18/08/2026
🥐Negli ultimi anni si sente parlare sempre più spesso di indice glicemico, talvolta associandolo ad una visione semplicistica degli alimenti e portando a considerare alcuni cibi con indice glicemico più elevato come necessariamente “da evitare”. Ma la realtà nutrizionale è ben più complessa!
🔍L’indice glicemico (IG) indica la caratteristica intrinseca di un alimento contenente carboidrati di aumentare la glicemia dopo il consumo, confrontandolo con un alimento di riferimento. È un parametro utile, ma da solo non è sufficiente: considera infatti la qualità dei carboidrati, non la quantità presente nella porzione consumata.
📚Per questo è importante conoscere anche il carico glicemico (CG), che tiene conto sia dell’indice glicemico sia della quantità di carboidrati effettivamente assunta. Un alimento con un IG elevato, se consumato in una porzione contenuta, può avere un impatto glicemico diverso rispetto ad una grande quantità di un alimento con IG più basso.
🍽️Inoltre, la risposta glicemica non dipende solo dal singolo alimento, ma dall’intero pasto: la presenza di fibre, proteine e grassi, così come le modalità di cottura e preparazione, possono influenzare l’assorbimento dei carboidrati e la risposta glicemica.
☝🏻La scelta migliore non è eliminare alcuni alimenti “a priori”, ma costruire pasti equilibrati, vari e completi preferendo cereali integrali o abbinando i carboidrati a fonti di fibre e proteine.
👉🏻Fonte: Augustin LSA et al. Glycemic index, glycemic load and glycemic response: An International Scientific Consensus Summit from the International Carbohydrate Quality Consortium (ICQC). Nutr Metab Cardiovasc Dis. 2015; 25(9):795-815.