16/07/2026
Una bellissima storia, un bellissimo esempio❤️
LUDOVICA, LAUREATA A FORZA DI CRISI ISTERICHE, SPRITE... E UN CUORE GRANDE COSÌ!
Abbiamo ricevuto una lettera che non vediamo l'ora di condividere con voi. Eccola!
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Ciao a tutti.
mi chiamo Ludovica e oggi voglio raccontarvi la mia storia, sperando che possa essere di forza a tanti ragazzi e a tante famiglie che stanno affrontando il percorso dei DSA.
IL PRIMO SCOGLIO. LE ELEMENTARI E QUELLA STORIA DEL CINGHIALE
La mia storia con i DSA inizia presto: sono stata certificata già in prima elementare per un disturbo dell’attenzione dovuto a un deficit di memoria a breve termine. Per me, qualsiasi cosa da imparare a memoria – che fosse un esercizio di italiano, di matematica o una semplice poesia – era una fatica immensa. Ho un ricordo nitido che mi porto dentro: una scheda da compilare sulla vita del cinghiale nei boschi. L'avevo letta e studiata a casa con mia mamma tantissime volte, ed ero convinta di saperla. Ma una volta arrivata a scuola, con quel foglio davanti, è sceso il buio. Confusione totale. Non ricordavo nulla e quei buchi vuoti da riempire nella scheda mi creavano un'agitazione terribile. Da lì, mia mamma ha iniziato a indagare. Mi ha portato prima dal foniatra e poi dalla logopedista. E si è aperto un mondo.
LO SCETTICISMO DI CHI DOVREBBE COMPRENDERE
La mia logopedista è andata più volte a scuola a spiegare alla mia maestra come applicare il PDP (Piano Didattico Personalizzato). Ma non c'era verso: sembrava quasi che non volesse crederci.
Ero una bambina sveglia, solare, che amava stare a scuola con i compagni. Forse era proprio questo mio modo di essere a far pensare che non potessi avere un disturbo dell'attenzione. Come se essere dislessici dovesse per forza metterti addosso un marchio di riconoscimento visibile.
LA SVOLTA: DALLE MEDIE AL LICEO INTERNAZIONALE
Le scuole medie le ho frequentate fuori paese, in centro a Torino. Lì ho trovato una realtà diversa: insegnanti più preparati e una referente DSA per le varie classi. È andata bene, tanto che ho deciso di continuare il percorso iscrivendomi al Liceo Economico Sociale Internazionale, studiando due lingue: inglese e cinese.
Anche alle superiori ho incontrato qualche professore meno disposto a collaborare, ma non mi sono lasciata scoraggiare. Mia mamma era sempre in prima linea: ogni tre per due era ai colloqui per ricordare ai docenti che il PDP era un mio diritto e andava rispettato. Nonostante le difficoltà e la dad durante il Covid – con tutto l'isolamento che ne è conseguito – ho finito i 5 anni senza mai essere rimandata.
LA RISPOSTA PIÙ BELLA A CHI NON CI CREDEVA. LA LAUREA!🎓
"No, lei non ce la può fare, deve scegliere una scuola più semplice".
Questa è la frase che mi sono sentita ripetere come un mantra nel corso degli anni. Ma sapete una cosa? Più me lo dicevano, più la mia determinazione cresceva.
Oggi posso dirlo ad alta voce: ho conquistato la mia laurea triennale in Scienze Politiche e Sociali, e l'ho fatto lavorando anche part-time.
DUE RIFLESSIONI IMPORTANTI
Il mio percorso sarebbe stato molto meno faticoso se tutti gli insegnanti che ho incontrato avessero fatto semplicemente il loro dovere: rispettare il mio diritto al Piano Didattico Personalizzato.
E poi c'è una domanda che mi faccio spesso: la dislessia non scompare con l'età. Una volta certificati, lo si è per sempre. Perché allora ad ogni cambio di ciclo scolastico bisogna rifare una certificazione che costa tempo, soldi e fatica alle famiglie?
IL MIO MESSAGGIO PER TUTTI
A tutti i ragazzi e ai genitori che mi leggono voglio dire una cosa con il cuore: non rinunciate mai al diritto allo studio. Il PDP non è una vergogna e non è un "privilegio". È uno strumento. Proprio come un paio di occhiali: non ti rendono meno intelligente, aiutano solo la vista e servono per permetterti di leggere come tutti gli altri.
Crederci sempre, mollare mai!💪