03/09/2026
Avevi promesso di giocare dopo cena. Poi la stanchezza ha vinto.
A volte, con un bambino, qualcosa si strappa. E non sempre lo strappo si può evitare.
Riparare non è aggiustare, non è tornare come prima: è riconoscere che una ferita c'è stata e restare lì mentre si ricuce.
C'è un modo che serve solo a cancellare le tracce — «va beh, che sarà mai, giocheremo domani» — e uno che rimette due persone in contatto: «mi rendo conto che ti avevo promesso di giocare e non l'ho fatto. Capisco se sei deluso. Vuoi che recuperiamo un po' di tempo adesso o domani?»
E c'è una cosa che dimentichiamo spesso: non si ripara mai da soli. Quando il bambino ascolta le nostre scuse e dice «va bene», è lui che sta permettendo al legame di ricomporsi.
Nel kintsugi giapponese la crepa non si nasconde: si riempie d'oro.
Qual è il vostro gesto che ricuce? Se vi va, scrivetelo nei commenti.
RIPARAZIONE. Quel gesto che ricuce — voce di Elisabetta Bellagamba nel Dizionario AIPPI per i Genitori.
Immagine generata con intelligenza artificiale.