PugliAccessibile - Barriere + Network

PugliAccessibile - Barriere + Network Promuove un’ iniziativa tesa a migliorare la fruibilità ed accessibilità del territorio pugliese.

PugliAccessibile promuove iniziative tese a migliorare la fruibilità ed accessibilità del territorio pugliese, e in particolare si occupa di accessibilità turistica, urbana e culturale. Con la chiave della fruibilità per tutti, mappiamo contesti urbani, strutture ricettive, agriturismi, monumenti, musei, ecomusei, ipogei, lame e parchi in genere, per poter rendere fruibile e accessibile la nostra

amata Puglia con le sue eccellenze storiche, artistiche, naturalistiche, l’artigiane, l'eno-gastronomia e promuovere la sua bellezza ed unicità, in Italia e all’estero. Ci rivolgiamo a tutte le persone poiché tutti sono soggetti interessati dall'accessibilità, in particolare le persone con disabilità, per le quali vogliamo rendere possibile un'ospitalità allineata ai bisogni di ognuno, ideale per un turismo “senza barriere”. Contestualmente, vogliamo renderci utili al territorio per tutti quei bisogni che hanno difficoltà a riscontrare risposte efficaci, mettendo a disposizione di enti pubblici, istituzioni, associazioni e privati, l'esperienza ed il "know how" maturato allo sviluppo di progetti, iniziative ed assistenza mutualistica verso i cittadini e senza alcuna distinzione sociale, etnica, religiosa e di genere. Il turismo sociale è lo strumento che favorisce l’incontro e lo sviluppo di relazioni e legami sociali, crea occasioni di arricchimento culturale, di promozione e di valorizzazione delle risorse del territorio, e della persona, permette opportunità di svago e di crescita culturale di tutte le persone.

Global Disability Inclusion, LLC La Cina è pronta a lanciare il suo terzo sondaggio sulla disabilità nel 2027. Il sondag...
21/07/2026

Global Disability Inclusion, LLC
La Cina è pronta a lanciare il suo terzo sondaggio sulla disabilità nel 2027. Il sondaggio mira a raccogliere informazioni sulle esigenze delle circa 85 milioni di persone con disabilità che vivono in Cina.

Il sondaggio raccoglierà dati su:
✅ Bisogni di base
✅ Stato di disabilità e cause
✅ Condizioni di vita
✅ Esigenze di servizio

Indagini precedenti hanno portato alla creazione della Federazione Cinese delle Persone Disabili, all'emanazione della Legge sulla Protezione delle Persone Disabili nel 1990 e a programmi di riduzione della povertà per le persone con disabilità.


ID: Un'immagine di diversi utenti di sedie a rotelle che si muovono in una piazza cittadina. Immagine tratta da chinalegalexperts.com

Bari e la Puglia? Fermi e sempre in attesa che con la tradotta arrivino disposizioni dalle segreterie di partito o dai p...
16/07/2026

Bari e la Puglia? Fermi e sempre in attesa che con la tradotta arrivino disposizioni dalle segreterie di partito o dai potentati locali!
World4All®
Il ruolo operativo centrale della sede World4All in Sardegna è affidato a Francesca Serra, avvocata Disability Manager e Responsabile dello Sviluppo Territoriale.
Con una carriera ventennale nella formazione rivolta a persone con disabilità e agli operatori del settore, Francesca è iscritta all'Albo Nazionale dei Disability Manager gestito da AIDiMa Associazione Italiana Disability Manager, una figura professionale certificata ancora rara nel panorama italiano.
Guida lo sviluppo dei servizi World4All rivolti a strutture, aziende e istituzioni sarde, con focus su formazione, consulenza sull'accessibilità e accompagnamento verso un modello integrato, pensato per tutte e tutti.
Segue inoltre progetti legati alla formazione e un importante lavoro di supporto alla pubblica amministrazione, con un focus specifico sulla progettazione di bandi pubblici in materia di accessibilità e inclusione.
📩 Vuoi conoscere di più sul modello World4All? Contattaci.


[Nell'immagine: Francesca Serra, Disability Manager e Area Lead World4All Sardegna, in veste di mediatrice durante un seminario dedicato alla figura del disability manager, nell'ambito dell'evento ExpoAid 2026. La grafica riporta la scritta "Francesca Serra Disability Manager & Area Lead Dietro il metodo World4All" e richiama il metodo World4All: l'approccio che guida lo sviluppo dei servizi rivolti a strutture, aziende e istituzioni, tra formazione, consulenza sull'accessibilità e supporto alla pubblica amministrazione nella progettazione di bandi pubblici.]

Valentina Tomirotti PepitosaIeri Paolo Ruffini ha pubblicato la puntata del suo podcast Up&Down, tema: inspiration p**n....
16/07/2026

Valentina Tomirotti Pepitosa
Ieri Paolo Ruffini ha pubblicato la puntata del suo podcast Up&Down, tema: inspiration p**n.
Il tema su cui lavoro da anni, quello che mi è costato due mesi di insulti sotto un mio video su di lui.
Nella puntata il mio nome viene fatto, per 53 minuti, tra paternalismo e finto buonismo.
Io no. Io non c'ero, mai stata contattata e non sarei mai andata in un contesto narrativo non paritario e neutrale.
Ci pensate? Fai una puntata dove ti chiedi se l'inclusione non sia smettere di trasformare le persone disabili in simboli e per dirlo prendi una persona reale, con un nome e la trasformi in un simbolo di cui parlare mentre non c'è.
Ma il punto peggiore non è nemmeno questo.
Per due mesi, sotto quel mio video, mi hanno chiamata nana. Malefica. "Una già messa male di suo." Ogni giorno. E lui guardava.
Aveva il microfono più grande di tutti. Gli bastava una frase: fermatevi, non in mio nome.
Silenzio. Due mesi di silenzio. Poi ha aperto bocca solo quando gli insulti avevano già fatto il lavoro al posto suo.
Questo non è restare neutrali. Questo è guardare la violenza dall'alto, potendola fermare e scegliere di lasciarla correre perché ti fa comodo.
Si predica Up. Si razzola Down.
Io non voglio essere il vostro tema, la vostra puntata, il vostro caso di studio.
Sono e voglio essere una che parla e lo faccio da qui, dove il microfono non me lo dà e non me lo toglie nessuno.

E voi, che ne pensate di chi predica inclusione, ma il microfono non lo passa mai?

🔄 Condividi se sei stanca di essere raccontata da altri
🔝 Ho scritto tutto, per intero, sul Substack al link nei commenti

Giornalista e consulente | Accessibilità e comunicazione inclusiva per aziende e istituzioni | Formazione, strategia, contenuti

Articolo completo: https://substack.com/home/post/p-206707284

**n

 Coppola - Planning & Finance SpecialistC’è una parola che, da tempo, faccio fatica a usare: INCLUSIONE.Non perché non n...
16/07/2026

Coppola - Planning & Finance Specialist

C’è una parola che, da tempo, faccio fatica a usare: INCLUSIONE.

Non perché non ne condivida il valore, ma perché sembra suggerire che lo spazio appartenga prima a qualcuno e solo dopo possa essere condiviso con altri.

Io preferisco parlare di CONDIVISIONE.

In occasione del Disability Pride Month, questa è la riflessione che sento di fare.
La condivisione parte da un presupposto diverso: lo spazio è già di tutti.Non c’è chi accoglie e chi viene accolto, ma le persone partecipano, contribuiscono e crescono insieme.
L’accessibilità, allora, non è un gesto di generosità ma è un modo di progettare il mondo con intelligenza, rispetto e visione.

Per questo credo che il Disability Pride Month non sia solo un momento per parlare di diritti, ma anche un’occasione per riflettere sulle parole che scegliamo. Perché le parole influenzano il nostro modo di pensare e di conseguenza il nostro modo di agire.

Io oggi scelgo una parola diversa: condivisione.

E voi, quale parola scegliereste?

LA DEMOCRAZ IA DE L L’OMBRANo all’abbattimento degli alberi per il BRT di BariContributo al dibattito di Giorgio Skoff –...
10/07/2026

LA DEMOCRAZ IA DE L L’OMBRA
No all’abbattimento degli alberi per il BRT di Bari
Contributo al dibattito di Giorgio Skoff – Architetto e Paesaggista
componente del Consiglio Direttivo di
PugliAccessibile - Barriere + Network APS e della
Consulta della mobilità sostenibile - Bari.

La realizzazione di una rete di trasporto pubblico rapido dovrebbe rappresentare un passo avanti
nella costruzione di una città più giusta, più accessibile e meno dipendente dall’automobile privata.
Un sistema BRT può migliorare la mobilità urbana, ridurre tempi di percorrenza, rendere più
efficiente il trasporto collettivo e offrire nuove possibilità di connessione tra i quartieri. Nessuno che
abbia davvero a cuore il futuro di Bari può essere contrario, in linea di principio, al rafforzamento del trasporto pubblico.
Ma proprio per questo occorre dirlo con forza:
“non esiste mobilità sostenibile costruita contro gli alberi”.
Una città non diventa ecologica perché sostituisce un’infrastruttura con un’altra, né perché chiama “verde” un progetto che, nella sua realizzazione concreta, cancella alberature mature, ombra, suolo
vivo, biodiversità e memoria urbana. La sostenibilità non è una parola da applicare ai rendering. È una coerenza da verificare nei cantieri. Se per realizzare una nuova infrastruttura pubblica si
abbttono decine di alberi, se si impoveriscono strade già fragili, se si cancellano ombre preziose in una città mediterranea sempre più esposta alle ondate di calore, allora non siamo davanti a un
avanzamento ecologico. Siamo davanti a una contraddizione.
Bari non può perme'ersi questa contraddizione.
Gli alberi urbani non sono arredi. Non sono elementi decorativi da spostare, sostituire o
“compensare” con facilità. Un albero adulto è un’infrastruttura climatica, sanitaria, sociale e democratica. Produce ombra, abbassa la temperatura percepita, intercetta polveri sottili, assorbe
anidride carbonica, ospita biodiversità, riduce il ruscellamento delle acque meteoriche, rende camminabili le strade, protegge anziani, bambini, persone fragili, lavoratori, student, cittadini che
ogni giorno attraversano la città a piedi o aspettano un autobus.
Un albero adulto non vale quanto una giovane piantina promessa per il futuro. Questa equivalenza è una delle più gravi falsificazioni del linguaggio amministrativo contemporaneo. Dire “ne
abbattiamo cinquanta e ne pianteremo cento” significa ignorare il tempo biologico, ecologico e urbano. Un albero maturo è il risultato di decenni di crescita. Una nuova piantumazione, anche
quando viene realmente eseguita e correttamente mantenuta, impiegherà molti anni prima di offrire servizi ecosistemici paragonabili. Nel frattempo la città perde ombra oggi, perde qualità dell’aria oggi, perde comfort climatico oggi, perde bellezza oggi. E una città che perde ombra perde democrazia.
L’ombra degli alberi è democratica perché non chiede reddito, biglietto, proprietà, consumo.
Appartiene a chiunque attraversi lo spazio pubblico. Ripara chi cammina, chi asptta, chi non può permettersi luoghi climatizzati, chi vive la città non come vetrina ma come quotidianità. In una città
mediterranea, l’ombra non è un lusso paesaggistico: è un diritto urbano essenziale. Toglierla significa rendere lo spazio pubblico più duro, più caldo, più ostile, meno abitabile.
Per questo gli abbattimenti previsti o già eseguiti lungo i tracciati del BRT non possono essere
considerati un danno collaterale. Sono una scelta politica. E come ogni scelta politica devono essere
discusse, motivate, rese pubbliche, contestate quando necessario.
Non basta dire che gli alberi erano “in sofferenza”. Non basta dire che saranno “sostituiti”. Non basta dire che il progetto è finanziato, approvato o urgente. L’urgenza del cantiere non può cancellare l’urgenza climatica. I tempi del PNRR non possono diventare un alibi per impoverire il patrimonio arboreo della città. La velocità amministrativa non può prevalere sulla qualità ecologica dello spazio pubblico.
Se un albero è realmente malato, instabile, pericoloso, lo si dimostri con documenti tecnici pubblici, puntuali, verificabili. Se un tracciato interferisce con le alberature esistenti, si dimostri di aver
studiato tutte le alternative progettuali possibili. Se una sezione stradale è incompatibile con gli alberi, si abbia il coraggio di dire che si è scelto di privilegiare una geometria infrastrutturale rispetto
a un organismo vivente. Ma non si chiami questa scelta "sostenibilità”. La sostenibilità vera non oppone autobus e alberi.
Li tiene insieme.
Una città intelligente non sceglie tra trasporto pubblico e patrimonio arboreo. Ripensa sezioni stradali, corsie, fermate, marciapiedi, parcheggi, sensi di marcia, velocità, sottoservizi, materiali, pavimentazioni, priorità. Una città intelligente sa che il trasporto pubblico funziona meglio se le persone possono raggiungerlo camminando in strade fresche, ombreggiate, accessibili, confortevoli.
Un BRT circondato da asfalto e alberi abbattuti rischia di diventare un paradosso: un’infrastruttura ecologica costruita distruggendo una parte dell’ecologia urbana esistente.
Bari deve scegliere da che parte stare.
Non basta proclamare la transizione ecologica. Occorre praticarla nei dettagli concreti: nel modo in cui si disegna una fermata, si protegge una radice, si modifica un cordolo, si salva una chioma, si
riduce una carreggiata, si rinuncia a qualche posto auto, si rallenta un cantiere per evitare un danno irreversibile. La qualità di una politica urbana si misura proprio qui: nella capacità di non sacrificare ciò che è vivo sull’altare di ciò che è nuovo.
Per questo chiediamo con forza:
A. “l’immediata sospensione degli abbattmenti non strettamente motivati da comprovato pericolo;”
B. “la pubblicazione del censimento completo delle alberature interferenti con il progetto BRT;”
C. “la pubblicazione delle valutazioni fitostatiche, fitosanitarie e agronomiche relative a ogni singolo albero destinato all’abbattimento;”
D. “la presentazione pubblica delle alternative progeuali studiate per salvare gli alberi esistenti;”
E. “l’apertura urgente di un tavolo tecnico e civico con Comune, progettisti agronomi, paesaggisti, associazioni ambientaliste, comitati di cittadini, consulte e ordini professionali;”
F. “la revisione delle sezioni stradali nei punti critici, assumendo come principio progettuale la conservazione prioritaria delle alberature mature;”
G. “un piano di compensazione non numerico ma ecologico, che distingua chiaramente tra sostituzione simbolica e reale recupero dei servizi ecosistemici perduti;”
H. “un programma di cura, irrigazione, monitoraggio e manutenzione pluriennale per ogni nuova piantumazione.”
Non accettamo più la retorica della compensazione facile.
Non accettamo più che gli alberi vengano descritti come ostacoli. Non accettiamo più che ogni trasformazione urbana venga presentata come inevitabile quando esistono sempre margini di scelta, di progetto, di correzione e di responsabilità.
Gli alberi di Bari non sono un intralcio alla modernità.
Sono una condizione della sua sopravvivenza.
Difendere gli alberi non significa opporsi al cambiamento.
Significa pretendere un cambiamento migliore.
Significa affermare che la città del futuro non può essere costruita con la stessa cultura che ha prodotto la città calda, impermeabile, congestionata e ostile che oggi diciamo di voler superare.
Significa ricordare che il trasporto pubblico, la qualità dell’aria, l’ombra, l’accessibilità, la salute e il diritto allo spazio pubblico appartengono alla stessa battaglia.
Questa è la vera mobilità sostenibile: non spostare più velocemente i corpi dentro una città impoverita, ma costruire una città nella quale muoversi significhi respirare meglio, camminare meglio, aspettare meglio, vivere meglio.
• Per questo diciamo no agli abbattimenti indiscriminati.
• No alla falsa alternativa tra BRT e alberi.
• No a una transizione ecologica che cancella il vivente.
• Sì a un trasporto pubblico forte, efficiente, accessibile.
• Sì a una città ombreggiata, permeabile, alberata, respirabile.
• Sì a un progetto che sappia correggersi prima di produrre danni irreversibili.
Bari ha bisogno di autobus migliori.
Ma ha bisogno anche di alberi vivi.
E una città che abbandona la propria ombra, proprio mentre il clima diventa più feroce, non sta preparando il futuro.
Sta rendendo più povero il presente.
“Gli alberi non si abbattono in nome della sostenibilità.
Gli alberi si difendono perché sono già sostenibilità.”
Arch. Giorgio Skoff, componente del Consiglio Direttivo di PugliAccessibile - Barriere + Network APS e della Consulta della mobilità sostenibile - Bari

A luglio questa bandiera compare ovunque. La mettono in bio aziende che non hanno un bagno accessibile, la ricondividono...
01/07/2026

A luglio questa bandiera compare ovunque. La mettono in bio aziende che non hanno un bagno accessibile, la ricondividono assessorati che ai disabili rispondono con un modulo e tre mesi di attesa, la usano brand che il 32 di luglio l'hanno già archiviata insieme al mese.
Quasi nessuno di loro sa cosa dice.

Il nero è lutto, per chi è morto di abbandono, di negligenza istituzionale, di violenza abilista. Le cinque righe sono i modi diversi di essere disabili, e corrono in diagonale perché è così che ci muoviamo nel mondo: tagliando le barriere che qualcun altro ha deciso di lasciare in piedi. La prima versione era a zigzag. È stata rifatta nel 2021 perché scrollarla scatenava emicranie e crisi in chi ha fotosensibilità. L'ha corretta la comunità disabile, discutendone insieme. Non un ufficio marketing, non un'agenzia di comunicazione.

Ann Magill ha rinunciato al copyright perché fosse di tuttə.

Quindi usatela pure, ma se la mettete nelle stories, poi guardate se il vostro ingresso ha una rampa. Se la stampate su una locandina, controllate se l'evento ha i sottotitoli.

La bandiera non vi assolve, racconta esattamente quello che continuate a non fare.

30/06/2026

Indirizzo

Via Alessandro Maria Calefati 335
Bari
70123

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 13:00
16:00 - 19:00
Martedì 09:00 - 13:00
16:00 - 19:00
Mercoledì 09:00 - 13:00
16:00 - 19:00
Giovedì 09:00 - 13:00
16:00 - 19:00
Venerdì 09:00 - 13:00
16:00 - 19:00
Sabato 09:00 - 12:00

Telefono

+393294259560

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando PugliAccessibile - Barriere + Network pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta Lo Studio

Invia un messaggio a PugliAccessibile - Barriere + Network:

Scelte rapide

Condividi