Dott.ssa Lucia Nobis Psicologa

Dott.ssa Lucia Nobis Psicologa Psicologa Albo A-11784
Analista in training AIPA
👉🏻 Consultazioni, Sostegno Psicologico
https://www.miodottore.it/z/QmTzbX
📍Napoli- Avellino - Montella

30/07/2026

In seguito a sogni premonitori, visioni, eventi sincronici, ma secondo me anche in seguito ad avvenimenti reali che segnano particolarmente, l’inconscio può emergere in modo dirompente e impadronirsi dell’Io che se non regge può cadere vittima di psicosi come accade nella schizofrenia.

L’inconscio che emerge in modo dirompente, per Jung, non è solo quello personale ma è anche quello collettivo.

Mentre l’inconscio personale è formato essenzialmente da contenuti che sono stati un tempo consci, ma sono poi scomparsi dalla coscienza perché dimenticati o rimossi, i contenuti dell’inconscio collettivo non sono mai stati acquistati individualmente, ma devono la loro esistenza esclusivamente all’ereditarietà.

L’inconscio personale consiste soprattutto in “complessi”, mentre il contenuto dell’inconscio collettivo è formato essenzialmente da “archetipi” […] forme determinate che sembrano essere presenti sempre e dovunque (Jung, in Galimberti, 2005).
L’inconscio collettivo è quindi una dimensione psichica ereditata, il patrimonio arcaico della specie, comune a tutta l’umanità.
Jung trattò prevalentemente pazienti psicotici. La psicosi è una delle forme più difficili e più profonde di sofferenza mentale; in questi pazienti non è presente un Io che possa fornire un esatto esame della realtà. Proprio per questo, Jung arrivò alla conclusione che l’inconscio non era solo il passato rimosso ma anche una serie di esperienze e patrimoni archetipici dell’intera umanità, perché i contenuti psichici di questo tipo di pazienti erano troppo lontani dal vissuto personale degli stessi. Studiando la mitologia verificò che molti simboli mitologici erano presenti nelle visioni dei suoi pazienti psichiatrici. Cominciò quindi ad interrogarsi su queste apparenti coincidenze ed arrivò ad ipotizzare che l’inconscio potesse trattenere “residui arcaici” che si strutturavano in immagini collettive ereditate e collegate a mitologie lontane, dimenticate dalla coscienza, ma sepolte nell’inconscio stesso.
Per Jung la psicosi risulta quindi da un indebolimento dell’Io, un sprofondamento dello stesso nell’inconscio collettivo, da cui ne risulta sopraffatto e da un’invasione dell’intera personalità da parte dei “complessi”
Inoltre Jung ha parlato di psicosi latente, sottolineando come tutti gli individui, anche quelli “abbastanza normali” devono fare i conti con la forte irrazionalità del proprio inconscio.
(La personalità e i suoi disturbi - Francesco Gazzillo, Vittorio Lingiardi , 2004; Benedetti, 1973).

Considerando l’inconscio come un linguaggio per immagini e sfruttandone questa caratteristica, Jung mirava a rafforzare l’Io del paziente e a ristabilire l’unitarietà della vita psichica

30/07/2026

Una giornata per entrare nel cuore della Psicologia Analitica.

L’Open Day 2026 dell’AIPA – Sezione di Milano è un’occasione speciale per conoscere da vicino la nostra Scuola di Specializzazione e il pensiero junghiano attraverso tre appuntamenti di grande interesse.
Dal Seminario sul Gioco della Sabbia alla Lezione Aperta sulla teoria e tecnica della psicoterapia, fino alla presentazione della Scuola attraverso un caso clinico: una giornata di formazione, confronto e dialogo con docenti e analisti.

Ingresso libero. È possibile partecipare all’intera giornata o ai singoli momenti.

Vi aspettiamo sabato 12 settembre per condividere un’esperienza che non è solo formativa, ma anche un’opportunità di incontro con la clinica, il pensiero e la cultura della Psicologia Analitica.

📚"La parola è cura, ma anche veleno, rischio, rivelazione, incarnazione, mistero, suono, immagine, mito.Questa "polisemi...
30/07/2026

📚"La parola è cura, ma anche veleno, rischio, rivelazione, incarnazione, mistero, suono, immagine, mito.
Questa "polisemia" è esattamente ciò che Hillman chiama "politeismo della psiche".

La parola non guarisce perché è chiara, ma perché è molteplice.
La parola che cura è una parola che non chiude, ma apre.
Che non definisce, ma evoca. Che non ordina, ma invita.
È una parola che non pretende di essere vera, ma viva.
La parola è cura quando non appartiene più all’Io, ma all’Anima.
Quando non è strumento, ma evento.
Quando non è spiegazione, ma epifania.
Quando non è concetto, ma immagine.
Quando non è rumore, ma silenzio incarnato.
Quando non è monologo, ma relazione.
Quando non è logos contro mythos, ma logos nel mythos.

Per Jung la parola che cura è simbolo vivente.
Per Hillman la parola che cura è immagine che si fa voce.

La parola che cura è femminile, perché è generativa, ricettiva, oracolare, relazionale, immaginale.
La parola che cura non vuole convincere, ma risvegliare.
La parola che cura non vuole spiegare, ma ricordare.
La parola che cura non vuole definire, ma aprire.

E tutto questo è già Mito.
E il mito è Cura."

(Eldo Stellucci - "La Parola come Pharmakon")

Opera: Salvador Dalí, The Dream, detail, 1 931

24/07/2026
17/07/2026
«La parola simbolo deriva dal greco “symballein”, mettere insieme. Ha a che fare, quindi, con cose riunite insieme, o co...
17/07/2026

«La parola simbolo deriva dal greco “symballein”, mettere insieme. Ha a che fare, quindi, con cose riunite insieme, o con un materiale composito che, come mostra l’espressione, noi consideriamo globalmente.

Potremmo tradurre la parola simbolo con “qualcosa visto come una totalità” o con “una visione di cose riunite in un tutto”.

Tutte le volte che abbiamo a che fare con una grande varietà di aspetti o con una molteplicità di cose che formano un’unità interconnessa – nella quale tutte le parti separate sono intrecciate insieme in modo così stretto che non riusciamo a separare o a togliere alcuna parte senza distruggere i collegamenti e perdere il senso della totalità – dobbiamo ricorrere al simbolo.

La filosofia moderna ha formulato questo modo di considerare le cose in quella che è nota come teoria della Gestalt.

Un simbolo, quindi, è una Gestalt – una forma – viva, la somma totale di una serie altamente complessa di fatti che il nostro intelletto non riesce a padroneggiare concettualmente, e che perciò non può essere espressa in alcun altro modo che non sia l’uso di un’immagine.»

C.G.Jung – La Psicologia del Kundalini Yoga, Seminario tenuto nel 1932

14/07/2026
"E’ difficile fare le cose difficili:parlare al sordo,mostrare la rosa al cieco.Bambini, imparate a fare le cose diffici...
10/07/2026

"E’ difficile fare le cose difficili:
parlare al sordo,
mostrare la rosa al cieco.
Bambini, imparate a fare le cose difficili:
dare la mano al cieco,
cantare per il sordo,
liberare gli schiavi
che si credono liberi."

Gianni Rodari “Lettera ai bambini”

07/07/2026

"Non ti accorgi che l'Altro è anche dentro di te. Pensi invece che venga in qualche modo da fuori e ritieni di scorgerlo anche nelle opinioni e azioni del tuo prossimo che ti ripugnano. Lì lo combatti, essendo del tutto accecato. Chi invece accetta l'Altro che gli viene incontro, perché è presente anche in lui, non lotta più, ma guarda dentro di sé e tace".
Jung, Libro Rosso, p. 297.

Non può esserci cura e risoluzione delle esperienze psicopatologiche senza trasformazione e questa può avvenire solo obbedendo alla propria legge interiore, unica nostra morale. A nulla vale la conoscenza, se essa non si traduce in trasformazione, che implica il sacrificio e l'azione, o in termini analitici il riconoscimento, la comprensione del materiale inconscio ed il cambiamento dell'atteggiamento cosciente. Se il paziente rinuncia alla propria unica morale, può risplendere il giorno di cristallo, ma la notte "il serpente tornerà a insinuarlo nel sonno....
Sviluppo della personalità ... significa fedeltà , alla propria legge.
Jung, Seminari allo Zarathustra.

"La via d'uscita è dentro".

Thich Nhat Hanh

Indirizzo

Via Santa Lucia, 59
Avellino
83048

Telefono

+393473816750

Sito Web

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Dott.ssa Lucia Nobis Psicologa pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta Lo Studio

Invia un messaggio a Dott.ssa Lucia Nobis Psicologa:

Scelte rapide

Condividi

Digitare