Maria Alessia Tirabovi

Maria Alessia Tirabovi Percorsi di trasformazione interiore. Relazioni❤️ Lavoro✨ Corpo🦋

Ti accompagno a trasformare ciò che ti blocca, a rimetterti al centro e a creare una vita più autentica e allineata a chi sei davvero.

Oggi ho estratto una carta per te che parla di paure, ferite e rinascita.Una frase in particolare mi ha fatto soffermare...
28/08/2026

Oggi ho estratto una carta per te che parla di paure, ferite e rinascita.

Una frase in particolare mi ha fatto soffermare:

“Addentrati nelle ferite e nelle tue paure più segrete e trova i semi di saggezza che vi sono piantati.”

Spesso vorremmo liberarci velocemente di ciò che ci fa soffrire

Paura.
Insicurezza.
Fallimento.
Timore di non essere amati.
Solitudine.

E se, invece di contrastare continuamente queste parti di noi, provassimo ad ascoltarle e integrarle?

A volte ciò che ci fa più paura custodisce qualcosa che non abbiamo ancora visto di noi stessi.

Un bisogno recondito.
Una ferita ancora aperta.
Una parte di noi rimasta esclusa.
Ma anche una risorsa che aspetta di essere riconosciuta.

Forse “trasformarsi” non significa diventare qualcuno di diverso.

Significa lasciare andare ciò che ci blocca per permettere a qualcosa di più autentico di emergere.

🌱 E allora oggi ti lascio con la domanda di questa carta:

“Che cosa potrebbe esserci, per te, dall’altra parte di una paura che continui a evitare?”

Scrivimelo nei commenti
Ti leggo
Maria Alessia 💜

THE POWER DECK The cards of wisdom di Linn V. Andrews

18/08/2026

Un assaggio di una mia intervista di qualche anno fa…

E pensare che, fino a non molto tempo prima, ero la prima a sentirmi bloccata davanti a una videocamera o quando dovevo parlare in pubblico.

Oggi parlare di me, del mio lavoro e di ciò che faccio per accompagnare le persone nei loro percorsi di trasformazione è diventato parte della mia quotidianità.

In questa intervista racconto anche del metodo con cui ho iniziato questo viaggio e di come, attraverso il lavoro sulle convinzioni limitanti e sui blocchi interiori, ho scoperto una nuova possibilità: quella di accompagnare altre persone nel loro percorso di cambiamento.

Oggi il mio lavoro si è evoluto nei Percorsi Trasformativi individuali 1:1, pensati per chi sente di essere davanti a un passaggio della propria vita e desidera superare blocchi e insoddisfazioni ed essere più felice nelle relazioni, nel lavoro e nel corpo.

Questa intervista appartiene a una fase precedente del mio percorso, ma riascoltarla oggi mi ricorda una cosa importante:

a volte ciò che viviamo come un limite può diventare proprio il punto da cui iniziare a trasformarci. 🤍

Hai mai avuto paura di esporti o di mostrarti per come sei davvero?

Se sì, raccontamelo nei commenti. Ti leggo. 🌿

PERCORSI TRASFORMATIVI INDIVIDUALI 1:1
Per informazioni e per capire insieme se il percorso può essere adatto a te, scrivimi a [email protected]

07/08/2026

Qualche giorno fa ho ricevuto un post che mi ha profondamente colpita.

Parlava di un primario chirurgo da oltre 30 anni.

Per anni aveva immaginato che suo figlio avrebbe seguito le sue orme.

Invece quel figlio era pazzo per i motori, e ha scelto di fare il camionista.

All’inizio è stato difficile accettarlo.

Perché, volenti o nolenti, viviamo in una società che “impone regole non scritte” dove alcuni lavori valgono più di altri.

Poi, una notte, dopo un turno massacrante in ospedale, chiama il figlio.

È alla guida del suo Scania, sta attraversando il Brennero.

C’è la luna che illumina i monti.

La sua musica preferita.

E una frase che cambia tutto:

“Papà... sto una favola!”

In quel momento capisce una cosa.

Suo figlio è felice.

Sta facendo il lavoro che ama e che sente davvero suo.

E lo fa con responsabilità, serietà e dignità.

Questo post mi ha fatto pensare a una mia cliente.

Una mamma che, con tanto amore, ha sempre cercato di fare il meglio per suo figlio.

Lo ha protetto.

Lo ha guidato.

Lo ha controllato.

Aiutandolo a crescere.

Ma ora, durante il percorso insieme, sta scoprendo qualcosa di molto difficile.

Che amare un figlio non significa decidere chi deve diventare.

Significa restargli vicino mentre scopre chi è.

Ed è qui che arriva la parte più dura.

La RESA.

La resa del controllo.

La resa delle aspettative.

La resa dell’idea di pensare di sapere cosa sia meglio per chi amiamo.

Perché amare significa anche insegnare ai nostri figli ad assumersi le responsabilità della propria vita, delle proprie scelte e delle relative conseguenze.

Forse uno dei gesti d’amore più grandi che un genitore possa fare è proprio questo:

continuare ad amare il figlio... anche quando sceglie una strada diversa da quella che aveva immaginato.

🤍

E tu?

Hai mai dovuto rinunciare a un’aspettativa per permettere a qualcuno che ami di essere davvero sé stesso?

P.S. Questo reel nasce da un contenuto che mi ha profondamente colpita e che ringrazio per lo spunto di riflessione (Fonte: Claudio Michelizza).

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31/07/2026

…si, proprio quella da cui ti sei separata quando eravate due nel grembo e poi improvvisamente sei rimasta sola…

Così senti che manca sempre qualcosa per essere felice…e non sai cosa?

Per chi è un gemello superstite, quel vuoto ha un nome: sindrome del gemello scomparso.

“È l’oscurità negli occhi, il sospiro che esce senza volerlo, come se ti mancasse esattamente la tua metà.
Oggi ho scelto di trasformare il dolore in presenza.
Non è un tradimento: è amore che si libera.
Da qui inizio una vita piena, anche per chi non c’è.
Celebro, respiro, mi apro alle opportunità, all’amore, alle amicizie e alle passioni.
Le ferite non mi definiscono: le accolgo e le integro come ho fatto con questa grazie a un lavoro mirato.”

Così lo ha descritto la mia cliente, che finalmente, dopo la sessione, si è sentita libera…serena.

Se ti riconosci in queste parole, non restare sola/o, prenota una sessione: lavoriamo insieme per trasformare quel vuoto in spazio di vita.

17/07/2026

Aveva bisogno di sentirsi al sicuro.

Un mio cliente fumava da ben 53 anni.

In passato aveva già avuto un infarto.
Due stent.
Un bypass.

Eppure continuava a fumare.

Perché?

Perché il nostro sistema subconscio non mantiene un comportamento senza che ci sia un motivo, e soprattutto senza vantaggi, anche se apparenti e illusori.

Durante il percorso insieme è emerso che, per lui, o per meglio dire, per il suo subconscio, il fumo rappresentava molto più di una sigaretta.

Sicurezza.

Affetto.

Fiducia in se stesso.

La possibilità di dire di no.

Un modo per riempire i vuoti.

Il suo subconscio aveva imparato ad associare il fumo a tutte queste risorse.

Per questo smettere sembrava impossibile.

Non cercava di rinunciare solo a una sigaretta.

Credeva di rinunciare a sentirsi al sicuro, amato, accettato e protetto.

Quando queste convinzioni profonde sono emerse e le abbiamo trasformate, qualcosa è cambiato.

Ha smesso di fumare.

Perché il corpo parla e ci comunica ciò che stiamo vivendo.

E spesso le dipendenze non sono il problema.

Sono il tentativo di trovare “la soluzione”,

“la soluzione” che, però, finisce per fare male, finché non ci svegliamo.

Il corpo non ci tradisce.

Fa sempre del suo meglio per proteggerci.

Ci manda continuamente messaggi e segnali.

La domanda è:

Sei disposto ad ascoltarli?
🤍

Trovi il link al percorso in bio

Percorso trasformativo individuale: “Ascolta il tuo corpo per ritrovare il benessere”

11/07/2026

Questa frase me l’ha detta un cliente qualche giorno fa.

Non stava raccontando della sua infanzia.

Non stava ricordando un trauma.

Mi stava parlando di due importanti opportunità di lavoro arrivate di recente.

Eppure il suo corpo reagiva proprio come quando era ragazzo.

Con la stessa fatica.
Con la stessa voglia di piangere trattenuta. Quella che ti serra le mandibole e fa male.

Come se allenarsi, crescere e affrontare una sfida portasse inevitabilmente sofferenza e fatica.

Quanti di noi hanno imparato che per meritare qualcosa occorre stringere i denti?

Che il lavoro va a braccetto col sacrificio?

Che se qualcosa ci viene spontaneo e ci piace, allora vale meno?

E se invece il problema vero non fosse il lavoro…

Ma le convinzioni e gli schemi con cui abbiamo imparato a viverlo?

Una cosa è certa: quando iniziamo a trasformarli, accade una cosa sorprendente.

Non cambia solo il modo in cui lavoriamo. Cambia il modo in cui ci sentiamo.

Perché non siamo tutti chiamati a fare lo stesso lavoro. Per fortuna! :)

Ma ognuno di noi ha il diritto di desiderare e di sentirsi vivo in ciò che fa.

Qual è la convinzione sul lavoro che senti di aver ereditato e che oggi ti limita di più?

Scrivimelo nei commenti, ti leggo 🤍
Maria Alessia

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04/07/2026

Molte madri arrivano da me con un conflitto profondo che le ostacola.

Da una parte il grande desiderio di realizzarsi.

Dall'altra la paura che riuscirci voglia dire togliere qualcosa ai propri figli.

Come se scegliere sé stesse significasse amare meno ed essere “madri cattive.”

Una cliente aveva proprio questo timore.

Anni fa abbiamo lavorato insieme su queste convinzioni sabotanti e poco tempo dopo ha deciso di iscriversi alla facoltà di psicologia.

Qualche tempo fa mi ha scritto di nuovo.

Stava per gettare la spugna perché le sembrava impossibile trovare un tirocinio trovandosi all'estero.

Poi è cambiato qualcosa.

Ha ritrovato fiducia.

Ha iniziato a cercare nuove strade invece di bloccarsi.

E soprattutto ha capito una cosa fondamentale: suo figlio non era l'ostacolo ai suoi sogni.

Poteva camminare accanto a lei.

E imparare da lei.

Quando iniziamo a trasformare certe convinzioni è inevitabile che qualcosa cambi.
Non solo esploriamo nuove possibilità che prima non vedevamo, ma smettiamo di vivere i nostri desideri come se fossero una colpa.

E tu, cosa ne pensi?

Ti leggo
Maria Alessia 🤍

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