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MEDICINA MOLECOLARE E ARTRITE REUMATOIDE: COME USIAMO IL C*D ISOLATOIl C*D isolato è una molecola pleiotropica.Detto in ...
09/09/2026

MEDICINA MOLECOLARE E ARTRITE REUMATOIDE: COME USIAMO IL C*D ISOLATO

Il C*D isolato è una molecola pleiotropica.
Detto in modo semplice: non lavora su un solo problema, ma su più meccanismi contemporaneamente.

Nell’artrite reumatoide non c’è soltanto dolore.
Ci sono anche:
• infiammazione
• rigidità
• irritazione della membrana articolare
• segnali infiammatori che continuano ad alimentare il problema
• danno progressivo dell’articolazione

Il C*D isolato è interessante proprio perché può intervenire su molti di questi meccanismi nello stesso momento.

Per questo, in questo caso, non abbiamo bisogno di aggiungere subito un’altra molecola.
La strategia AgriLab è prima di tutto potenziare l’azione del C*D isolato:

C*D isolato sublinguale come base sistemica

Olio corpo al 5% di C*D isolato applicato direttamente dove c’è dolore o rigidità

In altre situazioni possiamo utilizzare anche altre vie di somministrazione del C*D, come:
• supposte
• cerotti C*D

L’obiettivo è sempre lo stesso:
usare la stessa molecola pleiotropica nel modo più adatto alla situazione.

Solo se, studiando una patologia, dovessimo individuare un percorso importante che il C*D copre poco o per nulla, allora avrebbe senso cercare una seconda molecola complementare.

Questa è la logica della medicina molecolare AgriLab:
capire i meccanismi
sfruttare al massimo il C*D isolato
aggiungere altro solo quando serve davvero

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C*D ISOLATO: NON SOLO UNA MOLECOLA, MA UNA VERA PIATTAFORMA SCIENTIFICAPer anni il C*D è stato raccontato partendo dalla...
08/09/2026

C*D ISOLATO: NON SOLO UNA MOLECOLA, MA UNA VERA PIATTAFORMA SCIENTIFICA

Per anni il C*D è stato raccontato partendo dalla pianta.

Noi vogliamo cambiare prospettiva e prendere le distanze dalla pianta troppo strumentalizzata.

Il C*D isolato va guardato per quello che è davvero: una molecola pleiotropica e multi-target, capace di interagire con molti sistemi biologici diversi.

Questo significa una cosa molto importante:
il C*D non serve soltanto a studiare i suoi effetti.
Serve anche a capire meglio come funziona il nostro organismo.

La medicina molecolare lavora proprio così.
Non si ferma al sintomo.
Cerca di capire:
• quale segnale biologico è alterato
• quale cellula è coinvolta
• quale recettore sta lavorando male
• quale percorso mantiene acceso il problema

E qui il C*D diventa una vera piattaforma scientifica.
Perché studiando come modifica una risposta biologica, i ricercatori possono capire meglio quella stessa via fisiologica.

Una review sulla farmacologia del C*D descrive una molecola con decine di bersagli molecolari tra recettori, canali ionici, enzimi e altri sistemi di regolazione.

Ed è proprio questa ricchezza a renderlo così interessante.
Il C*D viene studiato in relazione a:
☆ sistema nervoso
☆ infiammazione
☆ dolore
☆ sistema immunitario
☆ metabolismo
☆ metabolismo osseo
☆ stress ossidativo
☆ equilibrio cellulare

Il punto non è dire che il C*D “fa tutto”.
Il punto è capire che può dialogare con molte vie biologiche contemporaneamente.

Ed è questa caratteristica che permette alla ricerca di usarlo come una sorta di molecola-guida.

Studiamo il C*D
→ osserviamo cosa cambia
→ capiamo meglio quella via biologica
→ individuiamo nuovi bersagli
→ apriamo nuove strade di ricerca

È già successo in neurologia: il C*D purificato è oggi un principio attivo utilizzato in specifiche forme severe di epilessia.

Ma il lavoro non si ferma lì.
La ricerca continua a studiare la sua polifarmacologia proprio perché una molecola così complessa può aiutare a leggere meglio molti meccanismi dell’organismo.

LA NUOVA DIREZIONE AGRILAB
Da oggi vogliamo affrontare le patologie in modo diverso.
Non partiremo soltanto dal sintomo.
Partiremo da:

meccanismo biologico
via fisiologica

bersaglio molecolare
azione del C*D isolato

E, patologia per patologia, cercheremo di spiegare in modo semplice cosa succede dentro l’organismo e perché il C*D può essere interessante proprio lì.

Perché il C*D isolato non è soltanto una molecola:
È UNA PIATTAFORMA SCIENTIFICA.

Una molecola. Molti bersagli. Nuove strade per la ricerca.

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IL C*D È UNA MOLECOLA “MULTITASKING”Esistono molecole che agiscono soprattutto su un bersaglio preciso.E poi esistono mo...
07/09/2026

IL C*D È UNA MOLECOLA “MULTITASKING”

Esistono molecole che agiscono soprattutto su un bersaglio preciso.
E poi esistono molecole pleiotropiche: significa che possono interagire con più sistemi biologici contemporaneamente.

Il C*D è una di queste.
Non lavora su un solo “interruttore”, ma dialoga con diversi sistemi coinvolti nella regolazione di:
☆ infiammazione
☆ dolore
☆ stress e ansia
☆ equilibrio del sistema nervoso
☆ risposta allo stress ossidativo
☆ omeostasi dell’organismo

Per esempio, il C*D interagisce con sistemi come PPAR-γ, TRPV1, serotonina 5-HT1A e con il sistema endocannabinoide.
Ed è proprio questa capacità di lavorare su più vie biologiche che lo rende una molecola così interessante.

MA QUI NASCE LA GRANDE CONFUSIONE
Una cosa è parlare di C*D isolato, cioè della singola molecola purificata.
Un’altra è parlare di full spectrum, dove insieme al C*D troviamo molte altre sostanze della pianta, compreso il THC quando presente.
Sono due approcci completamente diversi.
Con il C*D isolato sappiamo con precisione quale molecola stiamo utilizzando e possiamo studiarne meglio dose, comportamento e risposta biologica.
Con una miscela complessa entrano invece in gioco molte molecole contemporaneamente, ognuna con le proprie attività e interazioni.

Per questo noi insistiamo su un concetto semplice:
C*D isolato = molecola precisa.
Full spectrum = miscela di molecole.

E quando si parla di biologia, la precisione conta.

Il C*D isolato non è “erba”, non è ma*****na e non è una pozione naturale.
È una molecola pleiotropica con una farmacologia estremamente interessante.

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IPERTENSIONE ARTERIOSA: PERCHÉ LA PRESSIONE SI ALZA?Immaginiamo le nostre arterie come dei tubi nei quali scorre il sang...
06/09/2026

IPERTENSIONE ARTERIOSA: PERCHÉ LA PRESSIONE SI ALZA?

Immaginiamo le nostre arterie come dei tubi nei quali scorre il sangue.
Quando questi “tubi” diventano più rigidi o più stretti, oppure il cuore deve spingere con maggiore forza, la pressione aumenta.
Ecco perché l’ipertensione non riguarda soltanto il cuore: entrano in gioco anche vasi sanguigni, stress, sistema nervoso, infiammazione e circolazione.

PERCHÉ È IMPORTANTE TENERLA SOTTO CONTROLLO?
Una pressione troppo alta mantenuta nel tempo affatica cuore e arterie e aumenta il rischio cardiovascolare.
Per questo la prevenzione passa anche da:
alimentazione corretta, movimento, meno sale, peso sotto controllo, buon sonno e gestione dello stress.

IL C*D ISOLATO AIUTA?
Il C*D è interessante perché agisce su diversi sistemi che partecipano alla regolazione cardiovascolare.
Può favorire:
▪︎rilassamento e riduzione della risposta allo stress
▪︎equilibrio del sistema nervoso
▪︎modulazione dell’infiammazione
▪︎rilassamento dei vasi sanguigni

Gli studi sull’uomo hanno osservato anche riduzioni della pressione arteriosa, soprattutto in condizioni di stress e durante il riposo.
Ovviamente parliamo di C*D ISOLATO, senza THC altrimenti il discorso cambia.

E IL FIR PAD?
Il FIR Pad favorisce la produzione di ossido nitrico (NO).
Il NO è una molecola che il nostro organismo utilizza per rilassare e dilatare i vasi sanguigni.
In parole semplici:
più NO → vasi più rilassati → il sangue scorre con meno resistenza → la pressione può essere regolata più facilmente.
Per questo il FIR è interessante nel supporto alla circolazione e alla regolazione della pressione arteriosa.


C*D ISOLATO + FIR PAD
L’idea è quindi lavorare su più fronti:
meno stress → vasi più rilassati → migliore circolazione → sostegno all’equilibrio della pressione.
Sono strumenti che possono inserirsi nella prevenzione e nel supporto alla gestione dell’ipertensione, insieme alle altre abitudini necessarie per proteggere cuore e arterie.

Le linee guida attuali confermano che controllo del peso, attività fisica, riduzione del sale, alimentazione adeguata e gestione dello stress sono elementi centrali sia nella prevenzione sia nella gestione dell'ipertensione.

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POLIMIALGIA: QUANDO DOLORE E RIGIDITÀ LIMITANO LA VITA QUOTIDIANALa polimialgia reumatica è una condizione infiammatoria...
05/09/2026

POLIMIALGIA: QUANDO DOLORE E RIGIDITÀ LIMITANO LA VITA QUOTIDIANA

La polimialgia reumatica è una condizione infiammatoria che colpisce soprattutto persone adulte e anziane.

I sintomi più frequenti sono:
dolore diffuso, rigidità, difficoltà nei movimenti e forte limitazione soprattutto al mattino.

Le zone più coinvolte sono generalmente spalle, collo, braccia, anche e cosce.
Chi ne soffre descrive spesso una sensazione molto precisa: il corpo sembra “bloccato”, soprattutto appena svegli, e anche azioni semplici come alzarsi dal letto, vestirsi o sollevare le braccia possono diventare difficili.

DOVE PUÒ ESSERE UTILE IL C*D ISOLATO?

Il C*D interagisce con il sistema endocannabinoide e con diversi meccanismi coinvolti nella regolazione di dolore, infiammazione, tensione muscolare e risposta allo stress.
Per questo, nel nostro approccio, il C*D isolato viene utilizzato per aiutare l’organismo a ritrovare un migliore equilibrio nei momenti in cui dolore e infiammazione diventano predominanti.
Ovviamente parliamo di C*D isolato, senza THC e senza gli effetti psicotropi legati alla ma*****na.

E IL FIR PAD?

Il FIR Pad utilizza infrarosso lontano a temperatura controllata.
Il calore profondo e delicato può aiutare a favorire microcircolazione, rilassamento muscolare, elasticità dei tessuti e riduzione della sensazione di rigidità.
Nella polimialgia questo aspetto è particolarmente interessante perché il problema non è soltanto il dolore, ma anche la difficoltà a “sbloccare” il corpo.

C*D + FIR PAD
Lavorano in modo diverso ma con un obiettivo comune:
ridurre la sensazione di dolore, favorire il rilassamento,
sostenere il controllo dell’infiammazione,
aiutare la mobilità,
rendere più semplice il movimento quotidiano.

Il punto importante è proprio questo:
non guardare solo al dolore, ma cercare di intervenire sull’insieme: infiammazione, rigidità, circolazione, tensione e capacità di movimento.

È questa la logica con cui utilizziamo insieme C*D isolato e FIR Pad.

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IL NERVO VAGO CHE COS’È E A COSA SERVE Si chiama così perché “vaga” dal cervello verso molte parti del corpo.Parte dal t...
04/09/2026

IL NERVO VAGO CHE COS’È E A COSA SERVE

Si chiama così perché “vaga” dal cervello verso molte parti del corpo.
Parte dal tronco encefalico e arriva fino a:
▪︎ cuore
▪︎ polmoni
▪︎ stomaco
▪︎ intestino
▪︎ sistema immunitario

È una delle principali vie di comunicazione tra cervello e organi interni.

A COSA SERVE?
Il nervo vago fa parte del sistema nervoso parasimpatico.
In parole semplici:
È IL FRENO DEL NOSTRO ORGANISMO.
Quando siamo sotto stress entra in funzione il sistema di “attacco o fuga”:
▪︎ il cuore accelera
▪︎ aumenta la tensione
▪︎ il respiro diventa più rapido
▪︎ il cervello resta in allerta
Il nervo vago aiuta invece il corpo a tornare verso la calma.

Favorisce:
▪︎ rilassamento
▪︎ rallentamento del battito
▪︎ respirazione più tranquilla
▪︎ digestione
▪︎ controllo della risposta infiammatoria
▪︎ recupero dopo lo stress

PERCHÉ È IMPORTANTE PER IL DOLORE?
Dolore e stress si alimentano facilmente a vicenda.
Più una persona è in allerta, più il sistema nervoso può diventare sensibile.
E più il dolore aumenta, più aumenta lo stress.
Il nervo vago aiuta a spezzare questo circolo perché partecipa alla regolazione di:
▪︎ percezione del dolore
▪︎ infiammazione
▪︎ ansia e stress
▪︎ sonno
▪︎ comunicazione intestino-cervello
Per questo oggi viene studiato moltissimo anche nelle patologie infiammatorie e nel dolore cronico.

COS’È IL “TONO VAGALE”?
È un modo per descrivere quanto bene il nostro sistema parasimpatico riesce a reagire e a riportarci in equilibrio.
In pratica:
un buon tono vagale significa riuscire a “spegnersi” meglio dopo lo stress.
Non vuol dire essere sempre rilassati.
Vuol dire riuscire a tornare alla calma più facilmente.

COME POSSIAMO FAVORIRLO?
Le cose più semplici sono spesso le più utili.
☆ RESPIRAZIONE LENTA
Respirare con il diaframma e allungare l’espirazione aiuta ad attivare il sistema parasimpatico.
Un esempio semplice:
inspira lentamente dal naso
espira ancora più lentamente dalla bocca

☆ CANTARE E CANTICCHIARE
Il nervo vago passa anche vicino alla gola.
Cantare, canticchiare e fare gargarismi stimolano strutture coinvolte nella regolazione vagale.
Ecco perché molte persone si sentono più rilassate dopo aver cantato.

☆ FREDDO MODERATO
Anche uno stimolo fresco sul viso o una breve parte finale della doccia con acqua più fredda può favorire una risposta parasimpatica.
Non serve trasformarsi in un esploratore polare.

☆ RILASSAMENTO E MOVIMENTO
Meditazione, yoga, camminata tranquilla e respirazione controllata possono contribuire a migliorare la capacità del corpo di uscire dallo stato di allerta.

E C*D, FIR E NO?
Qui il discorso diventa interessante.

I FIR favoriscono rilassamento e circolazione.

Il NO, ossido nitrico, partecipa alla regolazione dei vasi sanguigni e alla comunicazione tra sistema nervoso e organismo.

Il C*D isolato interagisce con diversi sistemi coinvolti nella risposta allo stress, nel dolore e nell’equilibrio del Sistema Nervoso.
Per questo, nella nostra 4 Step Therapy, lavoriamo anche sul terreno che favorisce il passaggio da:
ALLARME → EQUILIBRIO

IL CONCETTO DA RICORDARE
Il nervo vago collega cervello e corpo.
Quando funziona bene ci aiuta a:
- rallentare
- rilassarci
- digerire
- regolare l’infiammazione
- gestire meglio il dolore
- recuperare

Non è magia.
È fisiologia.

E forse dovremmo imparare a conoscere meglio questo “freno naturale” che il nostro corpo possiede già.

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NEVRALGIA DEL TRIGEMINO: QUANDO IL DOLORE ARRIVA COME UNA SCOSSALa nevralgia del trigemino è uno dei dolori più forti ch...
03/09/2026

NEVRALGIA DEL TRIGEMINO: QUANDO IL DOLORE ARRIVA COME UNA SCOSSA

La nevralgia del trigemino è uno dei dolori più forti che una persona possa provare.

Chi ne soffre lo descrive spesso come:
▪︎ una scossa elettrica
▪︎ una f***a bruciante
▪︎ una lama improvvisa sul viso

Gli attacchi possono durare pochi secondi, ma ripetersi molte volte durante la giornata.
E questo può diventare davvero debilitante.

COS’È IL TRIGEMINO?
Il trigemino è uno dei principali nervi del viso.
Porta al cervello le informazioni di:
• guance
• mascella
• mandibola
• denti
• parte del cuoio capelluto
Quando questo nervo viene irritato o compresso, può iniziare a mandare segnali di dolore violentissimi anche per stimoli minimi.
Lavarsi il viso.
Masticare.
Parlare.
Perfino un colpo d’aria.

PERCHÉ SUCCEDE?
Molto spesso il problema nasce da un vaso sanguigno che comprime il nervo.
In altri casi possono esserci altre cause neurologiche.
Il punto importante è questo:
NON È UN NORMALE MAL DI FACCIA.
È un dolore neuropatico.
Significa che il problema riguarda il nervo e il modo in cui trasmette il segnale doloroso.

COME VIENE TRATTATO?
Proprio perché è un dolore neurologico, i normali antidolorifici spesso servono poco.
Vengono utilizzati soprattutto farmaci che riducono l’eccitabilità dei nervi, come alcuni anticonvulsivanti.
In alcuni pazienti funzionano bene.
In altri, con il tempo, possono diventare meno efficaci oppure difficili da tollerare.
Nei casi più resistenti si possono valutare anche procedure chirurgiche.

IL C*D
Il C*D è interessante perché può agire proprio su alcuni meccanismi coinvolti nel dolore neuropatico.

1. PUÒ MODULARE IL SEGNALE DEL DOLORE
Nel dolore neuropatico il nervo può diventare troppo reattivo.
Il C*D interagisce con diversi sistemi che partecipano alla trasmissione e alla percezione del dolore.
In parole semplici:
può contribuire ad abbassare il “volume” del segnale doloroso.

2. PUÒ MODULARE L’INFIAMMAZIONE
Quando un nervo è irritato, anche l’infiammazione può contribuire a mantenerlo ipersensibile.
Il C*D è studiato proprio per la sua azione su diversi meccanismi infiammatori.

3. PUÒ PROTEGGERE IL SISTEMA NERVOSO
Il C*D viene studiato da anni anche per le sue proprietà neuroprotettive.
Questo è particolarmente interessante nelle condizioni in cui il problema riguarda direttamente i nervi.

4. PUÒ AIUTARE SULLA COMPONENTE DI STRESS
Chi vive aspettando la prossima scarica di dolore può sviluppare:
• ansia
• insonnia
• ipervigilanza
▪︎ maggiore sensibilità al dolore

E tutto questo può peggiorare ulteriormente la percezione del problema.
Il C*D interagisce anche con sistemi coinvolti nella regolazione dello stress e dell’ansia.

PERCHÉ NOI ABBIAMO SCELTO IL C*D ISOLATO?
Perché qui ci interessa una cosa sola:
LA MOLECOLA C*D.
Non il THC.
Non la ma*****na.
Non il fitocomplesso.
Il C*D isolato ci permette di lavorare sulla molecola che ci interessa senza aggiungere l’effetto psicoattivo del THC.
C*D ISOLATO NON È MA*****NA

IL CONCETTO È SEMPLICE
La nevralgia del trigemino non è solo “dolore”.
È un nervo che sta trasmettendo il dolore in modo anomalo.
Per questo diventano interessanti tutte le strategie che possono aiutare a:
☆ modulare il segnale nervoso
☆ ridurre l’infiammazione
☆ proteggere il sistema nervoso
☆ ridurre lo stress che amplifica il dolore

Ed è proprio su questi meccanismi che il C*D viene studiato.

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OGGI NON SI PUÒ PIÙ GUARDARE SOLO IL SINTOMOPer capire davvero molti problemi di salute bisogna guardare almeno due gran...
02/09/2026

OGGI NON SI PUÒ PIÙ GUARDARE SOLO IL SINTOMO

Per capire davvero molti problemi di salute bisogna guardare almeno due grandi sistemi:
♡ IL SISTEMA ENDOCANNABINOIDE
♡ IL MICROBIOTA INTESTINALE

Perché?
Perché cervello e intestino si parlano continuamente.
E il Sistema Endocannabinoide partecipa a questa comunicazione.

COS’È IL SISTEMA ENDOCANNABINOIDE?

È una grande rete di regolazione presente in tutto il nostro organismo.
Aiuta a controllare:
• dolore
• sonno
• stress
• infiammazione
• umore
• appetito
• sistema immunitario
• attività intestinale
Il suo obiettivo è mantenere il corpo in equilibrio.
Questo equilibrio si chiama:
OMEOSTASI

COS’È IL MICROBIOTA?
È l’insieme di miliardi di microrganismi che vivono soprattutto nel nostro intestino.
Non sono semplici “ospiti”.
Partecipano a:
• digestione
• produzione di alcune sostanze utili
• difesa intestinale
• funzionamento del sistema immunitario
• controllo dell’infiammazione
• comunicazione con il cervello
Per questo oggi l’intestino viene spesso definito il nostro secondo cervello.

IL PUNTO IMPORTANTE È QUESTO
Sistema Endocannabinoide e microbiota si influenzano a vicenda.
Se il microbiota è alterato, può cambiare anche il modo in cui il nostro organismo gestisce:
▪︎infiammazione
▪︎stress
▪︎dolore
▪︎risposta immunitaria
▪︎digestione

E anche il Sistema Endocannabinoide può influenzare:
• motilità intestinale
• permeabilità dell’intestino
• secrezioni
• infiammazione
• attività delle cellule immunitarie
Quindi non sono due mondi separati.
SONO DUE PARTI DELLO STESSO SISTEMA DI REGOLAZIONE.

E IL C*D DOVE ENTRA?
Il C*D interagisce con il Sistema Endocannabinoide e con altri sistemi coinvolti nella regolazione dell’infiammazione, dello stress e della sensibilità.
Per questo diventa interessante anche quando il problema parte dall’intestino.
Non perché “cura il microbiota” direttamente.
Ma perché può aiutare l’organismo a regolare meglio l’ambiente in cui intestino, sistema immunitario e sistema nervoso comunicano tra loro.

FACCIAMO UN ESEMPIO SEMPLICE
Una persona può avere:
intestino alterato
⬇️
più infiammazione
⬇️
più stress e sensibilità
⬇️
più dolore o disturbi intestinali
⬇️
peggior sonno
⬇️
e tutto questo può continuare ad alimentarsi.
Ecco perché limitarsi a guardare un solo sintomo spesso non basta.

IL CONCETTO È QUESTO
INTESTINO + CERVELLO + SISTEMA IMMUNITARIO + SEC
sono collegati.
Se uno perde equilibrio, può trascinare con sé gli altri.
Ed è proprio per questo che oggi, quando parliamo di salute, non possiamo più ragionare per compartimenti separati.

Noi utilizziamo il C*D isolato perché vogliamo lavorare sulla molecola C*D, senza THC e senza confondere il C*D con la ma*****na, perché questa semplice connessione può entrare in gioco in problemi come:
colon irritabile, infiammazione intestinale, stress, dolore, sonno e disturbi immunitari.

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COSA PUÒ FARE IL C*D SUL REFLUSSO?Il reflusso sembra semplice: l’acido dello stomaco risale verso l’esofago e provoca br...
01/09/2026

COSA PUÒ FARE IL C*D SUL REFLUSSO?

Il reflusso sembra semplice: l’acido dello stomaco risale verso l’esofago e provoca bruciore.

In realtà dietro possono esserci diversi problemi insieme:
▪︎ irritazione dell’esofago
▪︎ risalita del contenuto gastrico
▪︎ esofago troppo sensibile
▪︎ stress e tensione
▪︎ nausea e cattiva digestione

Ed è proprio per questo che il C*D isolato è interessante: non lavora su un solo punto.

1. PUÒ MODULARE L’INFIAMMAZIONE
Quando l’acido continua a risalire, la parete dell’esofago può irritarsi.
Il C*D interagisce con diversi sistemi coinvolti nella risposta infiammatoria e nella protezione dei tessuti.
Questo può essere particolarmente interessante quando al reflusso si accompagna una mucosa continuamente irritata.

2. PUÒ RIDURRE L’IPERSENSIBILITÀ
Due persone possono avere una quantità simile di reflusso e percepirlo in maniera completamente diversa.
Perché?
Perché in alcune persone i nervi dell’esofago diventano troppo sensibili.
Una piccola quantità di acido viene quindi percepita come un forte bruciore.
Il C*D interagisce con sistemi coinvolti nella percezione del dolore, tra cui TRPV1 e il Sistema Endocannabinoide.
In parole semplici:
può aiutare ad abbassare il “volume” con cui il sistema nervoso percepisce lo stimolo.
Il ruolo del Sistema Endocannabinoide nella sensibilità, nell’infiammazione e nella motilità gastrointestinale è ben documentato.

3. INTERVIENE SULL’ASSE CERVELLO-INTESTINO
Lo stomaco non lavora separatamente dal cervello.
Stress e ansia possono aumentare:
• tensione gastrica
• percezione del bruciore
• nausea
• sensibilità viscerale
Il C*D interagisce anche con il sistema serotoninergico 5-HT1A, uno dei sistemi coinvolti nella risposta allo stress e nella comunicazione cervello-intestino.
Per questo, quando il reflusso peggiora nei periodi di forte stress, lavorare anche su questa componente può avere senso.

4. IL SISTEMA ENDOCANNABINOIDE È PRESENTE ANCHE NELL’ESOFAGO
Questo è forse il punto più interessante.
Nell’esofago e nell’apparato gastrointestinale troviamo recettori cannabinoidi e circuiti del Sistema Endocannabinoide – SEC.
Questo sistema partecipa alla regolazione di:
▪︎ motilità
▪︎ secrezioni gastriche
▪︎ infiammazione
▪︎ sensibilità al dolore
▪︎ meccanismi dello sfintere che separa stomaco ed esofago
Il rilassamento momentaneo dello sfintere esofageo inferiore è uno dei principali meccanismi attraverso cui avviene il reflusso, e il Sistema Endocannabinoide partecipa anche al controllo di questo fenomeno.

QUINDI IL C*D COSA FA?
Non dobbiamo immaginarlo semplicemente come un “antiacido naturale”.
Il ragionamento è molto più interessante.
Il C*D può lavorare sul terreno che accompagna il reflusso:
▪︎ modulazione dell’infiammazione
▪︎ modulazione della sensibilità
▪︎ regolazione dell’asse cervello-intestino
▪︎ controllo della componente legata allo stress
▪︎ interazione con il Sistema Endocannabinoide

Ed è per questo che due persone con “reflusso” possono avere bisogno di approcci completamente diversi.

Una può avere soprattutto acidità.
Un’altra infiammazione.
Un’altra ancora un esofago diventato ipersensibile.

NOI ABBIAMO SCELTO IL C*D ISOLATO.
Perché vogliamo utilizzare la molecola C*D, senza aggiungere THC e senza confondere il C*D con la ma*****na.

C*D isolato non è uguale alla cannabis.
C*D isolato non è uguale al THC.

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IL DOLORE CRONICOIn Italia circa 10,5 milioni di adulti convivono con un dolore che dura da almeno tre mesi.Un numero en...
31/08/2026

IL DOLORE CRONICO

In Italia circa 10,5 milioni di adulti convivono con un dolore che dura da almeno tre mesi.
Un numero enorme.
E questo ci dice una cosa molto semplice:
IL DOLORE CRONICO È ANCORA UN PROBLEMA ENORME DA RISOLVERE.
Molte persone continuano per mesi o anni a passare da un antidolorifico all’altro senza riuscire a controllare davvero il problema.

I FANS NON SONO CARAMELLE
Ibuprofene, diclofenac, ketorolac, naprossene e altri antinfiammatori vengono utilizzati ogni giorno per:
mal di schiena, dolori articolari, artrite, mal di denti e infiammazioni.
Sono farmaci utili.
Ma usarli frequentemente o per lunghi periodi non è una cosa banale.

Un grande studio pubblicato sul British Medical Journal, condotto su milioni di utilizzatori europei, ha evidenziato che diversi FANS erano associati a un aumento del rischio di ricovero per insufficienza cardiaca, con un rischio maggiore alle dosi più elevate.

E conosciamo bene anche altri possibili problemi legati a questa categoria di farmaci:
▪︎stomaco
▪︎sanguinamenti
▪︎reni
▪︎pressione
▪︎sistema cardiovascolare

Questo non significa che i FANS non debbano essere usati.
Significa semplicemente che non possiamo pensare di risolvere anni di dolore continuando soltanto a spegnere il sintomo.

IL VERO PROBLEMA È CAPIRE DA DOVE ARRIVA IL DOLORE
Il dolore può essere:
▪︎infiammatorio
▪︎neuropatico
▪︎nociplastico
▪︎nocicettivo
E sono meccanismi diversi.
Un'infiammazione non è un nervo lesionato.
Un nervo lesionato non è un sistema nervoso diventato ipersensibile.
Perché dovremmo trattarli tutti nello stesso modo?
È proprio questa una delle grandi difficoltà del dolore cronico.

PERCHÉ NOI ABBIAMO SCELTO IL C*D ISOLATO
Il C*D è interessante perché non lavora semplicemente come un comune antidolorifico.
Interagisce con diversi sistemi coinvolti nella:
☆ infiammazione
☆ percezione del dolore
☆ attività del sistema nervoso
☆ stress
☆ qualità del riposo

Una revisione scientifica del 2024 dedicata proprio al C*D senza THC ha raccolto dati clinici e preclinici che ne descrivono le proprietà analgesiche e antinfiammatorie e il possibile interesse nel dolore cronico e nell'osteoartrosi.

Un'altra revisione sul dolore cronico ha riscontrato risultati favorevoli in molti degli studi analizzati, anche se con protocolli molto differenti tra loro.

E PERCHÉ C*D ISOLATO E NON CANNABIS?
Per una scelta precisa.
Noi vogliamo C*D.
Non vogliamo THC.
Non vogliamo l'effetto psicoattivo.
Non vogliamo trascinarci dietro centinaia di altre molecole semplicemente perché si trovano nella stessa pianta.

ABBIAMO SCELTO IL C*D ISOLATO PERCHÉ È PIÙ SICURO.
È privo di THC, non provoca lo “sballo” della cannabis e, alle modalità con cui lo utilizziamo, puntiamo proprio a evitare gli effetti indesiderati tipici dei prodotti contenenti THC.
Per noi la logica è elementare:
SE CI INTERESSA IL C*D, USIAMO C*D.

Del resto voi tra un farmaco con effetti collaterali e uno che ne è privo cosa scegliereste?

IL DOLORE CRONICO NON HA BISOGNO SOLO DI FARMACI PIÙ FORTI
Ha bisogno di capire quale meccanismo continua a mantenere acceso il dolore.
Infiammazione?
Nervo?
Sistema nervoso?
Stress?
Sonno?
Più problemi contemporaneamente?
È su questo terreno che noi lavoriamo con:
FIR + NO + C*D ISOLATO + SEC
non cercando semplicemente di “coprire” il dolore, ma lavorando sui sistemi che partecipano alla sua regolazione.

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Ricordatevi sempre che la cura è una scelta…

Indirizzo

Via Cavalieri Di Vittorio Veneto 12
Albenga
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