29/09/2026
Oggi è venuta da me una paziente che conviveva da anni con un dolore alla schiena. Aveva provato diverse terapie e trattamenti, ma senza riuscire a trovare un beneficio duraturo.
Quando mi trovo davanti a situazioni come questa, la prima cosa che faccio non è pensare immediatamente a una terapia. Parto dalla persona.
Ascolto la sua storia, cerco di capire da quanto tempo è presente il dolore, come è iniziato, quali movimenti lo provocano o lo peggiorano e, soprattutto, quanto stia condizionando la sua quotidianità.
Poi passo alla valutazione clinica, fondamentale per cercare di individuare l'origine e i possibili meccanismi del dolore. Gli esami strumentali, quando necessari, sono preziosi, ma devono essere sempre interpretati insieme a ciò che emerge dalla visita.
Perché due persone possono arrivare con lo stesso “mal di schiena” e avere bisogno di percorsi completamente differenti.
È questo uno degli aspetti che considero più importanti nella Medicina del Dolore: non trattare semplicemente una risonanza o un punto che fa male, ma cercare di comprendere cosa c'è dietro quel dolore e costruire un percorso realmente personalizzato.
Quando una persona arriva dopo anni dicendo “Dottore, le ho provate tutte”, il mio compito è ricominciare dall'inizio: ascoltare, valutare e cercare una strada terapeutica appropriata.
Perché dietro una lombalgia che dura da anni non c'è soltanto una schiena che fa male. C'è una persona che da anni sta cercando di tornare a vivere senza che sia il dolore a decidere cosa può o non può fare.
Dott. Rocco Petta – Medicina del Dolore
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