono ora alle energie, alle frequenze e perfino alla fisica quantistica.
2500 anni fa il Buddha insegnò che, indipendentemente dal fatto che un monaco coltivi o meno il pensiero: “Oh, possa la mia mente essere liberata dalle impurità mediante il non attaccamento!”, la sua realizzazione non dipenderà da quel desiderio, bensì dall’aver coltivato i trentasette dhamma favorevoli al Risveglio (Bodhipakkhiyā dhammā): i quattro fondamenti della consapevolezza, i quattro retti sforzi, le quattro basi del potere spirituale, le cinque facoltà spirituali, i cinque poteri, i sette fattori del Risveglio e il Nobile Ottuplice Sentiero.
Allo stesso modo, anche se una chioccia continuasse a desiderare: “Oh, possano i miei pulcini rompere il guscio con la punta del becco e delle unghie e schiudersi sani e salvi!”, i pulcini non sarebbero comunque in grado di farlo se la chioccia non fosse rimasta a covare le uova per un tempo sufficiente. E, viceversa, anche se la chioccia non avesse un simile desiderio, ma covasse ugualmente le uova per il tempo necessario, i pulcini romperebbero il guscio e nascerebbero sani e salvi.

Ajahn Jayasāro, 18 luglio 2026

02/08/2026

Nutrimento del Cuore di Ajahn Jayasaro (19 luglio 2025)

Nutrimento del Cuore di Ajahn Jayasaro (14 luglio 2026)
01/08/2026

Nutrimento del Cuore di Ajahn Jayasaro (14 luglio 2026)

Nutrimento del Cuore di Ajahn Jayasaro (11 luglio 2026)Veḷukaṇṭakī (nota anche come Nandamātā) fu una discepola laica de...
01/08/2026

Nutrimento del Cuore di Ajahn Jayasaro (11 luglio 2026)

Veḷukaṇṭakī (nota anche come Nandamātā) fu una discepola laica del Buddha. Rinomata per la profondità della sua meditazione e per la sua incrollabile equanimità, raggiunse il terzo dei quattro stadi dell’illuminazione.
Un dettaglio interessante della sua pratica quotidiana, riportato nell’Aṅguttara Nikāya, racconta che nelle prime ore del mattino, prima dell’alba, era solita recitare il Pārāyana, una raccolta di sutta che oggi costituisce il capitolo conclusivo del Sutta Nipāta.
Oggi molti praticanti buddhisti limitano la loro pratica formale alla meditazione seduta e camminata. Veḷukaṇṭakī ci ricorda invece che memorizzare il Dhamma e recitarlo ha sempre fatto parte del cammino spirituale, persino nella vita dei meditanti più realizzati, fin dall’epoca del Buddha.
Fu il Buddha stesso, infatti, a raccomandare che, insieme a Khujuttarā, Veḷukaṇṭakī fosse considerata un esempio per le sue discepole laiche.
In conclusione, ecco un brano tratto dal Pārāyana:
“Lascia che ciò che è passato appassisca.
Non fare tuo ciò che deve ancora ve**re.
E se non ti aggrappi a ciò che sta nel mezzo,
camminerai nella pace.
Per colui che, contemplando l’interezza di nome e forma,
non serba più alcuna brama,
o brahmano, non si trovano più impurità
attraverso le quali la morte possa esercitare il suo potere”.
(Sutta Nipāta 1096–1100)

Ajahn Jayasāro, 11 luglio 2026

Nutrimento del Cuore di Ajahn Jayasaro (4 luglio 2026)In uno dei primi episodi di Evaṁ, l'attesissima serie televisiva a...
21/07/2026

Nutrimento del Cuore di Ajahn Jayasaro (4 luglio 2026)

In uno dei primi episodi di Evaṁ, l'attesissima serie televisiva ambientata al tempo del Buddha, l'antagonista, Mohan, è sprezzante. Insiste con il suo gruppo di giovani mercanti che i monaci buddhisti che vedono in giro per Sāvatthī possono sembrare fonte di grande ispirazione ma che, in realtà, stanno semplicemente mettendo in scena una falsa devozione in pubblico per attirare sostenitori e donazioni.
Scommette una moneta d'oro di riuscire a convincere il monaco che sta camminando verso di loro (Vīra, il protagonista della serie) ad abbandonare la vita monastica entro tre giorni.
Mohan conosce Vīra da alcuni anni e ben presto riesce a coinvolgerlo in una conversazione. Parla con grande eloquenza di quanto sia innaturale la vita celibataria e di quanto piacere Vīra si stia perdendo. Ma Vīra non è più intimidito da Mohan come lo era in passato. A un certo punto, fa un cenno del capo verso Mohan che, distrattamente, si sta grattando una puntura di zanzara:
"Guarda, i miei maestri dicono che indulgere nel desiderio sensuale è come grattarsi una puntura. Certo, ne ricavi un po' di piacere. Ma non dura, e più ti gratti, peggiore diventa il prurito."
E Mohan: "E cosa succede se il prurito non mi dà fastidio? E se penso che il piacere di grattarmi valga la pena? E se penso che, nel mondo reale, a essere sinceri, questa felicità che otteniamo attraverso i sensi, anche se è imperfetta, sia tutto ciò che esiste?"
"Ma non è così," risponde Vīra. "Esiste la sublime felicità di non avere alcun prurito da grattare."
Mohan non riesce ad accettarlo. È un giovane intelligente, ma questo non è un problema di quoziente intellettivo.

Ajahn Jayasāro, 4 luglio 2026

11/07/2026

𝗠𝗘𝗗𝗜𝗧𝗔𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘 𝗩𝗜𝗣𝗔𝗦𝗦𝗔𝗡𝗔 𝗦𝗨𝗟𝗟𝗔 𝗠𝗘𝗡𝗧𝗘

Che cosa c'è nella mente in questo momento? In questa meditazione pratichiamo la contemplazione della mente del satipatthana: riconosciamo se c'è desiderio, avversione o confusione, e osserviamo come appaiono e svaniscono, come bolle nell'acqua. Senza giudicare, scopriamo che la consapevolezza che osserva rimane limpida e luminosa, libera da ciò che attraversa la mente.

Meditazione guidata registrata da Sirimedho Stefano De Luca nel gruppo di meditazione dell'Associazione Kalyanamitta il 10 luglio 2026.

Se vuoi partecipare agli incontri, vai sul nostro sito, sezione Partecipa / Gruppi di meditazione.


https://kalyanamitta.it/meditazione-vipassana-sulla-mente/

11/07/2026

𝗥𝗜𝗙𝗟𝗘𝗦𝗦𝗜𝗢𝗡𝗜 𝗦𝗨 𝗖𝗜𝗧𝗧𝗔𝗡𝗨𝗣𝗔𝗦𝗦𝗔𝗡𝗔

Abbiamo una grande avversione, poi ci chiamano a cena e ce ne dimentichiamo. Posato il cucchiaio, l'avversione ritorna. Ma se fosse davvero ciò che siamo, potrebbe svanire? La contemplazione della mente del Satipatthana Sutta parte da qui: osservare l'apparire e lo svanire dei pensieri, scoprire che nessuno di loro è "io" o "mio". E un esercizio: prendere la credenza che più ci definisce e immaginare che non ci sia. Che succede?

Riflessioni di Dharma registrate da Sirimedho Stefano De Luca nel gruppo di meditazione dell'Associazione Kalyanamitta il 10 luglio 2026.

Se vuoi partecipare agli incontri, vai sul nostro sito, sezione Partecipa / Gruppi di meditazione.



https://kalyanamitta.it/riflessioni-su-cittanupassana/

Nutrimento del Cuore di Ajahn Jayasaro (20 giugno 2026)La caratteristica distintiva di saddhā (di solito tradotto con il...
11/07/2026

Nutrimento del Cuore di Ajahn Jayasaro (20 giugno 2026)

La caratteristica distintiva di saddhā (di solito tradotto con il termine “fede”) è che essa nasce in relazione a ipotesi verificabili piuttosto che a dogmi non verificabili.
Saddhā è fiducia e sicurezza nella saggezza e nella compassione del Buddha che nascono dall’ascolto o dalla lettura dei suoi insegnamenti, oppure dal contatto con qualcuno che li incarna.
La fede che guida un buddhista risiede nella convinzione che il Buddha sia veramente illuminato, che il Dhamma indichi un vero sentiero verso la liberazione e che vi siano uomini e donne che hanno raggiunto la liberazione praticando il Dhamma. In breve, saddhā è la certezza che la liberazione è possibile e che l’Ottuplice Sentiero conduce ad essa, il tutto grazie alla legge del kamma.
Saddhā è accompagnata da un senso di chiarezza, di luminosità e di elevazione nella mente. Viene paragonata a una gemma che purifica l’acqua di uno stagno fangoso facendone depositare tutti i sedimenti, affinché il sentiero appaia chiaro. Saddhā semplifica e stabilisce le priorità. La mente è rinvigorita dall’assenza di dubbi, e prova gioia.
Questi piacevoli effetti psicologici possono sorgere anche dalla fede nei dogmi e spiegano perché la fede costituisce il fondamento della maggior parte delle religioni. Ma nel buddhismo vi è un ulteriore vantaggio. Poiché gli insegnamenti riguardano principalmente l’addestramento dell’azione, della parola e della mente che portano alla liberazione, ciò dispone anche all’aspirazione e allo sforzo. Infatti, l’impegno di verificare gli insegnamenti mettendoli in pratica è l’indicazione più chiara della presenza di una fede viva. Il sentiero verso la liberazione non è facile: saddhā è la fiducia incrollabile che ci spinge ad andare avanti, sia nelle gioie che nelle avversità.

Ajahn Jayasāro, 20 giugno 2026

Nutrimento del Cuore di Ajahn Jayasaro (16 giugno 2026)Ajahn Chah nacque il 16 giugno 1918 in un piccolo villaggio nel n...
02/07/2026

Nutrimento del Cuore di Ajahn Jayasaro (16 giugno 2026)

Ajahn Chah nacque il 16 giugno 1918 in un piccolo villaggio nel nord-est della Thailandia. Entrò a far parte del Sangha in giovane età e, verso i venticinque anni, partì a piedi dal suo monastero locale alla ricerca di un maestro di meditazione. Fu solo più di un anno dopo che riuscì a raggiungere Luang Pu Man, fondatore e figura di spicco della Tradizione della Foresta thailandese. Bastarono pochi giorni alla presenza del maestro per fornire ad Ajahn Chah una comprensione profonda e un’ispirazione che lo avrebbe accompagnato per tutta la vita. Nel 1954 fondò un monastero della foresta a pochi chilometri dal suo villaggio natale e visse lì fino alla sua morte, avvenuta nel 1992.
In un tardo pomeriggio del 1978, Ajahn Chah era seduto sotto il suo kuti a parlare con alcuni monaci. Era il giorno di luna piena. La recitazione del Patimokkha* era terminata e li attendeva una sessione di pratica che sarebbe durata tutta la notte. Un monaco si avvicinò, si inchinò davanti ad Ajahn Chah e gli presentò un postulante in tunica bianca, appena arrivato dalla comunità affiliata in Inghilterra. Ajahn Chah guardò il giovane occidentale e gli fece cenno di avvicinarsi. Il giovane si avvicinò strisciando in ginocchio verso Ajahn Chah, il quale gli porse la tazza di tisana che stava bevendo. In seguito, il giovane cercò di descrivere come si era sentito durante quel primo incontro. Disse che era stato come imbattersi in un fiore fresco in un mondo di fiori di plastica, uno strumento musicale perfettamente accordato in un mondo di strumenti scordati, uno specchio, una montagna, una sorgente di acqua fresca. Il giovane non si stancava mai di queste similitudini e ne aggiunse altre negli anni successivi. Ormai diventato egli stesso un anziano monaco, un adolescente gli chiese se credeva nell’amore a prima vista. Egli rispose: «A seconda dei casi...»

Ajahn Jayasāro, 16 giugno 2026

*Patimokkha: recitazione formale dei precetti monastici che viene tenuta due volte ogni mese lunare, nei giorni di uposatha (luna piena e nuova) al cospetto del Sangha riunito, e seguita dalla confessione di possibili mancanze o trasgressioni.

𝗥𝗜𝗙𝗟𝗘𝗦𝗦𝗜𝗢𝗡𝗜 𝗦𝗨𝗟𝗟𝗘 𝗦𝗘𝗡𝗦𝗔𝗭𝗜𝗢𝗡𝗜 𝗡𝗘𝗟𝗟𝗔 𝗖𝗢𝗣𝗥𝗢𝗗𝗨𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘 𝗖𝗢𝗡𝗗𝗜𝗭𝗜𝗢𝗡𝗔𝗧𝗔C’è un momento, sottile e rapidissimo, in cui una semplice s...
28/06/2026

𝗥𝗜𝗙𝗟𝗘𝗦𝗦𝗜𝗢𝗡𝗜 𝗦𝗨𝗟𝗟𝗘 𝗦𝗘𝗡𝗦𝗔𝗭𝗜𝗢𝗡𝗜 𝗡𝗘𝗟𝗟𝗔 𝗖𝗢𝗣𝗥𝗢𝗗𝗨𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘 𝗖𝗢𝗡𝗗𝗜𝗭𝗜𝗢𝗡𝗔𝗧𝗔

C’è un momento, sottile e rapidissimo, in cui una semplice sensazione può trasformarsi in attaccamento o avversione. In questo discorso esploriamo il punto esatto in cui il meccanismo della mente può essere interrotto: il passaggio dalla sensazione alla brama. Con esempi quotidiani come le ciliegie, una pizza o un colloquio di lavoro, scopriamo che la libertà non sta nell’eliminare le sensazioni, ma nel vederle per ciò che sono, senza farci trascinare. Un insegnamento che apre una porta sulla fine della sofferenza.

Riflessioni di Dharma registrate da Sirimedho Stefano De Luca nel gruppo di meditazione dell’Associazione Kalyanamitta il 26 giugno 2026.
Se vuoi partecipare agli incontri, vai sul nostro sito, sezione Partecipa / Gruppi di meditazione.


Riflessioni sulle sensazioni nella coproduzione condizionata: tra ciò che sentiamo e ciò che desideriamo c'è l'anello che possiamo spezzare.

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