25/08/2026
In questi mesi ci avete scritto in tanti chiedendoci una cosa molto concreta:
«Come si fa a sapere quanti PFAS ho nel sangue?»
La risposta, purtroppo, non è così semplice. Il biomonitoraggio dei PFAS richiede analisi specialistiche, strumentazione avanzata e procedure di laboratorio complesse. E questo rende difficile realizzare studi su grandi numeri di Vigili del Fuoco.
Ed è proprio qui che arriva una pubblicazione molto interessante. Un gruppo dell’Illinois Fire Service Institute ha sviluppato e validato un metodo basato sulla tecnica QuEChERS, adattata all’analisi del siero umano. Il metodo permette di ricercare 30 PFAS, semplificando la preparazione del campione rispetto ai metodi tradizionali.
Gli autori lo hanno poi applicato a 84 campioni di siero di Vigili del Fuoco, rilevando 21 dei 30 PFAS ricercati. I risultati sono risultati coerenti con quelli di precedenti studi di biomonitoraggio.
Il metodo è stato sottoposto a diversi test di validazione e ha mostrato buone prestazioni. Non significa però che da domani qualsiasi laboratorio possa effettuare questo tipo di analisi: è comunque necessaria la spettrometria di massa LC-MS/MS. La novità riguarda soprattutto una preparazione del campione più semplice, rapida e potenzialmente meno costosa.
Se il biomonitoraggio diventasse più accessibile, sarebbe possibile analizzare molti più campioni, più dati, più possibilità di confrontare le esposizioni e, soprattutto, una ricerca più solida.
Non sappiamo ancora se questo metodo diventerà uno standard anche in Italia, ma è sicuramente una strada che vale la pena approfondire.
Per capire davvero quanto i pompieri sono esposti, prima di tutto dobbiamo poterlo misurare.