Studio di Dietologia e Nutrizione Umana del Dott. Antonio Scrima

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20/06/2026

Le AMP Kinasi sono enzimi che regolano il metabolismo energetico, migliorano la sensibilità al glucosio e favoriscono la longevità. Scopri come attivarle in modo naturale attraverso digiuno, esercizio fisico e integratori che ottimizzano energia, salute metabolica e funzione mitocondriale.

Le AMP Kinasi (AMPK) sono enzimi essenziali per il metabolismo energetico cellulare e agiscono come veri e propri sensori dell’energia all’interno dell’organismo. La loro funzione è mantenere l’equilibrio tra produzione e consumo di energia, adattando le reazioni biochimiche cellulari ai bisogni metabolici del momento[1].

Quando le riserve energetiche si riducono — ad esempio durante il digiuno, l’attività fisica o in condizioni di stress — le AMPK si attivano per ottimizzare la produzione di ATP e sostenere la vitalità cellulare. Questa risposta le rende centrali non solo per la funzione mitocondriale, ma anche per la longevità e la prevenzione delle malattie metaboliche[2].

Capire come funziona questo meccanismo significa comprendere uno dei pilastri della salute cellulare: le AMPK collegano alimentazione, movimento e longevità, influenzando il modo in cui il nostro corpo utilizza e conserva l’energia.

LE AMP KINASI SONO IL SENSORE ENERGETICO DELLA CELLULA E UN REGOLATORE CHIAVE DI METABOLISMO, LONGEVITÀ E SALUTE METABOLICA

Indice:

Come funzionano le AMP Kinasi
Benefici dell’attivazione di AMPK
La connessione tra AMPK e Creatina Chinasi
AMPK, diabete e salute metabolica
Come stimolare naturalmente AMPK
Perché le AMPK sono fondamentali per la salute e la longevità
Domande frequenti (FAQ) su AMPK

Come funzionano le AMP Kinasi

Le AMP Kinasi (AMPK) funzionano come un termostato metabolico: rilevano costantemente il livello di energia cellulare e decidono se conservarla o produrne di nuova. Il loro ruolo principale è mantenere l’omeostasi energetica, cioè l’equilibrio tra le richieste di energia e le risorse disponibili[3].
Il rapporto tra ATP e AMP

Il segnale che attiva l’AMPK deriva dal rapporto tra AMP e ATP — due molecole che riflettono lo stato energetico della cellula. Quando l’ATP diminuisce e l’AMP aumenta, come accade durante sforzo fisico o carenza di nutrienti, l’enzima si attiva e promuove processi volti a ripristinare la produzione di energia[4].
Al contrario, quando l’ATP è abbondante, il complesso AMPK si disattiva, favorendo l’accumulo e la sintesi di nuove riserve energetiche.
Attivazione durante il digiuno e l’attività fisica

Il digiuno e l’attività fisica sono due potenti stimoli per l’attivazione dell’AMPK. In fase di digiuno, la minore disponibilità di glucosio fa aumentare il rapporto AMP/ATP, innescando l’attivazione enzimatica per ottimizzare il consumo delle riserve[5].
Allo stesso modo, durante l’esercizio fisico, la maggiore richiesta di energia e l’incremento del calcio intracellulare attivano ulteriormente l’AMPK, migliorando l’efficienza metabolica e mitocondriale.
Il ruolo del calcio intracellulare

Il calcio intracellulare è un secondo messaggero importante nel controllo energetico. Quando aumenta — ad esempio durante la contrazione muscolare intensa — favorisce l’attivazione di un’altra proteina (CaMKKβ) che, a sua volta, stimola l’AMPK[6].
Questo meccanismo consente una risposta rapida ai cambiamenti energetici e coordina l’utilizzo del glucosio e degli acidi grassi per produrre ATP nei mitocondri.

L’AMPK SI ATTIVA QUANDO L’ENERGIA CELLULARE DIMINUISCE, OTTIMIZZANDO IL METABOLISMO E LA FUNZIONE MITOCONDRIALE
Benefici dell’attivazione di AMPK

L’attivazione delle AMP Kinasi rappresenta un vero e proprio interruttore metabolico che trasforma la cellula da “consumatrice” a “generatrice” di energia. Quando l’AMPK è attiva, stimola processi che aumentano l’efficienza energetica e riduce quelli che richiedono un alto consumo di ATP[7].
Produzione di ATP e funzione mitocondriale

Le AMPK favoriscono la produzione di ATP promuovendo l’ossidazione di acidi grassi e glucosio, che vengono convogliati verso i mitocondri — le “centrali energetiche” cellulari.
Questo processo aumenta la funzione mitocondriale e riduce l’accumulo di lipidi, contribuendo al miglioramento della composizione corporea e alla salute metabolica[8].
Inibizione di mTOR e controllo della crescita cellulare

Uno degli effetti chiave dell’attivazione di AMPK è la regolazione negativa di mTOR (mammalian Target of Rapamycin), una proteina che promuove la crescita cellulare e la sintesi proteica.
In condizioni di deficit energetico, inibire mTOR consente di risparmiare risorse e di prevenire una proliferazione eccessiva, con effetti protettivi nei confronti di tumori e processi infiammatori cronici[9].
Miglioramento della sensibilità al glucosio e riduzione dell’insulino-resistenza

L’AMPK incrementa l’espressione dei trasportatori di glucosio (GLUT-4) sulla membrana cellulare, facilitando l’assorbimento del glucosio e riducendo i livelli ematici.
Questo si traduce in una migliore sensibilità insulinica e in un minor rischio di insulino-resistenza e sindrome metabolica[10].
Nel lungo termine, tale meccanismo contribuisce a ridurre l’infiammazione sistemica e a proteggere da diabete e patologie cardiovascolari.

L’ATTIVAZIONE DELL’AMPK MIGLIORA L’EFFICIENZA MITOCONDRIALE, CONTROLLA LA CRESCITA CELLULARE E RIDUCE L’INSULINO-RESISTENZA

AMPK chinasi: attivazione durante il digiuno e l’attività fisica
La connessione tra AMPK e Creatina Chinasi

Nel metabolismo energetico, la creatina chinasi (CK) e l’AMP Kinasi (AMPK) cooperano per garantire che il muscolo disponga sempre della giusta quantità di energia, sia durante gli sforzi brevi e intensi che nelle attività prolungate[11].
Creatina Chinasi: energia immediata per i muscoli

La creatina chinasi catalizza la reazione tra creatina e ATP, generando fosfocreatina e ADP.
Questa via metabolica fornisce una riserva immediata di energia, indispensabile durante gli sforzi muscolari di breve durata o ad alta intensità, come sprint o sollevamenti pesanti[12].
AMPK e bilancio energetico a lungo termine

Quando la fosfocreatina si esaurisce, aumentano i livelli di ADP e AMP, che attivano l’AMPK per mantenere la produzione di energia nel tempo.
A differenza della CK, che opera nelle prime fasi dello sforzo, l’AMPK regola il metabolismo a lungo termine, favorendo l’ossidazione dei grassi e la captazione di glucosio[13].
Questo permette di sostenere la performance anche durante attività di resistenza o recuperi metabolici complessi.
Sinergia e recupero dopo lo sforzo fisico

La cooperazione tra CK e AMPK è essenziale per un recupero muscolare efficiente.
Mentre la CK ripristina rapidamente l’energia a breve termine, l’AMPK si occupa di rigenerare le riserve di ATP, smaltire i metaboliti di scarto e migliorare la funzionalità mitocondriale[14].
Questa sinergia garantisce prestazioni migliori e tempi di recupero più rapidi, riducendo lo stress ossidativo muscolare.

LA SINERGIA TRA CREATINA CHINASI E AMPK GARANTISCE ENERGIA IMMEDIATA, RESISTENZA PROLUNGATA E UN RECUPERO PIÙ EFFICIENTE
AMPK, diabete e salute metabolica

L’attivazione dell’AMPK è strettamente legata al miglioramento della salute metabolica. Diversi studi mostrano che questo enzima contribuisce a mantenere stabili i livelli di glucosio nel sangue, a ridurre l’infiammazione cronica e a potenziare la funzione mitocondriale, tutti fattori essenziali per la prevenzione di diabete e malattie cardiovascolari[15].
AMPK e sensibilità insulinica

L’attivazione di AMPK aumenta l’espressione dei trasportatori GLUT-4 sulla membrana cellulare, migliorando la captazione del glucosio e la risposta insulinica[16].
Questo meccanismo consente di ridurre l’insulino-resistenza, migliorare il controllo glicemico e prevenire l’eccessiva produzione di insulina, una delle principali cause della sindrome metabolica.
AMPK e longevità: il legame con l’autofagia e lo stress ossidativo

Oltre al metabolismo del glucosio, l’AMPK regola processi fondamentali come l’autofagia — la “pulizia cellulare” che rimuove proteine danneggiate e organelli non più funzionali.
Stimolando l’autofagia e riducendo lo stress ossidativo, l’AMPK contribuisce a rallentare l’invecchiamento cellulare e a promuovere la longevità[17].
Questo spiega perché il digiuno e l’esercizio, che ne favoriscono l’attivazione, sono associati a un aumento della durata e della qualità della vita.
Effetti sulla salute cardiovascolare

L’AMPK migliora anche la funzione endoteliale e il metabolismo lipidico, riducendo trigliceridi e colesterolo LDL.
Nei tessuti cardiaci, promuove l’ossidazione degli acidi grassi e aiuta il cuore ad adattarsi a situazioni di stress energetico, come ischemie o ipossia[18].
L’attivazione dell’AMPK rappresenta quindi un fattore protettivo nei confronti di aterosclerosi, diabete e insufficienza cardiaca.

L’ATTIVAZIONE DELL’AMPK MIGLIORA LA SENSIBILITÀ INSULINICA, PROMUOVE L’AUTOFAGIA E PROTEGGE IL SISTEMA CARDIOVASCOLARE
Come stimolare naturalmente AMPK

L’attivazione dell’AMPK può essere favorita attraverso abitudini quotidiane che stimolano in modo naturale il metabolismo cellulare. Alimentazione, attività fisica e specifici nutrienti sono strumenti efficaci per mantenere attivo questo enzima chiave della longevità[19].
Digiuno intermittente e alimentazione

Il digiuno intermittente è uno dei metodi più efficaci per attivare l’AMPK. Durante i periodi di astinenza calorica, il rapporto AMP/ATP aumenta, segnalando alle cellule di ottimizzare le risorse energetiche[20].
Diete a basso contenuto di zuccheri e ricche di grassi buoni (come gli omega-3) migliorano ulteriormente la funzione mitocondriale e la sensibilità al glucosio.
Anche alimenti ricchi di fibre e antiossidanti naturali (verdure a foglia verde, frutti rossi, avocado) contribuiscono a sostenere la funzione dell’AMPK e a ridurre l’infiammazione sistemica.
Attività fisica e attivazione di AMPK

L’esercizio fisico è un altro potente stimolo fisiologico per l’attivazione dell’AMPK.
Durante l’attività aerobica o anaerobica, il consumo energetico aumenta e i livelli di ATP diminuiscono, generando il segnale che accende il complesso AMPK[21].
Allenamenti ad alta intensità (HIIT), corsa, ciclismo o allenamento con sovraccarichi migliorano la funzione mitocondriale e favoriscono la sensibilità insulinica.
Anche brevi sessioni regolari si sono dimostrate efficaci nel potenziare l’attività enzimatica.
Integratori e attivatori di AMPK

Alcuni composti naturali possono attivare direttamente l’AMPK o supportarne la funzione.
Tra i più studiati troviamo:

Berberina: alcaloide vegetale che migliora la sensibilità al glucosio e imita gli effetti del digiuno[22].
Resveratrolo: polifenolo con azione antiossidante che stimola AMPK e favorisce la longevità cellulare.
Curcumina: supporta la funzione mitocondriale e riduce l’infiammazione.
Omega-3: favoriscono l’ossidazione dei grassi e la regolazione lipidica.

DIGIUNO, ESERCIZIO E FITONUTRIENTI SONO I MODI PIÙ EFFICACI PER ATTIVARE NATURALMENTE L’AMPK E MIGLIORARE LA SALUTE METABOLICA
Perché le AMPK sono fondamentali per la salute e la longevità

Le AMP Kinasi rappresentano uno dei principali meccanismi di autoregolazione energetica del corpo umano.
Attivandosi in risposta a stress metabolici positivi — come il digiuno, l’attività fisica o la riduzione calorica — favoriscono l’adattamento cellulare e la produzione di energia pulita, migliorando la salute complessiva[23].

Grazie alla loro capacità di ottimizzare il metabolismo, promuovere l’autofagia e ridurre l’infiammazione, le AMPK influenzano processi chiave legati alla longevità.
Mantenere attivo questo complesso enzimatico significa proteggere i mitocondri, regolare la crescita cellulare e prevenire le patologie croniche associate all’età[24].

Adottare strategie naturali per stimolare l’AMPK — come una dieta bilanciata, il movimento costante e l’utilizzo di nutrienti mirati — permette di migliorare l’efficienza energetica, sostenere il benessere metabolico e favorire una vita più lunga e sana.

MANTENERE ATTIVE LE AMP KINASI SIGNIFICA STIMOLARE L’ENERGIA CELLULARE, MIGLIORARE IL METABOLISMO E FAVORIRE LA LONGEVITÀ

Cambia il tuo percorso.

Il team di HealthyWay
Domande frequenti (FAQ) su AMPK
Che cosa sono le AMP Kinasi (AMPK)?

Le AMPK sono enzimi che rilevano lo stato energetico della cellula e regolano il metabolismo per mantenere l’equilibrio tra produzione e consumo di ATP.
Quando si attiva l’AMPK?

L’AMPK si attiva quando diminuisce l’ATP e aumenta l’AMP, come durante il digiuno, l’attività fisica o altre condizioni di stress energetico.
Quali benefici comporta l’attivazione dell’AMPK?

Migliora la funzione mitocondriale e la produzione di ATP, aumenta la sensibilità al glucosio, riduce l’insulino-resistenza e regola mTOR, contribuendo a salute metabolica e longevità.
Come posso stimolare naturalmente l’AMPK?

Con digiuno intermittente, attività fisica regolare (aerobica e HIIT) e un’alimentazione ricca di fibre, omega-3 e antiossidanti. Alcuni nutrienti come berberina, resveratrolo e curcumina possono supportarla.
Che differenza c’è tra AMPK e creatina chinasi?

La creatina chinasi fornisce energia immediata tramite fosfocreatina per sforzi brevi; l’AMPK regola il bilancio energetico a lungo termine, favorendo ossidazione dei grassi e captazione del glucosio.
L’AMPK è collegata alla prevenzione delle malattie?

Sì: l’attivazione dell’AMPK è associata a un miglior controllo glicemico, minore infiammazione di basso grado e migliore salute cardiovascolare, fattori chiave nella prevenzione di patologie croniche.

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17/02/2025
05/10/2024

INDIRIZZATO AI CELIACI
QUESTIONE GLUTINE
In natura il Glutine si trova solo in alcuni cereali quali:
Frumento
Farro
Kamut
Orzo
Segale
Sorgo
Spelta
Triticale
e quindi in...
Farina, amido, semolino, fiocchi dei cereali suddetti
Pasta, pasta ripiena (es. ravioli, tortellini ecc.)
Pane comune e speciale, pangrattato
Grissini, crackers, fette biscottate, pan carré, focacce, pizza
Gnocchi di patate, gnocchi alla romana
Crusca
Malto d'orzo
Müsli, miscele di cereali
Corn Flakes al malto
Dolci, biscotti, torte
Ma non lo troviamo in altri cereali e vegetali altrettanto buoni quali:
Castagne
Ceci
Legumi
Mais
Miglio
Patate
Riso (e' il Re dei cereali)
Soia
Tapioca
e quindi in..
Farina di riso, crema e amido di riso
Farina di mais, polenta, maizena (amido di mais), pop-corn
Farina di miglio
Farina di soia
Farina di tapioca
Fecola di patate
Fiocchi di riso, mais, soia, tapioca senza aggiunta di malto
Farina di castagne
Farina di ceci e altri legumi
Avena e Grano Saraceno
Avena e grano saraceno, cereali, sono privi di glutine in origine.
Permesso -
Tutti i tipi di carne, pollame e pesce
Uova
Prosciutto crudo
Possono contenere Glutine
Tutti gli altri insaccati (würstel, salsiccia, cotechino, zampone, prosciutto cotto, speck, bresaola, coppa, pancetta, mortadella, salame ecc.)
Ragù di carne del commercio
Contengono sicuramente Glutine
Carne o pesce impanati (es. cotoletta, bastoncini, hamburger preconfezionati) o infarinati o cucinati in sughi e salse
addensate con farina (arrosti, brasati, ossi buchi, ecc.)
Pesce surgelato precotto (es. paella, surimi, ecc.) o pronto da cuocere o da friggere (es. frittura di pesce)
Latte e derivati
Non contengono Glutine
Latte
Yogurt naturale
Panna fresca
Mascarpone
formaggi stagionati e freschi
Possono contenere Glutine
Yogurt alla frutta
Panna a lunga conservazione
Formaggi a fette
Formaggi fusi (da spalmare)
Creme e budini
Panna montata
Contengono Glutine
Gorgonzola e formaggi erborinati
Yogurt al malto o ai cereali
Verdura e legumi
Non contengono Glutine
Tutti i tipi di verdura fresca, cruda o cotta
Tutti i legumi, freschi e secchi
Possono contenere Glutine
Patatine surgelate
Piatti pronti a base di verdura surgelata precotta (es. verdure e formaggio)
Purè istantaneo
Contengono Glutine
Misti di verdure (es. minestroni, zuppe ecc.) con farro o orzo
Verdura impanata o infarinata o in pastella
Frutta
Non contengono glutine
Tutti i tipi di frutta fresca
Frutta sciroppata
Frutta oleosa con guscio: noci, nocciole, pistacchi, mandorle, arachidi o frutta tostata e caramellata
contengono Glutine
Frutta disidratata infarinata (es. fichi secchi)
Bevande
Non contengono glutine
Tè, tè deteinato, camomilla, caffè, caffè decaffeinato, tisane
Nettare e succhi di frutta
Bevande gassate e frizzanti (es. cola, aranciata ecc.)
Vino bianco e rosso, spumante, analcolici, bevande alcoliche in genere (tranne le eccezioni vietate)
Possono contenere glutine
Frappè (miscele già pronte)
Cioccolata fatta con preparati del commercio
Contengono glutine
Caffè solubile o surrogati del caffè contenenti orzo o malto
Bevande contenenti malto, orzo, segale (es. orzo solubile e prodotti analoghi)
Birra
Whisky, vodka, gin, cocktail preparati con queste bevande
Dolciumi
Non contengono Glutine
Torte, biscotti, dolci fatti in casa con farina di riso o di mais, farina di tapioca o di soia, fecola di patate o altre farine senza glutine
JMiele, zucchero
JGelati e sorbetti fatti in casa
Cacao purissimo
Budini preparati in casa
Creme, cioccolata, dessert a base di farine prive di glutine
Frittelle preparate con farine prive di glutine
Possono contenere Glutine
Marmellate
Zucchero a velo
Cioccolata in tavolette, cioccolato con ripieno, crema da spalmare al cioccolato o alla nocciola.
Dolci a base di pasta di cacao
Gelati confezionati o di gelateria
Creme, budini, dessert del commercio
Caramelle, canditi e gelatine del commercio, confetti, gomme da masticare? Dolciumi di cui non si conosca perfettamente la composizione
Contengono Glutine
Torte, biscotti, pasticcini o dolciumi del commercio
Marzapane
Grassi condimenti e Varie
Non contengono Glutine
B***o, lardo, strutto, olio di oliva, di mais, di girasole, di vinaccioli, d'arachide, di soia
Maionese, sughi e salse preparati in casa
Pepe, zafferano
Passata di pomodoro, pomodori pelati o tritati
Spezie ed erbe aromatiche
Prodotti sott'aceto o sott'olio di oli ben specificati (es. arachide, girasole, oliva ecc.)
Possono contenere Glutine
Prodotti sott'olio di semi vari
Dadi o estratti di carne del commercio
Lievito chimico
Lievito naturale
B***o light e margarina
Sughi, salse (anche di soia), maionese, senape del commercio
Condimenti a composizione non definita
Olio di semi vari
Olio di germe di grano
Besciamella

29/07/2024

MA E' VERO CHE LA CARNE ROSSA è cancerogena quanto le SI*****TE?
Nei giorni scorsi abbiamo letto sulle principali testate giornalistiche che l’OMS avrebbe dichiarato che la carne ROSSA è cancerogena quanto il fumo di sigaretta oppure il benzene. Ma è veramente così? La realtà non è proprio identica a quanto dipinto sulla stampa generalista ed è quindi necessario da parte nostra fare un po’ di chiarezza.
Quello che è successo è che la IARC (International Agency for Research on Cancer) ha pubblicato la Monografia per la valutazione del rischio cancerogeno per gli umani,1 le cui tabelle sono accessibili anche senza registrazione2 e il cui riassunto è stato pubblicato il 26 ottobre su «Lancet Oncology».3
In questo documento si legge che la carne lavorata (vedi nitrati e nitriti e affumicatrura) (salsicce, salami, würstel, pancetta, carne inscatolata e similari) è classificata nel gruppo 1, che contiene elementi sicuramente cancerogeni, mentre la carne rossa (manzo, maiale, pecora, cavallo…) è classificata nel gruppo 2A, che contiene gli alimenti che sono “probabilmente cancerogeni”.
Pur essendo vero che nello stesso gruppo della carne processata c’è il fumo di sigaretta (ma anche la luce solare, la segatura di legno, l’inquinamento atmosferico, i contraccettivi orali, le bevande alcoliche e le radiazioni da plutonio) questo non vuol dire che il rischio di sviluppare una neoplasia sia uguale per tutti questi agenti e ciò è chiaramente dichiarato nei documenti che accompagnano la monografia.4 Ovviamente un’esposizione al plutonio radioattivo (ma anche il fumare regolarmente si*****te) produrrà un aumento del rischio molto maggiore rispetto a quello derivante dal mangiare carni processate.
Questo avviene perché la classificazione della IARC non è quantitativa ma qualitativa: non dice, insomma, quanto una sostanza sia cancerogena, ma determina esclusivamente se vi sono sufficienti prove che una determinata sostanza o un comportamento siano sicuramente cancerogeni oppure no. Il rischio reale, invece, dipende non solo dalla sostanza in oggetto ma anche dai quantitativi di esposizione: nel caso di specie il report riferisce che il rischio (mangiando TUTTI I GIORNI 50 g di carne processata, il che equivale grossomodo a DUE würstel al giorno) incrementa in rischio del 18% circa. Ma a quanto corrisponde, realmente, questo rischio? Innanzitutto bisogna andare a vedere qual è il reale rischio di ammalarsi di cancro al colon retto (CCR) in Italia. Se andiamo a consultare i dati disponibili sul sito dell’Istituto Superiore di Sanità5 scopriamo che:
il rischio cumulativo di ammalarsi in Italia di CCR entro i 75 anni è del 4% per i maschi e del 5% per le femmine.
Questo vuol dire che, se consumiamo giornalmente due würstel per tutti i giorni della nostra vita sino ai 75 anni, il nostro rischio cumulativo di ammalarsi di CCR diventerà pari al 4,72%, se siamo di sesso maschile, oppure equivalente al 5,9% se siamo donne.
A confronto sottolineiamo che il fumo, oltre a incrementare considerevolmente il rischio di cancro al polmone (circa il 90% dei casi di cancro al polmone sono dovuti al fumo)6
aumenta di 10 volte il rischio di morire di enfisema, raddoppia quello di avere un ictus e aumenta da due a quattro volte quello di essere colpiti da un infarto, danneggia la circolazione del sangue al cervello e agli arti e può favorire la comparsa di una disfunzione erettile nell’uomo.
Una bella differenza, che rende ancora più assurdi i titoli che imperversano sulle testate generaliste in questi giorni.
Per inciso, facciamo notare che nel gruppo 2A oltre alla carne rossa c’è anche il lavorare come barbiere o parrucchiere, l’esposizione alla combustione di materiale biologico (come per esempio in una stufa a legna), la frittura e il lavorare in turni sulle 24 ore: anche per questa situazione valgono tutte le considerazioni fatte prima (anche in termini di incremento percentuale di rischio). Se vi interessa, sappiate che il caffè e i sottaceti sono classificati in categoria 2A, assieme ai fumi di scarico dei motori a benzina, ma spero che quando i giornali se ne accorgeranno eviteranno di dire che bersi un caffè è cancerogeno come farsi un aerosol direttamente da un tubo di scarico!
Quindi, per concludere, ci sentiamo di tranquillizzare i nostri lettori: come ripetiamo sempre una dieta sana ed equilibrata, varia e che segua le linee guida dettate dalla piramide alimentare tipica della dieta mediterranea (quindi carne rossa o processata mediamente una volta a settimana, carni bianche, pesce o legumi le altre volte, tanti cereali, frutta e verdura e grassi animali con moderazione) risulta a tutt’oggi la maniera migliore per prevenire non solo le malattie tumorali ma anche quelle cardiovascolari.
DALLA SCUOLA DI ANCEL....

24/07/2024

Acido bempedoico: una nuova opzione terapeutica per la gestione delle dislipidemie
19 Feb 2024

Dr.ssa Elena Sarugeri

MD, PhD – Medical Writer



La terapia ipolipemizzante e la riduzione del rischio CV
Le patologie cardiovascolari (Cardiovascular disease, CVD) sono responsabili di più di 4 milioni di decessi all’anno in Europa, corrispondenti al 45% della mortalità complessiva1. Il colesterolo contenuto nelle lipoproteine a bassa densità gioca un ruolo chiave nello sviluppo delle patologie cardiovascolari aterosclerotiche (ASCVD)2,3 e rappresenta quindi l’obiettivo primario delle strategie di riduzione del rischio cardiovascolare (CV), soprattutto nei pazienti più esposti al rischio di eventi futuri4,5.

Numerose evidenze supportano infatti il ruolo della riduzione dei livelli di colesterolo LDL (C-LDL) nel diminuire il rischio di ASCVD, in misura proporzionale all’abbassamento del C-LDL stesso6. Nonostante ciò, le strategie di controllo della dislipidemia sono lontane dall’aver raggiunto l’obiettivo: in base ai risultati dell’EUROASPIRE V, sebbene l’80% dei pazienti esaminati fosse in terapia ipolipemizzante (con un approccio intensivo nel 50% dei casi), i valori di C-LDL risultavano entro i range raccomandati solo nel 32% dei casi, sottolineando la necessità di un approccio più aggressivo nel trattamento delle dislipidemie7.

A questo proposito, le linee guida 2019 della Società Europea di Cardiologia e della Società Europea dell’Aterosclerosi (ESC/EAS) per la gestione delle dislipidemie hanno stabilito degli obiettivi terapeutici più stringenti per la terapia ipolipemizzante: per i pazienti a elevato rischio CV si raccomanda una riduzione dei livelli di C-LDL ≥50%, oltre a un livello target

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Via Fontana Angelica 1
Ar**no Irpino
83031

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