15/06/2019
L'importanza dell'educazione affettiva e sessuale a scuola
L’Agenzia di salute sessuale e riproduttiva delle Nazioni Unite (Unfpa) riconosce l’accesso all’Educazione sessuale onnicomprensiva (Cse) come un diritto umano ratificato da diversi trattati internazionali, dal Comitato sui Diritti del Fanciullo, dalla Convenzione sull’eliminazione di ogni forma di discriminazione della donna e dal Comitato sui diritti economici, sociali e culturali.
L’Educazione sessuale onnicomprensiva ha un approccio scientificamente corretto, scevro da ogni giudizio, appropriato all’età del bambino e sensibile alle questioni di genere.
Molto spesso accostare anche solo lontanamente la parola “sesso” alla parola “bambino o adolescente” è, per moltissimi, un tabù insormontabile e pare in netta contrapposizione con l’immagine pura e ingenua dei fanciulli ma la realtà ci dice che i bambini cominciano a farsi domande molto presto.
Secondo il rapporto del 2013 “Policies for Sexuality Education in the European Union” un’educazione sessuale insufficiente è strettamente correlata ad un aumento del tasso di gravidanze in età adolescenziale e ad una maggiore quantità di persone che soffrono di Aids e malattie sessualmente trasmissibili.
L’Olanda, ad esempio, dove l’attenzione per l’educazione alla sessualità è viva sin dagli anni Sessanta, ha il più basso tasso di gravidanze in età adolescenziale in Europa.
L’Italia è invece uno dei pochi Stati membri in cui l’educazione sessuale non è obbligatoria, accanto a Bulgaria, Cipro, Lituania, Polonia e Romania.
L’assenza di educazione sessuale non è priva di conseguenze. In Italia le malattie a trasmissione sessuale sono in costante aumento: dal 2000 a oggi, i casi di sifilide sono cresciuti del 400%, e quelli di gonorrea sono raddoppiati dal 2008 al 2013.
Alla confusione e disinformazione sessuale si aggiunge il fatto che i contenuti di carattere esplicitamente sessuale e pornografico sono accessibili ai bambini tramite un semplice smartphone, oggi a disposizione ad età sempre più precoci, rendendo difficile distinguere tale materiale dalla realtà e dalle emozioni connesse con il sesso.
I ragazzi trascorrono ormai la maggior parte del tempo attaccati ad uno schermo, senza essere formati, inconsapevoli delle conseguenze delle proprie azioni e dei rischi che possono correre.
Non possiamo certo demonizzare la rete o i social ma è necessario parlare apertamente di emozioni e sessualità e dei pericoli che si nascondono online.
E’ auspicabile una massiccia opera di prevenzione e sensibilizzazione, che conduca ad un uso consapevole del web, accompagnando i ragazzi in un percorso di educazione all’affettività, alla sessualità, al rispetto di se stessi, del proprio corpo e del valore dell’altro, anche dietro ad uno schermo e ad una tastiera.
La sessualità è parte integrante dello sviluppo di ogni individuo e proprio per questo è un tema che gli adulti non possono assolutamente trascurare.
E’ importante a tal proposito accompagnare i bambini e gli adolescenti in un percorso di avvicinamento ad un’educazione affettiva e sessuale volta ad aumentare il senso di responsabilità e consapevolezza al fine di evitare l’esposizione ad esperienze negative e pericolose.
Parlare sin dai primi anni di sessualità con i bambini adeguando i contenuti all’età permette di accompagnarli nella scoperta gradualmente, di trasmettergli il valore del rispetto per se stessi e per il proprio corpo e verso l’altro col quale si entra in relazione.
E’ fondamentale condividere con i ragazzi anche gli aspetti positivi insiti nella dimensione emotiva e relazionale legata alla sessualità costruendo una cornice di ascolto e comprensione.
Lo stesso vale per la scuola: è fondamentale formare gli insegnanti e stabilire tempi adeguati da dedicare all’educazione sessuale e sentimentale, strutturare percorsi in cui si affrontino temi quali il corpo, la sessualità, l’affettività e accogliere senza pregiudizi le richieste dei ragazzi stimolando il dialogo che resta ancora oggi lo strumento principe per incontrarsi.
Dott.ssa Romina Barone