Dott.ssa Flavia Saracino - Biologa Nutrizionista

Dott.ssa Flavia Saracino - Biologa Nutrizionista Mamma, biologa e amante del buon cibo. Il mio obiettivo è educarti a seguire una dieta bilanciata affinchè diventi il tuo stile di vita.

Realizzo piani alimentari personalizzati e percorsi di educazione alimentare per la cura e prevenzione delle diverse patologie. Ricevo su appuntamento a Bari e presso la Farmacia Lattarulo a Noicattaro.

Andare in vacanza non significa interrompere il proprio percorso nutrizionale.Significa, piuttosto, imparare a gestirlo ...
01/08/2026

Andare in vacanza non significa interrompere il proprio percorso nutrizionale.
Significa, piuttosto, imparare a gestirlo in un contesto diverso.

Quando una mia paziente parte, le ricordo sempre una cosa importante: un pasto più abbondante, un gelato o una cena fuori non compromettono i risultati. Spesso ciò che cambia nei giorni di vacanza è soprattutto la ritenzione di liquidi, il glicogeno accumulato e la regolarità intestinale, non necessariamente la massa grassa.

L’errore più comune è cercare di “compensare”:
saltare i pasti, eliminare i carboidrati o arrivare a cena con troppa fame.
Questo, nella maggior parte dei casi, porta solo a perdere equilibrio e ad aumentare il senso di discontrollo.

In vacanza è più utile mantenere alcuni punti fermi:
* non digiunare durante la giornata
* inserire proteine, verdure e carboidrati nei pasti principali
* idratarsi bene
* ascoltare fame e sazietà
* scegliere con più consapevolezza, non con rigidità

Un percorso nutrizionale efficace non deve funzionare solo a casa, ma anche al ristorante, in albergo, al mare e durante una serata con amici.

L’obiettivo non è la perfezione. È l’equilibrio.
E al ritorno non servono detox o restrizioni: si riprende semplicemente la routine dal pasto successivo.

Per ultimo (ma non per questo meno importante!)
FATE TANTO MOVIMENTO!
Fate delle lunghe passeggiate, anche dentro l’acqua se siete a mare! Per chi andrà in vacanza in montagna sicuramente sarà avvantaggiato da questo punto di vista!
Se siete in un villaggio turistico approfittate dei corsi che verranno sicuramente organizzati: risveglio muscolare, corsi in piscina o in palestra, acquagym, escursioni a piedi o in bici!

Godetevi i vostri giorni di ferie e buone vacanze!

𝐃𝐢𝐚𝐛𝐞𝐭𝐞 𝐠𝐞𝐬𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐞 𝐟𝐚𝐥𝐬𝐢 𝐦𝐢𝐭𝐢La maggior parte delle donne che incontro in studio è sommersa da frasi come queste:“Ad...
23/07/2026

𝐃𝐢𝐚𝐛𝐞𝐭𝐞 𝐠𝐞𝐬𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐞 𝐟𝐚𝐥𝐬𝐢 𝐦𝐢𝐭𝐢

La maggior parte delle donne che incontro in studio è sommersa da frasi come queste:

“Adesso non potrai più mangiare nulla.”
"Devi eliminare tutti i carboidrati!"
“Ma cosa hai mangiato per avere il diabete gestazionale?”

Il cibo diventa improvvisamente una fonte di paura, ansia e stress.

Ma il diabete gestazionale non si gestisce attraverso divieti improvvisati, rinunce estreme o sensi di colpa.

Non esistono alimenti che, da soli, determinano l’andamento dell’intera gravidanza.

Conta il pasto nel suo insieme, le quantità, gli abbinamenti e la risposta individuale della donna.

É importante sapere che il diabete gestazionale non é causato dall'alimentazione. Cosa succede? Gli ormoni prodotti durante la gravidanza possono rendere l’organismo meno sensibile all’azione dell’insulina, l’ormone che controlla i livelli di zucchero nel sangue. Il pancreas deve quindi aumentare la sua produzione; tuttavia, alcune donne non sono in grado di produrre la quantità necessaria e di conseguenza la concentrazione di glucosio nel sangue aumenta.
La presenza di familiari con diabete, un’età maggiore o uguale a 35 anni, il sovrappeso o l’obesità, aver avuto diabete gestazionale
nelle gravidanze precedenti sono alcuni dei fattori associati a un maggior rischio di sviluppare diabete in gravidanza.

Il vero rischio dei falsi miti non è soltanto mangiare male.
È iniziare a vivere ogni pasto con ansia.

La diagnosi è medica, ma il supporto nutrizionale può fare la differenza! Con un'alimentazione mirata, si vive la gravidanza con equilibrio e consapevolezza!

«𝐃𝐨𝐭𝐭𝐨𝐫𝐞𝐬𝐬𝐚, 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐩𝐨𝐬𝐬𝐨 𝐦𝐢𝐠𝐥𝐢𝐨𝐫𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐢𝐭𝐚̀ 𝐝𝐞𝐢 𝐦𝐢𝐞𝐢 𝐨𝐯𝐨𝐜𝐢𝐭𝐢?»È una domanda che mi fate spesso.ATTENZIONE: non esisto...
17/07/2026

«𝐃𝐨𝐭𝐭𝐨𝐫𝐞𝐬𝐬𝐚, 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐩𝐨𝐬𝐬𝐨 𝐦𝐢𝐠𝐥𝐢𝐨𝐫𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐢𝐭𝐚̀ 𝐝𝐞𝐢 𝐦𝐢𝐞𝐢 𝐨𝐯𝐨𝐜𝐢𝐭𝐢?»

È una domanda che mi fate spesso.

ATTENZIONE: non esistono “diete miracolose“, né la sola alimentazione può risolvere un problema di infertilità.
Tuttavia, ciò che una donna mangia influenza in modo inequivocabile la qualità ovocitaria!

RICORDA: se stai cercando di migliorare la qualità dei tuoi ovociti, è meglio iniziare 90 giorni prima di provare a concepire!

Perché?

Perché l'ovocita completa il suo percorso di maturazione nell'arco di circa 90 giorni e, durante questo periodo, risente dell'ambiente metabolico, ormonale e nutrizionale in cui si trova.

Ecco perché quei tre mesi sono così importanti.

Sono il momento in cui possiamo lavorare sull'alimentazione, sul sonno, sull'attività fisica, sulla gestione dello stress e, quando necessario, correggere eventuali carenze nutrizionali o alterazioni metaboliche e ormonali.

Allo stesso tempo, è importante evitare ciò che può ostacolare questo processo: fumo, alcol, diete drastiche, digiuni prolungati e integratori assunti senza una valutazione professionale.

Alle mie pazienti dico sempre una cosa: non ci prepariamo solo per il prossimo ciclo. Prepariamo i 90 giorni che possono influenzare la qualità dell'ovocita che ovulerai.

Ti parlo di cortisolo perché spesso lo nominiamo solo quando diciamo:“sono stressata”.Ma il cortisolo non è solo stress....
09/07/2026

Ti parlo di cortisolo perché spesso lo nominiamo solo quando diciamo:
“sono stressata”.

Ma il cortisolo non è solo stress.
È un ormone che il corpo produce per aiutarti a reagire, svegliarti, avere energia, affrontare le giornate.

Il problema non è avere cortisolo.
Il problema è quando il corpo ne produce troppo, troppo spesso, perché si sente sempre in allarme.

E questo può succedere quando dormi poco, mangi in modo disordinato, salti i pasti, vivi di caffè, arrivi a sera senza energie, hai mille pensieri e non riesci mai davvero a recuperare.

In quel momento il corpo non sta esagerando.
Sta solo provando a proteggerti.

Ma se il cortisolo resta alto troppo a lungo, può influenzare tanti equilibri: fame nervosa, glicemia, sonno, infiammazione, ciclo mestruale, ovulazione e anche il modo in cui il corpo risponde a un percorso di fertilità.

Per questo, quando lavoriamo sulla nutrizione, non guardiamo solo cosa mangi.

Guardiamo anche se il tuo corpo sta vivendo in modalità “emergenza”.

Perché un corpo sempre sotto stress fa più fatica a sentirsi stabile, nutrito e pronto.

E no, non si tratta di eliminare lo stress dalla tua vita.
Si tratta di aiutare il corpo a gestirlo meglio.

Con pasti più completi.
Con una glicemia più stabile.
Con meno digiuni improvvisati.
Con più regolarità.
Con più recupero.

Il cortisolo non è il nemico.
È un messaggio.

E il primo passo è imparare ad ascoltarlo, non ignorarlo.

Dott.ssa Flavia Saracino
Biologa Nutrizionista

🧀 𝐅𝐨𝐫𝐦𝐚𝐠𝐠𝐢 𝐢𝐧 𝐠𝐫𝐚𝐯𝐢𝐝𝐚𝐧𝐳𝐚: 𝐬𝐢̀, 𝐦𝐚 𝐜𝐨𝐧 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐜𝐡𝐞 𝐚𝐭𝐭𝐞𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞.“Dottoressa, ma posso mangiare la mozzarella? E il parmigiano? ...
02/07/2026

🧀 𝐅𝐨𝐫𝐦𝐚𝐠𝐠𝐢 𝐢𝐧 𝐠𝐫𝐚𝐯𝐢𝐝𝐚𝐧𝐳𝐚: 𝐬𝐢̀, 𝐦𝐚 𝐜𝐨𝐧 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐜𝐡𝐞 𝐚𝐭𝐭𝐞𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞.

“Dottoressa, ma posso mangiare la mozzarella? E il parmigiano? E la ricotta?”

La risposta è: sì, molti formaggi si possono mangiare serenamente, ma è importante capire quali scegliere e quali invece limitare.

In gravidanza non dobbiamo vivere il cibo con paura, ma con consapevolezza.
I formaggi possono essere una buona fonte di proteine, calcio e vitamina B12, però alcuni prodotti possono esporre a un rischio maggiore di contaminazioni, soprattutto se preparati con latte non pastorizzato o se consumati crudi.

✅ In generale, puoi preferire:
mozzarella, ricotta, formaggi spalmabili, parmigiano, grana.

⚠️ Meglio fare attenzione invece a:
brie, camembert, gorgonzola, formaggi erborinati, formaggi artigianali senza indicazione chiara e prodotti sfusi al banco, soprattutto se non sai con certezza come sono stati lavorati.

E se proprio desideri un formaggio “a rischio”?
La cosa più sicura è consumarlo ben cotto, fino al cuore.

La regola più semplice è questa:
leggi l’etichetta, scegli prodotti tracciabili e non affidarti al “secondo me si può”.

In gravidanza non serve eliminare tutto.
Serve scegliere meglio, con più attenzione e meno ansia.

💛 Perché mangiare bene non significa rinunciare:
significa proteggere te e il tuo bambino, senza perdere il piacere del cibo.

Dott.ssa Flavia Saracino
Biologa Nutrizionista

𝐋𝐚 𝐜𝐢𝐬𝐭𝐢𝐭𝐞 𝐩𝐚𝐬𝐬𝐚. 𝐏𝐨𝐢 𝐭𝐨𝐫𝐧𝐚. 𝐏𝐨𝐢 𝐩𝐚𝐬𝐬𝐚 𝐝𝐢 𝐧𝐮𝐨𝐯𝐨. 𝐏𝐨𝐢 𝐭𝐨𝐫𝐧𝐚 𝐚𝐧𝐜𝐨𝐫𝐚.E spesso la risposta è sempre la stessa: antibiotico, ...
30/06/2026

𝐋𝐚 𝐜𝐢𝐬𝐭𝐢𝐭𝐞 𝐩𝐚𝐬𝐬𝐚. 𝐏𝐨𝐢 𝐭𝐨𝐫𝐧𝐚. 𝐏𝐨𝐢 𝐩𝐚𝐬𝐬𝐚 𝐝𝐢 𝐧𝐮𝐨𝐯𝐨. 𝐏𝐨𝐢 𝐭𝐨𝐫𝐧𝐚 𝐚𝐧𝐜𝐨𝐫𝐚.

E spesso la risposta è sempre la stessa: antibiotico, qualche giorno di sollievo, poi si ricomincia.

Attenzione: l’antibiotico, quando serve, è fondamentale e va prescritto dal medico.

Ma quando la cistite diventa ricorrente, soprattutto dopo i 60 anni, bisogna iniziare a farsi una domanda diversa:

sto curando solo l’infezione del momento o sto lavorando anche sul terreno che la fa tornare?

Dopo la menopausa cambiano le mucose, cambia il microbiota vaginale, cambia la protezione naturale delle vie urinarie.

Se a questo aggiungiamo intestino pigro, stipsi, disbiosi, poca idratazione, dieta povera di fibre, glicemia instabile e infiammazione di basso grado, il corpo può diventare più vulnerabile alle recidive.

L’alimentazione non cura magicamente la cistite.

Non sostituisce l’urologo.
Non sostituisce il medico.
Non evita sempre l’antibiotico.

Però può aiutare a lavorare su alcuni fattori importanti:

migliorare la regolarità intestinale, sostenere il microbiota, ridurre gli eccessi di zuccheri e farine raffinate, migliorare l’idratazione, sostenere le mucose e rendere il terreno meno favorevole alle recidive.

Il punto non è “mangiare bene” in modo generico.

Il punto è capire cosa sta succedendo in quella persona.

Perché una donna di 65 anni con stipsi, secchezza, glicemia alta e cistiti ricorrenti non ha bisogno della solita lista di cibi sì e cibi no.

Ha bisogno di una valutazione completa.

La cistite ricorrente non va normalizzata.
E una vescica che si infiamma spesso non va solo zittita.

Va ascoltata.

Dott.ssa Flavia Saracino
Biologa Nutrizionista

𝐋𝐚 𝐩𝐞𝐬𝐜𝐚 𝐛𝐢𝐚𝐧𝐜𝐚 𝐝𝐮𝐫𝐚𝐧𝐭𝐞 𝐮𝐧 𝐩𝐞𝐫𝐜𝐨𝐫𝐬𝐨 𝐝𝐢 𝐏𝐌𝐀 𝐩𝐮𝐨̀ 𝐚𝐯𝐞𝐫𝐞 𝐮𝐧 𝐬𝐞𝐧𝐬𝐨?Sì, ma non perché sia un alimento “miracoloso”.Mi piace p...
25/06/2026

𝐋𝐚 𝐩𝐞𝐬𝐜𝐚 𝐛𝐢𝐚𝐧𝐜𝐚 𝐝𝐮𝐫𝐚𝐧𝐭𝐞 𝐮𝐧 𝐩𝐞𝐫𝐜𝐨𝐫𝐬𝐨 𝐝𝐢 𝐏𝐌𝐀 𝐩𝐮𝐨̀ 𝐚𝐯𝐞𝐫𝐞 𝐮𝐧 𝐬𝐞𝐧𝐬𝐨?
Sì, ma non perché sia un alimento “miracoloso”.

Mi piace parlarne perché è un esempio perfetto di come un alimento semplice possa diventare interessante quando viene letto con occhi clinici.

Durante una stimolazione ormonale, molte donne avvertono gonfiore, ritenzione, intestino più lento, senso di pesantezza. In questi momenti, il corpo non ha bisogno di restrizioni drastiche, ma di una nutrizione capace di accompagnare il carico metabolico in modo intelligente.

La pesca bianca è ricca di acqua, povera di sodio e contiene composti vegetali ad azione antiossidante, come i polifenoli. Questi aspetti la rendono interessante in un’alimentazione estiva pensata per sostenere idratazione, leggerezza digestiva e controllo dello stress ossidativo.

E lo stress ossidativo, in fertilità, non è un dettaglio: è uno dei meccanismi più studiati perché può influenzare l’ambiente follicolare, la qualità ovocitaria e i processi riproduttivi.

E c’è un’altra cosa importante: nelle donne con colon irritabile, forte meteorismo o fermentazione intestinale, la pesca può dare fastidio perché contiene sorbitolo, uno zucchero fermentabile presente nei frutti con nocciolo.

Quindi sì, la pesca bianca può essere un piccolo alleato estivo anche in un percorso di PMA.

Ma non perché “fa bene” in modo generico.
Perché, se usata nel contesto giusto, può aiutare a costruire un’alimentazione più idratante, più antiossidante e più rispettosa del corpo in una fase delicata.

In fertilità non cerchiamo alimenti magici.
Cerchiamo strategie precise, personalizzate, sostenibili.

Dott.ssa Flavia Saracino
Biologa Nutrizionista

𝐏𝐄𝐑 𝐏𝐄𝐑𝐃𝐄𝐑𝐄 𝐏𝐄𝐒𝐎 𝐂𝐈 𝐕𝐔𝐎𝐋𝐄 𝐓𝐄𝐌𝐏𝐎! Diffidate da chi vi promette la perdita di tanti kg in pochissimo tempo, sicuramente no...
19/06/2026

𝐏𝐄𝐑 𝐏𝐄𝐑𝐃𝐄𝐑𝐄 𝐏𝐄𝐒𝐎 𝐂𝐈 𝐕𝐔𝐎𝐋𝐄 𝐓𝐄𝐌𝐏𝐎!

Diffidate da chi vi promette la perdita di tanti kg in pochissimo tempo, sicuramente non è impossibile ma poi entra in gioco l'effetto yoyo e poco dopo si riprendono i kg persi con gli interessi‼️
L'effetto yoyo non è l'unico problema che si riscontra in questi casi;
ecco i motivi per cui non bisogna perdere peso in poco tempo:

1️⃣ Le uniche diete capaci di farti perdere peso in poco tempo sono diete drastiche, che abbassano il metabolismo.

2️⃣ La perdita di peso in poco tempo è sempre temporanea proprio per via del primo punto (metabolismo basso);

3️⃣ La perdita di peso in poco tempo è fittizia, un inganno: il corpo non ha tempo di dimagrire in pochi giorni, può solo disfarsi dell’acqua in eccesso e liberarsi di un po’ di muscoli per recuperare glicogeno. L’acqua la reintegrerà. I muscoli no, perciò tenderà a prendersi grasso per compensare. A fine dieta.

4️⃣ L’unico trucco per non perdere massa muscolare ma grasso in poco tempo è rifugiarsi in palestra per ore, con pesi ed esercizi ad alta intensità, e un apporto calorico uguale a 800 calorie giornaliere. Sempre che tu ci riesca, appena smetterai di fare tutto questo il corpo si libererà delle fibre muscolari in eccesso e il metabolismo si abbasserà. Punto e a capo.

5️⃣ Ognuna di queste pratiche estreme aumenta lo stress e quindi il cortisolo nel sangue. Anche il cortisolo fa ingrassare, ed è responsabile di invecchiamento precoce, problemi di salute nonché del fallimento del 90% delle diete. Pensaci.

👉La soluzione?
Il grasso si perde poco alla volta, con una corretta e sana alimentazione e un allenamento mirato. Il percorso di dimagrimento deve essere graduale affinché possa essere mantenuto nel lungo periodo!

𝐈𝐍𝐎𝐒𝐈𝐓𝐎𝐋𝐎 𝐄 𝐅𝐄𝐑𝐓𝐈𝐋𝐈𝐓𝐀̀ 𝐅𝐄𝐌𝐌𝐈𝐍𝐈𝐋𝐄: 𝐧𝐞 𝐡𝐚𝐢 𝐬𝐞𝐧𝐭𝐢𝐭𝐨 𝐩𝐚𝐫𝐥𝐚𝐫𝐞?«Dottoressa, prendo l’inositolo perché voglio migliorare la qua...
17/06/2026

𝐈𝐍𝐎𝐒𝐈𝐓𝐎𝐋𝐎 𝐄 𝐅𝐄𝐑𝐓𝐈𝐋𝐈𝐓𝐀̀ 𝐅𝐄𝐌𝐌𝐈𝐍𝐈𝐋𝐄: 𝐧𝐞 𝐡𝐚𝐢 𝐬𝐞𝐧𝐭𝐢𝐭𝐨 𝐩𝐚𝐫𝐥𝐚𝐫𝐞?

«Dottoressa, prendo l’inositolo perché voglio migliorare la qualità ovocitaria.»

Fermiamoci un momento, perché c’è un aspetto importante che spesso non viene spiegato.

L’inositolo non “nutre” direttamente gli ovociti e non è la pillola magica che aumenta automaticamente la fertilità. È una molecola già presente nel nostro organismo coinvolta in meccanismi chiave della riproduzione.

Il mio-inositolo, insieme al D-chiro-inositolo, influenzano diversi percorsi biologici come la modulazione dei recettori insulinici, che aiuta a migliorare l'utilizzo del glucosio e ridurre l'insulino-resistenza. Inoltre, l'inositolo agisce come secondo messaggero per diversi ormoni e neurotrasmettitori, contribuendo alla regolazione del ciclo mestruale e dell'ovulazione.

Per questo può essere più interessante quando sono presenti PCOS, insulino-resistenza e ovulazioni irregolari.

Ma regolarizzare il ciclo non significa necessariamente aumentare le probabilità di gravidanza.

Gli studi mostrano possibili miglioramenti di alcuni parametri metabolici e ormonali, mentre le prove sulla qualità ovocitaria, sulla gravidanza e sulla nascita di un bambino sono ancora incerte.

E c’è un altro punto poco raccontato: non abbiamo ancora evidenze solide per stabilire quale formulazione, rapporto tra myo-inositolo e D-chiro-inositolo o dosaggio sia il migliore per tutte.

Quindi, quando una paziente mi chiede:
«Devo prenderlo anch’io?»

Io non parto dall’integratore. Parto dal suo ciclo, dall’ovulazione, dagli esami e dal suo quadro metabolico.

Perché l’inositolo può essere utile, ma solo quando risponde a un bisogno reale. Non quando viene consigliato indistintamente a tutte le donne che cercano una gravidanza.

Dott.ssa Flavia Saracino
Biologa Nutrizionista

𝐑𝐢𝐭𝐞𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐢𝐝𝐫𝐢𝐜𝐚 𝐞 𝐜𝐞𝐥𝐥𝐮𝐥𝐢𝐭𝐞, 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐥𝐚 𝐬𝐭𝐞𝐬𝐬𝐚 𝐜𝐨𝐬𝐚! 𝐑𝐚𝐜𝐜𝐨𝐧𝐭𝐚𝐧𝐨 𝐝𝐮𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐝𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐦𝐨𝐥𝐭𝐨 𝐝𝐢𝐯𝐞𝐫𝐬𝐞.La ritenzione riguarda s...
13/06/2026

𝐑𝐢𝐭𝐞𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐢𝐝𝐫𝐢𝐜𝐚 𝐞 𝐜𝐞𝐥𝐥𝐮𝐥𝐢𝐭𝐞, 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐥𝐚 𝐬𝐭𝐞𝐬𝐬𝐚 𝐜𝐨𝐬𝐚!
𝐑𝐚𝐜𝐜𝐨𝐧𝐭𝐚𝐧𝐨 𝐝𝐮𝐞 𝐜𝐨𝐧𝐝𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐦𝐨𝐥𝐭𝐨 𝐝𝐢𝐯𝐞𝐫𝐬𝐞.

La ritenzione riguarda soprattutto la gestione dei liquidi: quanta acqua il corpo trattiene, dove la distribuisce e quanta resta a livello extracellulare.

La cellulite, invece, è una condizione più complessa. In letteratura viene descritta come un’alterazione del tessuto sottocutaneo, dove possono essere coinvolti microcircolo, tessuto adiposo, matrice extracellulare, setti fibrosi e una componente infiammatoria locale.

Per questo la classica “buccia d’arancia” non dipende semplicemente dal fatto che bevi poca acqua.

Molte pazienti mi dicono: “Ma io bevo già due litri d’acqua al giorno”.

Ed è giusto bere. L’idratazione è fondamentale.

Ma il punto non è solo quanta acqua introduci. Il punto è come il tuo corpo la gestisce.

Se c’è molta acqua extracellulare, poca massa muscolare, microcircolo rallentato, alimentazione sbilanciata o infiammazione di base, bere di più da solo non basta.

Allo stesso modo, non servono soluzioni drastiche: tisane drenanti prese a caso, diete troppo restrittive o eliminazione totale del sale non sono strategie corrette.

Il sodio, ad esempio, è un elettrolita fondamentale: va modulato, non demonizzato.

Per questo in studio utilizzo la bioimpedenziometria clinica: per valutare composizione corporea, acqua extracellulare, acqua intracellulare, massa muscolare, massa grassa e stato di idratazione.

Davanti alla cellulite la domanda non dovrebbe essere solo:
“Sto bevendo abbastanza?”

Ma anche:
“Il mio corpo sta distribuendo bene quei liquidi?”
“Ho abbastanza massa muscolare?”
“C’è infiammazione?”
“La mia alimentazione sostiene davvero il drenaggio fisiologico?”

La cellulite non si affronta con soluzioni generiche.

Si affronta capendo cosa sta succedendo nel corpo e costruendo un percorso personalizzato, sostenibile e basato su dati reali.

Dott.ssa Flavia Saracino
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