PugliAccessibile - Barriere + Network

PugliAccessibile - Barriere + Network Promuove un’ iniziativa tesa a migliorare la fruibilità ed accessibilità del territorio pugliese.

PugliAccessibile promuove iniziative tese a migliorare la fruibilità ed accessibilità del territorio pugliese, e in particolare si occupa di accessibilità turistica, urbana e culturale. Con la chiave della fruibilità per tutti, mappiamo contesti urbani, strutture ricettive, agriturismi, monumenti, musei, ecomusei, ipogei, lame e parchi in genere, per poter rendere fruibile e accessibile la nostra

amata Puglia con le sue eccellenze storiche, artistiche, naturalistiche, l’artigiane, l'eno-gastronomia e promuovere la sua bellezza ed unicità, in Italia e all’estero. Ci rivolgiamo a tutte le persone poiché tutti sono soggetti interessati dall'accessibilità, in particolare le persone con disabilità, per le quali vogliamo rendere possibile un'ospitalità allineata ai bisogni di ognuno, ideale per un turismo “senza barriere”. Contestualmente, vogliamo renderci utili al territorio per tutti quei bisogni che hanno difficoltà a riscontrare risposte efficaci, mettendo a disposizione di enti pubblici, istituzioni, associazioni e privati, l'esperienza ed il "know how" maturato allo sviluppo di progetti, iniziative ed assistenza mutualistica verso i cittadini e senza alcuna distinzione sociale, etnica, religiosa e di genere. Il turismo sociale è lo strumento che favorisce l’incontro e lo sviluppo di relazioni e legami sociali, crea occasioni di arricchimento culturale, di promozione e di valorizzazione delle risorse del territorio, e della persona, permette opportunità di svago e di crescita culturale di tutte le persone.

🔴🔴🔴 Il fallimento della riforma sulla disabilità:  andiamo verso una crisi annunciata❓ ​La valutazione tecnica e giuridi...
09/06/2026

🔴🔴🔴 Il fallimento della riforma sulla disabilità: andiamo verso una crisi annunciata❓
​La valutazione tecnica e giuridica dei primi esiti della riforma dell'accertamento della condizione di disabilità, introdotta dal decreto legislativo 62/2024 e politicamente targata Lega - Salvini Premier , impone una disamina rigorosa e priva di compiacimenti istituzionali.
Gli elementi istruttori emersi dagli atti ufficiali degli organi di governo della previdenza pubblica costringono a constatare il sostanziale fallimento dell'impianto applicativo, il quale non ha prodotto il preannunciato miglioramento delle condizioni di vita delle persone con disabilità, determinando al contrario nuove barriere amministrative e tutele ridotte.
​Per comprendere la portata di questo disservizio, è doveroso guardare alla realtà numerica e finanziaria del nostro Paese. Secondo i dati Istat riportati nei documenti ufficiali, in Italia le persone con disabilità grave sono 2 milioni 904 mila, pari al 5% dell'intera popolazione. Parliamo di una fetta enorme della società, verso la quale l'INPS eroga prestazioni fondamentali che nel 2024 hanno raggiunto la cifra di 3.414.007 trattamenti vigenti, di cui 2.361.982 indennità di accompagnamento e 1.052.025 pensioni di invalidità civile. A fronte di questi numeri imponenti, ai quali poi devono sommarsi quelle persone con disabilità ma in condizione non grave e che quindi non percepiscono ancora nulla dall'INPS e che sono oltre 4 milioni, le nuove misure hanno mostrato una copertura finanziaria del tutto insufficiente.
L'istituzione della cosiddetta Prestazione Universale ha rivelato un'assoluta marginalità applicativa, derivante proprio da un inadeguato ed esiguo finanziamento pubblico che ne ha limitato l'accesso ai soli soggetti con ISEE inferiore a 6.000 euro e requisiti clinici gravissimi.
​L'analisi oggettiva del collasso procedurale è certificata dalla Deliberazione numero 4 del Consiglio di Indirizzo e Vigilanza dell'INPS, contenente il documento "Indirizzi per l'organizzazione e la gestione del ruolo dell'INPS nella Riforma della disabilità e nella riforma a favore delle persone anziane". Il testo evidenzia come la prolungata fase sperimentale abbia generato profonde frizioni sistemiche, registrando una flessione di circa il 15% delle richieste di valutazione. L'impatto si estende drammaticamente anche sui diritti assicurativi, come dimostrato nel documento "Gli effetti della riforma della disabilità sulle prestazioni previdenziali" redatto dall'Osservatorio Previdenza a cura di Ezio Cigna.
Nelle aree di sperimentazione, le istanze pervenute per l'assegno ordinario e la pensione di inabilità sono crollate in media del 13,1%, con le domande accolte precipitate del 34,8% a Brescia e del 21,5% a Firenze, in netta controtendenza rispetto al resto d'Italia.
​Le cause di questo cortocircuito risiedono in scelte organizzative documentate dagli atti. L'estromissione iniziale degli Istituti di ha privato i cittadini di un supporto storico di orientamento e tutela. Parallelamente, l'INPS è stato investito del ruolo di valutatore unico in presenza di una drammatica carenza strutturale di organico medico, con scoperture che raggiungono il 54,50% in Lombardia e il 63,55% in Piemonte. L'eliminazione delle visite su base documentale ha imposto gravosi trasferimenti fisici per i cittadini fragili, mentre l'incremento delle tariffe per i certificati medici introduttivi ha eretto un'ingiustificata barriera economica all'accesso ai diritti.
In questo scenario critico, l'elaborazione del , fulcro teorico e innovativo della norma, è rimasta un'enunciazione astratta e prevalentemente inattuata.
​Accanto alle evidenti disfunzioni amministrative, sembra emergere una questione cruciale sul piano della corretta prassi istituzionale.
La comunicazione in materia di disabilità, un tema che per sua natura non ha e non deve avere alcun colore politico, non dovrebbe mai transitare attraverso i profili social privati e personali di chi guida il dicastero di riferimento. A prescindere dalla contestuale presenza o meno dei medesimi contenuti sui portali governativi ufficiali, questa commistione genera un oggettivo rischio di politicizzazione di parte. Convogliare comunicazioni di rilevanza pubblica su canali privati significa rivolgere l'azione dello Stato verso un pubblico politicamente targato, abdicando a quel dovere di neutralità, terzietà e universalità che le istituzioni devono sempre garantire per risultare autorevoli.
​La disabilità è una condizione della persona che incide profondamente sulla vita di milioni di individui e famiglie.
📣 Di fronte a questo fallimento ampiamente documentato, nessuno può legittimamente voltarsi dall'altra parte. Abbiamo il dovere civile di pretendere una società migliore con i fatti, perché le promesse a cui non seguono risposte concrete e immediate non servono più a nulla.
📣 Vi invito a diffondere questo post, a condividerlo e a commentarlo, per alimentare un dibattito pubblico severo e necessario: la dignità delle persone non si sperimenta, si garantisce.
Francesco Alberto Comellini
Vicepresidente
Osservatorio Permanente sulla Disabilità

Giovanni Ferrero Direttore presso CPD - Consulta per le Persone in DifficoltàL'accessibilità è diventata la nuova vernic...
09/06/2026

Giovanni Ferrero
Direttore presso CPD - Consulta per le Persone in Difficoltà
L'accessibilità è diventata la nuova vernice con cui molti coprono i problemi.
Basta una rampa messa male, un bagno "a norma", un logo con la carrozzina sul sito, una dichiarazione d'intenti e improvvisamente tutto diventa inclusivo.
Peccato che le persone con disabilità continuino a non entrare, a non partecipare, a non vedere, a non sentire, a non vivere gli stessi spazi e le stesse opportunità degli altri. Negli ultimi anni abbiamo assistito a una corsa all'accessibilità. Una corsa che, però, spesso si ferma alle parole, alle certificazioni, alle inaugurazioni e alle fotografie. L'inclusione non si misura in centimetri di una rampa o nel numero di norme rispettate.
Si misura chiedendo alle persone: "Tu riesci davvero a usare questo servizio?"
Perché esiste una forma di esclusione particolarmente insidiosa: quella che si presenta come inclusione.
Nel mio nuovo articolo su VITA provo a raccontare proprio questo paradosso: luoghi perfettamente conformi alle norme ma lontanissimi dalla vita reale delle persone. E forse dovremmo iniziare a farci una domanda scomoda.
Stiamo costruendo servizi per le persone con disabilità o stiamo semplicemente costruendo prove da esibire per dimostrare di aver fatto il minimo indispensabile?

Abbiamo costruito un sistema in cui esiste una regola per quasi ogni aspetto della vita quotidiana delle persone con disabilità. Eppure, ci sono luoghi formalmente accessibili ma concretamente escludenti: stadi in cui sono previsti posti per persone in carrozzina che però diventano inutili perché...

05/06/2026

🌊⚓Il sopralluogo di giovedì mattina conferma l'assenza di strutture apposite per l'accessibilità alle spiagge di Barletta per i diversamente abili.

♿L'associazione Vivere a 360 ha denunciato l'immobilismo che si è protratto fino ad oggi: «Piattaforme sommerse e impossibilità di muoversi. Al momento non c'è nessun supporto logistico».

✍Antonio Gargano

Leggi la notizia ➡ BarlettaViva📲💬

A perciò ci hanno sempre detto che per  l'accessibilità non avevano soldi, ultimamente anche un progetto sull'accessibil...
04/06/2026

A perciò ci hanno sempre detto che per l'accessibilità non avevano soldi, ultimamente anche un progetto sull'accessibilità del portale ha avuto un diniego, i soldi se li consumano in affari personali. Ecco perché i conti non tornano nemmeno in sanità.

Dalle buste paga gonfiate ai bonifici per accudire cani e gatti: l'inchiesta della Procura di Bari svela il sistema di saccheggio sistematico delle risorse pubbliche e ricostruisce sei anni di gestione spregiudicata all'interno dell'Agenzia regionale del turismo

Quindi le centinaia di incontri sui diritti delle persone con disabilità a Gravina, dove si sono avvicendati esponenti i...
04/06/2026

Quindi le centinaia di incontri sui diritti delle persone con disabilità a Gravina, dove si sono avvicendati esponenti istituzionali , garantendo l'applicabilità delle normative, non sono serviti a nulla.

DISABILI ESCLUSI E COSTRETTI A ESSERE SOLLEVATI A MANO: UNA VERGOGNA CHE OFFENDE LA DIGNITÀ UMANA

È triste dover tornare, ancora una volta, a denunciare episodi che offendono la dignità delle persone e che riportano indietro le lancette dell'inclusione e del rispetto dei diritti.
È accaduto martedì sera scorso, in occasione del concerto organizzato per i festeggiamenti del Santissimo Crocifisso. Negli anni precedenti, alle persone con disabilità in carrozzina veniva riservata un'area dedicata davanti al palco, oltre le transenne, per consentire loro di assistere allo spettacolo in condizioni di pari dignità rispetto agli altri spettatori.
Questa volta, invece, gli organizzatori hanno scelto di relegare le persone con disabilità nel piazzale dell'edificio scolastico “San Giovanni Bosco”, in una posizione separata dal resto del pubblico e sensibilmente decentrata rispetto al palco. Una scelta già discutibile sotto il profilo dell'inclusione, ma che si è rivelata ancora più grave quando si è constatato che l'area individuata non era neppure accessibile.
Per raggiungerla, infatti, era necessario superare due gradini. Nessuna pedana, nessuno scivolo, nessuna soluzione che consentisse l'accesso autonomo alle carrozzine. Una barriera architettonica tanto evidente quanto inaccettabile.
La conseguenza è stata umiliante: ragazzi e carrozzine hanno dovuto essere sollevati di peso da altre persone per poter accedere allo spazio loro destinato. Una scena che non dovrebbe mai verificarsi in una manifestazione pubblica nel 2026 e che testimonia una sconcertante mancanza di attenzione verso chi vive quotidianamente difficoltà di deambulazione.
Le segnalazioni giunte alla nostra redazione da parte di alcuni dei diretti interessati suscitano amarezza e indignazione. Mentre istituzioni, associazioni e cittadini si impegnano ogni giorno per costruire una società più inclusiva, c'è ancora chi dimostra di considerare l'accessibilità un dettaglio secondario.
Quelle persone erano presenti per vivere una serata di festa, divertirsi e condividere un momento di comunità come tutti gli altri. Invece si sono ritrovate a dover affrontare ostacoli, disagi e un trattamento mortificante, quasi fossero oggetti da spostare e non cittadini titolari degli stessi diritti.
Di fronte a quanto accaduto, una parola emerge con forza su tutte: vergogna.
Vergogna per un'organizzazione che non ha previsto l'accessibilità di uno spazio destinato proprio alle persone con disabilità. Vergogna per un episodio che non avrebbe dovuto verificarsi. E vergogna perché, ancora oggi, c'è chi è costretto a chiedere ciò che dovrebbe essere garantito per diritto.
Qualcuno abbia almeno il coraggio di riconoscere l'errore e di chiedere pubblicamente scusa.

Valentina Tomirotti PepitosaSi vende come accessibile, ma senza un'auto privata, lì non ci arrivi proprio."Lì" è Cortina...
04/06/2026

Valentina Tomirotti Pepitosa
Si vende come accessibile, ma senza un'auto privata, lì non ci arrivi proprio.
"Lì" è Cortina d'Ampezzo. La stessa Cortina delle Paralimpiadi 2026, raccontata per mesi come modello di inclusione.
Sono dieci giorni che cerco un modo per viaggiare in treno e poi salire fino in paese con una trasporto pubblico o privato che possa caricare la mia sedia a ruote elettronica, che non è pieghevole. Mi serve per lavoro.
Ho chiamato uffici, numeri, centralini. Mi hanno rimbalzata ovunque e nessuno è ancora riuscito a dirmi come ci arrivo davvero. Dalle grandi stazioni non c'è un bus accessibile che dialoghi con gli orari di viaggio che devo rispettare, non c'è un trasporto con navetta che mi carichi, quindi la scelta è una sola: o ci vado in macchina o quel lavoro lo perdo. E qui viene il bello: salgo a 2700 metri in autonomia, fino al sul Lagazuoi. L'accessibilità l'hanno costruita dove si vedeva, dove faceva bella figura nelle foto. Nella vita reale di chi deve viverci e lavorarci, no.
Quando lo dico mi rispondono che Cortina è un posto per tutti. Sì, a patto che ti arrangi, ma arrangiarsi non è accessibilità.
L'accessibilità che si accende per i Giochi e si spegne appena se ne vanno le telecamere non è accessibilità, è una vetrina. E una vetrina, da sola, non porta nessuno fino in cima.
Per questo ho scritto al Comune di Cortina d'Ampezzo e alla Regione Veneto. Voglio sapere come stanno davvero le cose e cosa hanno intenzione di fare per questo territorio.

Esiste un trasporto accessibile dalle stazioni? Quali servizi del periodo paralimpico funzionano ancora oggi? Come sono stati spesi i fondi? Tre domande semplici. Vediamo se arriva una risposta o se sarà solo silenzio.
Io intanto una soluzione non ce l'ho ancora e l'unica strada sembra rinunciare al lavoro.

👉 Salvati questo post e mandalo a chi pensi debba leggerlo: ti è mai capitato di trovare un posto "accessibile" solo a parole?

Valentina Tomirotti PepitosaStamattina qualcuno mi augurerà buona Festa della Repubblica. Tra qualche ora la stessa Repu...
02/06/2026

Valentina Tomirotti Pepitosa
Stamattina qualcuno mi augurerà buona Festa della Repubblica. Tra qualche ora la stessa Repubblica mi lascerà davanti a un gradino.
Funziona così da 80 anni. Il 2 giugno escono il tricolore, le frecce, i discorsi sull’unità nazionale, per ca**tà, è giusto festeggiare il giorno in cui questo Paese ha scelto di essere una repubblica. Solo che quando la festa finisce resta il conto, ed è sempre lo stesso e a pagarlo siamo sempre noi.
C’è un articolo che ai comizi non cita nessuno, il 3, secondo comma. Dice che è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli che limitano di fatto l’uguaglianza. Quel “di fatto” l’hanno messo apposta nel 1948, perché sapevano benissimo che scrivere “siamo tutti uguali” e basta non serve a niente se poi non puoi entrare in Comune. E hanno usato la parola compito, che non è gentilezza e non è sensibilità, è un obbligo.
Quindi diciamolo oggi che è la giornata giusta. La rampa che manca non è una svista, è una Repubblica che non sta facendo il suo lavoro. L’ascensore rotto da otto mesi non è sfortuna, è un diritto che qualcuno ha deciso di non finanziare. E un seggio senza accesso, proprio nel giorno in cui si celebra il voto che ha fondato tutto questo, dovrebbe far vergognare chi lo ha lasciato lì.
Non mi interessa essere ringraziata per una rampa. Mi interessa che lo Stato faccia quello che si è scritto da solo 80 anni fa.
Buona Festa della Repubblica a chi pretende. Agli altri lascio il tricolore da sventolare.

articolo3 abilismo

"CONFLITTO DI INTERESSI"?Questa approfondita inchiesta di Stefano Iannaccone su Domani mette in luce tutte le discrepanz...
30/05/2026

"CONFLITTO DI INTERESSI"?
Questa approfondita inchiesta di Stefano Iannaccone su Domani mette in luce tutte le discrepanze che coinvolgono questo ministero.
Ve ne proponiamo una, a titolo di esempio, per far comprendere come tutto ruoti attorno a un sistema utilizzato per assegnare alte cariche esclusivamente a persone gradite e consentire inoltre, a determinate associazioni, di trarre vantaggio da un meccanismo che, invece, dovrebbe tutelare, anche in virtù del loro ruolo istituzionale, il mondo della disabilità.
L'inchiesta integrale nel link in fondo al post
"Come tutti sappiamo è stata istituita la figura dell’Autorità garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità, che ha preso forma nello scorso anno, insediandosi il 1° gennaio 2025.
Un passo in avanti, sulla carta.
Le risorse economiche assegnate sfiorano i 5 milioni di euro anche se mancano poteri effettivi.
Quello che preoccupa è che questo organismo è diventato occasione per portare avanti l’occupazione politica.
Alla presidenza del collegio dell’Authority è stato nominato Maurizio Borgo, componente dell’Avvocatura dello Stato, che Locatelli aveva nominato capo di gabinetto al suo ministero appena insediata, carica durata fino al 31 dicembre 2024.
Il giorno successivo Borgo ha lasciato gli uffici governativi per indossare i panni del presidente del Garante per le disabilità con un mandato quadriennale.
La nomina, come da legge istitutiva, spetta formalmente ai presidenti delle Camere, Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana.
Al fianco di Borgo, come componente del collegio del garante, c’è Francesco Vaia, ex direttore dell’istituto Spallanzani, molto apprezzato dalle sorelle Meloni fin dai tempi del Covid.
E c’è una grande contiguità tra il garante e le associazioni per le disabilità:
la sede sua è stata selezionata in via Maia, a Roma.
Gli uffici sono di proprietà dell’Anmic, guidata da Nazaro Pagano, che è anche presidente della Fand. A via Maia prima c’era proprio l’Anmic, che ora ha sede nel quartiere Prati.
L’accordo per la locazione (l’affitto che riceverà Anmic), come si legge dal bilancio di previsione dell’Autorità, è 162mila euro all’anno, 13mila e mezzo al mese, per un immobile di circa 1.000 metri quadri rispetto a una rendita catastale stimata di poco superiore a 27mila euro.
Interpellati sulla vicenda gli uffici del Garante hanno spiegato:
“La procedura per l’individuazione della sede dell’Autorità è stata gestita interamente dalla presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento per le politiche in favore delle persone con disabilità”.
La questione è stata rimandata agli uffici del ministero dove però, durante la selezione della sede, c’era come capo di gabinetto Borgo.
La domanda è stata rivolta allo staff della ministra, più volte sollecitato, ma non ha fornito risposte.
La contiguità tra ministero e associazioni è confermata anche dalla presenza di Roberta Speziale, figlia del presidente di Anffas (associazione di categoria), nel ruolo di esperta per 40mila euro (fino a settembre 2026).
Tutto questo conferma un cortocircuito tra controllori e controllati.
E tutto questo in un mondo come quello della disabilità alle prese con irrisolte difficoltà quotidiane."
https://www.editorialedomani.it/inchieste/locatelli-ministra-disabilita-inchiesta-affitti-conflitti-interessi-qytn33ed

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