Atelier Psychologique De Giglio - Bari

Atelier Psychologique De Giglio - Bari Studio Professionale Specialistico di Psicologia, Psicodiagnosi, Psicoterapia e Medicina-Psichiatria. Approccio Integrato.

LA FINE È UNA POSSIBILITÀ LEGITTIMA. NON SEMPRE SEGUE UN NUOVO INIZIO.O CHISSA'...Come le formiche lavorano ininterrotta...
09/08/2026

LA FINE È UNA POSSIBILITÀ LEGITTIMA. NON SEMPRE SEGUE UN NUOVO INIZIO.
O CHISSA'...

Come le formiche lavorano ininterrottamente: vanno e vengono in fila, trasportano briciole grandi quanto il loro corpo, non si fermano mai. La "piccola creatura" incarna la vita di chi si fa un mazzo tanto e poi, ciao. Nessuna pausa, nessun riconoscimento, nessuna festa di fine progetto. Solo fila, briciole e via. Il simbolo tragicomico di chi accumula compiti e poi finisce sotto un vaso di basilico mentre trasportava un pezzetto di cracker. Senza mai esprimere un desiderio, un sogno, un capriccio, senza premi, senza ferie, senza nemmeno una birretta ghiacciata in estate.
É vero, c'è bisogno di dignità nell'accettare che le cose finiscono e basta. Senza che si trasformino, senza rilancio, senza andare necessariamente in analisi... Ma io mi sento più come un bambino che, pur sapendo che il giocattolo è rotto, continua a stringerlo forte nel letto. Mi viene da dire a me stesso: lascia andare. Ma intanto stringo.
E allora chiudiamolo anche questo post...senza lacrime, colonna sonora epica o effetti speciali. Come le formiche che si staccano dalla fila e spariscono dietro un vaso di gerani.
Eppure (un pò da analista e un pò dalla mia parte più sognante) concedetemi di pensare che dietro a quel vaso ci sia anche per loro, finalmente, il meritato HAPPY HOUR!

Ispirato dal testo di L.Marone,
"Manuale pratico di smarrimento"

L'ANSIA DI "DOVER" FARE LE VACANZEQualche giorno fa, un collega mi ha fatto la domanda fatidica: "Allora, dove te ne vai...
06/08/2026

L'ANSIA DI "DOVER" FARE LE VACANZE

Qualche giorno fa, un collega mi ha fatto la domanda fatidica: "Allora, dove te ne vai di bello in vacanza durante le ferie?"

Quando gli ho risposto che io in vacanza ci sono già, e mi ci sento tutto l'anno, mi ha guardato con un misto di stupore, smarrimento e forse un pizzico di incredulità. Come se non concepire l'idea di una partenza programmata fosse una sorta di bizzarria sociale.

La verità è che in questa stagione si respira la sottile e pesante pressione collettiva delle ferie a tutti i costi. Sembra che dopo un anno di fatiche lavorative scatti un dovere morale quasi soffocante, quello di dover fare "qualcosa" per forza. Dobbiamo andare da qualche parte, scattare fotografie da mostrare, incastrare coincidenze ed esibire una felicità da catalogo patinato.

Spesso questa frenesia non mi sembra affatto riposo, ma una nuova forma di ansia mascherata da relax, una rincorsa alla performance che finisce per stressare più della routine da cui cerchiamo riparo. Sia chiaro che il mio non è affatto un giudizio morale su chi sceglie di partire. Intendiamoci, viaggiare, esplorare, andare a vedere e visitare posti nuovi è un nutrimento immenso per l'anima, ed è un desiderio che ovviamente sento e assecondo anche io; aprirsi al nuovo fa bene allo spirito e nessuno potrebbe mai negarlo. Questa riflessione nasce piuttosto contro l'obbligo della fuga, ed è semplicemente la mia prospettiva personale, il mio personale modo di stare al mondo.

Vi ho parlato già di come quel genio di Federico Fellini accennò in un'intervista a questa stessa sensazione, spiegando con la sua solita ironia che l'idea stessa delle ferie gli era totalmente estranea perché si sentiva già al posto giusto, protetto dalla sua stessa creatività. Nel mio piccolo, senza alcuna pretesa di fare grande cinema, la mia risposta sta semplicemente nelle scelte di vita concrete che ho strutturato nel tempo. Ovviamente, per precisare ulteriormente, non sono ricco e vivo del mio lavoro esattamente come tutti. Ho solo scelto di rallentare e di abitare la mia quotidianità con presenza invece di progettarne costantemente la fuga.

Vivo in campagna, a pochissima distanza dal mare e da un borgo turistico. Posso raggiungere l’Etna in un’oretta. Ho i miei spazi di silenzio, la terra sotto i piedi e il ritmo della natura che si riprende il suo tempo legittimo, lontano dalle scadenze frenetiche. E proprio qui si nasconde un paradosso incredibile che mi fa riflettere ogni volta: in queste settimane d'agosto, per scappare dal caos, dal cemento e dal rumore delle città, c’è gente che arriva in queste zone e spende 500 o 1000 euro a settimana per affittare una villetta. Pagano cifre importanti per poter respirare, solo per pochi giorni, la stessa identica pace e lo stesso panorama che io ho la fortuna e il privilegio di vivere ogni singola mattina dell'anno, semplicemente aprendo le finestre di casa.

Questo mi fa capire che la vera svolta è la costruzione di una quotidianità solida da cui non si sente il bisogno viscerale di scappare per sopravvivere. Quando impariamo a essere centrati, sereni ed emotivamente stabili dentro noi stessi, ogni giorno e ogni angolo di casa può custodire una micro-vacanza dell'anima, senza bisogno di avere per forza un biglietto in mano o una valigia sul letto.

Auguro di cuore una splendida estate a chi sta per andare in ferie sperando lo faccia senza ansia, a chi è in viaggio e a chi cerca il proprio meritato riposo lontano da casa. Ma auguro soprattutto a ognuno di voi di trovare, prima o poi, quella preziosa centralità interiore che vi fa sentire in pace, protetti e al sicuro. Ovunque vi troviate, anche rimanendo fermi.

Alicata.

Intelligenza somatica
21/07/2026

Intelligenza somatica

"lo ha detto il dottore... che mi devo abituare a stare male in modo normale. Come tutte le altre persone... a stare mal...
19/07/2026

"lo ha detto il dottore... che mi devo abituare a stare male in modo normale. Come tutte le altre persone... a stare male in modo normale... e ritornare a vivere"

Angelica Bove - Mattone (Nuove Proposte Sanremo 2026)Ascolta l'alb...

"La vera crescita non dipende da ciò che accade, ma da chi siamo mentre ciò accade.Non sono gli eventi a trasformare, a ...
13/07/2026

"La vera crescita non dipende da ciò che accade, ma da chi siamo mentre ciò accade.

Non sono gli eventi a trasformare, a farci evolvere ... la Personalita' "mastica" gli eventi (relazioni, incontri, le difficoltà, le gioie, le esperienze...) , la Coscienza digerisce tutto ...trattenendo ciò che nutre e lasciando andare gli scarti che appesantiscono.

Il processo è continuo.

La digestione fisiologica avviene quasi completamente da sola.
La digestione psichica è più lenta e non automatica. Richiede lavoro, presenza, osservazione di sè e metodo.

Affinchè l'esperienza che facciamo, si faccia "Essere"..divenga parte di Noi""

P.

25/06/2026
TRANSITI ...Niente spaventa le persone più di un transito di SaturnoMa, il vero ricercatore spirituale non si comporta c...
22/06/2026

TRANSITI ...

Niente spaventa le persone più di un transito di Saturno

Ma, il vero ricercatore spirituale non si comporta cosí. Non teme i transiti anche se sa che alcuni sono più pesanti... Ha imparato a eliminare dal suo vocabolario il dualismo positivo/negativo.

Via questo programma mentale, sció.

Considerate Saturno come il maestro Pai Mei da cui viene condotta Black Mamba in Kill Bill da Bill stesso.

Un maestro rigido, severo, che non brilla per simpatia, che vive nel rigore e nell’essenzialità piú assoluta.
L’addestramento da Pai Mei sarà doloroso, lungo e asprissimo.

Ma.
Black Mamba non si sottrae.
Rimane lí.
Fino al colpo di scena.

Acquisisce un super potere che nemmeno il suo mentore, Bill possedeva.

Diventa la guerriera più pericolosa al mondo, ma rimane sempre una donna da cuore puro.

Questo è Saturno contro...
Se accettate le sue sfide nel settore in cui cade di transito allora, in quel settore farete un upgrade, uno shift quantico come va di moda dire ora.

Ma lo farete davvero.

Non temete Saturno, dunque.
Anzi veneratelo e dategli ció che vuole perché lui lavora per voi.
Ma se vi azzardate a ignorarlo, si fará sentire e vi bloccherà.
Non è per il vostro “male” ma per la vostra crescita.

E allora vogliamo crescere e accettare la sfida o rimanere in pediatria?
C. C.

I Sogni di oggi...1. Dacchè non è più in Vita,  non sogno più mia Madre da tempo. In questi giorni ho sentito la sua pre...
08/06/2026

I Sogni di oggi...

1. Dacchè non è più in Vita, non sogno più mia Madre da tempo. In questi giorni ho sentito la sua presenza a casa, l'ho percepita in due tipi di farfalline di cui mi raccontava e che le ricordavano il nonno. Proprio l'altro giorno si sono posate -forse casualmente?- sulla mia maglia. (Non avere più bisogno dell'inconsapevolezza e del sonno per accedere al profondo..riuscire a sognare ad occhi aperti ...aprire canali da svegli.. accettare l'assenza ma sentirne la presenza. Ovunque e comunque. )

2. Ho sognato di essere incinta e di dover dare il mio bambino... Che tristezza! (Una casa "concepita" - acquistata- da una coppia entrata subito dopo in crisi. Non essere pronti a cedere il progetto ormai in consegna- partorito insieme. )

𝐈𝐋 𝐓𝐑𝐔𝐂𝐂𝐎 𝐏𝐄𝐑 𝐆𝐔𝐀𝐑𝐈𝐑𝐄. 𝐏𝐫𝐨𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐢𝐯𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐮𝐧𝐚 𝐜𝐥𝐢𝐧𝐢𝐜𝐚 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐨𝐩𝐩𝐫𝐞𝐬𝐬𝐢𝐯𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐬𝐢𝐧𝐭𝐨𝐦𝐨 La psicoanalisi non è come la medicina, d...
02/06/2026

𝐈𝐋 𝐓𝐑𝐔𝐂𝐂𝐎 𝐏𝐄𝐑 𝐆𝐔𝐀𝐑𝐈𝐑𝐄. 𝐏𝐫𝐨𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐢𝐯𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐮𝐧𝐚 𝐜𝐥𝐢𝐧𝐢𝐜𝐚 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐨𝐩𝐩𝐫𝐞𝐬𝐬𝐢𝐯𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐬𝐢𝐧𝐭𝐨𝐦𝐨

La psicoanalisi non è come la medicina, dove il paziente riceve una prescrizione da applicare, dei dosaggi da assumere, delle diete da seguire, degli esercizi da mettere in pratica. Dallo studio medico si esce con un'indicazione definita, perché la lamentela riguarda una porzione circoscritta del corpo. La psicoanalisi invece entra nei serpeggiamenti dell'esistenza, investe il sesso, le angosce, gli amori e gli odi, e si capisce bene che non ci siano ricette subito disponibili, istruzioni chiare per risolvere i quesiti che la vita pone a ogni essere umano. Il sesso, l'amore, l'inconscio non sono sensibili al metodo della scienza, e la guarigione non viene dall'applicazione di un premeditato piano terapeutico.
Non c'è una "ricetta" per guarire, ma un "trucco". È Lacan che ne parla: lo psicoanalista, attraverso l'esperienza, riesce a sussurrare al paziente qualcosa che è in grado di indurlo a guarire. Non è il trucco del prestigiatore, non è un particolare gioco di abilità. Bisogna che le parole tocchino la carne, mettano in gioco il corpo, facciano emergere il reale dell'esistenza. A volte ci vuole molto tempo, altre volte è sorprendentemente rapido, come nei momenti rari in cui la vita, improvvisamente e bruscamente, mantiene le sue promesse.
Marco Focchi

LA DOMANDAC'è una domanda che molte persone si fanno dopo anni di lavoro su se stesse.Ho capito tutto. Ho fatto terapia,...
18/05/2026

LA DOMANDA

C'è una domanda che molte persone si fanno dopo anni di lavoro su se stesse.

Ho capito tutto. Ho fatto terapia, ho letto, ho collegato i puntini. Ho capito da dove viene la mia ansia, il mio schema, quella reazione che si ripete sempre nello stesso punto. Ho anche perdonato. Eppure sono ancora qui. Ancora con la stessa stretta allo stomaco. Ancora con lo stesso copione.

Perché capire non basta?

Per rispondere bisogna capire come sei fatta dentro. Non anatomicamente. Energeticamente.

Hai un corpo emotivo. Non è fatto di tessuti. È fatto di stati, di frequenze: paura, rabbia, vergogna, gelosia, tristezza, gioia. È la parte di te che reagisce prima ancora che tu abbia formato un pensiero. Quando qualcuno ti guarda in un certo modo e senti immediatamente qualcosa allo stomaco, quello è il corpo emotivo. Veloce, istintivo, antico. È il meteo interno con cui attraversi ogni giornata.

Poi entra in scena il corpo mentale. Se il corpo emotivo sente, il corpo mentale racconta la storia di quello che sente. Costruisce le frasi che conosci bene. "Non valgo abbastanza." "Se mi fido mi feriranno." "Devo controllare tutto."
Non le hai scelte. Le ha costruite lui, nel tempo, per dare un senso a ciò che sentivi. E più quella storia si ripete, più si irrigidisce. Più si irrigidisce, più alimenta quello che senti.

È così che nascono gli schemi di vita. Emozione, pensiero, emozione rafforzata, pensiero ancora più rigido.

Ora torna la domanda. Perché anni di terapia, di comprensione, di perdono non sciolgono questo ciclo?

Perché la comprensione appartiene al corpo mentale. Ma le radici dello schema vivono nel corpo emotivo, in un posto che la logica non raggiunge. Lì non ci sono concetti. Ci sono impronte. Registrate presto, quando eri piccola, quando il tuo unico compito era capire come funzionava l'amore intorno a te.

Per questo puoi dirti "so che non devo avere paura" e continuare ad averla. Il sistema nervoso non ragiona per giustizia. Non gli interessa quello che hai capito. Gli interessa la sicurezza percepita. Finché quella percezione, quella frequenza non cambia nel corpo emotivo, tutto il resto rimane dov'è.

C'è qualcosa di ancora più sottile.

Certi stati emotivi nel tempo diventano identità. "Sono ansiosa." "Sono quella che soffre." "Sono quella che non viene scelta." Hai vissuto così a lungo in quello stato che il sistema nervoso lo riconosce come casa. Non perché ti faccia stare bene. Perché è familiare. E il familiare, anche quando fa male, viene percepito come sicuro.

Cambiare davvero significa lasciare andare anche quella casa.

Per farlo, serve qualcosa che agisca direttamente lì, nel corpo emotivo. Non attraverso la mente. Non attraverso la spiegazione. Attraverso la frequenza.

La PSICOTERAPIA ... lavora esattamente su questo livello, nel corpo emotivo. Ogni fiore porta una frequenza specifica, come un diapason che entra in risonanza con lo stato emotivo bloccato. Non lo sopprime. Non lo spiega. Lo attraversa. E quando quella frequenza incontra la memoria emotiva congelata, la paura che non passa, la vergogna che non si scioglie, la rabbia che non trova uscita, accade qualcosa che la comprensione mentale da sola non riesce a produrre: l'emozione si muove. Emerge. Viene finalmente vista e riarmonizzata.

E quando un'emozione congelata emerge e viene liberata, il ciclo si interrompe.

Il corpo mentale smette di costruire le stesse storie perché non ha più quella frequenza emotiva attiva. I pensieri cambiano struttura. La coscienza si allarga. Le azioni smettono di essere reattive e diventano scelte.

Non arriva come una rivelazione.
Arriva in silenzio.

Ti accorgi che qualcosa che prima ti travolgeva non ti prende più allo stesso modo.
La storia è la stessa. I ricordi sono gli stessi. Ma lo stato interno è cambiato. E quando cambia quello, lentamente cambia anche il modo in cui vivi la tua vita.

D.P.

Indirizzo

Bari Centro/Lungomare
Bari

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 20:00
Martedì 09:00 - 20:00
Mercoledì 09:00 - 20:00
Giovedì 09:00 - 20:00
Venerdì 09:00 - 20:00
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