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Questa è la storia di Giorgia, un nome di fantasia.🔗Puoi leggere la storia completa sul nostro blog, trovi il link in bi...
04/09/2026

Questa è la storia di Giorgia, un nome di fantasia.
🔗Puoi leggere la storia completa sul nostro blog, trovi il link in bio

"Fino all'ultima briciola" accoglie le storie di chi, tra le persone che seguiamo, ha scelto di diventare protagonista di un racconto, condividendo una parte della propria vita, e della propria intimità, con chi avrà desiderio, o forse bisogno, di leggere.

Ciascuna di loro ha espresso attraverso un consenso scritto la volontà di condividere la propria storia. I nomi sono di fantasia, così come l'ambientazione, e i fatti sono modificati a sufficienza perché il protagonista non risulti riconoscibile: è in questo modo che ne tuteliamo la privacy.

Lo scritto è della .ssa_rossanaspinelli, supervisora e psicoterapeuta del centro Lilac.

Ti guardi allo specchio e vedi un dettaglio che non ti dà tregua. La forma del naso, la piega di un sopracciglio. Gli al...
03/09/2026

Ti guardi allo specchio e vedi un dettaglio che non ti dà tregua. La forma del naso, la piega di un sopracciglio. Gli altri non lo notano, o ti dicono che non c’è. Tu lo vedi eccome, e occupa spazio in gran parte delle tue giornate.

Il dismorfismo corporeo è una preoccupazione intensa per un difetto percepito nel proprio aspetto, che agli occhi di chi ci sta intorno spesso è minimo o non esiste.
Chi lo vive può passare molto tempo davanti allo specchio a controllarsi, oppure evitarlo del tutto. Porta con sé vergogna e un’ansia profonda, e certi giorni rende faticose anche le cose più semplici.

Oggi, 3 settembre 2026, cade la prima Giornata Mondiale di Consapevolezza sul Dismorfismo Corporeo, promossa dalla BDD Foundation insieme alla International OCD Foundation. Un modo per parlare di un disturbo spesso sottovalutato.

Basta una giornata? No, ma ci aiuta a diffondere consapevolezza insieme.

Il 3 settembre 2026 si celebra la prima Giornata mondiale di consapevolezza sul dismorfismo corporeo, promossa dalla BDD...
03/09/2026

Il 3 settembre 2026 si celebra la prima Giornata mondiale di consapevolezza sul dismorfismo corporeo, promossa dalla BDD Foundation insieme alla International OCD Foundation.

Il dismorfismo corporeo è un disturbo in cui la persona è convinta di avere un difetto nel proprio aspetto che gli altri non notano o giudicano trascurabile.

Non è vanità e non è un eccesso di attenzione all'immagine. È una preoccupazione che occupa la mente e finisce per pesare sulla vita di ogni giorno, sul lavoro e sulle relazioni.

Colpisce circa il 2% della popolazione adulta (1,9%; Veale et al., 2016, Body Image) e può comparire già in adolescenza, intorno ai 17 anni (Bjornsson et al., 2013, Comprehensive Psychiatry).
Tra chi si rivolge alla chirurgia estetica la percentuale sale al 13,2%, e arriva al 20,1% tra chi richiede una rinoplastica (Veale et al., 2016).

Si può accompagnare spesso a depressione e ansia.

Nonostante i numeri, resta un disturbo poco conosciuto e spesso non riconosciuto: molte persone ci convivono per anni prima di scoprire che ha un nome e che si può guarire con il giusto supporto. Una giornata dedicata serve esattamente a questo.

02/09/2026

Un giorno non pensi al cibo. Quello dopo ti ritrovi a rimandare un pasto, o a contare di nuovo.

Succede. La guarigione non è mai una linea retta,va avanti e torna indietro, si ferma per settimane e riparte da dove non te lo aspettavi.

I giorni in cui il disturbo si rifà sentire non cancellano quello che hai costruito nel frattempo: appartengono allo stesso percorso.

Se oggi ti sembra di essere tornato\a al punto di partenza, se ti senti un fallimento, vogliamo ricordarti che la guarigione non ha un ritmo uguale per tutti, e nessuno ti chiede di rispettare una scadenza.

Siamo qui per ricordarti che anche i giorni no fanno parte del cammino, e che non devi attraversarli da sola/o.

Il dismorfismo corporeo non ha nulla a che fare con la vanità. È un disturbo in cui un dettaglio del proprio aspetto si ...
02/09/2026

Il dismorfismo corporeo non ha nulla a che fare con la vanità. È un disturbo in cui un dettaglio del proprio aspetto si trasforma in un pensiero fisso che occupa ore di ogni giornata. Ci si controlla allo specchio senza sosta, oppure lo si evita del tutto. Ci si confronta con chiunque, si prova vergogna e ansia quando si è in pubblico. E intanto si esce di meno, si evitano le foto, ci si nasconde.

Chi ne soffre vede il proprio corpo in un modo che gli altri, semplicemente, non vedono.
Circa il 2% della popolazione mondiale soffre di questo disturbo, eppure se ne parla davvero pochissimo. E così tante persone ci convivono per anni, convinte di essere soltanto troppo dure con se stesse, senza sapere che ciò che provano ha un nome e che, con il giusto supporto, si può guarire.

Il 3 settembre 2026 è stata istituita una giornata dedicata proprio a questo: la prima Giornata mondiale di consapevolezza sul dismorfismo corporeo. Un giorno per dare un nome a qualcosa che troppe persone vivono in silenzio, credendo di essere le uniche.

Ciò che cattura la nostra attenzione non sempre è ciò che ci fa bene. 💜Iniziare a far caso a come ci sentiamo mentre scr...
01/09/2026

Ciò che cattura la nostra attenzione non sempre è ciò che ci fa bene. 💜

Iniziare a far caso a come ci sentiamo mentre scrolliamo e a cosa ci rimane addosso dopo, può aiutarci a vivere i social con maggiore consapevolezza.

Riconoscere l’effetto che alcuni contenuti hanno su di noi può essere un piccolo pezzo del percorso. 💜



A 29 anni dalla sua scomparsa, vogliamo ricordarla per aver detto “bulimia” davanti a milioni di persone.Per aver raccon...
31/08/2026

A 29 anni dalla sua scomparsa, vogliamo ricordarla per aver detto “bulimia” davanti a milioni di persone.

Per aver raccontato che poteva esistere anche dietro un’immagine apparentemente perfetta.

E per aver contribuito a rendere visibile una sofferenza che, per tantissime persone, fino ad allora era rimasta nell’ombra. 💜

29/08/2026

Il primo modo che abbiamo avuto di sentirci al sicuro è passato dal cibo. Da neonati veniamo nutriti e tenuti in braccio nello stesso gesto: mangiare e sentirsi accolti sono la stessa esperienza, prima ancora di avere le parole per distinguerli.

Le emozioni le sentiamo nel corpo. L'ansia che stringe lo stomaco, l'amore con le farfalle nello stomaco. Quando mangiamo un cibo che ci fa stare bene, il corpo lo registra e ne trae qualcosa.

Ed è così che al cibo arriviamo a dare significati che vanno oltre il nutrimento. Il comfort food è memoria: "il pacco da giù" che arriva quando si è fuori sede sa di casa prima ancora di essere aperto. Cercare conforto nel cibo non è di per sé qualcosa da correggere.

La domanda che vale la pena farsi è un'altra: cosa succede quando diventa l'unico modo che abbiamo per consolarci? Quando resta una strada sola, tutte le altre restano inesplorate. Se ti capita di riconoscerti in questo, possiamo parlarne insieme.
Noi ci siamo 💜

Questa è la storia di Sara, un nome di fantasia.🔗Puoi leggere la storia completa sul nostro blog, trovi il link in bio“F...
28/08/2026

Questa è la storia di Sara, un nome di fantasia.
🔗Puoi leggere la storia completa sul nostro blog, trovi il link in bio

“Fino all’ultima briciola” è la rubrica che accoglie le storie di pazienti che hanno scelto di diventare le protagoniste di un racconto, condividendo una parte della loro vita, della loro intimità, con chi avrà desiderio, o forse bisogno, di leggere.
Ognuna di loro ha espresso la sua volontà di condividere la propria storia attraverso un consenso scritto; i nomi sono di fantasia così come l’ambientazione; i fatti sono sufficientemente modificati per non rendere riconoscibile il protagonista e quindi per tutelarne la privacy.
Lo scritto è della .ssa_rossanaspinelli , supervisora e psicoterapeuta centro Lilac

Può sembrarti di non cambiare, di sentirti sempre la stessa, di essere ancora lì: ferma, incastrata, ancorata a pensieri...
26/08/2026

Può sembrarti di non cambiare, di sentirti sempre la stessa, di essere ancora lì: ferma, incastrata, ancorata a pensieri da cui vorresti liberarti.

Ma le trasformazioni sono spesso silenziose.

Iniziano da un pensiero che cambia appena, da qualcosa che prima sembrava impossibile e che, piano piano, lascia spazio a nuove abitudini e nuove scoperte.

È così che te ne accorgi solo dopo: scopri che stavi cambiando anche quando ti sembrava di essere ferma. Che non sei più la stessa persona. Che, anche se la strada è in salita, la stai percorrendo con tutta la forza che hai.

Guarire non significa non avere più giorni difficili. Significa, poco alla volta, imparare ad attraversarli con strumenti, consapevolezze e possibilità che prima non avevi.

Siamo con te. 💜

Grazie a Laura Strozzo per aver disegnato ali leggere sui pensieri più difficili. 🦋

Indirizzo

Via Gaetano Devitofrancesco 2i
Bari
70124

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 20:00
Martedì 09:00 - 20:00
Mercoledì 09:00 - 20:00
Giovedì 09:00 - 20:00
Venerdì 09:00 - 20:00
Sabato 09:00 - 20:00

Telefono

+390809187907

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