Dott.ssa Cristina Forcherio - Psicologa

Dott.ssa Cristina Forcherio - Psicologa Psicologa clinica specializzata in terapia del legame di coppia, disregolazione emotiva, ansia e attacchi di panico.

In una relazione di coppia, uno dei rischi è rimanere troppo a lungo nel proprio punto di vista.“Io ho bisogno di…”“Io v...
22/08/2026

In una relazione di coppia, uno dei rischi è rimanere troppo a lungo nel proprio punto di vista.

“Io ho bisogno di…”
“Io voglio…”
“Tu dovresti…”
“Tu non mi dai…”

E così, lentamente, la coppia diventa il luogo in cui due individualità cercano di difendere il proprio spazio.

Ma una coppia è anche altro.

È un sistema relazionale che crea una realtà nuova: il Noi.

Il Noi non cancella l’Io e non annulla il Tu.
Ma introduce una domanda diversa:

“Di cosa ha bisogno la nostra relazione?”

“Cosa vogliamo condividere, costruire, vivere insieme?”

Perché 𝗰𝗼𝗻𝗱𝗶𝘃𝗶𝗱𝗲𝗿𝗲 la vita non significa soltanto stare l’uno accanto all’altra, ma lasciare che esperienze, scelte, progetti e quotidianità diventino parte di una storia comune.

È un passaggio importante: dal difendere soltanto il proprio bisogno, al prendersi cura anche del legame.

Perché il Noi non è qualcosa che esiste automaticamente per il solo fatto di stare insieme.

È una dimensione della relazione che si costruisce, si alimenta e si protegge.

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Amare non significa diventare una cosa sola.Ci sei tu.Ci sono io.E poi c’è qualcosa che prima non esisteva: un noi.Non l...
18/08/2026

Amare non significa diventare una cosa sola.

Ci sei tu.
Ci sono io.

E poi c’è qualcosa che prima non esisteva: un noi.

Non la somma di due persone, ma la vita che, a un certo punto, decide di intrecciarsi.
È il caffè preso insieme al mattino, le decisioni prese in due, i progetti raccontati prima ancora che diventino realtà, le giornate belle da festeggiare e quelle difficili da attraversare insieme.

È avere un pezzo di strada che non appartiene più soltanto a te e non appartiene soltanto a me.

Appartiene a noi.

E quel noi non nasce una volta per tutte.
Si costruisce ogni giorno, nelle piccole cose che condividiamo, nel tempo che ci scegliamo, nella cura che mettiamo in ciò che stiamo diventando insieme.

Perché amare davvero non è perdersi l’uno nell’altra.

È restare interi, e scegliere comunque di condividere la vita.

Sciogliere i nodi che ci bloccano e scegliere come intrecciare nuovi modi di stare insieme. Quando una relazione si complica, non significa che sia spezzata. A volte significa solo che alcuni fili si sono stretti troppo o si sono allentati. Possiamo imparare a riconoscerli e scioglierli. Insieme.

21/07/2026
“𝑂𝑔𝑛𝑖 𝑟𝑒𝑙𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑐𝑖 𝑐ℎ𝑖𝑒𝑑𝑒 𝑙𝑎 𝑠𝑡𝑒𝑠𝑠𝑎 𝑐𝑜𝑠𝑎:𝑟𝑒𝑠𝑡𝑎𝑟𝑒 𝑣𝑖𝑐𝑖𝑛𝑖 𝑠𝑒𝑛𝑧𝑎 𝑐𝑜𝑛𝑓𝑜𝑛𝑑𝑒𝑟𝑐𝑖,𝑠𝑒𝑝𝑎𝑟𝑎𝑟𝑐𝑖 𝑠𝑒𝑛𝑧𝑎 𝑎𝑏𝑏𝑎𝑛𝑑𝑜𝑛𝑎𝑟𝑐𝑖.” ❤️
17/07/2026

“𝑂𝑔𝑛𝑖 𝑟𝑒𝑙𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑐𝑖 𝑐ℎ𝑖𝑒𝑑𝑒 𝑙𝑎 𝑠𝑡𝑒𝑠𝑠𝑎 𝑐𝑜𝑠𝑎:
𝑟𝑒𝑠𝑡𝑎𝑟𝑒 𝑣𝑖𝑐𝑖𝑛𝑖 𝑠𝑒𝑛𝑧𝑎 𝑐𝑜𝑛𝑓𝑜𝑛𝑑𝑒𝑟𝑐𝑖,
𝑠𝑒𝑝𝑎𝑟𝑎𝑟𝑐𝑖 𝑠𝑒𝑛𝑧𝑎 𝑎𝑏𝑏𝑎𝑛𝑑𝑜𝑛𝑎𝑟𝑐𝑖.” ❤️

Ogni relazione è un intreccio unico di storie, emozioni, abitudini e desideri. Nel tempo si creano legami che sostengono… e nodi che fanno male. Con il mio collega Enzo Governale ho dato vita al progetto Nodi & Intrecci, uno spazio terapeutico pensato per le coppie che desiderano comprendere ciò...

IL POTERE NASCOSTO DI UN “GRAZIE”Dire “grazie” sembra un gesto semplice, quasi automatico.Eppure la psicologia ci insegn...
28/06/2026

IL POTERE NASCOSTO DI UN “GRAZIE”

Dire “grazie” sembra un gesto semplice, quasi automatico.
Eppure la psicologia ci insegna che 𝗹𝗮 𝗴𝗿𝗮𝘁𝗶𝘁𝘂𝗱𝗶𝗻𝗲 𝗲̀ 𝗺𝗼𝗹𝘁𝗼 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗱𝗶 𝘂𝗻𝗮 𝗯𝘂𝗼𝗻𝗮 𝗲𝗱𝘂𝗰𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲.

Secondo lo psicologo Robert Emmons, uno dei maggiori esperti mondiali sul tema, la gratitudine è la capacità di riconoscere il bene che riceviamo e di attribuirlo, almeno in parte, a qualcosa o qualcuno al di fuori di noi.

Quando ringraziamo sinceramente:

✔ rafforziamo i legami affettivi;
✔ aumentiamo il nostro benessere psicologico;
✔ riduciamo la tendenza a focalizzarci su ciò che manca;
✔ favoriamo emozioni positive e resilienza.

La ricerca nell’ambito della Psicologia Positiva mostra che praticare la gratitudine con costanza è associato a una maggiore soddisfazione di vita, a relazioni più profonde e a un migliore equilibrio emotivo.

Ma c’è un aspetto di cui si parla meno.
Se saper dire “grazie” è una capacità psicologica, 𝗮𝗻𝗰𝗵𝗲 𝗶𝗹 𝗻𝗼𝗻 𝗿𝗶𝘂𝘀𝗰𝗶𝗿𝗲 𝗮 𝗱𝗶𝗿𝗹𝗼 𝗽𝘂𝗼̀ 𝗿𝗮𝗰𝗰𝗼𝗻𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗾𝘂𝗮𝗹𝗰𝗼𝘀𝗮 𝗱𝗶 𝗻𝗼𝗶.

A volte pensiamo che chi non ringrazia sia semplicemente maleducato o ingrato. Talvolta è così. Altre volte, però, dietro quel grazie che non arriva si nasconde qualcosa di più complesso.
Per alcune persone riconoscere ciò che hanno ricevuto significa 𝗮𝗺𝗺𝗲𝘁𝘁𝗲𝗿𝗲 𝗱𝗶 𝗮𝘃𝗲𝗿 𝗮𝘃𝘂𝘁𝗼 𝗯𝗶𝘀𝗼𝗴𝗻𝗼 𝗱𝗶 𝗾𝘂𝗮𝗹𝗰𝘂𝗻𝗼. E non sempre è facile. Chi ha costruito la propria identità sull’autosufficienza può vivere inconsciamente il ringraziamento come una forma di dipendenza o di debito.
Altre persone, invece, sono così concentrate su ciò che manca da non riuscire a vedere ciò che ricevono. Oppure 𝗱𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝘀𝗰𝗼𝗻𝘁𝗮𝘁𝗶 𝗹’𝗮𝗳𝗳𝗲𝘁𝘁𝗼, 𝗹𝗮 𝗱𝗶𝘀𝗽𝗼𝗻𝗶𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮̀, 𝗹’𝗮𝘀𝗰𝗼𝗹𝘁𝗼 𝗲 𝗹𝗮 𝗽𝗿𝗲𝘀𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗱𝗲𝗴𝗹𝗶 𝗮𝗹𝘁𝗿𝗶.
E ciò che diventa scontato finisce per diventare invisibile.

Per questo il “grazie” ha un valore che va oltre la cortesia.
𝗘’ 𝘂𝗻 𝗮𝘁𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗰𝗼𝗻𝘀𝗮𝗽𝗲𝘃𝗼𝗹𝗲𝘇𝘇𝗮.
Significa riconoscere che non ci siamo fatti da soli, che la nostra vita è attraversata da gesti, attenzioni e presenze che contribuiscono ogni giorno al nostro benessere.

Spesso pensiamo che il ringraziare faccia bene a chi riceve il nostro grazie.
In realtà fa bene anche a chi lo pronuncia.
Quando riconosciamo ciò che abbiamo ricevuto, 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝗿𝗼𝗺𝗽𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝘂𝗻 𝗺𝗼𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗹’𝗶𝗹𝗹𝘂𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗮𝘂𝘁𝗼𝘀𝘂𝗳𝗳𝗶𝗰𝗶𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗲 𝗰𝗶 𝗿𝗶𝗰𝗼𝗿𝗱𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗹𝗮 𝘃𝗶𝘁𝗮 𝘂𝗺𝗮𝗻𝗮 𝗲̀ 𝗳𝗮𝘁𝘁𝗮 𝗱𝗶 𝗿𝗲𝗹𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶, 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝗱𝗶𝗽𝗲𝗻𝗱𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗲 𝗿𝗲𝗰𝗶𝗽𝗿𝗼𝗰𝗶𝘁𝗮̀.

Il “grazie” diventa così molto più di una parola.
Non un debito.
Non una formalità.
Ma il riconoscimento autentico di un incontro.

Forse il valore più grande del saper ringraziare non è quello di essere persone educate.
È quello di restare persone capaci di vedere il bene.

E tu, quando è stata l’ultima volta che hai detto un grazie sentito? 💛

https://www.cristinaforcherio.it

𝗖𝗶 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗶𝗻𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗶 𝗰𝗵𝗲 𝗹𝗮 𝗿𝗮𝗴𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗳𝗮𝘁𝗶𝗰𝗮 𝗮 𝘀𝗽𝗶𝗲𝗴𝗮𝗿𝗲. Persone con cui, fin dall’inizio, qualcosa sembra fluire in modo natu...
24/06/2026

𝗖𝗶 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗶𝗻𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗶 𝗰𝗵𝗲 𝗹𝗮 𝗿𝗮𝗴𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗳𝗮𝘁𝗶𝗰𝗮 𝗮 𝘀𝗽𝗶𝗲𝗴𝗮𝗿𝗲. Persone con cui, fin dall’inizio, qualcosa sembra fluire in modo naturale.

Non è una questione di tempo trascorso insieme, né di quante cose si abbiano in comune. Eppure ci si sente compresi, accolti, in qualche modo riconosciuti.

La mente prova a trovare una spiegazione: cerca somiglianze, esperienze condivise, caratteristiche compatibili. Ma spesso la sensazione di connessione arriva prima delle spiegazioni.

𝗜𝗻 𝗽𝘀𝗶𝗰𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗮 𝘀𝗮𝗽𝗽𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗰𝗼𝗺𝘂𝗻𝗶𝗰𝗵𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗶𝗻𝘂𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗮𝗻𝗰𝗵𝗲 𝗼𝗹𝘁𝗿𝗲 𝗹𝗲 𝗽𝗮𝗿𝗼𝗹𝗲. Attraverso gli sguardi, i silenzi, il tono della voce, la presenza emotiva. Forse è per questo che alcune persone riescono a raggiungerci in profondità, toccando parti di noi che raramente si sentono viste.

Quando accade, ci sentiamo più liberi di essere noi stessi. Cadono alcune difese, si allenta la necessità di spiegarsi continuamente, e nasce quella piacevole sensazione di poter semplicemente essere.

Forse la sintonia più autentica nasce proprio così: quando due persone si incontrano in uno spazio fatto di ascolto, presenza e reciproco riconoscimento, e avvertono, senza bisogno di dirlo, di 𝗽𝗮𝗿𝗹𝗮𝗿𝗲 𝗹𝗮 𝘀𝘁𝗲𝘀𝘀𝗮 𝗹𝗶𝗻𝗴𝘂𝗮 𝗲𝗺𝗼𝘁𝗶𝘃𝗮.

E proprio perché sono rare, queste connessioni meritano attenzione e cura.
Quando accadono, 𝘃𝗮𝗹𝗲 𝗹𝗮 𝗽𝗲𝗻𝗮 𝗮𝘃𝗲𝗿𝗲 𝗶𝗹 𝗰𝗼𝗿𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼 𝗱𝗶 𝗮𝗰𝗰𝗼𝗴𝗹𝗶𝗲𝗿𝗹𝗲!

In un mondo in cui molti incontri sfiorano soltanto la superficie, riconoscere chi riesce a raggiungere le parti più autentiche di noi è un’opportunità preziosa.

Sono connessioni che arrivano per ricordarci quanto possa essere profondo e nutriente sentirsi davvero in sintonia con qualcuno.

𝗙𝗼𝗿𝘀𝗲 𝗹𝗮 𝗱𝗼𝗺𝗮𝗻𝗱𝗮 𝗻𝗼𝗻 𝗲̀ 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝘀𝗽𝗶𝗲𝗴𝗮𝗿𝗲 𝗰𝗶𝗼̀ 𝗰𝗵𝗲 𝗮𝗰𝗰𝗮𝗱𝗲, 𝗺𝗮 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝗰𝘂𝘀𝘁𝗼𝗱𝗶𝗿𝗹𝗼.

🪢 Ogni relazione è un intreccio unico di storie, emozioni, abitudini e desideri. Nel tempo si creano legami che sostengo...
18/06/2026

🪢 Ogni relazione è un intreccio unico di storie, emozioni, abitudini e desideri. Nel tempo si creano legami che sostengono… e nodi che fanno male.
☀️ Con il mio collega Dott. Enzo Governale ho dato vita al progetto 𝐍𝐨𝐝𝐢 & 𝐈𝐧𝐭𝐫𝐞𝐜𝐜𝐢, un percorso condotto da 𝗱𝘂𝗲 𝘁𝗲𝗿𝗮𝗽𝗲𝘂𝘁𝗶 𝗰𝗵𝗲 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗮𝗻𝗼 𝗶𝗻 𝗰𝗼𝗽𝗽𝗶𝗮, pensato per le coppie che desiderano comprendere ciò che sta accadendo tra loro e trasformarlo in modo concreto.
𝗗𝘂𝗲 𝘁𝗲𝗿𝗮𝗽𝗲𝘂𝘁𝗶, 𝘂𝗻𝗼 𝘀𝗴𝘂𝗮𝗿𝗱𝗼 𝗶𝗻𝘁𝗿𝗲𝗰𝗰𝗶𝗮𝘁𝗼: il nostro lavoro è già, di per sé, un intreccio di sguardi. Ed è questo che portiamo nello spazio terapeutico. ❤️

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Ogni relazione è un intreccio unico di storie, emozioni, abitudini e desideri. Nel tempo si creano legami che sostengono… e nodi che fanno male. Con il mio collega Enzo Governale ho dato vita al progetto Nodi & Intrecci, uno spazio terapeutico pensato per le coppie che desiderano comprendere ciò...

04/06/2026

Lo Studio Medico e Psicologico "Centro Umanistico" è un centro per la terapia, la prevenzione e la riabilitazione in ambito medico e psicologico in Alessandria

26/05/2026
😜 Un po’ di ironia per toccare uno stereotipo che conosciamo tutti: la mamma iperprotettiva, invadente, ansiosa, colpevo...
10/05/2026

😜 Un po’ di ironia per toccare uno stereotipo che conosciamo tutti: la mamma iperprotettiva, invadente, ansiosa, colpevolizzante, quella che “ti ha rovinato”.

Ma la verità psicologica è un po’ più complessa. E anche più interessante.

Perché sì, il rapporto con la madre lascia tracce profonde. È 𝗶𝗹 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗼 𝘀𝗴𝘂𝗮𝗿𝗱𝗼 𝗶𝗻 𝗰𝘂𝗶 𝗶𝗺𝗽𝗮𝗿𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗮 𝘀𝗲𝗻𝘁𝗶𝗿𝗰𝗶 𝗮𝗺𝗮𝗯𝗶𝗹𝗶, il primo luogo in cui facciamo esperienza della sicurezza, dell’attesa, del limite, della presenza o dell’assenza.
Ma nessuna madre cresce un figlio nel vuoto: ci sono storie familiari, fatiche, contesti, solitudini, 𝗳𝗲𝗿𝗶𝘁𝗲 𝘁𝗿𝗮𝗺𝗮𝗻𝗱𝗮𝘁𝗲 𝘀𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗻𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲.

Molti adulti arrivano in terapia convinti di dover trovare “il colpevole” della propria sofferenza.
Spesso scoprono invece qualcosa di diverso: che 𝗰𝗮𝗽𝗶𝗿𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝘀𝗶𝗴𝗻𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮 𝗮𝗰𝗰𝘂𝘀𝗮𝗿𝗲.
E che diventare adulti, a un certo punto, significa anche smettere di chiedersi soltanto “cosa mi è mancato?” e iniziare a chiedersi “𝘤𝘰𝘴𝘢 𝘱𝘰𝘴𝘴𝘰 𝘧𝘢𝘳𝘦 𝘪𝘰, 𝘰𝘨𝘨𝘪, 𝘤𝘰𝘯 𝘤𝘪𝘰̀ 𝘤𝘩𝘦 𝘩𝘰 𝘳𝘪𝘤𝘦𝘷𝘶𝘵𝘰?”

𝗟𝗲 𝗺𝗮𝗱𝗿𝗶 𝗻𝗼𝗻 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗽𝗲𝗿𝗳𝗲𝘁𝘁𝗲.
A volte sbagliano molto.
A volte fanno del loro meglio con strumenti insufficienti.
A volte amano bene, altre male, altre ancora come possono.

La psicologia non serve a processare le madri.
Serve a interrompere catene invisibili.
A 𝘁𝗿𝗮𝘀𝗳𝗼𝗿𝗺𝗮𝗿𝗲 𝗶𝗹 𝗱𝗼𝗹𝗼𝗿𝗲 𝗶𝗻 𝗰𝗼𝗻𝘀𝗮𝗽𝗲𝘃𝗼𝗹𝗲𝘇𝘇𝗮.
E magari a fare pace con il fatto che dietro quasi ogni madre difficile… c’era spesso una figlia che non era stata vista abbastanza.

❤️ 𝐁𝐮𝐨𝐧𝐚 𝐟𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐦𝐚𝐦𝐦𝐚. ❤️
A quelle presenti.
A quelle complicate.
A quelle stanche.
A quelle amorevoli.
E anche a quelle che stanno ancora imparando come si fa.

Indirizzo

Alessandria
15121

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