Alessio Salerno Psicologo - Psicoterapeuta - EMDR

Alessio Salerno Psicologo - Psicoterapeuta - EMDR Il mio approccio è breve strategico. Presto comunque molta attenzione all’ unicità di ogni persona.

🔸 Quando arriva un attacco di panico, la prima reazione naturale è cercare sicurezza.Il problema è che alcune strategie ...
31/08/2026

🔸 Quando arriva un attacco di panico, la prima reazione naturale è cercare sicurezza.
Il problema è che alcune strategie funzionano nel breve periodo ma mantengono il problema nel lungo periodo.
Il percorso non consiste nel "resistere".
Consiste nell'imparare una risposta diversa.

Quale di questi comportamenti riconosci di più?
Scrivimelo nei commenti.

🔸Alessio Salerno �tel: 3885708642
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28/08/2026

🔸 Ti aiuta davvero o ti fa stare bene solo per pochi minuti?

È una domanda che spesso pongo ai miei pazienti in terapia.

Quando ci troviamo in difficoltà, è naturale cercare qualcosa che riduca subito l’ansia, la paura o il disagio. Il problema è che non tutto ciò che ci fa stare meglio nell’immediato ci aiuta davvero nel lungo periodo.

A volte mettiamo in atto rituali, evitamenti o comportamenti di controllo che ci danno un sollievo immediato… ma che, nel tempo, finiscono per mantenere il problema.

Per questo può essere utile fermarsi e chiedersi:

“Quello che sto facendo mi sta aiutando a stare meglio davvero, oppure sta solo spegnendo il disagio per qualche minuto?”

La differenza può sembrare sottile, ma è fondamentale.

In terapia, l’obiettivo non è semplicemente eliminare il disagio nell’immediato, ma sviluppare strategie che permettano di affrontarlo in modo diverso e costruire un cambiamento più stabile nel tempo.

Nel video approfondisco questa domanda e perché può essere così importante nel percorso terapeutico.

Tu come risponderesti alla domanda?

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🔸 Quando una persona arriva in terapia spesso è stanca di combattere contro la propria mente.Vuole smettere di avere cer...
26/08/2026

🔸 Quando una persona arriva in terapia spesso è stanca di combattere contro la propria mente.
Vuole smettere di avere certi pensieri.
Vuole sentirsi finalmente sicura.
Ma a volte la svolta arriva quando cambiamo prospettiva.
Non tutto ciò che passa nella nostra mente deve diventare qualcosa da risolvere.
Alcuni pensieri possono esistere senza guidare le nostre scelte.
Il percorso non è svuotare la mente, ma riprendere spazio nella propria vita.

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🔸 "Secondo te è normale?""Sei sicuro che non sia niente?""E se avessi sbagliato?"Dietro queste domande, spesso, non c'è ...
24/08/2026

🔸 "Secondo te è normale?"
"Sei sicuro che non sia niente?"
"E se avessi sbagliato?"
Dietro queste domande, spesso, non c'è solo il desiderio di capire. C'è il bisogno di far diminuire l'ansia.
La rassicurazione, infatti, funziona. Almeno all'inizio.
Per qualche minuto ti senti meglio. Il dubbio sembra allontanarsi. Poi, però, ritorna. E quasi sempre chiede un'altra conferma.
È così che può nascere un circolo vizioso: ogni rassicurazione dà sollievo nell'immediato, ma rende sempre più difficile tollerare l'incertezza.
Questo non significa che chiedere aiuto o confrontarsi con qualcuno sia sbagliato. Significa che, quando la rassicurazione diventa l'unico modo per calmarsi, rischia di mantenere il problema invece di risolverlo.
Nel lavoro terapeutico uno degli obiettivi è aiutare la persona a costruire un rapporto diverso con il dubbio, senza doverlo eliminare ogni volta per poter stare bene.

💬 Ti è mai capitato di cercare una risposta e accorgerti che, dopo poco, avevi bisogno di un'altra conferma?

📌 Salva questo post: potrebbe aiutarti a riconoscere quando stai cercando una soluzione… e quando, invece, stai cercando solo un sollievo momentaneo.

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21/08/2026

🔸 Non è sempre bisogno di controllo. A volte il DOC è soprattutto dubbio.

“E se avessi sbagliato?”
“E se fosse successo qualcosa?”
“E se non fossi sicuro al 100%?”

È quel dubbio persistente che può generare ansia e spingere la persona a cercare una certezza attraverso rituali e compulsioni: controllare, chiedere rassicurazioni, ripetere azioni, verificare mentalmente.

Il problema è che la compulsione funziona solo nel breve periodo: dà sollievo. Ma proprio quel sollievo insegna al cervello che, ogni volta che arriva il dubbio, bisogna fare qualcosa per neutralizzarlo.

E così il ciclo si rinforza:

dubbio → ansia → compulsione → sollievo → nuovo dubbio.

Comprendere questo meccanismo è un primo passo importante per smettere di vedere il DOC come una semplice “mania di controllo” e iniziare a riconoscerlo per quello che è.

🎥 Nel video approfondiamo proprio questo ciclo e perché le compulsioni, anche quando sembrano aiutare, finiscono per diventare parte del problema.

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🔸Quando non siamo più in grado di cambiare una situazione, siamo chiamati a cambiare noi stessi.A volte passiamo molto t...
17/08/2026

🔸Quando non siamo più in grado di cambiare una situazione, siamo chiamati a cambiare noi stessi.

A volte passiamo molto tempo a cercare di modificare ciò che è fuori dal nostro controllo: le persone, le loro scelte, il passato, gli eventi che non possiamo riscrivere.

Eppure, proprio lì può aprirsi uno spazio nuovo: possiamo scegliere come stare dentro quella situazione.

Cambiare noi stessi non significa arrendersi, né accettare passivamente ciò che ci fa stare male. Significa riconoscere ciò che dipende da noi: il modo in cui interpretiamo ciò che accade, i confini che poniamo, le decisioni che prendiamo, la direzione che scegliamo.

A volte il cambiamento più importante non è riuscire a cambiare la realtà, ma cambiare il nostro modo di abitarla.

E da lì, spesso, qualcosa comincia davvero a muoversi.

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14/08/2026

🔸 A volte l’ansia arriva proprio quando finalmente dovremmo sentirci liberi.

Le ferie iniziano, gli impegni diminuiscono, il telefono si fa più silenzioso… e improvvisamente inizi a sentire cose che prima sembravano non esserci: stanchezza, tensione, pensieri, emozioni.

Ma attenzione: non è detto che tu stia peggiorando.

Semplicemente, quando il rumore della quotidianità si abbassa, diventa più facile ascoltare ciò che prima rimaneva sullo sfondo.

Il cervello, finalmente libero dal “devo fare”, può iniziare a registrare il “come sto”.

E forse è proprio questo il momento in cui possiamo smettere di combattere quelle sensazioni e iniziare ad ascoltarle.

🌿 Le ferie non devono per forza essere il momento in cui “stare bene a tutti i costi”. Possono essere anche uno spazio per accorgerti di te.

Se ti succede, non significa necessariamente che ci sia qualcosa che non va. Forse, semplicemente, adesso riesci a sentirlo.

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🔸 L'estate viene spesso raccontata come il periodo della leggerezza, delle vacanze e della spensieratezza.Ma per chi ha ...
12/08/2026

🔸 L'estate viene spesso raccontata come il periodo della leggerezza, delle vacanze e della spensieratezza.

Ma per chi ha perso una persona importante può essere anche il periodo in cui l'assenza si fa sentire con più forza.
Ci sono ricordi legati a questa stagione, luoghi condivisi, abitudini che improvvisamente cambiano significato. E quando le giornate rallentano, anche il dolore può trovare più spazio.
Questo non significa che tu stia "peggiorando" o che il percorso fatto finora non sia servito.
Il lutto non è un percorso lineare. Ci sono giorni in cui la mancanza sembra più sopportabile e altri in cui torna a farsi sentire con intensità. Fa parte del processo di adattamento a una perdita importante.
Darsi il permesso di provare tristezza non significa restare bloccati nel dolore. Significa riconoscere ciò che stai vivendo, senza giudicarti perché non corrisponde all'immagine di un'estate sempre felice.

💬 Se ti va, raccontami nei commenti: c'è un ricordo estivo che custodisci con affetto di una persona che non c'è più?
Se pensi che queste parole possano essere d'aiuto a qualcuno, condividi questo post.

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06/08/2026

🔸 Il fallimento non è il contrario del successo. Molto spesso, ne è il presupposto.

Viviamo in una cultura che ci insegna a misurare il nostro valore in base ai risultati immediati: se raggiungiamo un obiettivo siamo soddisfatti, se falliamo pensiamo di aver sbagliato strada.

Ma la crescita personale funziona diversamente.

I fallimenti più grandi sono spesso quelli che ci costringono a fermarci, rivedere le nostre convinzioni e costruire strategie migliori. Sono le esperienze che, se accolte invece che evitate, ci permettono di sviluppare resilienza, consapevolezza e nuove competenze.

Un altro errore frequente è concentrarsi esclusivamente sulla meta. Quando inseguiamo solo la gratificazione immediata, ogni ostacolo sembra una conferma di non essere abbastanza.

La vera svolta arriva quando smettiamo di vivere in funzione del traguardo e impariamo ad apprezzare il percorso.

Per farlo, gli obiettivi devono diventare concreti e sostenibili: non grandi cambiamenti da domani, ma piccole azioni quotidiane che, ripetute nel tempo, costruiscono nuove abitudini.

Una passeggiata oggi.
Dieci minuti di lettura.
Un esercizio di respirazione.
Una conversazione difficile affrontata con coraggio.

Sono questi piccoli gesti, apparentemente insignificanti, a creare i cambiamenti più profondi.

Non innamorarti del risultato.
Innamorati del processo.

Perché il successo non nasce da un singolo grande passo, ma dalla capacità di continuare a camminare, anche quando il percorso è imperfetto.

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Indirizzo

Via Pietro Rosano, 52
Aversa

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