12/06/2026
Non credo che il viaggio serva a scappare.
Credo serva a spostarsi.
Non solo su una mappa, ma da quelle abitudini che finiscono per diventare invisibili: le stesse strade, gli stessi orari, gli stessi pensieri.
Nella lingua norvegese esiste una parola che esprime il concetto di prescrivere esperienze nella natura e momenti di allontanamento dalla routine come supporto al benessere psicologico.
Non perché il mare, una montagna o un volo risolvano i problemi, ma perché cambiare scenario cambia anche il modo in cui guardiamo noi stessi.
A volte il beneficio più grande di una vacanza non è il riposo.
È il movimento.
L'atto semplice e potente di lasciare, per qualche giorno, il posto in cui la mente continua a raccontarsi sempre la stessa storia.
Poi si torna.
Ma non si torna mai esattamente uguali.