06/08/2026
💛 Con grande emozione abbiamo partecipato, insieme ai ragazzi del Serafico, alla Celebrazione Eucaristica presieduta da Papa Leone XIV, momento conclusivo del GoAssisi, il raduno dei giovani francescani d’Europa nell’VIII Centenario del Transito di San Francesco.
“Let’s go!”: è questo l’invito che il Santo Padre ha rivolto ai giovani. Camminare insieme sulle orme di San Francesco. Un cammino che, dopo ottocento anni, continua ad attrarre persone da tutto il mondo perché custodisce la vita, l’umano, promuove la giustizia e costruisce fraternità.
Sul sagrato della Basilica, ad attendere Papa Leone XIV, c’erano i nostri ragazzi: Fabio, Ciprian, Lorenzo, Manuel, Cristian, Matteo, Luca e Fabio, che, con la semplicità e la fiducia che appartengono ai più piccoli, si è chinato chiedendogli una benedizione sul capo. Il Santo Padre si è fermato con ciascuno di loro. Li ha guardati negli occhi, li ha accarezzati, li ha abbracciati.
Durante l’omelia ci ha invitato a costruire la civiltà dell’amore, richiamando le parole di Papa Francesco, ci ha ricordato che siamo chiamati a toccare la carne di Cristo sofferente, senza restare spettatori del dolore, ma scegliendo ogni giorno la prossimità.
Ma ciò che ci porteremo nel cuore è soprattutto un’immagine: la commozione di Papa Leone XIV davanti ai nostri ragazzi.
Non era un’emozione di circostanza. Era lo stupore di chi riconosce, prima di ogni altra cosa, il valore infinito di ogni persona. In quello sguardo ho visto tradursi una convinzione profonda del suo magistero: la dignità umana è unica, piena, irripetibile. Non è qualcosa che si conquista, che si merita o che dipende dalle capacità o dall’autonomia. È una realtà che chiede soltanto di essere riconosciuta.
Crediamo che quella commozione raccontasse proprio questo: il desiderio di custodire l’umanità, soprattutto quando appare più vulnerabile, perché è lì che il Vangelo ci chiede di fermarci.
E Papa Leone XIV ce lo ha mostrato ancora una volta al termine della Celebrazione. Ha lasciato il percorso della processione per raggiungere Riccardo, fermandosi accanto alla sua carrozzina. Gli ha preso la mano, l’ha stretta a lungo con affetto e, rivolgendosi a noi, ci ha detto di conoscere bene il Serafico.
In quei gesti c’era un messaggio più forte di qualsiasi discorso. C’era una Chiesa che si avvicina, che riconosce il volto di Cristo in ogni persona e che costruisce la civiltà dell’amore attraverso la prossimità.
🙏 Grazie, Papa Leone XIV. Per averci ricordato, con la forza dei gesti prima ancora che delle parole, che ogni vita è un dono da custodire. Grazie per aver camminato accanto ai ragazzi del Serafico e per aver donato a tutti noi una testimonianza che continuerà ad accompagnare il nostro cammino
Francesca Di Maolo