03/11/2026
STATINE: QUANDO IL DOLORE RISCHIA DI INTERROMPERE UNA CURA IMPORTANTE
Le statine hanno cambiato la prevenzione cardiovascolare.
Riducendo il colesterolo LDL, contribuiscono a diminuire il rischio di infarto e ictus, soprattutto nelle persone con precedenti cardiovascolari o rischio elevato.
Eppure esiste un problema che merita molta più attenzione: alcuni pazienti interrompono la terapia perché avvertono dolori muscolari.
Quanto è diffuso questo fenomeno?
Uno studio francese su 1.074 utilizzatori di statine ha rilevato che il 10% riferiva disturbi muscolari e che il 30% di questi aveva interrotto il trattamento.
Un'indagine americana su oltre 10.000 persone ha inoltre rilevato che il 60% degli ex utilizzatori indicava il dolore muscolare come motivo principale dell'abbandono.
Sono numeri che fanno riflettere.
Perché una terapia efficace può proteggere il paziente soltanto se riesce a seguirla.
I disturbi possono manifestarsi come indolenzimento, rigidità, crampi o debolezza, soprattutto a livello delle gambe.
Non tutti i dolori avvertiti durante una terapia sono necessariamente causati dalle statine. Ma per chi ne soffre il problema è concreto, qualunque sia la causa.
E allora perché non affrontare anche il dolore, anziché lasciare che diventi un motivo per rinunciare alla protezione cardiovascolare?
Il nostro organismo possiede un sistema biologico coinvolto nella regolazione della sensibilità dolorosa: il Sistema Endocannabinoide (SEC).
Il C*D isolato interagisce con diversi meccanismi coinvolti nella nocicezione, tra cui TRPV1 e PPARγ, e può influenzare alcune vie di segnalazione collegate al SEC.
TRPV1 partecipa alla trasmissione degli stimoli dolorosi, mentre PPARγ interviene nella regolazione di diverse risposte cellulari, comprese quelle infiammatorie.
Non si tratta soltanto di contrastare la sensazione del dolore, ma di comprendere i meccanismi biologici che contribuiscono a regolarla.
Nella nostra esperienza, diverse persone che utilizzano C*D isolato ci hanno riferito miglioramenti dei disturbi dolorosi.
Sono esperienze che ci incoraggiano ad approfondire il ruolo di questa molecola nella modulazione del dolore muscolare.
L'obiettivo è semplice: aiutare le persone a stare meglio, possibilmente senza aggiungere nuovi effetti indesiderati, e favorire la continuità delle terapie cardiovascolari di cui hanno bisogno.
Naturalmente, quando compaiono dolori durante una terapia con statine, è importante identificarne la causa per escludere un danno muscolare e valutare il trattamento più appropriato.
Perché proteggere il cuore è importante.
Ma aiutare le persone a convivere con una terapia che le protegge merita altrettanta attenzione.
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