Dott.ssa Laura Privitera Psicologa Psicoterapeuta EMDR Pratictioner

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Dott.ssa Laura Privitera Psicologa Psicoterapeuta EMDR Pratictioner Psicologa psicoterapeuta ad orientamento Sistemico Relazionale ed EMDR Pratictioner
Diagnosi e abilitazione DSA
Doposcuola specialistico DSA

28/08/2026

🩵 A volte darsi una seconda possibilità significa iniziare un percorso di cura.

Esly Regina Carvalho, psicoterapeuta, PhD e Trainer of Trainers, è una voce autorevole nel panorama EMDR internazionale.

La sua riflessione ci ricorda che la terapia non cancella ciò che è accaduto.
La terapia aiutare a lavorare su ciò che è rimasto bloccato.

Il passato non deve continuare a influenzare il presente: l’EMDR può aiutare la persona a rielaborare memorie traumatiche e a ritrovare gradualmente nuove risorse.

🩵 Condividi questo post con chi può trovare utile questa riflessione.

29/05/2026

Breve guida di sopravvivenza urbana ai casi umani quotidiani
Ovvero, come riconoscerli in tempo, prima che ti trasformino la giornata in un tirocinio non richiesto in psicopatologia applicata.

Premessa doverosa: qui non facciamo diagnosi al bar, al semaforo o sotto i post Facebook.

Però certi copioni umani sono così ripetitivi che ormai meriterebbero il libretto delle istruzioni.

C’è il narcisista da marciapiede, quello che entra in una stanza e si comporta come se l’illuminazione fosse stata progettata per esaltargli il profilo.
Parla solo di sé, ma con la generosità di chi crede di offrirti un’esperienza formativa. Se ti chiede “come stai?”, è solo perché ha bisogno di prendere fiato prima di ricominciare.

Poi c’è il paranoide da condominio, convinto che il mondo intero abbia fondato un comitato segreto per danneggiarlo.
Se non gli rispondi subito, stai complottando. Se gli rispondi, stai manipolando. Se respiri, probabilmente stai inviando segnali cifrati alla controparte.

Il passivo-aggressivo da manuale, invece, non ti attacca mai frontalmente. No.
Lui “non ha detto niente”.
Ha solo sospirato, guardato il soffitto, scritto “come vuoi” con la temperatura emotiva di una denuncia penale e poi ti ha servito una vendetta fredda dentro una frase apparentemente educata.

Immancabile il borderline relazionale da montagne russe, quello per cui alle 9 sei la persona più importante della sua vita e alle 9.17 sei una delusione irrimediabile dell’umanità.
Ti ama, ti odia, ti blocca, ti sblocca, ti scrive “addio” e poi ti manda un audio di sette minuti per spiegarti perché sei tu che non comunichi.

Poi c’è l’istrionico da palcoscenico permanente, che trasforma anche l’acquisto del detersivo in una scena madre.
Vive come se ci fosse sempre una telecamera accesa, un primo piano in corso e un pubblico invisibile pronto ad applaudire la sua sofferenza, possibilmente con luce calda e colonna sonora drammatica.

Il dipendente affettivo professionista lo riconosci perché non sceglie, si appende.
Non costruisce relazioni, cerca stampelle emotive.
Ti consegna le chiavi del suo equilibrio dopo tre messaggi e poi si stupisce se tu non vuoi diventare il suo centro di gravità permanente.

C’è anche l’ossessivo-controllante, quello che non organizza, sequestra la realtà.
Ha un file Excel anche per le emozioni, corregge le virgole dei tuoi pensieri e vive nel terrore che qualcosa possa accadere senza la sua autorizzazione preventiva.

Il vittimista cronico, invece, è una categoria a parte.
Non vive esperienze, produce fascicoli.
Qualunque cosa accada, lui è stato frainteso, tradito, escluso, perseguitato, sabotato. Anche quando inciampa da solo, pretende il risarcimento dal pavimento.

E poi arriva lui, il manipolatore sentimentale a basso costo, quello che alterna complimenti, colpevolizzazioni, silenzi punitivi e improvvise dichiarazioni di fragilità.
Non comunica, gestisce leve.
Non ama, amministra dipendenze.
Non ti cerca, ti richiama in servizio.

…nella vita non possiamo evitare tutti i casi umani.
Ma possiamo imparare a riconoscere prima quelli che arrivano con il cartello luminoso “attenzione:
dispersione di tempo, energia e salute mentale”.

Perché la maturità, a un certo punto, non è più capire tutti.
È capire in fretta chi va lasciato dove sta.

Con garbo, certo.
Ma anche con passo deciso.

Perché alcune persone non entrano nella tua vita per insegnarti qualcosa.
Entrano per verificare se hai finalmente imparato a chiudere la porta.

25/05/2026

Tenere a mente 🌀❤️

27/04/2026

: ragionamenti intorno al tema del . Cosa ne pensate? È vero che tutto si può perdonare?

26/10/2025

«Lasciare andare,
non significa dare ragione o torto
a quello che è stato,
significa riportare nuovamente
la consapevolezza nel presente.
Comprendere,
che staccarsi dal passato,
è necessario per vivere bene il presente.
Nel lasciar andare ritrovi la pace.
Quando non ti aggrappi a nulla
sei libero di volare ovunque.»
dal libro: https://amzn.to/3xx9Oaq
(𝘐𝘭 𝘷𝘪𝘭𝘭𝘢𝘨𝘨𝘪𝘰 𝘥𝘦𝘪 𝘮𝘰𝘯𝘢𝘤𝘪 𝘴𝘦𝘯𝘻𝘢 𝘵𝘦𝘮𝘱𝘰)

11/10/2025

"La buona madre è quella che diventa inutile" (N. Coosemans)
Una frase che spiazza, ma che racchiude una potente verità.

Nel percorso di crescita, il compito di un genitore non è creare dipendenza, ma allenare all’autonomia. È accompagnare, non sostituire. È costruire sicurezza interna, non controllo.

🧠 Il cervello adolescente ha bisogno di allenamento per imparare a prendere decisioni, gestire le emozioni e costruire la propria identità. Una iperprotezione può rallentare lo sviluppo delle aree cerebrali deputate all’autoregolazione e al problem solving.

Aiutare significa anche fare un passo indietro. Lasciare che il ragazzo o la ragazza inciampi, si rialzi, scelga. Perché solo così potrà sviluppare quella forza interiore che rende liberi e capaci. Essere “inutile” non vuol dire essere assente. Vuol dire essere diventati una base sicura.

👉 Se conosci qualcuno che può essere interessato a questi argomenti, condivido subito il post per fare rete e diffondere la conoscenza!

06/10/2025

Si mimetizzano con i gesti quotidiani, nell’urgenza di restare occupati, nel bisogno di controllare tutto, nella paura di lasciarsi andare... ma ci dicono qualcosa di importante. Si tratta di strategie di sopravvivenza, apprendimenti che un tempo ci hanno protetto ma che oggi ci tengono prigionieri. Riconoscerli è il primo passo per trasformarli.

02/09/2025

Indirizzo

Via Cesare Battisti, 34/H
Belpasso
95032

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