04/06/2026
La Sindrome della Fessura Orbitaria Superiore:
La Sindrome della Fessura Orbitaria Superiore (SFOS) è un focale disordine neurologico e oftalmologico causato da insulti compressivi, infiammatori, traumatici o neoplastici a carico delle strutture anatomiche che transitano attraverso la fessura orbitaria superiore (fenditura che mette in comunicazione la fossa cranica media con la cavità orbitale).
Epidemiologicamente si tratta di una condizione rara, strettamente correlata a traumi maxillo-facciali e cranici complessi (in particolare le fratture dello scheletro facciale medio e profondo, come le fratture del tetto orbitario o dello sfenoide), la SFOS si manifesta in una percentuale stimata tra lo 0,5% e l'1% dei casi.
Non vi é predilezione di genere, sebbene i casi di origine traumatica siano statisticamente più frequenti nei soggetti maschi di età compresa tra i 20 e i 40 anni.
La fessura orbitaria superiore è una apertura obliqua situata all'apice dell'orbita, delimitata superiormente dalla piccola ala dello sfenoide, inferiormente dalla grande ala dello sfenoide e medialmente dal corpo dello sfenoide.
Il compartimento è funzionalmente diviso dall'anello tendineo comune o anello di Zinn.
All'interno dell'anello di Zinn transitano il nervo oculomotore (III n.c.), il nervo abducente (VI n.c.) e la branca nasociliare del nervo trigemino (V n.c.); al suo esterno invece decorrono: il nervo trocleare (IV n.c.), le branche trigeminali (V n.c.) deputate all'innervazione sensitiva della regione frontale e palpebrale nonché della funzionalità della ghiandola lacrimale, infine della vena oftalmica superiore per la circolazione efferente del seno cavernoso.
Il meccanismo fisiopatologico principale è l'ischemia da compressione o l'interruzione assonale diretta: data la rigidità delle pareti ossee della FOS, qualsiasi incremento volumetrico (edema, ematoma, infiltrazione neoplastica o compressione da frammento osseo) determina un aumento della pressione idrostatica locale.
Questo compromette il microcircolo inducendo ipossia neurale, demielinizzazione segmentaria e, nei casi più gravi, degenerazione dei compartimenti nervosi.
L'ostruzione del flusso della vena oftalmica superiore esacerba l'edema tissutale intraorbitario, instaurando un circolo vizioso pressorio.
Il quadro clinico della SFOS è tipicamente unilaterale e caratterizzato da un esordio che riflette la natura dell'insulto (iperacuto nei traumi, subacuto/cronico nelle neoplasie).
L'occhio è ipomobile o immobile, la paralisi combinata del III, IV e VI n.c. determina l'impossibilità di eseguire movimenti di sguardo (oftalmoplegia); puó esserci anche ptosi palpebrale con parziale o totale incapacità di sollevamento della palpebra superiore per deficit del muscolo elevatore.
La pupilla omolaterale si presenta dilatata e priva di riflesso fotomotore sia diretto che consensuale, il riflesso consensuale controlaterale è invece conservato.
Spesso si riscontra ipoestesia o anestesia della regione frontale, della palpebra superiore, della radice del naso e della cornea, l'abolizione del riflesso corneale é un segno semeiologico tipico.
Secondariamente alla stasi venosa per ostruzione della vena oftalmica superiore può associarsi chemosi congiuntivale marcata.
Il protocollo diagnostico richiede un approccio multidisciplinare urgente (neuroradiologico, neurologico/neurochirurgico, maxillofacciale ed oftalmologico); la terapia puó essere tanto medica quanto chirurgica (decompressione orbitaria).
La prognosi è variabile e dipende dal tempo intercorso tra l'insulto e l'inizio del trattamento.
Nelle forme infiammatorie, il recupero della motilità oculare e della sensibilità è spesso completo, sebbene richieda settimane o mesi.
Nelle forme traumatiche, se la decompressione avviene entro le prime 8-12 ore dall'evento, vi sono discrete probabilità di recupero funzionale parziale o totale dei nervi cranici.