26/11/2025
Qualche settimana fa, il mio amico e collega mi ha chiesto: “Vuoi ve**re a raccontare ai miei studenti di psicologia cosa vuol dire fare lo psicologo clinico?”
Devo ammettere che, all’inizio, ero indeciso se accettare o meno. Pensavo: cosa mai potrò dire di interessante a dei giovani che si stanno preparando, forse un giorno, a fare la mia stessa professione?
Poi mi è venuta un’idea: essere sincero. Così ho raccontato la mia indecisione. Che prima di fare lo psicologo mi ero iscritto a Informatica. Eh già.
Quando ho preso parola in aula, ho chiesto all* studenti: chi di voi non ha ancora le idee chiare sul futuro?
Tante mani si sono alzate. E lì ho rivisto me stesso.
Viviamo in un tempo in cui dobbiamo sembrare sempre definiti, decisi, performanti. Qualcuno ci urla contro i nostri ritardi, le nostre incertezze.
Ma la verità è che l’indecisione è un fattore che non possiamo eliminare dalle nostre vite. Che ci offre uno spazio in cui ascoltarci, e ci consente di mantenere la libertà di provare, sbagliare, cambiare direzione, ricominciare.
Uno spazio in cui, anche se non ce ne accorgiamo, stiamo già decidendo.