27/08/2026
“Dottoressa, sono stitica da sempre. Per me ormai è normale.”
È una frase che sento molto spesso in studio.
“Il mio intestino è fatto così.”
“Se non prendo qualcosa, non vado.”
“Devo solo bere di più e mangiare più fibre.”
Ma “da sempre” non significa “normale”.
Perché dietro la parola stipsi possono nascondersi situazioni molto diverse.
Può esserci un rallentamento del transito intestinale, un dolicocolon, una forma di IBS con stipsi (IBS-C), una sovracrescita di metanogeni intestinali (IMO).
Oppure il problema può riguardare la fase di evacuazione: un pavimento pelvico eccessivamente attivo o che non si coordina correttamente può rendere difficile espellere le feci, anche quando queste sono arrivate nel retto.
E non dimentichiamo le possibili cause extraintestinali, come alcune alterazioni della funzione tiroidea, o l’effetto di determinati farmaci.
Ecco perché a una persona stitica non possiamo rispondere sempre e soltanto:
“Bevi di più e aumenta le fibre.”
In alcune situazioni, aumentare indiscriminatamente la fibra può persino peggiorare gonfiore e discomfort.
Quando una paziente mi dice di essere stitica “da sempre”, quindi, non mi interessa soltanto farla andare in bagno.
Mi interessa capire:
perché il suo intestino funziona così?
C’è lo stimolo?
Com’è la consistenza delle feci?
C’è difficoltà nell’espulsione?
Ci sono gonfiore, dolore o meteorismo?
Ci sono altri fattori che possono contribuire?
Perché non tutte le stipsi sono uguali. E non dovrebbero essere trattate tutte allo stesso modo.
🌿 È da qui che parto nei miei percorsi dedicati alle problematiche gastrointestinali: prima capire cosa può esserci dietro al sintomo, poi costruire una strategia personalizzata.
Se anche tu da anni ti ripeti “sono fatta così”, forse è arrivato il momento di iniziare a chiederti perché.