16/09/2026
È successo un’altra volta.
Non dovrebbe succedere, ma purtroppo succede.
E la differenza tra il racconto di un brutto spavento e una notizia di cronaca nera la fa la disponibilità dell’adrenalina e la prontezza di intervento di chi era presente.
Da questo episodio, fortunatamente andato per il meglio, e dal suo racconto, voglio cogliere alcuni spunti importanti.
1. L’adrenalina deve essere SEMPRE CON IL PAZIENTE. I pochi minuti persi per andarla a cercare possono fare la differenza tra una rapida risoluzione e un rapido peggioramento dei sintomi.
2. Perché sia più efficace, l’adrenalina va somministrata SUBITO, appena compaiono i primi sintomi compatibili con anafilassi. Non si aspetta per vedere se passa. Non si aspetti che arrivi l’ambulanza.
3. Dopo un’anafilassi è opportuno ANDARE IN PRONTO SOCCORSO per ricevere una valutazione medica e proseguire l’osservazione in ambiente protetto. Per quanto poco frequente, esiste l’anafilassi bifasica, ovvero la ricomparsa dei sintomi a distanza di 12-24 ore.
4. Il termine SHOCK ANAFILATTICO non è sinonimo di anafilassi, ma ne definisce la più grave tra le sue manifestazioni: gli organi non ricevono più sangue e ossigeno a sufficienza e, senza una rapidissima gestione, si arriva al danno multiorgano e al decesso.