Nutrizionista Lucia Luccarini

Nutrizionista Lucia Luccarini Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Nutrizionista Lucia Luccarini, Medicina e salute, piazza diaz 2, Ancona.

Nutrizionista specializzata in disturbi gastrointestinali come IBS, SIBO, gonfiore addominale, colon irritabile e malattie autoimmuni(Hashimoto, diabete di tipo 1, celiachia,etc).

27/08/2026

“Dottoressa, sono stitica da sempre. Per me ormai è normale.”

È una frase che sento molto spesso in studio.

“Il mio intestino è fatto così.”
“Se non prendo qualcosa, non vado.”
“Devo solo bere di più e mangiare più fibre.”

Ma “da sempre” non significa “normale”.

Perché dietro la parola stipsi possono nascondersi situazioni molto diverse.

Può esserci un rallentamento del transito intestinale, un dolicocolon, una forma di IBS con stipsi (IBS-C), una sovracrescita di metanogeni intestinali (IMO).

Oppure il problema può riguardare la fase di evacuazione: un pavimento pelvico eccessivamente attivo o che non si coordina correttamente può rendere difficile espellere le feci, anche quando queste sono arrivate nel retto.

E non dimentichiamo le possibili cause extraintestinali, come alcune alterazioni della funzione tiroidea, o l’effetto di determinati farmaci.

Ecco perché a una persona stitica non possiamo rispondere sempre e soltanto:

“Bevi di più e aumenta le fibre.”

In alcune situazioni, aumentare indiscriminatamente la fibra può persino peggiorare gonfiore e discomfort.

Quando una paziente mi dice di essere stitica “da sempre”, quindi, non mi interessa soltanto farla andare in bagno.

Mi interessa capire:

perché il suo intestino funziona così?

C’è lo stimolo?
Com’è la consistenza delle feci?
C’è difficoltà nell’espulsione?
Ci sono gonfiore, dolore o meteorismo?
Ci sono altri fattori che possono contribuire?

Perché non tutte le stipsi sono uguali. E non dovrebbero essere trattate tutte allo stesso modo.

🌿 È da qui che parto nei miei percorsi dedicati alle problematiche gastrointestinali: prima capire cosa può esserci dietro al sintomo, poi costruire una strategia personalizzata.

Se anche tu da anni ti ripeti “sono fatta così”, forse è arrivato il momento di iniziare a chiederti perché.

23/08/2026

Ci sono progetti che nascono prima nella testa.
Poi, piano piano, prendono forma. 🤍

Questo nuovo spazio nasce dal desiderio di creare un luogo che non fosse semplicemente uno studio, ma un posto in cui sentirsi accolti davvero.

Perché crediamo che la cura passi certamente dalle competenze, dall’ascolto e dal percorso costruito insieme…
ma anche da come ci si sente nel luogo in cui tutto questo accade.

Abbiamo scelto ogni dettaglio pensando proprio a questo: creare uno spazio caldo, intimo, capace di far sentire chi entra un po’ più a casa.

Professionalità diverse, una visione condivisa e un nuovo capitolo che finalmente possiamo iniziare a raccontarvi.

Benvenuti nel nostro nuovo spazio. 🤍

Noi siamo pronti ad accogliervi.

“D’estate mi gonfio tantissimo.”Se questa frase ti rappresenta, sappi che non è solo una tua impressione.Molte donne con...
10/08/2026

“D’estate mi gonfio tantissimo.”

Se questa frase ti rappresenta, sappi che non è solo una tua impressione.

Molte donne con colon irritabile, SIBO, gonfiore ricorrente o stipsi notano un peggioramento dei sintomi proprio nei periodi di caldo intenso.

Il motivo è che le alte temperature possono influenzare diversi meccanismi dell’intestino.

Quando fa molto caldo perdiamo più liquidi attraverso il sudore. Se non ci reidratiamo in modo adeguato, il colon tende a riassorbire più acqua dalle feci, favorendo stipsi, evacuazione difficile e aumento del gonfiore.

Ma non è tutto.

Il caldo può anche modificare la motilità intestinale, cioè il modo in cui l’intestino si muove. In alcune persone il transito rallenta, in altre accelera. Per questo alcune donne soffrono di maggiore stipsi, mentre altre alternano gonfiore, diarrea e urgenza evacuativa.

Inoltre, in estate cambiano spesso le abitudini: più frutta, gelati, bevande fredde, pasti veloci e irregolari. Se esiste già una predisposizione alla fermentazione intestinale, questi cambiamenti possono amplificare la produzione di gas e la distensione addominale.

La cosa importante è questa: il caldo non è la causa del tuo problema intestinale.

È spesso un fattore che rende più evidenti sintomi che erano già presenti.

Ed è proprio per questo che ogni estate non dovresti limitarti a pensare “passerà con l’autunno”. Un intestino che peggiora regolarmente con il caldo merita di essere ascoltato e compreso.

D’estate il tuo intestino come cambia?

Scrivimi nei commenti come vivi l’estate dal punto di vista intestinale

“Iniziare un percorso nutrizionale d’estate?”È una domanda che mi viene fatta spesso.“Ne riparliamo a settembre.”“Adesso...
06/07/2026

“Iniziare un percorso nutrizionale d’estate?”

È una domanda che mi viene fatta spesso.

“Ne riparliamo a settembre.”
“Adesso ci sono le vacanze.”
“Tra aperitivi, gelati e cene fuori non riuscirei a seguirlo.”

E se ti dicessi una cosa un po’ scomoda?

Molto spesso queste non sono motivazioni. Sono scuse che ci raccontiamo per rimandare.

Perché è più facile convincersi che il problema sia il periodo dell’anno, piuttosto che ammettere di avere paura di iniziare, di non farcela o di dover cambiare alcune abitudini.

La verità è che il momento perfetto difficilmente arriverà.

Dopo l’estate ci sarà settembre.
Poi arriveranno il lavoro, la scuola, i bambini, il Natale, un compleanno, una vacanza…

Ci sarà sempre un motivo per aspettare.

Ma se pensi che un percorso nutrizionale serva solo a vedere un numero più basso sulla bilancia, allora forse sì: iniziare d’estate potrebbe sembrarti poco sensato.

Se invece inizi a guardarlo con occhi diversi, cambia tutto.

Per molte delle donne che seguo significa convivere con meno gonfiore, avere un intestino più tranquillo, smettere di avere paura di mangiare fuori casa, ritrovare energia e vivere le giornate con maggiore serenità.

Questo non va in vacanza.

Prendersi cura di sé non è una stagione. È una scelta.

E forse il momento giusto non è quello in cui il calendario è perfetto.

È quello in cui decidi che continuare a rimandare ti costa più fatica che iniziare.

💚 Se questa riflessione ti è stata utile, salva questo post per rileggerlo quando ti ritroverai a pensare: “Inizio lunedì… oppure a settembre.”

Quante volte hai pensato:“Da quando ho questi disturbi, non posso più concedermi un dolce.”È uno dei pensieri che sento ...
05/07/2026

Quante volte hai pensato:

“Da quando ho questi disturbi, non posso più concedermi un dolce.”

È uno dei pensieri che sento più spesso.

Quando conviviamo con un intestino sensibile, è facile associare l’alimentazione a una lista infinita di rinunce. Pian piano si smette di scegliere ciò che fa stare bene e si inizia semplicemente a evitare ciò che potrebbe far male.

Ma mangiare non dovrebbe significare vivere nella paura.

Prendersi cura del proprio intestino non vuol dire eliminare tutto ciò che ci piace. Significa imparare a conoscere il proprio corpo, trovare nuovi equilibri e scoprire alternative che siano allo stesso tempo gustose e ben tollerate.

Perché una dieta sostenibile è quella che ti fa stare bene fisicamente, ma anche mentalmente.

Non serve inseguire la perfezione. Serve costruire un’alimentazione che ti permetta di vivere con più serenità, senza sentirti sempre “quella che non può mangiare niente”.

💚 Se anche tu, dopo la diagnosi, hai avuto la sensazione che il cibo fosse diventato un limite, sappi che non sei sola.

📌 Salva questo post per ricordarti che prendersi cura del proprio intestino non significa rinunciare al piacere di mangiare.

💬 Raccontami nei commenti: qual è l’alimento o il dolce a cui hai pensato di dover rinunciare per sempre?

01/06/2026

“Questo alimento mi gonfia.”

Sei sicura che sia davvero colpa dell’alimento?

In molti casi, la differenza non sta solo in cosa mangiamo, ma anche in come lo cuciniamo.

I metodi di cottura modificano la struttura degli alimenti e possono influenzare il modo in cui il nostro apparato digerente li gestisce.

✨ Le verdure ripassate in padella con olio extravergine d’oliva, ad esempio, rappresentano uno stimolo fisiologico per la funzione epato-biliare. Per questo motivo possono essere particolarmente utili in alcune forme di dispepsia funzionale, soprattutto quando prevalgono sintomi come digestione lenta, senso di pesantezza post-prandiale e pienezza gastrica.

✨ Creme, vellutate e passati di verdura, invece, grazie alla loro consistenza morbida e omogenea, possono risultare utili durante le fasi acute della malattia da reflusso gastroesofageo. La loro texture esercita infatti un’azione meccanicamente più delicata sulla mucosa esofagea, contribuendo a ridurre il discomfort durante la deglutizione e il transito.

✨ Al contrario, cotture molto lunghe, brodose o particolarmente ricche di liquidi non rappresentano sempre la scelta migliore. Nei soggetti predisposti al gonfiore addominale possono aumentare la distensione gastrica e contribuire ad accentuare la sensazione di pancia gonfia e tensione addominale.

Questo è uno dei motivi per cui in nutrizione funzionale non ci chiediamo soltanto:

👉 “Quale alimento mangiare?”

Ma anche:

👉 “Qual è la modalità di preparazione più adatta alla sintomatologia di questa persona in questo momento?”

Perché uno stesso alimento può avere effetti molto diversi sulla digestione a seconda di come viene preparato.

La digestione non inizia nello stomaco.

Inizia già dalla cucina.

Hai mai notato differenze nei tuoi sintomi cambiando semplicemente il modo di cucinare lo stesso alimento?

Ti senti stanca, hai difficoltà a concentrarti, perdi capelli e continui ad avere la ferritina bassa nonostante gli inte...
30/05/2026

Ti senti stanca, hai difficoltà a concentrarti, perdi capelli e continui ad avere la ferritina bassa nonostante gli integratori?

Se sei una donna sempre di corsa, probabilmente ti è stato detto almeno una volta che devi semplicemente “assumere più ferro”.

Ma il corpo è molto più complesso di così.

Per aumentare le riserve di ferro non basta introdurlo: bisogna anche assorbirlo, trasportarlo e utilizzarlo correttamente.

Ed è qui che entra in gioco l’intestino. Ma non solo.

L’assorbimento del ferro inizia già nello stomaco. Una corretta acidità gastrica favorisce infatti la trasformazione del ferro nella forma più facilmente assorbibile dall’organismo.

In alcune persone, una ridotta produzione di acido gastrico (ipocloridria) può compromettere questo processo. Tra i fattori che possono contribuire all’ipocloridria troviamo l’età, lo stress cronico e, in alcuni casi, l’utilizzo prolungato di farmaci antiacidi, sempre sotto indicazione medica.

Nella mia pratica clinica incontro spesso donne con gonfiore, digestione lenta, reflusso, alterazioni dell’alvo o patologie autoimmuni che, insieme ai sintomi gastrointestinali, presentano anche una ferritina persistentemente bassa.

In presenza di infiammazione intestinale, disbiosi o condizioni come la celiachia, la capacità di assorbire nutrienti essenziali, tra cui il ferro, può essere ridotta.

C’è poi un altro aspetto spesso sottovalutato: l’infiammazione cronica. Quando il sistema immunitario è costantemente attivato, l’organismo aumenta la produzione di epcidina, una molecola che limita l’assorbimento e la disponibilità del ferro come meccanismo di difesa.

Ecco perché, in alcuni casi, continuare ad aumentare gli integratori senza comprendere la causa può non essere sufficiente.

La domanda non dovrebbe essere:

❌ “Quanto ferro sto assumendo?”

Ma:

✅ “Perché il mio corpo non riesce ad assorbirlo o utilizzarlo correttamente?”

Perché dietro una ferritina bassa può esserci una storia che riguarda lo stomaco, l’intestino, il sistema immunitario e l’equilibrio dell’intero organismo.

💛 Ti è mai capitato di avere ferro o ferritina bassi nonostante l’integrazione? Raccontamelo nei commenti.

Molte donne si sentono dire:  “Devi mangiare meno” oppure “devi allenarti di più”.  Ma la realtà è che il corpo è molto ...
16/05/2026

Molte donne si sentono dire:
“Devi mangiare meno” oppure “devi allenarti di più”.

Ma la realtà è che il corpo è molto più complesso di così.

Quando la tiroide rallenta, può rallentare anche il modo in cui il corpo gestisce il glucosio e l’insulina. E questo può tradursi in:
✨ stanchezza costante
✨ fame frequente
✨ difficoltà a dimagrire
✨ gonfiore e accumulo addominale
✨ sensazione di “metabolismo bloccato”

Uno dei meccanismi coinvolti riguarda proprio l’FT3, l’ormone tiroideo attivo, che aiuta i muscoli a utilizzare il glucosio attraverso il GLUT4.

Quando questo sistema funziona meno efficientemente, il corpo può produrre più insulina e nel tempo diventare meno sensibile al suo segnale.

Ed è importante capire una cosa:
👉 non sempre è mancanza di volontà
👉 non sempre è “colpa” di quello che mangi

A volte il corpo sta semplicemente chiedendo di essere compreso meglio.

Per questo, soprattutto nelle donne e nelle mamme sempre di corsa, è fondamentale avere una visione più ampia: metabolismo, ormoni, intestino, stress, sonno e alimentazione sono tutti collegati. 🤍

Hai mai avuto la sensazione di fare tutto bene… ma il tuo corpo non collaborasse?
Scrivimelo nei commenti 👇

È tutto nella norma.”Ma tu non ti senti affatto nella norma.Ed è qui che nasce la frattura.Tra quello che dicono gli esa...
03/05/2026

È tutto nella norma.”
Ma tu non ti senti affatto nella norma.

Ed è qui che nasce la frattura.

Tra quello che dicono gli esami…
e quello che sente il tuo corpo.

Perché puoi avere una tiroide “perfetta” sulla carta,
e continuare a sentirti:
stanca, rallentata, gonfia, senza energia.

Il punto è che
👉 la normalità di un valore non sempre racconta tutta la storia.

Nel caso della tiroide, ad esempio,
non conta solo quanto produci,
ma anche quanto riesci a convertire e utilizzare.

E questa conversione dipende da altri sistemi:
fegato, intestino, reni, stress, sonno, nutrienti…

👉 Non è un problema “di tiroide”.
È un equilibrio più ampio.

Ecco perché fermarsi a un “va tutto bene”
può lasciarti bloccata nello stesso punto per mesi (o anni).

Ascoltare come ti senti non è “suggestione”.
È un dato clinico che merita attenzione.

Soprattutto se sei sempre di corsa,
abituata a mettere tutto (e tutti) prima di te.

💭 La domanda non è solo:
“Gli esami sono normali?”

Ma:
👉 “Io mi sento davvero bene?”

Se la risposta è no,
forse è il momento di guardare più in profondità.
🌿 È esattamente da qui che nasce Cyclica
Un percorso pensato per aiutarti a ritrovare energia, equilibrio e ascolto del tuo corpo…
senza aggiungere stress alla tua vita già piena.

💬 Scrivi “CYCLICA” in DM
e ti mando tutte le informazioni per capire se è il percorso giusto per te.

Quante volte, davanti a bruciore, gonfiore o digestione lenta, la prima risposta è stata: “ho troppa acidità di stomaco”...
19/04/2026

Quante volte, davanti a bruciore, gonfiore o digestione lenta, la prima risposta è stata: “ho troppa acidità di stomaco”?

È una delle convinzioni più diffuse… ma anche una delle più fuorvianti.

In realtà, sintomi molto simili possono comparire anche in una condizione opposta: ipocloridria, cioè una ridotta produzione di acido gastrico.

Lo stomaco non è “troppo acido” o “troppo poco acido” in senso assoluto: è un sistema regolato finemente, e quando l’acidità è insufficiente, la digestione delle proteine rallenta, il cibo resta più a lungo nello stomaco e può iniziare a fermentare.

👉 Questo processo può generare gas, distensione e pressione gastrica che vengono percepiti come:

* bruciore
* pesantezza
* gonfiore epigastrico
* eruttazioni frequenti

Ed è qui che nasce l’equivoco: i sintomi possono sembrare identici a quelli dell’iperacidità, ma il meccanismo è diverso.

Un altro punto importante è questo: quando si assumono antiacidi senza una reale indicazione, si può peggiorare ulteriormente la capacità digestiva, perché si riduce ancora di più una funzione che in alcuni casi è già “debole”.

La chiave non è semplificare il sintomo, ma capire il contesto:
👉 come mangi
👉 con che ritmo
👉 come reagisce il tuo corpo ai pasti
👉 che tipo di sintomi compaiono e quando

La digestione non è solo “acidità”, è un processo complesso che coinvolge stomaco, sistema nervoso e ritmo dei pasti.

Se ti ritrovi in questi disturbi, il punto non è eliminare alimenti a caso o spegnere il sintomo, ma osservare cosa sta succedendo davvero nella tua fisiologia digestiva.

💬 Se vuoi, nei commenti scrivi “STOMACO” e ti spiego i segnali più utili per orientarsi meglio tra ipocloridria e iperacidità.

Indirizzo

Piazza Diaz 2
Ancona

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 13:00
15:00 - 19:00
Martedì 09:00 - 13:00
15:00 - 19:00
Mercoledì 09:00 - 13:00
15:00 - 19:00
Venerdì 09:00 - 13:00
15:00 - 19:00

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