Dott.ssa Roberta Ostuni - Biologa Nutrizionista

Dott.ssa Roberta Ostuni - Biologa Nutrizionista 👩‍⚕️ Biologa Nutrizionista 💚

💚 Ogni persona è unica.

Ogni percorso nutrizionale è personalizzato in base alle tue esigenze.
🌿 Alimentazione equilibrata e sostenibile.
📍 Arnesano • Squinzano • San Donaci
📲 389 4451659

07/08/2026
L'altra sera, passeggiando tra le strade del centro storico di Maglie, dove in questi giorni è protagonista la XXVII edi...
04/08/2026

L'altra sera, passeggiando tra le strade del centro storico di Maglie, dove in questi giorni è protagonista la XXVII edizione del Mercatino del Gusto, sono rimasta incantata davanti a una semplice sedia di legno. Su di essa erano esposti dei fichi aperti a metà, proprio come si preparano prima dell'essiccazione.
È stato impossibile non tornare con la memoria a mio nonno.
Ogni estate raccoglieva i fichi dal suo albero e li metteva ad essiccare al sole su una vecchia rete metallica di un letto ormai non più utilizzata. Dopo giorni di paziente attesa li univa a due a due, con una mandorla tostata e un pezzetto di scorza di limone. Li passava brevemente in forno e, ancora caldi, li conservava in barattoli di vetro insieme a foglie di alloro.
Da bambina osservavo quei gesti senza sapere che stavano custodendo una tradizione tramandata da generazioni.
Oggi, da biologa nutrizionista, guardo quei fichi anche con occhi diversi.
L'essiccazione concentra naturalmente i nutrienti del frutto: i fichi secchi sono ricchi di fibre, apportano potassio, calcio e magnesio e contengono polifenoli con attività antiossidante.
Grazie alla concentrazione degli zuccheri naturalmente presenti nel frutto, rappresentano anche uno snack pratico e ricco di energia per chi pratica sport di endurance, come trekking, ciclismo o corsa. Proprio per la loro elevata densità energetica, è importante consumarli nelle giuste porzioni.
E quella mandorla che mio nonno inseriva al centro? Non era solo una delizia: apportava grassi insaturi e vitamina E, rendendo questa preparazione ancora più completa dal punto di vista nutrizionale.
Forse i nostri nonni non parlavano di fibre, antiossidanti o dieta mediterranea. Eppure avevano già imparato a valorizzare ciò che la terra offriva, senza sprechi e con una saggezza che ancora oggi merita di essere
❤️ E a voi piacciono i fichi secchi? Avete un ricordo legato a questo frutto o a qualche altra tradizione della vostra famiglia?

Ieri sono stata a pranzo da mia madre e mi ha fatto una sorpresa che non dimenticherò facilmente: la salicornia, gli “as...
30/07/2026

Ieri sono stata a pranzo da mia madre e mi ha fatto una sorpresa che non dimenticherò facilmente: la salicornia, gli “asparagi di mare” o, come li chiamiamo a Squinzano, nel cuore del Salento, i Sàusi. 🌿
Non li mangiavo da quando erano ancora vivi i miei nonni. È bastato un assaggio per tornare indietro nel tempo: alle estati della mia infanzia, ai pranzi in famiglia e a quei sapori autentici che appartengono alla nostra terra. 💚 Ma oltre ai ricordi, la salicornia è anche un alimento molto interessante dal punto di vista nutrizionale.

🌱 È una pianta alofila, cioè capace di vivere in ambienti ad alta concentrazione salina come coste, paludi e terreni salmastri, conferendole il caratteristico sapore sapido e una consistenza carnosa e croccante.

🥗 Dal punto di vista nutrizionale:
✔️ è fonte di minerali, soprattutto sodio, ma contiene anche potassio, magnesio, calcio e ferro;
✔️ apporta fibre, utili per il senso di sazietà e per il benessere intestinale;
✔️ contiene composti bioattivi come polifenoli e flavonoidi (tra cui derivati della quercetina, rutina e apigenina), sostanze con attività antiossidante;
✔️ presenta un interessante profilo di aminoacidi e piccole quantità di acidi grassi insaturi.

⚠️ Ci sono però alcuni aspetti da considerare.
Essendo una pianta alofita, il contenuto di sodio è naturalmente elevato. Per questo motivo chi soffre di ipertensione o deve seguire una dieta povera di sale dovrebbe consumarla con moderazione.
Inoltre contiene ossalati: per la maggior parte delle persone non rappresentano un problema se consumata nelle normali porzioni, ma chi è predisposto alla formazione di calcoli renali da ossalato dovrebbe limitarne il consumo.

👩‍🍳 Noi l’abbiamo mangiata nel modo più semplice e tradizionale: bollita e condita con olio extravergine d’oliva e limone. La bollitura, con eliminazione dell’acqua di cottura, contribuisce anche a ridurre parte del sodio.
A volte un piatto della tradizione non nutre soltanto il corpo, ma anche la memoria.
E ieri, grazie ai Sàusi, ho fatto un bellissimo viaggio nei ricordi. 💚

🎬 A qualcuno piace light...In studio sento spesso dire:"Però dottoressa... io lo compro light."Come se quella sola parol...
16/07/2026

🎬 A qualcuno piace light...

In studio sento spesso dire:

"Però dottoressa... io lo compro light."
Come se quella sola parola fosse sufficiente a rendere un alimento automaticamente migliore.
In realtà, "light" non significa "più sano".
Significa semplicemente che una determinata caratteristica del prodotto (ad esempio calorie, grassi o zuccheri) è stata ridotta rispetto a un prodotto analogo, secondo quanto previsto dalla normativa europea.
In altre parole, "light" è un'indicazione nutrizionale, non un giudizio sulla qualità dell'alimento.
E allora cosa dovremmo fare quando siamo davanti allo scaffale?
Non fermiamoci alla scritta più grande sulla confezione.
Prendiamoci qualche secondo per guardare:

✔️ La lista degli ingredienti: racconta com'è fatto davvero il prodotto.
✔️ La tabella nutrizionale: confronta i valori per 100 g o 100 ml, non solo quelli per porzione.
✔️ L'alimento nel suo insieme: per ridurre grassi, zuccheri o calorie, il prodotto può essere riformulato con ingredienti diversi per mantenere gusto, consistenza e caratteristiche tecnologiche.

La domanda giusta, quindi, non è:

❌ "È light?"

Ma:

✅ "Che cosa è stato ridotto?"
✅ "Com'è fatto?"
✅ "È davvero la scelta migliore per me?"

Perché una scelta consapevole non nasce da una parola sulla confezione, ma dalla capacità di leggere l'etichetta.

💬 E tu? Ti è mai capitato di scegliere un prodotto solo perché era "light"?

"Non ho tempo per cucinare."È una delle frasi che sento più spesso in studio.E ti capisco.Ma c'è una cosa che ripeto sem...
26/06/2026

"Non ho tempo per cucinare."

È una delle frasi che sento più spesso in studio.
E ti capisco.

Ma c'è una cosa che ripeto sempre ai miei pazienti:

Non serve una ricetta. Serve un metodo.

🌟 La formula salva-pranzo:

1️⃣ Carboidrati
2️⃣ Proteine
3️⃣ Verdure
4️⃣ Grassi buoni

Se ci sono questi quattro elementi, hai già costruito un pasto equilibrato.

Il mio pranzo di oggi?

🍝 Pasta integrale
🥚 Uova sode
🥒 Zucchine saltate
🍅 Pomodorini
🫒 Olio extravergine d'oliva e origano

💡 Le porzioni? Usa il metodo del piatto.

🥬 ½ piatto verdure
🍝 ¼ piatto carboidrati
🥚 ¼ piatto proteine
🫒 Completa con un filo di olio EVO.

E se manca un ingrediente? Nessun problema.

🔄 Fai uno scambio intelligente:
• Uova ↔ salmone, legumi, ricotta, pollo.
• Pasta ↔ pane integrale, riso, farro, orzo, cous cous.
• Zucchine ↔ qualsiasi verdura di stagione (anche surgelata).

Perché il segreto non è preparare il pranzo perfetto.

È avere un metodo che funzioni anche nelle giornate più piene.

💚 L'alimentazione che dura nel tempo è quella che riesci a seguire anche quando hai poco tempo, poca voglia e un frigorifero quasi vuoto.

📌 Salva questo post. Ti aiuterà la prossima volta che penserai: "Oggi non so proprio cosa preparare."

Aveva 13 anni quando è entrata nel mio studio insieme a una mamma stanca, preoccupata e ormai scoraggiata.Quel comportam...
25/06/2026

Aveva 13 anni quando è entrata nel mio studio insieme a una mamma stanca, preoccupata e ormai scoraggiata.
Quel comportamento lo portava con sé da sempre. Fin da piccolissima aveva vissuto il cibo in modo tutto suo: gli alimenti non potevano mescolarsi, ogni ingrediente doveva restare separato. Una pasta con zucchine e gamberetti, per lei, significava pasta in bianco da una parte, zucchine dall’altra e gamberi separati. Le verdure quasi assenti e ogni novità veniva rifiutata.
La madre aveva provato molte strade, ma senza risultati.
Non era una “fase”: era un’abitudine alimentare consolidata.
Così abbiamo scelto di non trasformare il cibo in una battaglia.
Abbiamo iniziato dai piccoli passi, senza imposizioni e senza fretta.
Un assaggio. Un cambiamento minimo. Ingredienti che iniziavano a incontrarsi nel piatto. Una ricetta leggermente diversa. E poi un altro passo.
Col tempo è successo ciò che accade quando non si forza: ha iniziato a fidarsi, a provare, a scoprire. Fino ad arrivare a mangiare con serenità anche piatti completi e alimenti che prima non prendeva in considerazione.
Non è stata una vittoria contro il cibo.
È stata una vittoria sulla paura del nuovo.
E in questi momenti capisci che ci sono numeri che contano… e poi ci sono cambiamenti che valgono molto di più.
Nel mio lavoro la soddisfazione più grande non è vedere scendere un numero sulla bilancia. Quello è solo uno dei possibili risultati.
La vera gratificazione è accompagnare le persone verso un cambiamento, costruendo insieme abitudini che possano diventare uno stile di vita, non qualcosa di temporaneo.
È bello quando un paziente, visita dopo visita, smette di sentirsi giudicato e inizia a sentirsi accolto. Quando si apre, si racconta, e finalmente trova uno spazio in cui poter dire anche quello che non aveva mai detto a nessuno.
Quante volte ho visto lacrime liberatorie. Quante volte ho sentito: “Non l’avevo mai detto a nessuno”.
Ed è lì che capisci la vera essenza di questo lavoro.
Perché non si tratta solo di nutrizione.
Si tratta di persone.
E forse la cosa più bella è proprio questa: vedere piccoli cambiamenti diventare, nel tempo, qualcosa che resta ❤️.

PMOS: una proposta per raccontare meglio la PCOS 💗
19/05/2026

PMOS: una proposta per raccontare meglio la PCOS 💗

In un percorso nutrizionale si parla spesso di calorie, schemi alimentari e risultati.Molto meno, invece, si parla di as...
18/05/2026

In un percorso nutrizionale si parla spesso di calorie, schemi alimentari e risultati.
Molto meno, invece, si parla di ascolto.
Eppure è proprio lì che spesso cambia tutto.
Perché dietro alcune difficoltà con il cibo ci sono stanchezza, emozioni, senso di colpa, periodi complicati, paure, aspettative troppo alte o semplicemente il bisogno di sentirsi finalmente compresi.
Nessuna persona ha bisogno di sentirsi giudicata.
Ha bisogno di sentirsi accolta, capita e accompagnata in un percorso sostenibile e umano ❤️

L’ascolto può alleggerire pesi che una bilancia non racconterà mai 💚

“Io appartengo a una categoria ibrida 😅: metà dolce e metà salata.Le colazioni che amo di più sono quelle metà coccola e...
16/05/2026

“Io appartengo a una categoria ibrida 😅: metà dolce e metà salata.
Le colazioni che amo di più sono quelle metà coccola e metà sazietà .
Tipo una frittatina dolce con mele e cannella, uova e noci 🍎🥚
Per me la colazione perfetta deve essere buona, appagante e capace di tenermi sazia senza farmi arrivare alle 11 con la fame di chi aprirebbe anche il mobile delle pentole 😂☕
Insomma… una colazione che sa di “mi sto prendendo cura di me”, senza rinunciare al gusto ☀️🤤

In questo periodo dell’anno arrivano spesso richieste come:“Ho una comunione tra 3 settimane.”“Devo entrare in quel vest...
13/05/2026

In questo periodo dell’anno arrivano spesso richieste come:
“Ho una comunione tra 3 settimane.”
“Devo entrare in quel vestito.”
“Mi servono 5 kg in meno per la cresima/matrimonio.”

E allora parte la corsa alla dieta “last minute”. 🚨

Pasti saltati, carboidrati eliminati, diete trovate online, tisane “sgonfianti”, allenamenti estremi.

Il problema?
Che il corpo non funziona a punizione.

Quando si cerca di perdere peso troppo velocemente, spesso si ottengono:
• perdita di massa muscolare
• fame incontrollata
• gonfiore ancora peggiore
• stanchezza e nervosismo
• recupero rapido del peso perso

E tante persone arrivano in studio dopo settimane di tentativi “fai da te” che hanno solo creato squilibri.
(E ogni volta, da brava salentina, parte un silenziosissimo “Sorte mia…” 🙈)

L’obiettivo non dovrebbe essere “pesare meno per un giorno”.
Ma stare meglio, sentirsi bene nel proprio corpo e costruire risultati che durino anche dopo la cerimonia.

Perché il vero cambiamento non nasce dalla fretta,
nasce da un percorso sostenibile.

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