Dott.Marco Griffoni Studio di Fisioterapia e Riabilitazione

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Dott.Marco Griffoni Studio di Fisioterapia e Riabilitazione Mal di schiena cervicale riabilitazione spalla gomito polso anca ginocchio caviglia terapia post pro

La mia formazione, in costante aggiornamento, mi permette di offrire le seguenti prestazioni:

- Massaggio tradizionale e massaggio funzionale;

- Pompage articolare e muscolare;

- Bendaggio funzionale, Taping articolare e Taping neuromuscolare (cerotti colorati);

- Rieducazione funzionale del sistema muscolo-scheletrico in toto (riabilitazione post-chirurgica e post-traumati

ca di spalla – gomito – polso/mano – anca – ginocchio – caviglia/piede);

- Sindromi cervicali ( traumi distrattivi, sindromi posturali o da ernie discali);

- Disfunzioni lombo-sacrali (lombalgie meccaniche o da ernie discali);

- Recupero e rinforzo muscolare del soggetto sportivo (esercitazioni sport-specifico, propriocezione, core stability);

- Palestra riabilitativa (cyclette, tapis roulant, spalliera, elastici, pallone bobath,tappeto elastico, strumenti per propriocezione )

- Gestione del paziente anziano e delle problematiche correlate;

- Utilizzo con esperienza decennale dei principali macchinari di terapia fisica (tecarterapia portatile – laser yag – ultasuoni – elettrostimolazione – tens);

DOLORE AL TENDINE ROTULEOSi verifica quando si effettuano SOLLECITAZIONI RIPETUTE sul tendine rotuleo.– i risultati sono...
17/06/2026

DOLORE AL TENDINE ROTULEO

Si verifica quando si effettuano SOLLECITAZIONI RIPETUTE sul tendine rotuleo.
– i risultati sono PICCOLE LESIONI NEL TENDINE, che il corpo cerca di riparare.
Possono contribuire allo sviluppo della tendinite rotulea:
– INTENSITÀ e FREQUENZA DELL’ATTIVITÀ FISICA
– il sovrappeso
– MUSCOLI delle gambe “DEBOLI” o non allenati allo sforzo
– FLESSIBILITÀ RIDOTTA dei MUSCOLI della COSCIA (quadricipite) e dei tendini del ginocchio, potrebbero aumentare la pressione sul tendine rotuleo
– DISALLINEAMENTO DELLE OSSA DELLE GAMBE: la linea delle gambe potrebbe essere leggermente storta e ciò aumenta la pressione sul tendine

– ROTULA SOLLEVATA: la rotula può essere posizionata più in alto rispetto al ginocchio, causando maggiore sforzo sul tendine rotuleo.

– SQUILIBRIO MUSCOLARE: se alcuni muscoli delle gambe sono molto più forti di altri,il tendine subisce tensioni anomale

TENDINE ROTULEO: TRATTAMENTO RIABILITATIVO

L’approccio conservativo per la cura della tendinite rotulea mira a RIDURRE la PRESSIONE sul TENDINE e POI GRADUALMENTE RINFORZARLO.
– CONTRAZIONI ECCENTRICHE
– ESERCIZI PROPRIOCETTIVI specifici su piani inclinati
– RIPOSO: non significa rinunciare a qualsiasi attività fisica, ma EVITARE di CORRERE e SALTARE.
– RINFORZO DEL TENDINE: esercizi con specifici gradi di lavoro del quadricipite
– TAPING NEUROMUSCOLARE: ideale per la ripresa dell’attività sportiva
– terapia fisica: ULTRASUONI/LASER/TECAR (associata ad esercizi eccentrici)

DIAGNOSI

– La diagnosi di tendinite rotulea viene fatta in base a SEGNI e SINTOMI TIPICI
– gli esami strumentali più utili per valutare il tendine rotuleo sono L’ECOGRAFIA e la RISONANZA MAGNETICA

Fondamentale in sede di visita fare DIAGNOSI DIFFERENZIALE cioè escludere
PATOLOGIA FEMORO-ROTULEA
LESIONI DEL MENISCO
CONDROMALACIA DELLA ROTULA

IPERPRESSIONE ROTULEAMolto spesso la ROTULA si “LATERALIZZA”, cioè scorre più sul margine esterno del ginocchio, AUMENT...
15/06/2026

IPERPRESSIONE ROTULEA

Molto spesso la ROTULA si “LATERALIZZA”, cioè scorre più sul margine esterno del ginocchio, AUMENTANDO L’ATTRITO con il femore.
– L’IPERPRESSIONE ESTERNA o malallineamento rotuleo può essere dovuta a:

IPOTROFIA (debolezza) DEL QUADRICIPITE
– è la causa che conduce a questa sindrome nel 90% dei pazienti poiché viene a mancare L’AZIONE STABILIZZANTE del muscolo CHE si OPPONE alla LATERALIZZAZIONE della ROTULA.

SOVRACCARICO FUNZIONALE IN FLESSIONE DEL GINOCCHIO

– il dolore può scatenarsi dopo una camminata in montagna, oppure un allenamento pesante, sopratutto negli sport in cui il ginocchio è flesso continuamente (PALLAVOLO).

ANOMALIA DELL’ANATOMIA DELLA GOLA FEMORALE

– una piccolissima parte dei pazienti presenta un’anomalia anatomica congenita della gola femorale che è “svasata” e quindi non contiene adeguatamente la rotula. Questi pazienti possono avere perciò LUSSAZIONI della ROTULA.

TRATTAMENTO RIABILITATIVO

Questa FASTIDIOSA PATOLOGIA può essere EFFICACEMENTE RISOLTA con un adeguato trattamento di FISIOTERAPIA

– la DIAGNOSI accurata si compone di TEST SPECIFICI per il ginocchio e di esami strumentali ( RX in proiezioni specifiche, ECOGRAFIA o RISONANZA magnetica )

– Fondamentale è il RINFORZO selettivo del muscolo quadricipite,in modo SPECIFICO del VASTO MEDIALE
– esercizi di rinforzo facendo fare al ginocchio solo gli ULTIMI 30°DI ESTENSIONE
– ESERCIZI PROPRIOCETTIVI di stabilità con ginocchio appena flesso
– rinforzo muscolare della parte interna della coscia
– STRETCHING del muscolo TENSORE della FASCIA LATA (parte esterna della coscia)
– molto utile nel periodo di riabilitazione e per la ripresa dell’attività sportiva L’UTILIZZO del NEUROTAPING di CORREZIONE e CONTENIMENTO della ROTULA

TRATTAMENTO CHIRURGICO

L’INTERVENTO è indicato per i pazienti che hanno avuto almeno un EPISODIO di LUSSAZIONE ROTULA.
Il trattamento chirurgico più frequente è quello ARTROSCOPICO con un intervento combinato di LATERAL RELEASE e di RITENSIONE CAPSULARE MEDIALE.
In questo tipo di intervento si seziona il legamento alare esterno che “traziona la rotula all’esterno” e si ritensiona con una sutura tutta intra-articolare la capsula mediale che è lassa.

ROTTURA DEL TENDINE D’ACHILLELa rottura del tendine d’Achille, è un’evenienza di rara frequenza, deriva da un PROCESSO I...
12/06/2026

ROTTURA DEL TENDINE D’ACHILLE

La rottura del tendine d’Achille, è un’evenienza di rara frequenza, deriva da un PROCESSO INFIAMMATORIO CRONICO DEL TENDINE, che finisce per farlo degenerare del tutto, in rari casi può anche avvenire ANCHE PER TRAUMA CONTUSIVO DIRETTO , per esempio durante un contrasto di gioco,SPESSO però la ROTTURA AVVIENE SENZA NESSUN “AVVERTIMENTO”.
I sintomi sono caratterizzati da — DOLORE IMPROVVISO con sensazione di CORDA CHE SI ROMPE
– IMPOSSIBILITÀ immediata della DEAMBULAZIONE
– in seguito compare una TUMEFAZIONE LOCALE
– gli esami necessari per indagare sulla lesione sono l’ECOGRAFIA , la tac o la RISONANZA MAGNETICA.

TRATTAMENTO DOPO ROTTURA DEL TENDINE D’ACHILLE

NELL’IMMEDIATO è realizzata una FASCIATURA COMPRESSIVA per evitare lo stravaso ematico, IN SEGUITO s’interviene CHIRURGICAMENTE per SUTURARE il TENDINE .
Dopo l’intervento chirurgico sarà applicato uno STIVALETTO GESSATO per almeno 30 GIORNI, in seguito sarà MOLTO IMPORTANTE un buon programma di RIABILITAZIONE.

RIABILITAZIONE

– Il percorso riabilitativo dopo rottura e operazione del tendine d’Achille è molto LUNGO E ARTICOLATO
– la fisioterapia comincia in genere dopo la rimozione del gesso.
– La rieducazione si protrae per un totale di 12 SETTIMANE CIRCA, salvo complicazioni.
– Molto utile fare ANCHE fisioterapia in PISCINA.

Dopo la rimozione del gesso:

– trattare la cicatrice chirurgica
– terapia fisica ( TECAR,LASER,ULTRASUONI)per RIDURRE la TUMEFAZIONE e RIPRISTINARE GRADUALMENTE L’ELASTICITÀ del TENDINE
– recupero graduale del carico, con CARICO COMPLETO DOPO circa 6 SETTIMANE
– ESERCIZI ECCENTRICI
– CYCLETTE poi TAPIS ROULANT
– ESERCIZI PROPRIOCETTIVI e di RINFORZO MUSCOLARE
– CORSA consentita solo DOPO le 14 SETTIMANE
– SPORT non prima dei 5 MESI

IL TENDINE D’ACHILLEA seguito di SOLLECITAZIONI  RIPETUTE, tipiche di tutti quegli sport che prevedono il SALTO  e la CO...
11/06/2026

IL TENDINE D’ACHILLE

A seguito di SOLLECITAZIONI RIPETUTE, tipiche di tutti quegli sport che prevedono il SALTO e la CORSA, il tendine può andare in contro ad un’INFIAMMAZIONE più o meno marcata, che se non trattata adeguatamente può evolvere in CALCIFICAZIONI fino alla ROTTURA TENDINEA.

SINTOMI E CAUSE

– Dal punto di vista clinico il sintomo comune è il DOLORE LOCALE a insorgenza acuta o progressiva, che TENDE AD AUMENTARE in seguito all’attività motoria, oltre all’EDEMA PERITENDINEO.
– Le TENDINOPATIE del tendine d’Achille sono lesioni da SOVRACCARICO FUNZIONALE, causate da GESTI ATLETICI specifici reiterati nel tempo e attuati con GRANDE INTENSITÀ , che portano ad ALTERAZIONI anatomiche del TESSUTO TENDINEO, causandone la DEGENERAZIONE.
– CAUSE responsabili del problema sono anche alcune caratteristiche del soggetto quali: SQUILIBRI MUSCOLARI, imperfetta COORDINAZIONE MOTORIA , eccessiva STANCHEZZA MUSCOLARE , e fattori estrinseci come SOVRACCARICO FUNZIONALE, errori di allenamento e CALZATURE INADEGUATE.

TENDINITE ACHILLEA

La PERITENDINITE ACUTA : si manifesta con
– dolore acuto
– crepitii e difficoltà nei movimenti
– edema e calore locale per il processo infiammatorio in atto.
In genere le peritendiniti
– REGREDISCONO IN POCHI GIORNI con l’uso di semplici farmaci antiinfiammatori,
– RIPOSO, e applicazione di GHIACCIO,
– può essere di grande aiuto anche sottoporsi a sedute di terapia fisica (LASER, TECAR, ULTRASUONI).
– Superata la fase acuta, occorre sottoporsi a un PROGRAMMA DI RIABILITAZIONE.
– La terapia deve essere tempestiva, onde EVITARE una CRONICIZZAZIONE DEL PROBLEMA (peritendinite cronica).

TENDINOSI

Una semplice TENDINITE se trascurata o mal curata PUÒ EVOLVERE in una più problematica TENDINOSI.
In caso di tendinosi il tendine
– subisce UN’ALTERAZIONE della sua STRUTTURA
– RIDUCENDO la sua ELASTICITÀ – quindi AUMENTANDO la sua DEBOLEZZA.
– Oltre al DOLORE che si estende LUNGO TUTTO IL TENDINE,spesso CONCOMITA anche una BORSITE RETROCALCANEARE e un ISPESSIMENTO BEN VISIBILE del tendine.
– FONDAMENTALI sono le terapie fisiche (TECAR, LASER,ULTRASUONI) oltre agli ESERCIZI ECCENTRICI ed uno specifico programma riabilitativo.

STRAPPO MUSCOLARELa classificazione in gradi è riferita all’entità del tessuto muscolare lacerato.STRAPPO DI I GRADO Si ...
09/06/2026

STRAPPO MUSCOLARE

La classificazione in gradi è riferita all’entità del tessuto muscolare lacerato.

STRAPPO DI I GRADO
Si manifesta con dolore acuto e violento durante l’attività dovuto alla lacerazione di un numero variabile di fibre.
Il soggetto è costretto ad abbandonare l’attività.
Lo strappo è sempre accompagnato da stravaso ematico più o meno evidente (in funzione dell’entità, della localizzazione anatomica della lesione, nonché dall’integrità o meno delle fasce).
Nello strappo di I° grado si verifica la lacerazione di poche miofibrille all’interno di un fascio muscolare, ma non la lacerazione dell’intero fascio.
L’ecografia è necessaria per stabilire entità e sede del danno muscolare.
TRATTAMENTO:
– riposo completo per 7/10 giorni poi ripresa graduale dell’attività in 15/20 giorni
– tecar associata ad esercizi di contrazione eccentrica del muscolo lesionato

STRAPPO DI II GRADO
Si manifesta con dolore particolarmente acuto e violento durante l’attività dovuto alla lacerazione di uno o più fasci muscolari, che coinvolge comunque meno dei ¾ della superficie di sezione anatomica del muscolo nell’area considerata.
Il deficit funzionale è importante ma non assoluto.
L’ecografia è necessaria per stabilire entità e sede della lesione.
TRATTAMENTO:
– riposo assoluto per 10/15 giorni poi ripresa graduale secondo precise indicazioni del fisioterapista e utilizzo del kinesiotaping (cerotti colorati).Il ritorno all’attività è possibile dopo almeno un mese (anche per evitare ricadute)
– tecar associata ad esercizi di contrazione eccentrica del muscolo lesionato per stimolare la migliore cicatrizzazione del muscolo

STRAPPO DI III GRADO
Si manifesta con dolore particolarmente vivo,di tipo trafittivo,spesso associato a sensazione di schiocco.
In questo caso si verifica una rottura che coinvolge più dei ¾ della superficie di sezione del muscolo.
Il deficit funzionale è praticamente assoluto.
L’ecografia è necessaria a stabilire sede ed entità del danno muscolare ed escludere complicanze dello stravaso ematico come la miosite ossificante.
TRATTAMENTO:
– riposo totale per 15/20 giorni poi ripresa con particolare attenzione e gradualità. Ritorno all’attività non prima di 6-8 settimane
– tecar inizialmente rivolta al riassorbimento del grosso stravaso ematico, successivamente indirizzata al processo di cicatrizzazione ed infine associata ad esercizi di contrazione eccentrica del muscolo lesionato per il completo recupero dell’elasticità e della funzionalità del muscolo stesso.”

LESIONI MUSCOLARIEsistono differenti terminologie classificative per le LESIONI MUSCOLARI, che spesso non sono altro che...
08/06/2026

LESIONI MUSCOLARI

Esistono differenti terminologie classificative per le LESIONI MUSCOLARI, che spesso non sono altro che dei sinonimi, ma che per questo generano confusione interpretativa. LA CLASSIFICAZIONE DELLE LESIONI MUSCOLARI E’ CENTRALE IN CAMPO RIABILITATIVO, perciò quella presentata qui di seguito è quella più precisa e utilizzata in campo medico.

– Contrattura
– Stiramento
– Strappo di I° grado
– Strappo di II° grado
– Strappo di III° grado

Va ricordato che le LESIONI MUSCOLARI possono essere causata anche da TRAUMI DIRETTI (contusioni tipo classica ginocchiata)

CONTRATTURA
La sintomatologia dolorosa insorge quasi sempre ad una certa distanza dell’attività sportiva (da qualche ora al giorno dopo), Il dolore è mal localizzato e dovuto ad uno stato di affaticamento generale del muscolo.
Sono assenti lesioni anatomiche del muscolo.
Ecografia non necessaria o comunque negativa.

TRATTAMENTO:
– riposo parziale e ritorno all’attività in 5/7 giorni
– massaggio decontratturante
– tecar/ultrasuoni/laser

STIRAMENTO
Lo stiramento è un episodio doloroso acuto.
L’atleta localizza con precisione la sede del dolore ed è costretto ad interrompere l’attività sportiva anche se la sintomatologia lamentata non comporta necessariamente un’impotenza funzionale immediata.
Il ricordo dell’episodio lesivo è ben chiaro.
Parziale lacerazione di poche fibre muscolari.
Il muscolo è “indurito” e dolente.
L’ecografia è necessaria per stabilire entità e sede del danno muscolare.

TRATTAMENTO:
– riposo completo 5/7 giorni poi ripresa graduale (ritorno all’attività in 10/15 giorni)
– tecar/laser/ultrasuoni per cicatrizzare la lesione

DITO A SCATTOTenosinovite stenosante dei flessori delle dita– È un disturbo in cui una delle dita della mano rimane in p...
05/06/2026

DITO A SCATTO

Tenosinovite stenosante dei flessori delle dita

– È un disturbo in cui una delle dita della mano rimane in posizione piegata, per poi raddrizzarsi solo dopo un brusco scatto.
– La malattia è causata dal restringimento della guaina sinoviale che circonda il tendine del dito colpito.
– Il disturbo è spesso doloroso e, in condizioni particolarmente gravi, può determinare un vero e proprio blocco funzionale della sede colpita.
– Il dito a scatto insorge più comunemente nella mano dominante e nella maggior parte dei casi colpisce il pollice, il medio o l’anulare.
– La patologia può colpire più dita contemporaneamente e coinvolgere entrambe le mani.
– Le persone costrette ad eseguire azioni ripetitive di presa, per motivi occupazionali o per hobby, risultano maggiormente suscettibili all’insorgenza del dito a scatto.

TRATTAMENTO
– È indispensabile una buona terapia fisica: ottima e più specifica è l’associazione LASER+ULTRASUONI per ridurre lo stato infiammatorio,il conseguente dolore e stimolare la guarigione dei tessuti
– Il massaggio funzionale del tendine eseguito dal terapista completa il trattamento

DIAGNOSI
– Molto importante è la storia clinica del paziente.
– L’esame manuale consente di identificare le zone dolenti, verificare la fluidità dei movimenti chiedendo al paziente di chiudere e aprire la mano (passaggio dalla posizione di flessione a quella di estensione).
– Con la palpazione del palmo della mano, in corrispondenza dell’articolazione metacarpo-falangea, si può rilevare la presenza di eventuali noduli sottocutanei, spesso dolenti.

TENDINITE DI DE QUERVAINLa Tendinite di De Quervain si verifica quando i TENDINI alla base del POLLICE sono INFIAMMATI o...
03/06/2026

TENDINITE DI DE QUERVAIN

La Tendinite di De Quervain si verifica quando i TENDINI alla base del POLLICE sono INFIAMMATI o COMPRESSI.

L’infiammazione dei tendini causa DOLORE e GONFIORE lungo il lato del polso verso il pollice soprattutto quando si STRINGE il PUGNO o si AFFERRA qualcosa, o quando si GIRA il POLSO.

CAUSE

– USO ECCESSIVO del polso
– può essere associata con la GRAVIDANZA o con le MALATTIE REUMATICHE
– più comune nelle donne di mezza età
– alcuni tipi di LAVORO o di SPORT in cui è previsto l’utilizzo vigoroso e frequente del polso
– utilizzo scorretto del MOUSE del computer

SINTOMI

– Il dolore viene avvertito sul LATO del POLSO VERSO il POLLICE
– Il dolore è di solito più forte quando si AFFERRANO con forza OGGETTI o si torce il polso.
– Si può osservare GONFIORE sul lato del polso verso il pollice. (Questo gonfiore può essere anche causato da una CISTI piena di liquido in questa regione)
– Il dolore e il gonfiore possono rendere DIFFICILE anche solo MUOVERE il POLLICE e il POLSO

DIAGNOSI

– ECOGRAFIA
– “TEST DI FINKELSTEIN” porre il pollice contro il palmo della mano, chiudere a pugno le dita sopra il pollice, e poi piegare il polso verso il mignolo:dolore=tendinite

TRATTAMENTO

La tendinite è uno stato infiammatorio per cui bisogna procedere in questo preciso ordine:

– RIDURRE il più possibile il SOVRACCARICO del pollice
– GHIACCIO
– terapia fisica ( ottima l’associazione LASER+ULTRASUONO oppure TECARTERAPIA)
– CEROTTI ANTINFIAMMATORI locali
– INFILTRAZIONI locali di corticosteroidi
– TUTORI specifici o KINESIOTAPING

SINDROME DEL TUNNEL CARPALEIl tunnel carpale è un canale osteo-legamentoso che si trova NEL POLSO e accoglie il nervo me...
01/06/2026

SINDROME DEL TUNNEL CARPALE

Il tunnel carpale è un canale osteo-legamentoso che si trova NEL POLSO e accoglie il nervo mediano insieme ad altre strutture: la sindrome del tunnel carpale non è altro che L’IRRITAZIONE DI QUESTO NERVO CHE TALVOLTA PUÒ ESSERE COMPRESSO DAI TESSUTI ADIACENTI (tendini, borse tendinee..).

CAUSE

– La sindrome COLPISCE prevalentemente i SOGGETTI che utilizzano le mani per LAVORI diPRECISIONE e RIPETITIVI, ma può manifestarsi anche IN SEGUITO ad altre cause, tra cui la GRAVIDANZA, MALATTIE METABOLICHE o REUMATICHE come l’artrite reumatoide e l’ipotiroidismo e TRAUMI DEL POLSO.

SEGNI E SINTOMI

– Si hanno DOLORE e sensazione di FORMICOLII (parestesie in termini medici) alle PRIME TRE DITA della mano (pollice, indice, medio) e alla metà del quarto dito, specialmente DI NOTTE
– Successivamente si fa FATICA a COMPIERE i GESTI NORMALI della vita quotidiana
– NON si riesce bene a PRENDERE GLI OGGETTI, in particolare si fa molta fatica in tutte quelle azioni che necessitano DELL’AZIONE DEL POLLICE.
– I sintomi possono evolvere portando alla PERDITA TOTALE della SENSIBILITÀ di queste aree e alla DEBOLEZZA MUSCOLARE più o meno severa.
DIAGNOSI

La valutazione si basa
– sui TEST MANUALI
– sul racconto del paziente
– l’ELETTROMIOGRAFIA , un esame che indaga se la conduzione nervosa è alterata.

TRATTAMENTO

Nelle FASI INIZIALI e poco accentuate la cura si basa su:
– infiltrazioni di cortisone
– terapie fisiche (ultrasuoni, laser, tecar)
– tutori
possono placare il dolore e l’infiammazione portando a volte a una remissione completa;
nella fase molto acuta si utilizza anche un tutore notturno che mette a riposo l’articolazione.

Quando la SINDROME è CRONICA è preferibile il TRATTAMENTO CHIRURGICO, che prevede lo sbrigliamento del nervo mediano tramite una pulizia del tunnel attraverso una piccola incisione di pochi centimetri.

In genere dopo l’intervento, il dolore si risolve velocemente, ma le parestesie possono perdurare anche per alcune settimane poiché il nervo, quando molto compresso, recupera molto lentamente.

Se la compressione è durata troppo a lungo è possibile che il nervo non riesca a recuperare del tutto, lasciando la mano con problemi di sensibilità e movimento.

ALLUCE VALGOL’alluce valgo è un’affezione del PRIMO DITO del PIEDE che tende a colpire soprattutto le DONNE, e provoca D...
29/05/2026

ALLUCE VALGO

L’alluce valgo è un’affezione del PRIMO DITO del PIEDE che tende a colpire soprattutto le DONNE, e provoca DOLORE e DIFFICOLTÀ nel CAMMINO oltre che disturbi di natura ESTETICA.

CAUSE
La patologia può derivare
– da fattori ereditari
– dal tipo di piede (ad esempio il “piede piatto” è più predisposto) – – da difetti di rotazione dell’arto – dall’abitudine di portare frequentemente scarpe alte con la punta stretta.

SINTOMI
– DEFORMITÀ visibile del primo dito che tende a rientrare
-“NOCETTA” (testa del primo metatarso) sporgente
– AREA DOLENTE,ARROSSATA e CALDA
– DIFFICOLTÀ a CAMMINARE con tendenza a spostare il peso sul lato esterno del piede
– il dolore si accentua con scarpe col tacco o calzature scomode.

DIAGNOSI
La diagnosi viene fatta in sede di VISITA ma è necessario che sia integrata con un esame strumentale (RADIOGRAFIA, ECOGRAFIA, RISONANZA MAGNETICA)

TRATTAMENTO CONSERVATIVO DELL’ALLUCE VALGO

Si basa su una serie di accorgimenti e terapie atte ad attenuare lo stato infiammatorio e rallentare il processo degenerativo, che purtroppo non possono far regredire la patologia ma certamente possono rallentarla e dare sollievo.

Indicazioni:

– Terapie fisiche (ULTRASUONI,LASER, TECAR) associate alla TERAPIA MANUALE per ridurre il dolore ed incrementare il movimento del primo dito

– CEROTTO ANTIINFIAMMATORIO da applicare localmente

– Utilizzo di PLANTARI: aiutano ad alleggerire il carico sull’alluce, camminare meglio e alleviare il dolore.

– Utilizzo dei TUTORI SPECIFICI sia di giorno che di notte

– INFILTRAZIONI CORTISONICHE o di ACIDO IALURONICO.

– Seguire ABITUDINI CORRETTE: non portare scarpe alte, a punta o troppo basse, meglio un tacco largo e comodo di bassa altezza (circa 5 cm), una scarpa morbida e possibilmente ortopedica; molto buono l’uso dell’ infradito.

ESERCIZI PER ALLUCE VALGO:COSA FARE A CASA

Di seguito alcuni piccoli esercizi che aiutano a sentire meno dolore e rallentare l’evoluzione della patologia.

1) Siediti comodo e afferra l’alluce con pollice e indice e muovi dolcemente in su e in giù le piccole articolazioni del dito.
In seguito spingere delicatamente la testa del metatarso all’interno, come per “farla rientrare”.

2) Muovere attivamente l’alluce cercando di allontanarlo dal secondo dito (se la deformazione è già importante probabilmente ti sarà difficile fare questo esercizio).

3) Trazionare dolcemente e con cautela il dito come per “allungarlo” mentre l’altra mano lo tiene fermo alla base.

Indirizzo

Via Togliatti, 37/i Int. 5
Ancona
60131

Orario di apertura

Lunedì 08:00 - 20:00
Martedì 08:00 - 20:00
Mercoledì 08:00 - 20:00
Giovedì 08:00 - 20:00
Venerdì 08:00 - 20:00

Telefono

3478298160

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