Dott.Marco Griffoni Studio di Fisioterapia e Riabilitazione

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Dott.Marco Griffoni Studio di Fisioterapia e Riabilitazione Mal di schiena cervicale riabilitazione spalla gomito polso anca ginocchio caviglia terapia post pro

La mia formazione, in costante aggiornamento, mi permette di offrire le seguenti prestazioni:

- Massaggio tradizionale e massaggio funzionale;

- Pompage articolare e muscolare;

- Bendaggio funzionale, Taping articolare e Taping neuromuscolare (cerotti colorati);

- Rieducazione funzionale del sistema muscolo-scheletrico in toto (riabilitazione post-chirurgica e post-traumati

ca di spalla – gomito – polso/mano – anca – ginocchio – caviglia/piede);

- Sindromi cervicali ( traumi distrattivi, sindromi posturali o da ernie discali);

- Disfunzioni lombo-sacrali (lombalgie meccaniche o da ernie discali);

- Recupero e rinforzo muscolare del soggetto sportivo (esercitazioni sport-specifico, propriocezione, core stability);

- Palestra riabilitativa (cyclette, tapis roulant, spalliera, elastici, pallone bobath,tappeto elastico, strumenti per propriocezione )

- Gestione del paziente anziano e delle problematiche correlate;

- Utilizzo con esperienza decennale dei principali macchinari di terapia fisica (tecarterapia portatile – laser yag – ultasuoni – elettrostimolazione – tens);

IL TENDINE D’ACHILLEA seguito di SOLLECITAZIONI  RIPETUTE, tipiche di tutti quegli sport che prevedono il SALTO  e la CO...
11/06/2026

IL TENDINE D’ACHILLE

A seguito di SOLLECITAZIONI RIPETUTE, tipiche di tutti quegli sport che prevedono il SALTO e la CORSA, il tendine può andare in contro ad un’INFIAMMAZIONE più o meno marcata, che se non trattata adeguatamente può evolvere in CALCIFICAZIONI fino alla ROTTURA TENDINEA.

SINTOMI E CAUSE

– Dal punto di vista clinico il sintomo comune è il DOLORE LOCALE a insorgenza acuta o progressiva, che TENDE AD AUMENTARE in seguito all’attività motoria, oltre all’EDEMA PERITENDINEO.
– Le TENDINOPATIE del tendine d’Achille sono lesioni da SOVRACCARICO FUNZIONALE, causate da GESTI ATLETICI specifici reiterati nel tempo e attuati con GRANDE INTENSITÀ , che portano ad ALTERAZIONI anatomiche del TESSUTO TENDINEO, causandone la DEGENERAZIONE.
– CAUSE responsabili del problema sono anche alcune caratteristiche del soggetto quali: SQUILIBRI MUSCOLARI, imperfetta COORDINAZIONE MOTORIA , eccessiva STANCHEZZA MUSCOLARE , e fattori estrinseci come SOVRACCARICO FUNZIONALE, errori di allenamento e CALZATURE INADEGUATE.

TENDINITE ACHILLEA

La PERITENDINITE ACUTA : si manifesta con
– dolore acuto
– crepitii e difficoltà nei movimenti
– edema e calore locale per il processo infiammatorio in atto.
In genere le peritendiniti
– REGREDISCONO IN POCHI GIORNI con l’uso di semplici farmaci antiinfiammatori,
– RIPOSO, e applicazione di GHIACCIO,
– può essere di grande aiuto anche sottoporsi a sedute di terapia fisica (LASER, TECAR, ULTRASUONI).
– Superata la fase acuta, occorre sottoporsi a un PROGRAMMA DI RIABILITAZIONE.
– La terapia deve essere tempestiva, onde EVITARE una CRONICIZZAZIONE DEL PROBLEMA (peritendinite cronica).

TENDINOSI

Una semplice TENDINITE se trascurata o mal curata PUÒ EVOLVERE in una più problematica TENDINOSI.
In caso di tendinosi il tendine
– subisce UN’ALTERAZIONE della sua STRUTTURA
– RIDUCENDO la sua ELASTICITÀ – quindi AUMENTANDO la sua DEBOLEZZA.
– Oltre al DOLORE che si estende LUNGO TUTTO IL TENDINE,spesso CONCOMITA anche una BORSITE RETROCALCANEARE e un ISPESSIMENTO BEN VISIBILE del tendine.
– FONDAMENTALI sono le terapie fisiche (TECAR, LASER,ULTRASUONI) oltre agli ESERCIZI ECCENTRICI ed uno specifico programma riabilitativo.

STRAPPO MUSCOLARELa classificazione in gradi è riferita all’entità del tessuto muscolare lacerato.STRAPPO DI I GRADO Si ...
09/06/2026

STRAPPO MUSCOLARE

La classificazione in gradi è riferita all’entità del tessuto muscolare lacerato.

STRAPPO DI I GRADO
Si manifesta con dolore acuto e violento durante l’attività dovuto alla lacerazione di un numero variabile di fibre.
Il soggetto è costretto ad abbandonare l’attività.
Lo strappo è sempre accompagnato da stravaso ematico più o meno evidente (in funzione dell’entità, della localizzazione anatomica della lesione, nonché dall’integrità o meno delle fasce).
Nello strappo di I° grado si verifica la lacerazione di poche miofibrille all’interno di un fascio muscolare, ma non la lacerazione dell’intero fascio.
L’ecografia è necessaria per stabilire entità e sede del danno muscolare.
TRATTAMENTO:
– riposo completo per 7/10 giorni poi ripresa graduale dell’attività in 15/20 giorni
– tecar associata ad esercizi di contrazione eccentrica del muscolo lesionato

STRAPPO DI II GRADO
Si manifesta con dolore particolarmente acuto e violento durante l’attività dovuto alla lacerazione di uno o più fasci muscolari, che coinvolge comunque meno dei ¾ della superficie di sezione anatomica del muscolo nell’area considerata.
Il deficit funzionale è importante ma non assoluto.
L’ecografia è necessaria per stabilire entità e sede della lesione.
TRATTAMENTO:
– riposo assoluto per 10/15 giorni poi ripresa graduale secondo precise indicazioni del fisioterapista e utilizzo del kinesiotaping (cerotti colorati).Il ritorno all’attività è possibile dopo almeno un mese (anche per evitare ricadute)
– tecar associata ad esercizi di contrazione eccentrica del muscolo lesionato per stimolare la migliore cicatrizzazione del muscolo

STRAPPO DI III GRADO
Si manifesta con dolore particolarmente vivo,di tipo trafittivo,spesso associato a sensazione di schiocco.
In questo caso si verifica una rottura che coinvolge più dei ¾ della superficie di sezione del muscolo.
Il deficit funzionale è praticamente assoluto.
L’ecografia è necessaria a stabilire sede ed entità del danno muscolare ed escludere complicanze dello stravaso ematico come la miosite ossificante.
TRATTAMENTO:
– riposo totale per 15/20 giorni poi ripresa con particolare attenzione e gradualità. Ritorno all’attività non prima di 6-8 settimane
– tecar inizialmente rivolta al riassorbimento del grosso stravaso ematico, successivamente indirizzata al processo di cicatrizzazione ed infine associata ad esercizi di contrazione eccentrica del muscolo lesionato per il completo recupero dell’elasticità e della funzionalità del muscolo stesso.”

LESIONI MUSCOLARIEsistono differenti terminologie classificative per le LESIONI MUSCOLARI, che spesso non sono altro che...
08/06/2026

LESIONI MUSCOLARI

Esistono differenti terminologie classificative per le LESIONI MUSCOLARI, che spesso non sono altro che dei sinonimi, ma che per questo generano confusione interpretativa. LA CLASSIFICAZIONE DELLE LESIONI MUSCOLARI E’ CENTRALE IN CAMPO RIABILITATIVO, perciò quella presentata qui di seguito è quella più precisa e utilizzata in campo medico.

– Contrattura
– Stiramento
– Strappo di I° grado
– Strappo di II° grado
– Strappo di III° grado

Va ricordato che le LESIONI MUSCOLARI possono essere causata anche da TRAUMI DIRETTI (contusioni tipo classica ginocchiata)

CONTRATTURA
La sintomatologia dolorosa insorge quasi sempre ad una certa distanza dell’attività sportiva (da qualche ora al giorno dopo), Il dolore è mal localizzato e dovuto ad uno stato di affaticamento generale del muscolo.
Sono assenti lesioni anatomiche del muscolo.
Ecografia non necessaria o comunque negativa.

TRATTAMENTO:
– riposo parziale e ritorno all’attività in 5/7 giorni
– massaggio decontratturante
– tecar/ultrasuoni/laser

STIRAMENTO
Lo stiramento è un episodio doloroso acuto.
L’atleta localizza con precisione la sede del dolore ed è costretto ad interrompere l’attività sportiva anche se la sintomatologia lamentata non comporta necessariamente un’impotenza funzionale immediata.
Il ricordo dell’episodio lesivo è ben chiaro.
Parziale lacerazione di poche fibre muscolari.
Il muscolo è “indurito” e dolente.
L’ecografia è necessaria per stabilire entità e sede del danno muscolare.

TRATTAMENTO:
– riposo completo 5/7 giorni poi ripresa graduale (ritorno all’attività in 10/15 giorni)
– tecar/laser/ultrasuoni per cicatrizzare la lesione

DITO A SCATTOTenosinovite stenosante dei flessori delle dita– È un disturbo in cui una delle dita della mano rimane in p...
05/06/2026

DITO A SCATTO

Tenosinovite stenosante dei flessori delle dita

– È un disturbo in cui una delle dita della mano rimane in posizione piegata, per poi raddrizzarsi solo dopo un brusco scatto.
– La malattia è causata dal restringimento della guaina sinoviale che circonda il tendine del dito colpito.
– Il disturbo è spesso doloroso e, in condizioni particolarmente gravi, può determinare un vero e proprio blocco funzionale della sede colpita.
– Il dito a scatto insorge più comunemente nella mano dominante e nella maggior parte dei casi colpisce il pollice, il medio o l’anulare.
– La patologia può colpire più dita contemporaneamente e coinvolgere entrambe le mani.
– Le persone costrette ad eseguire azioni ripetitive di presa, per motivi occupazionali o per hobby, risultano maggiormente suscettibili all’insorgenza del dito a scatto.

TRATTAMENTO
– È indispensabile una buona terapia fisica: ottima e più specifica è l’associazione LASER+ULTRASUONI per ridurre lo stato infiammatorio,il conseguente dolore e stimolare la guarigione dei tessuti
– Il massaggio funzionale del tendine eseguito dal terapista completa il trattamento

DIAGNOSI
– Molto importante è la storia clinica del paziente.
– L’esame manuale consente di identificare le zone dolenti, verificare la fluidità dei movimenti chiedendo al paziente di chiudere e aprire la mano (passaggio dalla posizione di flessione a quella di estensione).
– Con la palpazione del palmo della mano, in corrispondenza dell’articolazione metacarpo-falangea, si può rilevare la presenza di eventuali noduli sottocutanei, spesso dolenti.

TENDINITE DI DE QUERVAINLa Tendinite di De Quervain si verifica quando i TENDINI alla base del POLLICE sono INFIAMMATI o...
03/06/2026

TENDINITE DI DE QUERVAIN

La Tendinite di De Quervain si verifica quando i TENDINI alla base del POLLICE sono INFIAMMATI o COMPRESSI.

L’infiammazione dei tendini causa DOLORE e GONFIORE lungo il lato del polso verso il pollice soprattutto quando si STRINGE il PUGNO o si AFFERRA qualcosa, o quando si GIRA il POLSO.

CAUSE

– USO ECCESSIVO del polso
– può essere associata con la GRAVIDANZA o con le MALATTIE REUMATICHE
– più comune nelle donne di mezza età
– alcuni tipi di LAVORO o di SPORT in cui è previsto l’utilizzo vigoroso e frequente del polso
– utilizzo scorretto del MOUSE del computer

SINTOMI

– Il dolore viene avvertito sul LATO del POLSO VERSO il POLLICE
– Il dolore è di solito più forte quando si AFFERRANO con forza OGGETTI o si torce il polso.
– Si può osservare GONFIORE sul lato del polso verso il pollice. (Questo gonfiore può essere anche causato da una CISTI piena di liquido in questa regione)
– Il dolore e il gonfiore possono rendere DIFFICILE anche solo MUOVERE il POLLICE e il POLSO

DIAGNOSI

– ECOGRAFIA
– “TEST DI FINKELSTEIN” porre il pollice contro il palmo della mano, chiudere a pugno le dita sopra il pollice, e poi piegare il polso verso il mignolo:dolore=tendinite

TRATTAMENTO

La tendinite è uno stato infiammatorio per cui bisogna procedere in questo preciso ordine:

– RIDURRE il più possibile il SOVRACCARICO del pollice
– GHIACCIO
– terapia fisica ( ottima l’associazione LASER+ULTRASUONO oppure TECARTERAPIA)
– CEROTTI ANTINFIAMMATORI locali
– INFILTRAZIONI locali di corticosteroidi
– TUTORI specifici o KINESIOTAPING

SINDROME DEL TUNNEL CARPALEIl tunnel carpale è un canale osteo-legamentoso che si trova NEL POLSO e accoglie il nervo me...
01/06/2026

SINDROME DEL TUNNEL CARPALE

Il tunnel carpale è un canale osteo-legamentoso che si trova NEL POLSO e accoglie il nervo mediano insieme ad altre strutture: la sindrome del tunnel carpale non è altro che L’IRRITAZIONE DI QUESTO NERVO CHE TALVOLTA PUÒ ESSERE COMPRESSO DAI TESSUTI ADIACENTI (tendini, borse tendinee..).

CAUSE

– La sindrome COLPISCE prevalentemente i SOGGETTI che utilizzano le mani per LAVORI diPRECISIONE e RIPETITIVI, ma può manifestarsi anche IN SEGUITO ad altre cause, tra cui la GRAVIDANZA, MALATTIE METABOLICHE o REUMATICHE come l’artrite reumatoide e l’ipotiroidismo e TRAUMI DEL POLSO.

SEGNI E SINTOMI

– Si hanno DOLORE e sensazione di FORMICOLII (parestesie in termini medici) alle PRIME TRE DITA della mano (pollice, indice, medio) e alla metà del quarto dito, specialmente DI NOTTE
– Successivamente si fa FATICA a COMPIERE i GESTI NORMALI della vita quotidiana
– NON si riesce bene a PRENDERE GLI OGGETTI, in particolare si fa molta fatica in tutte quelle azioni che necessitano DELL’AZIONE DEL POLLICE.
– I sintomi possono evolvere portando alla PERDITA TOTALE della SENSIBILITÀ di queste aree e alla DEBOLEZZA MUSCOLARE più o meno severa.
DIAGNOSI

La valutazione si basa
– sui TEST MANUALI
– sul racconto del paziente
– l’ELETTROMIOGRAFIA , un esame che indaga se la conduzione nervosa è alterata.

TRATTAMENTO

Nelle FASI INIZIALI e poco accentuate la cura si basa su:
– infiltrazioni di cortisone
– terapie fisiche (ultrasuoni, laser, tecar)
– tutori
possono placare il dolore e l’infiammazione portando a volte a una remissione completa;
nella fase molto acuta si utilizza anche un tutore notturno che mette a riposo l’articolazione.

Quando la SINDROME è CRONICA è preferibile il TRATTAMENTO CHIRURGICO, che prevede lo sbrigliamento del nervo mediano tramite una pulizia del tunnel attraverso una piccola incisione di pochi centimetri.

In genere dopo l’intervento, il dolore si risolve velocemente, ma le parestesie possono perdurare anche per alcune settimane poiché il nervo, quando molto compresso, recupera molto lentamente.

Se la compressione è durata troppo a lungo è possibile che il nervo non riesca a recuperare del tutto, lasciando la mano con problemi di sensibilità e movimento.

ALLUCE VALGOL’alluce valgo è un’affezione del PRIMO DITO del PIEDE che tende a colpire soprattutto le DONNE, e provoca D...
29/05/2026

ALLUCE VALGO

L’alluce valgo è un’affezione del PRIMO DITO del PIEDE che tende a colpire soprattutto le DONNE, e provoca DOLORE e DIFFICOLTÀ nel CAMMINO oltre che disturbi di natura ESTETICA.

CAUSE
La patologia può derivare
– da fattori ereditari
– dal tipo di piede (ad esempio il “piede piatto” è più predisposto) – – da difetti di rotazione dell’arto – dall’abitudine di portare frequentemente scarpe alte con la punta stretta.

SINTOMI
– DEFORMITÀ visibile del primo dito che tende a rientrare
-“NOCETTA” (testa del primo metatarso) sporgente
– AREA DOLENTE,ARROSSATA e CALDA
– DIFFICOLTÀ a CAMMINARE con tendenza a spostare il peso sul lato esterno del piede
– il dolore si accentua con scarpe col tacco o calzature scomode.

DIAGNOSI
La diagnosi viene fatta in sede di VISITA ma è necessario che sia integrata con un esame strumentale (RADIOGRAFIA, ECOGRAFIA, RISONANZA MAGNETICA)

TRATTAMENTO CONSERVATIVO DELL’ALLUCE VALGO

Si basa su una serie di accorgimenti e terapie atte ad attenuare lo stato infiammatorio e rallentare il processo degenerativo, che purtroppo non possono far regredire la patologia ma certamente possono rallentarla e dare sollievo.

Indicazioni:

– Terapie fisiche (ULTRASUONI,LASER, TECAR) associate alla TERAPIA MANUALE per ridurre il dolore ed incrementare il movimento del primo dito

– CEROTTO ANTIINFIAMMATORIO da applicare localmente

– Utilizzo di PLANTARI: aiutano ad alleggerire il carico sull’alluce, camminare meglio e alleviare il dolore.

– Utilizzo dei TUTORI SPECIFICI sia di giorno che di notte

– INFILTRAZIONI CORTISONICHE o di ACIDO IALURONICO.

– Seguire ABITUDINI CORRETTE: non portare scarpe alte, a punta o troppo basse, meglio un tacco largo e comodo di bassa altezza (circa 5 cm), una scarpa morbida e possibilmente ortopedica; molto buono l’uso dell’ infradito.

ESERCIZI PER ALLUCE VALGO:COSA FARE A CASA

Di seguito alcuni piccoli esercizi che aiutano a sentire meno dolore e rallentare l’evoluzione della patologia.

1) Siediti comodo e afferra l’alluce con pollice e indice e muovi dolcemente in su e in giù le piccole articolazioni del dito.
In seguito spingere delicatamente la testa del metatarso all’interno, come per “farla rientrare”.

2) Muovere attivamente l’alluce cercando di allontanarlo dal secondo dito (se la deformazione è già importante probabilmente ti sarà difficile fare questo esercizio).

3) Trazionare dolcemente e con cautela il dito come per “allungarlo” mentre l’altra mano lo tiene fermo alla base.

FASCITE PLANTARELa fascite plantare è un PROCESSO INFIAMMATORIO della FASCIA FIBROSA che si estende DAL TALLONE FINO ALL...
27/05/2026

FASCITE PLANTARE

La fascite plantare è un PROCESSO INFIAMMATORIO della FASCIA FIBROSA che si estende DAL TALLONE FINO ALLE DITA del piede

CAUSE

– L’infiammazione è in genere causata da MICROTRAUMI RIPETUTI o da ECCESSIVA SOLLECITAZIONE della FASCIA , eventi che si verificano tipicamente in ALCUNI SPORT (maratona, basket, pallavolo, calcio…)
– Altra cause specifiche possono essere l’utilizzo di CALZATURE INADEGUATE e ANOMALIE morfologiche DEL PIEDE .
– Alla fascite plantare SI ASSOCIA SPESSO anche lo SPERONE CALCANEARE .

SEGNI E SINTOMI

– Nella fase iniziale il DOLORE tende a manifestarsi sulla FACCIA INTERNA del PIEDE e compare gradualmente, poi il CAMMINO si fa VIA VIA PIÙ DOLOROSO.
– In caso di rottura completa della fascia si avverte una sensazione di schiocco seguita da dolore acuto con impossibilità immediata di camminare.

TRATTAMENTO

– E’ difficile ottenere una risoluzione spontanea della fascite, infatti è molto importante non trascurare il problema ma intervenire subito.
– Il trattamento iniziale si basa sul RIPOSO e sul CONTROLLO DELL’INFIAMMAZIONE.
– Terapie strumentali come il LASER, gli ULTRASUONI, la TECAR-terapia possono aiutare molto a RISOLVERE il problema dell’INFIAMMAZIONE , e di conseguenza del DOLORE.

LO SPERONE CALCANEARESi manifesta con DOLORE sotto al TALLONE tipo F***A, che tende a essere più accentuato AL MATTINO a...
25/05/2026

LO SPERONE CALCANEARE

Si manifesta con DOLORE sotto al TALLONE tipo F***A, che tende a essere più accentuato AL MATTINO appena SCESI DAL LETTO o alla sera dopo aver camminato molto.

È DOVUTO principalmente al tipo di CALZATURA indossata ( scarpe ANTINFORTUNISTICHE – scarpe con SUOLA RIGIDA tipo cuoio – STIVALI ).

È una NEOFORMAZIONE OSSEA benigna che si sviluppa nella parte inferiore DEL TALLONE e si estende verso le dita del piede.

E’ dovuta principalmente all’artrosi o al cronicizzarsi della fascite plantare.

DIAGNOSI

– DOLORE VIVO scatenato dalla PRESSIONE in corrispondenza di un PRECISO PUNTO del tallone
– È INDISPENSABILE la radiografia (RX) che rende evidente la sporgenza ossea e la sua dimensione.

TRATTAMENTO

– Esercizi di STRETCHING della FASCIA PLANTARE da eseguire quotidianamente.
– Terapie fisiche come ULTRASUONI o TECAR terapia.
– Se ciò non dovesse bastare si consigliano le ONDE D’URTO , che fanno degenerare lo sperone e consentono la diminuzione dell’infiammazione e l’arresto del meccanismo patologico.
– Eventuali vizi di postura del piede andranno corretti in seguito con PLANTARI su misura.

EPICONDILITEL’epicondilite è UN’INFIAMMAZIONE CRONICA a livello del GOMITO che colpisce il tendine del muscolo che fa es...
22/05/2026

EPICONDILITE

L’epicondilite è UN’INFIAMMAZIONE CRONICA a livello del GOMITO che colpisce il tendine del muscolo che fa estendere il polso.
– Tradizionalmente chiamata GOMITO DEL TENNISTA
– la patologia è tipicamente SCATENATA DA GESTI RIPETITIVI e IMPEGNATIVI, che sollecitano il tendine provocandone l’infiammazione
– è tipica dei TENNISTI ma COLPISCE ANCHE i soggetti che svolgono PARTICOLARI LAVORI o talvolta nessuna attività particolarmente pesante: anche attività come SCRIVERE, digitare sulla tastiera, MUOVERE IL MOUSE, guidare, sono tutte azioni che sollecitano molto questo muscolo.

SINTOMI TIPICI DELL’EPICONDILITE

– in media colpisce persone tra i 35 e i 50 anni
– all’inizio il DOLORE può essere lieve e viene SPESSO TRASCURATO(il paziente si presenta al fisioterapista MOLTI MESI DOPO L’INIZIO DEL DOLORE perché esausto)
– DOLORE che s’irradia alla FACCIA ESTERNA del GOMITO, lungo l’avambraccio e fino al polso,
– dolore che PEGGIORA NEL TEMPO, scatenato dai movimenti di polso e mano, QUANDO SI STRINGE QUALCOSA o SI RUOTA LA MANO
– avambraccio più debole.

DIAGNOSI

– Un’accurata VISITA MEDICA composta da alcune precise DOMANDE e da specifici TEST MANUALI per confermare la patologia.
– L’ECOGRAFIA è fondamentalmente per analizzare lo stato dei tessuti.

TRATTAMENTO DELL’EPICONDILITE

Come tutte le patologie degenerative tendinee, la risposta al TRATTAMENTO è tanto più efficace quanto più viene EFFETTUATA PRECOCEMENTE e associata a riposo.
– ciclo di terapia fisica (TECAR,LASER,ULTRASUONI)
– esercizi eccentrici
– CEROTTI antiinfiammatori applicati direttamente sulla zona dolente
– GHIACCIO più volte al giorno
– MODIFICARE il modo di affrontate L’ATTIVITÀ che ha procurato l’epicondilite, per esempio cambiando racchetta per chi gioca a tennis oppure aiutandosi con l’altra mano nel gesto lavorativo.
– utilizzo dell’apposito CINTURINO (si trova in sanitaria) per scaricare il tendine

PREVENZIONE

– rinforzo dei muscoli dell’avambraccio. Anche semplici esercizi possono aiutare i muscoli ad assorbire meglio l’energia di un improvviso stress fisico.
– stretching e corretto riscaldamento prima dell’attività sportiva.
– attenzione ai movimenti evitando gesti ripetitivi o variando la tecnica di gioco e lo strumento di lavoro/sportivo.
– attenzione quando si solleva un peso: tenere il polso rigido per ridurre la forza trasmessa al gomito.
– al primo segno di dolore al gomito,fare una pausa,riposo e ghiaccio

Indirizzo

Via Togliatti, 37/i Int. 5
Ancona
60131

Orario di apertura

Lunedì 08:00 - 20:00
Martedì 08:00 - 20:00
Mercoledì 08:00 - 20:00
Giovedì 08:00 - 20:00
Venerdì 08:00 - 20:00

Telefono

3478298160

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