19/06/2022
NOZIONI FONDAMENTALI SULL' INTESTINO, IL TRATTO PRINCIPALE DELL' APPARATO DIGERENTE.
STRUTTURA INTESTINALE , PREVENZIONE E CURA DI POSSIBILI DISTURBI
L'intestino è una porzione dell'apparato digerente compresa tra il piloro (orifizio di uscita stomaco) e l'orifizio a***e. Viene distinto in due tratti, il piccolo intestino o intestino tenue ed il grande intestino o intestino crasso. L'intestino tenue inizia con la valvola pilorica, che lo separa dallo stomaco, e termina con la valvola ileo-cecale, che lo congiunge con il crasso. L'intestino tenue è un organo cavo di forma tubulare, con una lunghezza media di 6 metri e con un diametro medio di 4 centimetri, ma con una certa variabilità, che nella femmina è generalmente compresa tra 3 e 7,2 m, mentre nel maschio è generalmente compreso tra 4,8 e 7,8 m. Anatomicamente viene suddiviso in tre tratti, chiamati duodeno, digiuno e ileo. Il duodeno è il segmento maggiormente coinvolto nei processi digestivi, mentre digiuno ed ileo sono deputati soprattutto all'assorbimento dei nutrienti. A livello del tenue viene completata la digestione degli alimenti e buona parte dei princìpi nutritivi ottenuti. La superficie interna di questo tratto del tubo digerente è sollevata a formare pieghe, le quali a loro volta presentano numerose e sottili estroflessioni dette villi. Questa particolare conformazione anatomica ha lo scopo di aumentare la superficie di contatto, al fine di ottimizzare i processi digestivi e l'assorbimento. Ogni villo è tappezzato da cellule la cui membrana, rivolta verso il lume interno, presenta delle sottili estroflessioni chiamate microvilli. La conformazione di queste cellule, chiamate enterociti, ha lo scopo di aumentare ulteriormente la capacità digestiva ed assorbente dell'intestino. Alla base di ogni villo sono presenti delle piccole fossette chiamate cripte. Una delle principali caratteristiche degli enterociti è quella di vivere soltanto pochi giorni. Mano a mano che invecchiano, queste cellule si staccano dal villo e passano nel lume intestinale per essere eliminate con le feci. Il processo di rinnovamento della popolazione cellulare è continuo e gli enterociti sfaldati vengono prontamente rimpiazzati da nuove cellule che migrano dalle cripte. All'interno di ogni villo confluisce una f***a rete di capillari, fondamentale per il trasferimento dei nutrienti dal lume intestinale al circolo sanguigno. A differenza di acqua, sali minerali, glucidi ed aminoacidi, i lipidi non entrano direttamente nel sangue ma, attraversando l'enterocita, confluiscono in un vaso linfatico a fondo cieco presente al centro del villo (ecco perché una dieta ricca in grassi e specialmente di tipo non buoni, come possono risultare le fritture e i grassi saturi, solitamente di tipo animale, può affaticare tale apparato, provocando sovraccarichi che incidono sulle possibili patologie). Le vitamine meritano un discorso a parte poiché alcune di esse, in virtù della loro natura lipidica, seguono la via linfatica comune ai grassi, mentre le altre, essendo idrosolubili, vengono assorbite direttamente dai capillari sanguigni. Nell'intestino tenue viene completata la digestione degli alimenti, iniziata già nella bocca per quanto riguarda l'amido e nello stomaco per quanto riguarda le proteine. La durata della digestione è correlata alla quantità ed alla qualità degli alimenti ingeriti. Un pasto medio rimane nello stomaco per circa 2-3 ore, permane nel tenue per altre 5-6 ore e, arrivato nel crasso, vi soggiorna per circa 48-72 ore. Le feci, espulse all'esterno attraverso l'ano, sono costituite prevalentemente da acqua(75%), batteri, grassi (poiché la loro digestione è più complicata di quella degli altri nutrienti), sostanze inorganiche (minerali ed in particolare calcio, ferro, zinco), proteine, materiale indigerito (in particolare la fibra) e gli enterociti desquamati.
Per avere un intestino sano è consigliato :
1) Bere più acqua, l’ ideale è 1Lt per ogni Kg corporeo e comunque non meno di 2Lt al giorno lontano dai pasti. L'idratazione favorisce la digestione. Non deve essere necessariamente calda, anche se questo spesso rientra nella fenomenologia dei "rimedi della nonna". L’acqua è un’alleata preziosa della salute dell’intestino. Svolge un’azione di pulizia profonda dalle tossine e i residui dannosi che si annidano nel colon.
2) Mangiare cibi ricchi di fibre. In particolare le verdure che non necessitano di cottura sono l'ideale (così come i carboidrati a base di farina integrale). Alimenti ricchi di fibre sono essenziali al buon funzionamento di tutto l’organismo. Ed in particolare aiutano a mantenere l’intestino sano e si riflettono sul benessere generale, poiché è proprio nell’intestino che si concentra buona parte delle nostre difese immunitarie.
3) Abituare l'intestino a una certa varietà di cibi. I legumi, per esempio, creano gonfiore allo stomaco, ma sono alimenti sani e completi e rappresentano una valida alternativa all'eccesso di carne tipico della nostra dieta.
4) Mangiare più frutta.
5) Il gruppo delle vitamine B (principalmente B1,B6,B12) è fondamentale per garantire il benessere del nostro organismo a partire dall’intestino.
6) Mangiare meno con porzioni minori, ma distribuite in più pasti. Dare la precedenza agli alimenti ricchi di vitamine e minerali come il magnesio e il ferro, come i carboidrati integrali (evitandone l'abuso). Mangiare più probiotici per regolare la fibra intestinale.
7) Evitare le fritture, queste sono saporite, ma sono ricche di grassi più difficili da assimilare.
8) Vale lo stesso per le carni rosse e per i salumi ricchi di grasso.
9) Moderare latticini.
10) Limitare l'assunzione di caffè.
11) Limitare l'assunzione di alcol.
12) Tagliare drasticamente lo zucchero.
I principali cibi alleati per il mantenimento di un buon intestino e la sua cura sono : Arance, Finocchi, Asparagi, Topinambur, Olio extra vergine di oliva, Yogurt, Cereali integrali, Farro, Crauti ed Aglio.
Il digiuno non è una forma per sé di disintossicazione, tuttavia ha effettivamente il pregio di far riposare l'apparato digerente e di indurre una pulizia cellulare a un livello più profondo. Esistono forme di digiuno terapeutico per il quale vale sempre la raccomandazione di base: è un'esperienza che si può fare solo se seguiti da un medico e dopo un'attenta valutazione dei rischi e dei benefici sulla scorta dei risultati delle analisi del sangue e delle urine.
INTEGRATORI CHE PREVENGONO E CURANO PROBLEMI DI TIPO INTESTINALE E NON SOLO
1) ALOE NATURALE SENZA ALOINA. L’Aloe vera è un rimedio fitoterapico che contiene glicosidi antrachinonici, sostanze in grado di facilitare la contrazione della muscolatura del colon aumentando la peristalsi intestinale e favorendo il progredire delle feci verso l’esterno, e anche di aumentare la secrezione di acqua e sali da parte dell’intestino, rendendo la massa fecale più voluminosa e più morbida e quindi più facile da espellere. Questi principi attivi vengono solitamente poco assorbiti nello stomaco e nell’intestino tenue mentre si attivano nell’intestino crasso, dove sono metabolizzati grazie alla capacità della flora batterica di trasformarli in antroni, responsabili delle proprietà lassative. Solitamente l’effetto lassativo si manifesta dopo 6-12 ore dall’assunzione.
2) INTEGRATORI PROBIOTICI (microrganismi vivi detti batteri buoni, che costituiscono la fauna batterica intestinale)
3) INTEGRATORI DI FIBRE
4) INTEGRATORI DI VITAMINE E MINERALI specialmente del
gruppo B