Dott.ssa Elda Castelluzzo - Psicologa Neuropsicomotricista

Dott.ssa Elda Castelluzzo - Psicologa Neuropsicomotricista Psicologa e neuropsicomotricista
Percorsi di cura, gentilezza e sviluppo

Iscritta all'Ordine degli Psicologi Regione Campania n 10240
Iscritta all'Ordine TSRM PSTRP Na Av Bn Ce n 277

26/08/2026

La terapia ti dà le chiavi, ma la comunità è la casa in cui vivere.

Se ti senti come Peter Parker, ricorda: chiedere aiuto è il primo passo, ma costruire il tuo "quartiere" è ciò che ti salva davvero.

Ti è mai capitato di sentirti così? Parliamone nei commenti.

Il welfare non si delega a uno schermo.L'ennesima pubblicità mostra un bambino catturato dallo schermo di un iPhone. Que...
10/08/2026

Il welfare non si delega a uno schermo.

L'ennesima pubblicità mostra un bambino catturato dallo schermo di un iPhone. Quella che viene venduta come "comodità" o "innovazione" è in realtà la fotografia di una resa sociale.Crescere un figlio non può essere un compito delegato a uno smartphone. Quando la cura dei minori si riduce a un display, i diritti dell'infanzia vengono calpestati in nome del profitto. I bambini hanno diritto al tempo, alle relazioni, al gioco reale e alla presenza.
È ora che anche le grandi aziende private smettano di monetizzare sulla solitudine dei più piccoli. Invece di produrre intrattenimento ipnotico, investano concretamente nel welfare aziendale e sociale: asili nido, congedi reali, supporto concreto alle famiglie e tempo libero per i genitori.I bambini hanno bisogno di futuro, non di dispositivi.

La pausa estiva non è un'interruzione del trattamento terapeutico, ma parte integrante di esso.È un opportunità per sper...
03/08/2026

La pausa estiva non è un'interruzione del trattamento terapeutico, ma parte integrante di esso.
È un opportunità per sperimentare le proprie risorse, mettere in pratica quanto appreso in terapia e osservare con maggiore chiarezza i propri bisogni.

C’è una differenza abissale tra il colmare un vuoto e il desiderare una presenza. Tra il bisogno di coprire un ruolo e l...
20/07/2026

C’è una differenza abissale tra il colmare un vuoto e il desiderare una presenza. Tra il bisogno di coprire un ruolo e l’urgenza di incontrare un’anima.

Nelle relazioni di oggi capita spesso di cadere nella trappola della "sostituibilità": cerchiamo qualcuno che colmi un silenzio o risponda a un'aspettativa sociale. Ma l’amore vero rifiuta l’intercambiabilità.

Per Penelope, Ulisse non è un “ruolo” da ricoprire; è l’incastro esatto dei suoi ricordi, l’uomo del letto nuziale radicato nell’ulivo.

La Penelope di Nolan lo grida: «IO VOGLIO ULISSE». Tessere e disfare la tela non è solo un inganno per prendere tempo, ma un atto di resistenza poetica e psicologica. Il rifiuto di accontentarsi.

Oltre le tempeste della vita coniugale, c'è la volontà di attendersi e scegliersi. Perché amare non significa occupare un posto vuoto nel copione, ma riconoscere l'unicità dell'altro.

👉 Scorri le slide per esplorare questa dinamica.

💬 E tu, hai mai avvertito il confine tra il bisogno di un ruolo e l'urgenza di una presenza? Parliamone nei commenti.

La psicoterapia per me è come l’Alice nel Paese delle Meraviglie del 1951. 🧠🎬​Quello vero, disegnato a mano. Un’esperien...
17/07/2026

La psicoterapia per me è come l’Alice nel Paese delle Meraviglie del 1951.

🧠🎬
​Quello vero, disegnato a mano. Un’esperienza incredibile travestita da film per bambini. Una di quelle robe che se lo guardi a cinque anni ti confonde, ma se lo guardi da adulto ti fa mettere in discussione il modo in cui interpreti la realtà.
​Alice insegue un coniglio, cade giù da una buca, e da lì in poi è un caos che funziona. Si rimpicciolisce, si ingrandisce, parla con fiori che cantano e beve tè con gente matta.
​In terapia, quella "buca" rappresenta il momento in cui decidiamo di mettere in discussione le nostre rigide certezze per esplorare nuovi modi di pensare. La psicoterapia ti prende per mano e ti dice: "Vieni va’, fidati, anche se per ora non capisci una mazza". E tu ti fidi. Perché Alice è come te. Vuole capire. Fa domande. Ma nessuno le dà risposte preconfezionate.
Ed è qui che inizia la magia terapeutica. Invece di darti soluzioni pronte, la terapia ti insegna a fare come Alice: a fare spazio alle domande senza l'ansia di dover trovare subito una spiegazione a tutto.

🐱 TOLLERARE L'AMBIGUITÀ E ACCOGLIERE LO STREGATTO
Nella vita adulta ci costruiamo una corazza di logica, scadenze, e rigidi "devo" o "dovrei", convinti che controllare ogni cosa ci proteggerà.
In psicologia chiamiamo questa trappola "bisogno di chiusura cognitiva": l'ossessione di volere risposte certe e immediate per non sentire l'ansia del dubbio.
Attraverso la psicoterapia, invece, impari a non cercare disperatamente quelle risposte. Alleni la tolleranza dell’ambiguità, una delle competenze più pure della salute mentale: la capacità di stare nel dubbio senza stare male.
Impari a goderti il viaggio. A ridere di una teiera che canta. A trovarti d’accordo con uno Stregatto che non esiste quasi mai — che in chiave cognitiva rappresenta proprio l'ambivalenza delle nostre emozioni e dei nostri pensieri: vanno, vengono, appaiono e scompaiono, e noi possiamo imparare a guardarli senza farci travolgere.
Impari persino a gestire la Regina di Cuori che grida "Tagliatele la testa!" ogni volta che fai un errore, capendo che quella voce è solo una distorsione della tua mente, un catastrofismo che puoi ridimensionare guardandolo in faccia e dicendogli: "Ma tu sei solo un mazzo di carte!".

🧭 IL FINALE SENZA FINALE: UNA CRESCITA INVISIBILE
Il Paese delle Meraviglie non ha regole fisse, ed è proprio quello il punto. In un mondo dove tutti ti dicono come devi comportarti o cosa devi pensare, la terapia ti allena alla flessibilità cognitiva. Ti sussurra: “Senti, guarda che puoi anche non capirci niente in questo momento, e vivere bene lo stesso. Anzi: magari è meglio.”
Alice non trova la formula magica alla fine del film. Non c'è uno spoiler perfetto. Ma mentre gira in questo mondo di pazzi, impara a adattarsi, a cambiare prospettiva, a trovare nuove strategie per stare di fronte alle stranezze del mondo. In una parola: sviluppa resilienza. Cresce, anche se non lo dice.

Ci torno spesso nel Paese delle Meraviglie, nella mia stanza di terapia. Anche solo per dieci minuti. Anche solo per sentire il gatto sparire piano piano, o per ricordare a me stesso/a — e ai miei pazienti — che a volte, per smontare i pensieri che ci incastrano, l'unica soluzione è accettare di perderci un po' nel viaggio. ✨

E voi? Avete mai avuto la sensazione di essere caduti nella buca del coniglio? Parliamone nei commenti.

30/06/2026

🐾 Parli con il tuo animale domestico? Non stai impazzendo, sei più empatico!

💬 E tu, che discorsi fai al tuo amico a quattro zampe?

La tua famiglia NON sono i tuoi genitori.Tagliare il cordone psicologico non significa amare meno i propri genitori. Sig...
23/06/2026

La tua famiglia NON sono i tuoi genitori.

Tagliare il cordone psicologico non significa amare meno i propri genitori. Significa iniziare a proteggere la persona che si ha accanto.

Perché una nuova famiglia possa nascere, quella vecchia deve fare un passo indietro. Non è un tradimento, è l’evoluzione naturale di ogni legame sano.

Tu hai già tracciato questo confine?

La scienza delle relazioni ci dice che la vera sicurezza emotiva si costruisce attraverso il ciclo di Rupture and Repair...
30/05/2026

La scienza delle relazioni ci dice che la vera sicurezza emotiva si costruisce attraverso il ciclo di Rupture and Repair (Rottura e Riparazione).

Ignorare il problema o fare finta di nulla logora il legame. Tornare sui propri passi, validare i sentimenti dell'altro e connettersi di nuovo dopo un distacco è ciò che rende un rapporto indistruttibile. 💪✨

Salva il post per ricordartene la prossima volta che discuti con qualcuno a cui tieni!

L'assertività è una forma di gentilezza verso sé stessi."No Rain, No Flowers". 🌧️🌸Questa frase, che porto ogni giorno co...
06/05/2026

L'assertività è una forma di gentilezza verso sé stessi.

"No Rain, No Flowers". 🌧️🌸

Questa frase, che porto ogni giorno con me, ci insegna che la fioritura ha bisogno di condizioni precise. Ma c'è un malinteso comune: pensiamo che per "fiorire" si debba correre, performare o essere sempre pronti a dire di sì.

In realtà, i fiori non sbocciano a comando. Hanno i loro tempi.

Qui entra in gioco l'assertività.

Essere assertivi non significa solo "saper dire di no" agli altri. Significa avere la gentilezza di rispettare i propri tempi.

È assertivo dire: "Ho bisogno di tempo per pensarci".

È assertivo riconoscere: "Oggi non ho le energie per questo passo".

È assertivo onorare la propria "pioggia" senza forzare un sole che non c'è ancora.

Nel mio studio, lavoriamo per trasformare l'assertività da "scudo" a "nutriente". Non è un atto di guerra verso l'esterno, ma un patto di rispetto verso l'interno. Dire la propria verità con calma e fermezza è il modo più alto di essere gentili con la persona che passerà tutta la vita con noi: noi stessi.

Rispettare il proprio ritmo non è un lusso, è l'unico modo per non appassire prima del tempo.

E tu, ti stai concedendo la gentilezza di rispettare i tuoi tempi oggi?

28/04/2026

Un piccolo promemoria per ricordarti che va bene fermarsi a riva, riparare la barca e ricominciare con i propri tempi. La salute mentale è una pratica quotidiana.
📩 Mandalo a qualcuno che deve leggerlo oggi.

Indirizzo

Via Dell'Esperanto , 5
Benevento
82100

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