17/05/2022
17 maggio 1990 – 17 maggio 2022
Trentadue anni fa l’Organizzazione Mondiale della Sanità eliminò definitivamente l’omosessualità dalla classificazione internazionale delle malattie (ICD), definendola come “variante naturale della sessualità umana”.
Sono trascorsi molti anni, ma non abbastanza per i pregiudizi.
Oggi si celebra la Giornata Internazionale contro l’omo-lesbo-bi-trans-negatività e anche quest’anno il Gruppo di Lavoro sulla Psicologia LGBTQ+ dell’OPRS vuole mettere in luce questa ricorrenza, così importante per la società e per la nostra professione.
L’omo-lesbo-bi-trans-negatività è l’insieme di idee, pensieri, atteggiamenti di avversione, disprezzo, ansia, disagio, ostilità e odio nei confronti delle persone LGBTQ+, avendo su di esse un impatto diretto e indiretto sul benessere psico-sociale.
Quest’anno si vuole porre l’attenzione sul peso del pregiudizio e su quello che noi professionisti della salute possiamo fare, ancora, per cambiare le cose.
Dalla ricerca condotta dal nostro Gruppo di Lavoro, sugli atteggiamenti delle psicologhe e degli psicologi sicilianə verso l’omosessualità (il cui report sarà pubblicato prossimamente), emerge che il 75% dei partecipanti è “assolutamente d’accordo” con l’affermazione “L’omosessualità è una variante normale della sessualità umana”: un dato incoraggiante, ma non soddisfacente.
Non basta una definizione dell’OMS, non basta conoscerla.
È importante riflettere sulle nostre idee e sul potere che il pregiudizio omo-lesbo-bi-trans-negativo, profondamente radicato nella nostra cultura, ha su di noi.
Come professionisti della salute e del benessere psicologico abbiamo tuttə il dovere di interrogarci sui nostri atteggiamenti: sull’impatto che questi possono avere nelle persone di cui ci prendiamo cura e sull’incidenza che, invece, possiamo operare nella diffusione di una cultura omo-lesbo-bi-transpositiva e sulla sussistenza dei diritti acquisiti, negli anni, dalla popolazione su tali tematiche.
Riflettere sul rischio della perdita dei diritti acquisiti e sulla necessità di perseguire la strada della sensibilizzazione è importante, ancor di più oggi, soprattutto in riferimento a quello che accade nel mondo, non molto lontano da noi. Laddove i conflitti internazionali, come nell’est Europa, possono minare questi diritti, così come in molti altri paesi del mondo le soggettività LGBTQ+ sono ancora criminalizzate e patologizzate.
Per cambiare, partiamo dal pregiudizio, partiamo da noi stessə.