Dott.ssa Teresa Cestra Psicologa

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11/01/2026

Come le lamentele ed i pensieri negativi agiscono sui nostri ormoni:

" Il tuo cervello ascolta ogni parola che dici.
E ogni lamentela lo riscrive come se avesse subito un trauma.

Le neuroscienze lo confermano: bastano 60 secondi di pensieri negativi per inondare il corpo di cortisolo, restringere l’ippocampo e rafforzare i circuiti della paura.
È il motivo per cui “sfogarsi” non è innocuo, ma un danno cerebrale nascosto.

Ogni volta che ti lamenti, l’amigdala, il sistema d’allarme del cervello, si attiva come se ci fosse un pericolo reale.
Anche quando non c’è.

Il risultato? Una cascata di cortisolo che può alterare per ore umore, concentrazione e chiarezza mentale.

E la ripetizione fa il resto: i neuroni che si attivano insieme si collegano tra loro.

Più ti lamenti, più il cervello si abitua alla negatività.

L’ippocampo (memoria e apprendimento) si restringe, mentre la corteccia prefrontale, il centro delle decisioni e del pensiero lucido, si spegne.
È lo stesso schema osservato nei traumi e nel PTSD.

E non finisce qui: la lamentela è contagiosa.

Bastano 3 minuti ad ascoltare qualcuno che si sfoga per attivare i tuoi neuroni specchio e copiare il suo stato di stress.

Ecco perché certi incontri ti lasciano svuotato: il cervello rispecchia la tensione dell’altro.

Il ciclo funziona così:
Lamentela → Cortisolo → Paura → Stanchezza → Altre lamentele.

Ma la buona notizia è che il cervello può riprogrammarsi.

La gratitudine inverte il processo: favorisce la crescita dell’ippocampo, abbassa il cortisolo e rafforza i circuiti della resilienza.

Ogni volta che scegli la riconoscenza al posto della negatività, stai letteralmente allenando il cervello alla pace e alla chiarezza.

La prossima volta che senti il bisogno di lamentarti:
Fermati. Riformula. Ringrazia.

Il tuo cervello ascolta ogni parola che dici.
E quelle parole costruiscono (o distruggono) la tua mente."

Fonti:
McEwen, B. S., 1998.
Protective and damaging effects of stress mediators.
New England Journal of Medicine.

Sapolsky, R. M., 2000.
Glucocorticoids and hippocampal atrophy in neuropsychiatric disorders.
Archives of General Psychiatry.

Hatfield, E., Cacioppo, J. T., & Rapson, R. L., 1994.
Emotional Contagion.
Cambridge University Press.

Post preso dalla pagina di Dr. Fantechi

04/09/2024
19/07/2023

Il disturbo di panico si verifica quando si hanno attacchi di panico ripetuti (ricorrenti) e inaspettati, senza una evidente causa scatenante.

Che cos'è l'attacco di panico?

L'attacco di panico si caratterizza per l'insorgenza di un forte ed improvviso senso di paura, disagio ed ansia e da una sintomatologia emotiva e fisica.
La durata dell'attacco di panico è generalmente breve, e viene descritto come un'esperienza terrificante.
Nonostante venga vissuto con un evento di forte impatto, da un punto di vista medico, non risulta essere pericoloso per l'individuo.
Può manifestarsi come evento isolato e non più ripetersi, o comunque può ripetersi a distanza di diverso tempo.

Numerosi studi di meta-analisi hanno riconosciuto la Terapia Cognitiva Comportamentale (CBT), come uno dei trattamenti più efficaci per il disturbo di panico, con il mantenimento dei miglioramenti nei follow up a lungo termine.

Psychologist

06/04/2023
06/04/2023

LA DOSE ...

Non appena cresce il disagio, torna il bisogno di una dose: chiamare l'amico, uscire, la ragazza, cibo, tenersi occupati, andare a correre, bere, fumare, ecc.
Non si cerca di star bene, ma si cerca di non star male.
Non si tratta necessariamente di evitare certe esperienze, ma di scoprire il grosso fraintendimento alla base. Nella soddisfazione momentanea, il livello del disagio diminuisce, anche se per brevi momenti.

Confondere, quindi, l'essere felici e lo star bene, con il non essere infelici e il non star male, è un primo elemento di fraintendimento comune. Facilmente diciamo di star bene con qualcuno, quando invece grazie a quel qualcuno non stiamo male, perché abbiamo una distrazione dal disagio esistenziale che ci accompagna tutta la vita. Ci si abitua a certe emozioni, e l'altra persona o situazione diventano il pretesto per continuare a sentirle, evitandone altre più spaventose. Nella solitudine, nell'assenza di direzioni, anziché vivere quella verità, cerchiamo nuovamente di innamorarci di qualcuno, o di fantasticare su qualche futuro. Insomma, vogliamo la nostra dose.

Preferiamo una falsa felicità piuttosto che una vera, solo per evitare di non attraversare la grotta ed uscire dall'altra parte. Conosciamo persone e situazioni apparentemente nuove, ma mai dopo aver superato la grotta, bensì sempre allo stesso punto. Infatti, pur cambiando corpi e scenografie, le emozioni, le colpe, le pretese, sono sempre le stesse.
Provare a rimanere senza soluzioni, senza correre verso la propria dose personale è l'azione più coraggiosa che si possa fare. La via verso la disintossicazione emozionale passa, necessariamente, per il sentire il proprio corpo e la mente tremare al bisogno della sua dose personale. Vedere la propria ombra per la prima volta, sentire quella paura di essere uccisi da questa, e scoprire che non uccide.

✍️Gabriele Pintaudi

𝑺𝒆𝒊 𝒖𝒏 𝒈𝒆𝒏𝒊𝒕𝒐𝒓𝒆 𝒆 𝒔𝒕𝒂𝒊 𝒂𝒕𝒕𝒓𝒂𝒗𝒆𝒓𝒔𝒂𝒏𝒅𝒐 𝒖𝒏 𝒎𝒐𝒎𝒆𝒏𝒕𝒐 𝒅𝒆𝒍𝒊𝒄𝒂𝒕𝒐 𝒄𝒐𝒏 𝒕𝒖𝒐 𝒇𝒊𝒈𝒍𝒊𝒐?𝑵𝒐𝒏 𝒓𝒊𝒆𝒔𝒄𝒊 𝒂𝒅 𝒆𝒗𝒊𝒕𝒂𝒓𝒆 𝒊𝒍 𝒄𝒐𝒏𝒇𝒍𝒊𝒕𝒕𝒐?"𝐷𝑒𝑣𝑜 𝑠𝑒𝑚𝑝𝑟𝑒 ...
28/03/2023

𝑺𝒆𝒊 𝒖𝒏 𝒈𝒆𝒏𝒊𝒕𝒐𝒓𝒆 𝒆 𝒔𝒕𝒂𝒊 𝒂𝒕𝒕𝒓𝒂𝒗𝒆𝒓𝒔𝒂𝒏𝒅𝒐 𝒖𝒏 𝒎𝒐𝒎𝒆𝒏𝒕𝒐 𝒅𝒆𝒍𝒊𝒄𝒂𝒕𝒐 𝒄𝒐𝒏 𝒕𝒖𝒐 𝒇𝒊𝒈𝒍𝒊𝒐?
𝑵𝒐𝒏 𝒓𝒊𝒆𝒔𝒄𝒊 𝒂𝒅 𝒆𝒗𝒊𝒕𝒂𝒓𝒆 𝒊𝒍 𝒄𝒐𝒏𝒇𝒍𝒊𝒕𝒕𝒐?
"𝐷𝑒𝑣𝑜 𝑠𝑒𝑚𝑝𝑟𝑒 𝑢𝑟𝑙𝑎𝑟𝑒?
𝑃𝑒𝑟𝑐ℎè 𝑛𝑜𝑛 𝑟𝑖𝑠𝑝𝑒𝑡𝑡𝑎 𝑙𝑒 𝑟𝑒𝑔𝑜𝑙𝑒?
𝑃𝑒𝑟𝑐ℎè 𝑛𝑜𝑛 𝑠𝑚𝑒𝑡𝑡𝑒 𝑑𝑖 𝑓𝑎𝑟𝑒 𝑖 𝑐𝑎𝑝𝑟𝑖𝑐𝑐𝑖?"

Molto spesso queste sono le domande che risuonano nella mente di un genitore, che a seconda dell'età del proprio figlio, fatica a comunicare con lui/lei e ad entrare in relazione con lui/lei.

Dal mese di Aprile 2023 si svolgeranno incontri rivolti ai genitori e condotti dalla psicologa Dott.ssa Teresa Cestra. Saranno trattate differenti tematiche e ogni genitore ha la possibilità di scegliere a quale incontro partecipare previa prenotazione.

Gli incontri si svolgeranno ogni 15 giorni e saranno della durata di 1h30.

𝑪𝒂𝒍𝒆𝒏𝒅𝒂𝒓𝒊𝒐 𝒅𝒆𝒈𝒍𝒊 𝒊𝒏𝒄𝒐𝒏𝒕𝒓𝒊:
✓ 15 Aprile
Problematiche comportamentali: caratteristiche e ripercussioni in famiglia.

✓ 29 Aprile
Modulare lo stress genitoriale: imparare a prendersi cura dei propri bisogni.

✓ 13 Maggio
Regole in famiglia: gestione e aspettative.

✓ 27 Maggio
Regole in famiglia: dare istruzioni efficaci ai figli.

✓ 10 Giugno
Comunicazione genitori-figli: migliorare la relazione.

✓ 24 Giugno
Incrementare il benessere a lungo termine.

"Le persone hanno un timore atroce di toccare il fondo. Ci può essere una cosa peggiore? È arrivare al limite delle nost...
09/03/2023

"Le persone hanno un timore atroce di toccare il fondo. Ci può essere una cosa peggiore? È arrivare al limite delle nostre forze, perdere tutto, persino la speranza. Tuttavia, cos’altro possiamo perdere se abbiamo già perso tutto? In quel momento, sorge qualcosa di nuovo, di magico. Ci priviamo della nostra pelle, dei nostri artifici e pesi morti per ascendere, per crescere molto più forti."
CPE

09/03/2023

- Nonna, non riesco a lasciar andare...
- Non ci riesci perché pensi che lasciare andare vuol dire morire. E invece vuol dire nascere. Ad una vita nuova. Pensa alla donna che sta per partorire: per far nascere suo figlio lo deve lasciare andare. Deve guidarlo fuori di sé e donarlo al mondo. Altrimenti muore.
- Come si fa a lasciar andare?
- Impara dalla donna che sta dando alla luce la sua creazione: apri il tuo corpo, la tua bocca e soprattutto il tuo cuore. E fatti strumento di questo lasciar andare. Con fermezza, determinazione e forza d'animo. Non resistere a questo richiamo, non chiudere il tuo corpo, non fuggire da questo compito. Non trattenere ciò che è giusto si allontani da te. Morirebbe. E non si creerebbe dentro di te lo spazio necessario per una vita nuova.
- Non è facile nonna...
- Perché ti ostini a pesare il tuo valore in base a quanto riesci a trattenere. Quando invece è il contrario. Più sei leggera, libera e vuota, più la tua luce interiore ha lo spazio per poter espandersi e avvolgerti. E allora capirai che lasciare andare è un dono. Che stai facendo a te stessa.

[Elena Bernabè]

Che cos'è l'assertivita'? È la capacità di conoscere le proprie esigenze ed esprimerle nel proprio ambiente, raggiungend...
07/03/2023

Che cos'è l'assertivita'?
È la capacità di conoscere le proprie esigenze ed esprimerle nel proprio ambiente, raggiungendo il benessere psicofisico ed essere socialmente utili.

TRAINING ASSERTIVO insegna come fare.

Competenze per la vita 🧠❤

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