Antonio Di Mauro Pediatra

Antonio Di Mauro Pediatra Antonio Di Mauro è un medico, specialista in Pediatria e Neonatologia. Dottore di Ricerca, perfezionato in nutrizione e assistenza territoriale integrata.

Divulgatore Scientifico rilevante ACGOM. Autore. Lavora a Bari. Sposato con Chiara. Padre di Lea. Antonio Di Mauro (Bari, 14/06/1984) è un medico, specialista in Pediatria e Dottore di Ricerca. Dopo essersi diplomato presso il Liceo "Quinto Orazio Flacco" di Bari, ha conseguito la Laurea in Medicina e Chirurgia, la Specializzazione in Pediatria e il Dottorato di Ricerca in Scienze Biomolecolari Fa

rmaceutiche e Mediche presso l'Università degli Studi di Bari "Aldo Moro". Si è poi perfezionato in Biologia della Nutrizione. E' Autore di pubblicazioni scientifiche edite su riviste internazionali in ambito neonatologico e pediatrico. Ha partecipato come relatore a numerosi Congressi e Convegni scientifici in ambito nazionale ed internazionale. E' stato consigliere Jr della Società Italiana di Pediatria. AGCOM Influencer rilevante

Mi manca tanto leggerlo qui…
24/08/2026

Mi manca tanto leggerlo qui…

Le polemiche dei soliti cialtroni per minimizzare l’importanza della vaccinazione.

Indagati i genitori della bambina morta di difterite.Questi genitori stanno già scontando la più dura delle pene: la per...
22/08/2026

Indagati i genitori della bambina morta di difterite.

Questi genitori stanno già scontando la più dura delle pene: la perdita di una figlia.

La scelta di non vaccinarla non sarà stata presa con l’intenzione di farle del male, ma con l’illusione di proteggerla.

Qualcuno avrà detto loro che i vaccini sono pericolosi e loro, disinformati e impauriti, ci avranno creduto.

A questi genitori vanno comunque il mio rispetto umano e la mia compassione.

Sono sentimenti che tutti dovremmo provare davanti a tragedie come questa.

Ora sono indagati per omicidio colposo per omissione e sarà la magistratura ad accertare le eventuali responsabilità.

Ma non possiamo fermarci ai genitori.

Responsabilità gravissime ricadono anche su chi diffonde menzogne sui vaccini, alimenta paure infondate e trasforma la disinformazione in consenso o profitto.

Ricadono su chi, anche in questa pagina e in quelle gestite da altri colleghi pediatri e divulgatori, interviene con parole violente, diffonde notizie false, insulta i medici, scredita la scienza e insinua dubbi e diffidenza.

Deve interrogarsi anche lo Stato quando stabilisce un obbligo vaccinale, ma non garantisce controlli efficaci e interventi tempestivi a tutela dei minori, soprattutto quando le decisioni dei genitori ne mettono a rischio la salute.

Leggendo alcuni commenti in rete, polarizzati nello scontro tra “pro-vax” e “no-vax”, si rischia di trasformare questa tragedia nell’ennesima occasione per individuare dei facili colpevoli: da una parte i genitori, dall’altra i medici che hanno preso in carico la bambina in ospedale.

Così, però, si perde di vista ciò che deve essere affrontato con urgenza: la disinformazione sui vaccini e la debole presenza della sanità pubblica, che possono creare le condizioni perché tragedie come questa accadano ancora.

Ci deve sempre scappare prima il morto…
22/08/2026

Ci deve sempre scappare prima il morto…

Allerta.Se in casa vostra c’è questa carota elastica di circa 17 cm riconsegnatela a chi ve l’ha venduta.Toglietela dall...
21/08/2026

Allerta.

Se in casa vostra c’è questa carota elastica di circa 17 cm riconsegnatela a chi ve l’ha venduta.

Toglietela dalla disponibilità dei bambini senza aprirla, tagliarla o forarla.

Se è danneggiata, non spazzate e non utilizzate l’aspirapolvere: allontanatevi dall’area e contattate l’ASL.

La sabbia al suo interno potrebbe contenere amianto.

Marca Trendhaus, modello 967176, lotto CH33287, codice a barre 4032722967176.

È pazzesco. Nel 2026!Una bambina di quattro anni è morta a Palermo. Si sospetta la difterite: una malattia gravissima, p...
21/08/2026

È pazzesco. Nel 2026!

Una bambina di quattro anni è morta a Palermo. Si sospetta la difterite: una malattia gravissima, prevenibile attraverso la vaccinazione, che finora avevo incontrato soltanto nei libri di pediatria e di storia della medicina.

Secondo quanto riportato dai giornali, la bambina non era vaccinata. I genitori avrebbero temuto che il vaccino potesse causare l’autismo: una convinzione priva di qualunque fondamento scientifico.

A quanto pare, nel 2026 non basta nascere in una parte del mondo nella quale i vaccini sono disponibili e offerti gratuitamente.

Bisogna anche avere la fortuna di crescere in una famiglia che non sia stata raggiunta dalla disinformazione, dai falsi esperti e dai tanti leoni da tastiera che, sui social come al bar, diffondono paure e menzogne contrarie alle evidenze scientifiche.

Davanti a una tragedia simile, il primo pensiero va a questa bambina innocente e alla sua famiglia, travolta da un dolore inimmaginabile.

Ma proprio quel dolore ci impone di riflettere: la disinformazione sanitaria non è innocua. Condiziona decisioni fondamentali e può produrre conseguenze irreversibili.

Chi avrebbe dovuto tutelare il diritto alla salute e alla vita di questa bambina, quando la paura ha prevalso sulla scienza?

Anche lo Stato. Attraverso un obbligo vaccinale realmente efficace, controlli adeguati, un’informazione sanitaria capillare e interventi netti contro chi diffonde consapevolmente false informazioni sulla salute, soprattutto quando lo fa per denaro o visibilità.

Questa tragedia deve richiamare l’attenzione di genitori e istituzioni. Deve spingerci a interve**re prima che sia troppo tardi, prima che un’altra vita innocente venga spezzata.

Vittima non soltanto di una malattia del passato, ma anche della disinformazione del presente.

Nel 2026.

Quando torni al tuo paese…Sono a Carpino, ameno paese nell’entroterra del Gargano, adagiato su un lembo di terra collina...
16/08/2026

Quando torni al tuo paese…

Sono a Carpino, ameno paese nell’entroterra del Gargano, adagiato su un lembo di terra collinare tra il bosco, il mare Adriatico e il lago di Varano, in un paesaggio dominato dagli ulivi.

Oggi, 16 agosto, si celebra la festa di San Rocco, il Santo Patrono. Un appuntamento di fede, memoria e appartenenza che mio padre non perde da quando ne ho memoria. Ogni anno, cascasse il mondo, il 16 agosto deve essere qui.

La Messa solenne, la processione per le vie del paese e i tradizionali “Fratelli di San Rocco”, riconoscibili dalla veste rossa, rinnovano una devozione tramandata di generazione in generazione.

Per mio padre, che ormai è “il nonno” della famiglia, questo giorno ha un significato speciale: è il giorno in cui figli e nipoti devono ritrovarsi tutti insieme.

Quest’anno, dopo vent’anni, ci siamo riusciti davvero. Siamo tornati in tanti, arrivando da ogni parte d’Italia. Abbiamo messo in pausa le nostre vite frenetiche e siamo tornati alle nostre radici.

Perché tornare al proprio paese non significa soltanto raggiungere un luogo: significa ritrovare gli affetti, custodire la memoria e riconoscersi ancora parte della stessa storia.

Finché continueremo a riunirci in questo giorno, la tradizione vivrà nei nostri gesti, nei nostri ricordi e nel cuore delle nuove generazioni.

Buona festa di San Rocco a tutti i carpinesi, vicini e lontani!

Buon Ferragosto!Passate del tempo di qualità con i vostri bambini!
15/08/2026

Buon Ferragosto!

Passate del tempo di qualità con i vostri bambini!

…questa sarà la prima estate di cui mia figlia avrà memoria……dai tre anni i bambini iniziano a custodire ricordi che pos...
13/08/2026

…questa sarà la prima estate di cui mia figlia avrà memoria…

…dai tre anni i bambini iniziano a custodire ricordi che possono accompagnarli nel tempo…

…non ricorderà ogni dettaglio con i nonni, ma porterà con sé la sensazione di essere stata amata…

No, non è tutto ok.In questi giorni la stampa ha raccontato la polemica suscitata da questa campagna pubblicitaria di un...
10/08/2026

No, non è tutto ok.

In questi giorni la stampa ha raccontato la polemica suscitata da questa campagna pubblicitaria di una nota marca di smartphone.

La rappresentazione rischia di far apparire normale, innocuo e persino desiderabile l’uso del telefono fin dalla primissima infanzia.

Da pediatra devo dirlo con chiarezza: uno smartphone non è un giocattolo per un neonato o per un bambino molto piccolo.

L’esposizione precoce e prolungata agli schermi è associata a possibili conseguenze su:
* sviluppo del linguaggio e capacità di comunicare;
* qualità e durata del sonno;
* attenzione e autoregolazione;
* movimento, gioco libero ed esplorazione;
* relazione tra bambino e adulto.

Il problema non è soltanto ciò che il bambino guarda.

È soprattutto ciò che lo schermo può sostituire: parole, sguardi, contatto, lettura, manipolazione degli oggetti e interazioni reali.

La Società Italiana di Pediatria raccomanda di evitare i dispositivi sotto i due anni.

Cosa possono fare concretamente i genitori?

* Non mettere lo smartphone in mano al bambino per calmarlo, farlo mangiare o distrarlo.

* Tenere spenti gli schermi durante i pasti e prima di dormire.

* Evitare la televisione accesa come sottofondo.

* Preferire voce, libri, canzoni, gioco libero e attività all’aperto.

* Dare il buon esempio, limitando anche l’uso del proprio telefono durante i momenti condivisi.

* Nei bambini più grandi, scegliere contenuti adatti all’età, guardarli insieme e stabilire tempi e regole chiare.

Non si tratta di colpevolizzare i genitori, che spesso ricorrono allo smartphone per stanchezza o necessità.

Si tratta di non lasciare che una pubblicità trasformi una pratica rischiosa in un gesto normale.

Un telefono può essere un ottimo prodotto.

Ma nelle mani di un bambino così piccolo, no: non è “tutto ok”.

🐙 Polpo crudo ai bambini? Una tradizione che merita prudenzaLe recenti dichiarazioni dell’infettivologo Matteo Bassetti ...
09/08/2026

🐙 Polpo crudo ai bambini? Una tradizione che merita prudenza

Le recenti dichiarazioni dell’infettivologo Matteo Bassetti hanno riacceso il dibattito sul consumo del polpo crudo, una pratica diffusa anche tra i bambini in alcune località pugliesi.

Già sento le obiezioni dei nonni baresi: «Ma è appena pescato!», «Si è sempre dato, persino durante lo svezzamento!»…

Il punto non è criminalizzare una tradizione, ma ricordare che “appena pescato” / “si è sempre fatto così” non significa necessariamente sicuro. È la cottura completa a ridurre sensibilmente il rischio di infezioni alimentari.

Quali sono i rischi per i bambini?

🦠 Infezioni gastrointestinali: batteri, virus o parassiti presenti nel prodotto — oppure introdotti durante la manipolazione — possono causare diarrea, vomito, febbre e dolore addominale. Nei bambini piccoli la disidratazione può svilupparsi più rapidamente.

🚨 Reazioni allergiche: il polpo è un mollusco e può provocare un’allergia alimentare. Orticaria, gonfiore delle labbra o del volto, difficoltà respiratoria o perdita di coscienza richiedono assistenza medica immediata.

⚠️ Soffocamento: nei più piccoli bisogna considerare anche la consistenza elastica e difficile da masticare del polpo.

Quando rivolgersi rapidamente al pediatra o al Pronto Soccorso?

• Il bambino non riesce a bere o continua a vomitare.
• Urina poco, ha la bocca asciutta, appare molto debole o insolitamente sonnolento.
• Presenta sangue nelle feci, febbre elevata o dolore addominale forte e persistente.
• Compaiono orticaria diffusa, gonfiore, difficoltà respiratoria o svenimento.

👉 La scelta più prudente è non offrire polpo crudo ai bambini, soprattutto sotto i 5 anni e in presenza di malattie croniche o immunodepressione.

Attenzione: l’abbattimento o il congelamento correttamente eseguiti riducono il rischio legato ad alcuni parassiti, ma non eliminano tutti i batteri e i virus né proteggono da eventuali contaminazioni successive.

La soluzione più sicura resta una cottura completa, accompagnata da una corretta conservazione e da un’attenta manipolazione igienica.

Le tradizioni hanno valore, ma quando coinvolgono i più piccoli la sicurezza deve ve**re prima.

Indirizzo

Via Francesco De Angelis 10
Bari
70131

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